Martedì 23 Novembre 2010 08:30
SERVIZIO DI ADORAZIONE ORE 8.00 – PALERMO DOMENICA 21 NOVEMBRE 2010
Oratore: Pastore Rosario Mascari
DOVE C’È LO SPIRITO DEL SIGNORE C’È LIBERTÀ
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Or il Signore è lo Spirito, e dove c’è lo Spirito del Signore, lì c’è libertà. 2Corinzi 3:17
L’affermazione dell’apostolo Paolo, secondo cui dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà, merita un approfondimento, in quanto la libertà di cui egli parla è cosa ben diversa da quella generalmente intesa.
“Libertà” è un termine abusato in ogni campo, da quello politico a quello di ogni altra area della vita civile, ma per i cristiani il concetto di libertà è strettamente collegato alla relazione che si ha col Signore.
Il versetto sopra citato, tratto dalla seconda epistola dell’apostolo Paolo ai Corinzi, intende affermare che la vera libertà è possibile solo dove c’è lo Spirito del Signore e che dove non c’è Lui non c’è vera libertà.
Tutti parlano di libertà travisandone però il significato, perché credono che la libertà consista nel poter fare tutto ciò che si vuole, poter dire tutto quello che si pensa, non avere regole e limiti di sorta, avere uno stile di vita totalmente anarchico, ecc., ma questo tipo di libertà produce solo danni. Ogni molti di noi credono di poter avere qualche forma di libertà senza Dio, ma la società in cui viviamo denota chiaramente di essere schiava, soggiogata da catene invisibili ma potenti. I nostri giovani si considerano liberi di fare e di pensare tutto ciò che vogliono e non si accorgono che il loro punto di vista è solo egocentrico e va a scapito degli altri. Se potessimo aprire gli occhi dello spirito vedremmo i ceppi che li tengono imprigionati e vedremmo anche chi li trascina nel vortice del peccato. In realtà noi possiamo essere veramente liberi nella misura in cui siamo nello Spirito e camminiamo nello Spirito.
Nell’epistola ai Colossesi l’apostolo Paolo afferma che la vera libertà è solo in Cristo e parla di quello che è avvenuto nel mondo spirituale quando Gesù pagò con la vita per renderci liberi.
Per far comprendere ciò che Egli fece per noi, il pastore Rosario Mascari narra un aneddoto:
“Un giorno un pastore evangelico incontrò un ragazzo che in mano teneva una gabbia contenente dei passeri. Lo fermò per chiedergli cosa pensava di farne e poiché quello gli rispose che per un po’ si sarebbe divertito a spennacchiarli e poi li avrebbe dati in pasto ai gatti, gli propose di venderglieli. Il ragazzo pensò che quell’uomo non ragionasse bene perché acquistare degli uccellini di nessun valore non era segno d’intelligenza, tuttavia approfittò della proposta e gli chiese una cifra molto alta. L’uomo pagò senza opporre alcuna obiezione, quindi prese la gabbia, aprì lo sportello e lasciò gli uccellini liberi di volare, lasciando la gabbia vuota”.
Questa storia rende l’idea di ciò che Cristo fece per noi: andò nel mondo dello spirito dove Satana ci teneva prigionieri, ingabbiati, legati per il puro piacere di torturarci, di opprimerci, di distruggerci, e con la mira di non farlo solo sulla terra, ma per l’eternità. Gli chiese a che prezzo ci avrebbe venduti a Lui ed alla sua risposta: “a prezzo di tutto il Tuo sangue” Egli non obiettò e s’immolò per noi.
Chi conosce Cristo e ha fatto con Lui una reale esperienza, di certo ha da raccontare la propria storia, e si tratta sempre di una storia a lieto fine. C’è chi può raccontare di essere stato immerso nel peccato, chi nel vizio, chi nella depressione e nell’oppressione, chi nella malattia, nella paura, nella povertà, chi in più di queste cose insieme, e di averla vista cambiare totalmente in qualità, mediante la propria fede, dopo averla data al Signore.
Ci rendiamo conto da cosa ci ha liberati Gesù? Ci rendiamo conto che siamo esseri eterni e che dobbiamo pensare al nostro futuro nella prospettiva dell’eternità? Molti credenti continuano ad essere materialisti e a concentrarsi esclusivamente sulla vita terrena, ma anche se Gesù ha provveduto tante benedizioni per questa vita, la cosa che più conta è che ci ha strappati dalle grinfie di Satana e dalla prospettiva dell’inferno, che esiste ed è un luogo reale, contrariamente a quello che molti credono, cioè che si tratti di qualcosa di astratto.
