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                    SERVIZIO DI ADORAZIONE ORE 8.00 – DOMENICA 12 DICEMBRE 2010
 
Oratore: Pastore Rosario Mascari
 
ELISEO E LA PARTE DOPPIA
(2° parte)
                                                      
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
Questa domenica viene ulteriormente illustrato il valore della doppia parte di unzione e di benedizioni spettanti di diritto alla Chiesa di Cristo in quanto costituita da primogeniti.
 
Ebrei 12:23 …all'assemblea universale in festa e alla chiesa dei primogeniti che sono scritti nei cieli, a Dio, il giudice di tutti, agli spiriti dei giusti resi perfetti…
 Questo versetto lo afferma chiaramente, ma  è possibile che tutti i credenti siano primogeniti? Sì, perché chi è in Cristo s’identifica in Lui e diviene beneficiario di tutte le Sue prerogative.
Romani 8:17 E se siamo figli, siamo anche eredi, eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pure soffriamo con lui per essere anche con lui glorificati.
Questo versetto costituisce la base scritturale di riferimento riguardo al nostro diritto a ricevere la stessa eredità di Cristo, quindi anche la doppia unzione.
 
È stato già detto che nell’A. T. i primogeniti avevano diritto al doppio dell’eredità e al doppio di tutto, si è parlato di Eliseo, l’unico tra i tanti discepoli del profeta Elia che si sentiva suo figlio, il solo che lo seguì fino al momento in cui fu rapito in cielo e che ricevette la doppia parte di unzione.
Era stato chiamato da Elia mentre lavorava nei campi, proprio come Gesù chiamò i Suoi discepoli mentre svolgevano la loro attività. Questo ci dice che Dio chiama le persone operose, non di certo i pigri, e da quel momento Eliseo iniziò a servire il profeta Elia, nonostante avesse un carattere alquanto difficile, con dedizione e con lo stesso zelo con cui lavorava i campi.
Romani 8:17 dice che se siamo figli siamo anche eredi di Dio e coeredi di Cristo, affermazione che dovrebbe riempirci di gioia, in quanto ci dice che siamo destinatari di una grandiosa eredità, uguale a quella di Cristo, di gran lunga superiore alle più ricche eredità terrene.
 
Noi cristiani non dovremmo manifestare la nostra fede solo quando ci troviamo nel contesto della chiesa, è troppo facile, ma quando siamo fuori, dove siamo raggiunti da un bombardamento di cattive notizie che vorrebbero indurci alla paura e alla disperazione, farci cadere nel panico e nel timore che ai nostri cari possano accadere le cose più gravi; è allora che siamo chiamati a pronunciare parole di speranza e di benedizione.
In questo tempo in cui si dice di tutto, fuorché parole positive, la Chiesa di Cristo è chiamata a pronunciare parole di doppia benedizione. Non dobbiamo accontentarci di poco, perché tutte le benedizioni ci appartengono e per riceverle dobbiamo dichiarare parole di fede, le sole che muovono la mano di Dio, mentre quelle improntate a paura muovono la mano del maligno.
 
Nella città di Palermo si può avvertire nell’aria un senso di oppressione e di tristezza; le persone brancolano nel buio, hanno cessato di sperare che qualcosa di buono possa accadere nella loro vita e non fanno che pronunciare parole di lamentela. Non lasciamoci mai coinvolgere in dichiarazioni pessimistiche, non accordiamoci con chi vede tutto nero e parla in negativo, perché parole negative attirano eventi negativi; parole di fede attirano i favori divini.
La Chiesa di Cristo è la luce del mondo e può dare speranza, certezza, parole di benedizione; può attirare le persone verso Colui che può cambiare la loro vita.
Molti non sanno parlare di altro che di malattie e di medicine, credono che la loro salvezza dipenda dai farmaci e se è vero che talvolta sono necessari, è anche vero che non occorre abusarne, perché comunque hanno sempre degli effetti nocivi. Preghiamo piuttosto il Signore che potenzi i nostri anticorpi e li renda idonei a sconfiggere qualunque male, specialmente quelli di stagione; chiediamoGli di darci sapienza riguardo all’uso da farne ed anche riguardo all’alimentazione, perché purtroppo molti muoiono a causa degli eccessi alimentari.
 