Noi vedremo passare il mondo, vedremo la manifestazione dell’anticristo e gli eventi della fine dei tempi, giudicheremo gli angeli decaduti che ci hanno tormentati su questa terra, saremo alla destra di Gesù e Lo vedremo faccia a faccia, come faccia a faccia vedremo il Padre.
Pensiamo a queste cose o siamo concentrati solo sulla vita materiale?
La Bibbia afferma che è miserabile chi pensa solo alle cose di questa terra, quindi anche se desideriamo condurre una vita benedetta, dobbiamo avere chiaro il concetto di libertà, sapere da cosa siamo stati liberati e avere la consapevolezza di poter essere strumenti di libertà per altri.
In Luca 4:14 si afferma che quando lo Spirito Santo arriva nella nostra vita, ci usa affinché proclamiamo l’anno di grazia del Signore, l’anno della liberazione.
Dopo che Gesù stette nel deserto per quaranta giorni, solo e senza cibo, messo a dura prova dalle altissime temperature diurne e da quelle molto rigide della notte, tentato in ogni cosa da Satana che voleva renderGli la vita ancora più difficile, quando uscì da quel deserto, ripieno della potenza dello Spirito Santo, come prima cosa si recò nella sinagoga, dove ebbe inizio il Suo ministero.
Luca 4:14 E Gesù, nella potenza dello Spirito se ne ritornò in Galilea e la sua fama si sparse per tutta la regione all'intorno. 15 Ed egli insegnava nelle loro sinagoghe, essendo onorato da tutti. 16 Poi venne a Nazaret, dove era cresciuto e, com'era solito fare in giorno di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò per leggere. 17 E gli fu dato in mano il libro del profeta Isaia; lo aprì e trovò quel passo dove era scritto: 18 «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, 19 e per predicare l'anno accettevole del Signore».
Mentre Gesù leggeva, tutti stavano ad ascoltare. Non immaginavano di chi era Colui che avevano davanti e quello che di lì a poco sarebbe avvenuto. Sembrava un sabato qualsiasi, una riunione come tante ce n’erano state. Non c’era alcun segno soprannaturale che distinguesse quel culto e quel giorno dagli altri, eppure stava per accadere qualcosa di straordinario.
Luca 4:20 Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si pose a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. 21 Allora cominciò a dir loro: «Oggi questa Scrittura si è adempiuta nei vostri orecchi».
Dopo avere richiuso il libro, Gesù affermò che quella profezia si adempiva in quel giorno nella Sua persona; in altri termini disse di essere il Messia, l’Unto dell’Eterno, Colui che stavano aspettando. Disse che lo Spirito del Signore era su di Lui e che era stato unto per evangelizzare i poveri, per guarire i cuori feriti, per liberare i prigionieri e gli oppressi, per dare la vista ai ciechi, per predicare l’anno di grazia del Signore.
Ai presenti nella sinagoga, quel giorno di duemila anni fa, Egli disse: “Sono qui per liberarvi!"; la stessa cosa Egli dice oggi a noi.
Qualcuno, pur essendo cristiano, è oppresso da un giogo che non è quello di Cristo? Egli è venuto per spezzare quel giogo e per dargli libertà!
Nell’Antico Testamento lo Spirito Santo scendeva sui profeti, come scese su Mosé, su Davide, su Eliseo, su Sansone, che poté agire con una forza soprannaturale perché di fatto quella forza non era sua, ma dello Spirito Santo che era su di lui.
Giudici 14:6 Allora lo Spirito dell’Eterno venne su di lui con potenza ed egli senza avere niente in mano squarciò il leone come si squarcerebbe un capretto, ma non disse nulla a suo padre e a sua madre di ciò che aveva fatto.
Molti pensano che la forza di Sansone fosse una sua qualità innata; probabilmente doveva avere una costituzione forte, ma nessun uomo avrebbe potuto squarciare un leone se non per la forza dello Spirito Santo. Quanto più noi, che abbiamo lo Spirito Santo dentro e non su di noi come lo aveva Sansone, possiamo squarciare le opere delle tenebre con la Sua forza?
Anche se dovessimo avere di fronte Satana in persona, che vuole apparirci ‘come’ un leone ruggente, non dobbiamo temere, perché in realtà egli è come un leone, poiché l’unico vero Leone è il nostro Signore Gesù.
Scherzando, ma non troppo, il pastore Mascari dice che in realtà il nemico è come un verme travestito da leone, privo di denti perché Gesù glieli ha fatti cadere tutti, che va in giro con un registratore in cui è inciso il ruggito di un leone con cui vuole spaventarci. È un bugiardo e dobbiamo resistergli.
Giacomo 4:7 Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi.