Tornando al profeta Eliseo, in aggiunta a quelle illustrate la scorsa domenica, oggi vengono evidenziate altre benedizioni di cui la doppia unzione è portatrice. 
     
     4. Guarigione fisica
Viene ricordata la storia del Siro Naaman (2Re 5:1-14), comandante dell’esercito siriano, uomo molto importante e stimato, che si ammalò di lebbra, malattia a quel tempo inguaribile.
Una ragazza israelita, serva di sua moglie, venuta a conoscenza del fatto gli consigliò di recarsi da un uomo di Dio che si trovava nel suo Paese, perché sicuramente lo avrebbe guarito.
 Naaman ne parlò col re di Siria, il quale scrisse una lettera al re d’Israele per informarlo che il suo servo si sarebbe recato da lui per essere guarito. Naaman quindi partì portando con sé un’enorme quantità di oro e di argento per fargliene dono, ma quando il re d’Israele lesse la lettera si preoccupò, imprecò, disse che non poteva guarire nessuno e temette che quella visita fosse un espediente per attaccarlo e invadere il Paese.
Eliseo venne a conoscenza del fatto e gli fece sapere di mandare quell’uomo da lui, così Naaman si recò alla sua porta. Senza andare a riceverlo, il profeta gli mandò incontro un messaggero per dirgli di bagnarsi sette volte nel Giordano. Naaman si adirò fortemente, sia perché Eliseo non lo aveva accolto con onore, sia perché gli sembrava irrazionale attendersi la guarigione da un simile rituale, ed anche perché il Giordano in confronto ai grandi fiumi esistenti nel suo Paese era un fiumiciattolo. Era infuriato e solo per le parole convincenti dei suoi servi si accinse a fare come l’uomo di Dio aveva detto, col risultato che dopo la settima immersione uscì dall’acqua perfettamente guarito.
2Re 5:13 Ma i suoi servi gli si avvicinarono e gli parlarono, dicendo: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una grande cosa, non l'avresti fatta? Tanto più ora che ti ha detto: "Lavati e sarai mondato"». 14 Allora egli scese e si immerse sette volte nel Giordano, secondo la parola dell'uomo di DIO; la sua carne tornò come la carne di un piccolo fanciullo e fu mondato.
Vari episodi della Bibbia parlano del Giordano come di un fiume in cui c’è la presenza di Dio: Elia vi fu rapito, Gesù vi fu battezzato e lo Spirito Santo discese su di Lui, questo ci dice che possiamo ricevere quando siamo alla presenza del Signore e abbandoniamo i nostri processi mentali. Naaman aveva pensato che per guarirlo, Eliseo avrebbe dovuto compiere chissà quali riti e cose pompose, non…mandarlo a bagnarsi sette volte nel Giordano! Dio però non segue le logiche umane e a volte si diverte a raggiungere i Suoi obiettivi facendo cose molto strane!
Naaman non era Ebreo, non faceva parte del Patto e non aveva alcun diritto alla guarigione, ma quando obbedì al profeta e mise fede nelle sue parole, fu guarito per la grazia di Dio, perché in quel luogo c’era la Sua presenza. Dopo aver messo a nudo la sua infermità sotto gli occhi di tutti e mostrato costanza nell’obbedienza, dopo la settima immersione Naaman non solo fu guarito nel corpo, ma fu compunto nel cuore, infatti si convertì all’unico vero Dio, quello d’Israele.
Questo fu dovuto al doppio dell’unzione del profeta Eliseo!
Oggi quella doppia unzione ci appartiene e se talvolta non avviene ciò che ci aspettiamo, specialmente in presenza di malattie croniche, non scoraggiamoci, combattiamole con la fede perseverante e confessiamo la Parola di Dio, perché il doppio dell’unzione produce guarigione. Molti nostri fratelli e sorelle hanno ricevuto guarigioni miracolose che hanno messo in difficoltà i medici, i quali nei loro referti non hanno potuto che scrivere: “guarito inspiegabilmente”.
 
Restaurazione
Ancora nel secondo libro dei Re si legge che un giorno, mentre i discepoli di Eliseo stavano facendo una costruzione con dei tronchi, ad uno di loro cadde nel fiume Giordano la scure con cui lavorava e che aveva preso in prestito. A quel tempo doveva essere un oggetto pregiato se quell’uomo si disperò e chiese aiuto al profeta.
2Re 6:5 Mentre uno abbatteva un tronco, il ferro della scure gli cadde nell'acqua. Egli si mise quindi a gridare e disse: «Ah, mio signore, questo l'avevo preso in prestito».
L’intervento di Eliseo produsse un fenomeno contrario ad ogni legge fisica: gettò nell’acqua un legno e la scure tornò a galla.
6 L'uomo di DIO domandò: «Dov'è caduto?». Egli indicò a lui il posto. Allora Eliseo tagliò un pezzo di legno, lo getto in quel punto e fece venire a galla il ferro.
Questo indica ciò che nella nostra vita fa la croce di Cristo: ci riporta tutte le cose che senza nostra colpa abbiamo perduto. Attraverso la croce, il doppio dell’unzione ci permette di riportare all’esistenza cose che credevamo perdute per sempre, ma dobbiamo reclamarle. Cristo ci ha riscattato dalla maledizione, dalla malattia, dalla povertà; vuole restituire la casa a chi l’ha persa; fare recuperare una posizione sociale a chi l’ha perduta e se a noi sono accadute cose del genere non dobbiamo rassegnarci, ma gridare disperatamente a Lui, come fece quel ragazzo quando gli cadde la scure in acqua; il pezzo di ferro tornò a galla e il profeta gli disse: «Prendilo». Così egli stese la mano e lo prese (v. 7).
Dio può fare al di là di quello che possiamo immaginare, e se quei grandi miracoli furono possibili nell’A. T., lo sono ancor più nel Nuovo, perché il Patto stipulato con noi è migliore, in quanto suggellato col sangue di Dio.
 
   6.   Protezione.
 In questo mondo difficile, tutti avvertiamo il bisogno di protezione e in Cristo possiamo essere certi di averla. Per dare l’idea della protezione divina viene letta una storia della Bibbia che parla ancora del valore della doppia unzione.
Mentre il re di Siria era in guerra contro Israele, inviava i suoi uomini a fare delle incursioni nel territorio nemico, ma vedendo che ogni sua mossa falliva perché gli Israeliti la conoscevano in anticipo, si turbò e cercava il traditore. Alle sue parole: “Sapete dirmi chi dei nostri parteggia per il re d’Israele?”, uno dei servi gli disse: «Nessuno, o re mio signore, ma Eliseo, il profeta che è in Israele, fa sapere al re d'Israele perfino le parole che tu dici nella camera da letto» 2Re 6:12.
Questo era il livello di comunione Eliseo aveva con Dio!
Nell’apprendere una simile notizia, il re di Siria decise di prendere il profeta e fece circondare la sua casa da un grande esercito! Al mattino, nel vedere quel grande schieramento di soldati, armi e cavalli attorno alla casa, il servo del profeta s’impressionò e chiamò il suo padrone che, per nulla turbato, gli disse: «Non temere, perché quelli che sono con noi sono più numerosi di quelli che sono con loro» (2Re 6:16).
Parlava delle schiere angeliche inviate da Dio in sua difesa. Il servo non le vedeva, ma poté vederle dopo che Eliseo pregò: «O Eterno, ti prego, apri i suoi occhi, perché possa vedere» (v. 17).
Questa storia ci dice che normalmente il nemico ci disturba con demoni di scarsa importanza, ma non appena ci consacriamo al Signore e per lui costituiamo un pericolo, ci scatena addosso il suo grande esercito. In nostro favore, però, c’è la protezione di Dio e quando ci sentiamo accerchiati dalla malattia, dai problemi, dalla povertà, da situazioni che vogliono distruggerci, ricordiamoci che a nostra protezione Dio manda le Sue schiere angeliche! Anche se con gli occhi naturali non sempre vediamo cosa c’è nel regno spirituale, dobbiamo credere che Dio è il nostro scudo e che la Sua potenza è a nostra disposizione.
Qual è il seguito della storia? Mentre i nemici avanzavano verso di lui, Eliseo pregò così: “Ti prego, colpisci questa gente di cecità”. Questo avvenne ed Eliseo poté prendere tutti i soldati nemici, portarli dal re d’Israele, farli rifocillare e infine rimandarli a casa loro, così le bande dei Siri, non vennero più a fare incursioni nel territorio d'Israele (v.23).
 