Sansone squarciò un leone. Abbiamo l’idea di cos’è un leone? Quanto è poderosa la sua struttura? Che paura fa la sua bocca? Come sono pericolosi i suoi enormi artigli ed enormi i suoi denti? Ebbene, Sansone lo squarciò perché lo Spirito Santo era su di lui.
Nel libro degli Atti si legge cosa avvenne nel giorno di Pentecoste quando discese lo Spirito Santo.
Atti 2:2 All’improvviso venne dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dove essi sedevano. 3 e apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e andarono a posarsi su ciascuno di loro.
Lo Spirito Santo si posò su ciascuno dei discepoli sotto forma di lingua di fuoco che scendeva dal cielo, ma in altri casi è raffigurato come un vento che soffia dove vuole e tocca chi vuole.
È Lui che fa la differenza, è la Sua unzione che ci trasforma, perché andare in chiesa e ascoltare la Parola di Dio può darci una maggiore conoscenza, ma la nostra trasformazione che si riflette anche nel vivere quotidiano può avvenire solo per mezzo dello Spirito di Dio.
Egli è interessato a ciascuno di noi, vuole trasformarci all’immagine di Cristo, vuole che la nostra mente sia rinnovata e i nostri corpi siano guariti, e quando c’è la Sua presenza avviene sempre qualcosa di soprannaturale.
I su citati versetti del Vangelo di Luca ci dicono quali effetti lo Spirito Santo vuole conseguire attraverso di noi.
- Evangelizzare i poveri, non solo chi ha problemi economici, ma anche chi è bisognoso spiritualmente, è disperato e non sa a chi rivolgersi. Noi che abbiamo la ricchezza dello Spirito possiamo dare questa ricchezza ad altri e colmare il loro vuoto interiore. Chiediamo al Signore di farci Suoi strumenti per portare ricchezza a tanta povertà. I gesti inconsulti di cui abbiamo notizia quotidianamente, sono il frutto di tanta disperazione e di tanta povertà,
- Guarire quelli che hanno il cuore rotto, cioè quelli che hanno nel cuore profonde ferite dovute a rifiuto, abbandono, divorzio, morte di una persona cara, calamità, ecc.. Le cicatrici che costoro portano nell’anima sono tali da non potere essere cancellate neppure dal tempo, ma lo Spirito Santo le guarisce e noi possiamo e dobbiamo essere i Suoi strumenti.
- Proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi. Quanti prigionieri ci sono tra noi? C’è chi, ad esempio, è prigioniero del gioco, in tale vizio ha dissipato ogni avere e non può essere guarito da nessuno psicologo poiché il suo è un male spirituale. C’è chi lo è della droga e di ogni sorta di vizi. Gesù è venuto per dare libertà ai prigionieri e agli oppressi, ma anche per dare la vista ai ciechi, a chi vaga nelle tenebre più nere e non ha visione né speranza.
- Proclamare l’anno di grazia del Signore. Cos’è l’anno di grazia? Equivale al Giubileo dell’Antico Testamento, che cadeva ogni cinquantesimo anno, nel corso del quale tutti i debiti venivano condonati, i prigionieri e gli schiavi venivano rimessi in libertà, le proprietà che erano state vendute venivano restituite ai vecchi proprietari. Dio aveva stabilito che in occasione del Giubileo venissero rispettate queste regole affinché ci fosse un’equa distribuzione della ricchezza e nessuno si arricchisse approfittando del bisogno degli altri. Naturalmente tutto questo era frutto della sapienza di Dio e in quel tempo nel Suo popolo non si sarebbe potuto verificare quanto accade oggi in Italia, dove la ricchezza è concentrata nelle mani del 3% della popolazione, il 40% vive mediocremente, la rimanente parte tocca la soglia della povertà.
L’anno di grazia inaugurato da Gesù, il nostro Giubileo dal valore spirituale, non è finito, durerà fino al Suo ritorno.
Se qualcuno di noi è oppresso da un giogo, si sente cieco, confuso, ottenebrato, ferito nel cuore, sappia che lo Spirito di Dio vuole dargli libertà, vuole spezzare le catene, infrangere le sbarre della prigione in cui è rinchiuso, sciogliere i legami imposti dal nemico, fasciare i cuori rotti.
Lo stesso Spirito che fu sui profeti e su Gesù è venuto dentro di noi per fare qualcosa di grande e di soprannaturale nella nostra vita, è venuto per proclamare per noi l’anno di grazia del Signore, è venuto per darci vita e vita in abbondanza, perché Egli è l’Iddio che per noi ha pensieri di pace e non di male, per darci un futuro e una speranza (Geremia 29:11).