 Isaia 54:17 Nessun'arma fabbricata contro di te avrà successo, e ogni lingua che si alzerà in giudizio contro di te, la condannerai. Questa è l'eredità dei servi dell'Eterno, e la loro giustizia viene da me», dice l'Eterno.
 Questo principio lo sperimentò Davide quando vinse il gigante Golia. Gli bastò una fionda e una pietruzza per abbattere l’avversario, a cui staccò la testa con la sua stessa spada. Aveva affrontato Golia con spirito di fede, perché sapeva che Dio era con lui, e non mancò il bersaglio.
Se ci sono delle lingue che parlano male di noi ingiustamente, che infamano la Chiesa di Cristo e i Suoi ministri, noi possiamo condannarle affinché si ravvedano!
 
Liberazione.
 Si dà lettura della miracolosa liberazione di Samaria (2R2 6:24-33; 7:1-16).
Quando il re di Siria la mise sotto assedio ci fu una carestia tale che una testa d’asino, che era considerato un animale impuro, veniva venduta a caro prezzo. Per Israele sembrava non esserci alcuna speranza e la cosa venne imputata all’Eterno, con la conseguenza che il re si fece precedere da un messaggero con l’ordine di uccidere il profeta Eliseo. Nel vedere arrivare anche il re, il profeta proclamò che l’indomani la farina e l’orzo avrebbero avuto un prezzo basso. Non fu creduto, ma in quel drammatico momento quattro lebbrosi disperati pensarono di tentare la salvezza entrando nell’accampamento nemico, pronti anche a morire, tanto quella era la fine che in ogni caso li attendeva. In quell’accampamento, però, non c’era più nessuno perché il Signore aveva fatto sentire ai Siri un gran rumore di carri e di cavalli che li aveva impauriti e fatti fuggire. Per liberare il Suo popolo da quell’assedio, Dio aveva confuso i Siriani, che fuggirono lasciando nel campo ogni ben di Dio, come il profeta aveva detto. Quando siamo allo stremo delle forze, debilitati e oppressi, in condizione di fame e di miseria, se ci rivolgiamo a Lui, Dio farà scendere il terrore contro Satana e ci libererà dall’oppressione.
 
Non dimentichiamo che in Cristo abbiamo il diritto al doppio della benedizione e che siamo nella condizione di poter essere benedetti nelle finanze, nella famiglia, nella salute fisica, mentale ed emotiva, in ogni altro ambito della nostra vita. Inoltre possiamo riappropriarci di tutto quello che il nemico ci ha rubato e contare sulla protezione di Dio e sulla Sua liberazione.
Se in alcune aree della nostra vita non registriamo tante benedizioni, abbiamo bisogno di reclamare il doppio dell’unzione, perché in quanto coeredi di Cristo ci appartengono tutte le benedizioni e non dobbiamo permettere al nemico di rubarcele, ma non dimentichiamo che solo una fede violenta s’impadronisce delle promesse di Dio!