Martedì 09 Novembre 2010 06:57
SERVIZIO DI ADORAZIONE ORE 8.00 – PALERMO, DOMENICA 6 NOVEMBRE 2010
Oratore: Pastore Lirio Porrello
BATTESIMI
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Con le loro testimonianze che precedono la predicazione, tutti i battezzandi manifestano un cuore pieno di gratitudine per la grande opera compiuta dal Signore nella loro vita, per i miracoli avvenuti nelle loro case, per le benedizioni di cui sono stati oggetto.
Dopo avere ricordato che la parola “battezzare” dal greco baptizo vuol dire immergere fino al punto di sommergere e che l’immersione fisica, come vedremo in seguito, raffigura un’immersione anche spirituale perché rappresenta la morte e il seppellimento del battezzando con Cristo, viene data lettura del brano del Vangelo di Matteo che riporta quello che viene definito “Il grande Mandato” di Gesù alla Sua Chiesa.
Matteo 28:18 Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell'età presente. Amen»
Il battesimo in acqua viene praticato in obbedienza a un comando di Gesù. L’esatta traduzione non è “andate e fate discepoli”, come riportano in alcune Bibbie, in quanto il testo originale dice: “andando fate discepoli”. L’imperativo non riguarda l’andare, ma il fare discepoli dovunque ci si rechi. Certo è implicito il fatto che per fare discepoli di tutti i popoli della terra bisogna anche muoversi.
Soffermando l’attenzione sulle parole “fate discepoli battezzandoli ” si comprende che il battesimo in acqua segna il punto d’inizio di un cammino di discepolato, è la testimonianza di persone che non solo hanno creduto in Gesù come Salvatore e Signore, ma intendono spendere per Lui la loro vita.
In altri termini c’è differenza tra l’essere credente e l’essere discepolo, perché mentre il primo beneficia di quello che Gesù ha fatto per lui, il secondo decide di dare la vita per il Maestro. Tutti iniziamo come credenti e riceviamo dal Signore, ma poi rispondiamo al Suo grande amore mettendo la nostra vita a Sua disposizione e chiedendoGli di trasformarci per renderci Suoi fedeli testimoni.
La scorsa domenica, quando si è parlato del battesimo nello Spirito Santo, nel corso dei tre servizi almeno una sessantina di persone lo hanno ricevuto.
Nella chiesa primitiva il battesimo nello Spirito Santo venne ministrato per la prima volta ai gentili da Pietro nella casa del centurione romano Cornelio. Per l’apostolo si trattò di un fuori programma, infatti non prevedeva che in quella casa, dove Dio lo aveva inviato, lo Spirito Santo sarebbe sceso sui presenti e tutti avrebbero iniziato a parlare in altre lingue. Assieme agli Ebrei che erano con lui rimase sorpreso, perché era evidente che quei pagani avevano creduto, che erano stati battezzati in Cristo e avevano ricevuto il battesimo nello Spirito Santo, quindi si vide costretto a considerarli parte della Chiesa e a battezzarli in acqua.
Atti 10:45 E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, rimasero meravigliati che il dono dello Spirito Santo fosse stato sparso anche sui gentili, 46 perché li udivano parlare in altre lingue e magnificare Dio. Allora Pietro prese a dire: 47 «Può alcuno vietare l'acqua, perché siano battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo proprio come noi?». 48 Così egli comandò che fossero battezzati nel nome del Signore Gesù. Essi poi lo pregarono di rimanere con loro alcuni giorni.
Era la prima volta che dei gentili ricevevano il battesimo nello Spirito Santo, perché quelli che lo avevano ricevuto nel giorno di Pentecoste erano tutti Ebrei, e quel battesimo fu la porta d’ingresso dei gentili nella Chiesa. Per realizzare il Suo progetto, Dio stesso aveva preso l’iniziativa e messo in atto strategie soprannaturali.
Dopo essere stati battezzati in acqua chiesero a Pietro di fermarsi con loro per alcuni giorni per essere consolidati nella fede, ammaestrati nella dottrina di Cristo e potere continuare il cammino cristiano con piena chiarezza delle cose di Dio.
Quella dei battesimi è una delle sei dottrine che costituiscono il fondamento della dottrina di Cristo.
Ebrei 6:1 Perciò, lasciando l'insegnamento elementare su Cristo, tendiamo alla perfezione, senza porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, 2 della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno.
Premesso che per dottrina s’intende una verità rivelata e confermata, la Bibbia parla di tre battesimi disponibili per i credenti del Nuovo Testamento.
1. Il primo è il battesimo in Cristo, il solo necessario per essere salvati. Avviene ad opera di Dio all’atto della conversione del cuore. Allorché si riceve Gesù e si diventa partecipi della Sua natura divina, si riceve la salvezza e la vita eterna, Egli inserisce il credente nel Suo corpo, cioè nella Sua Chiesa. La Bibbia dice che se uno è in Cristo è una nuova creatura, tutti i suoi peccati vengono perdonati e cancellati grazie al sangue di Cristo che ha la potenza di purificarci da ogni iniquità.
2Corinzi 5:17 Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove.
2. Il secondo è il battesimo in acqua, che si riceve dopo essere stati salvati e si pratica in obbedienza al comando di Gesù: “Fate discepoli battezzandoli”. Non ci si battezza in acqua per essere salvati, ma perché si è già salvati. Alcuni dicono che il battesimo in acqua purifica dai peccati, ma non è vero, i peccati vengono lavati dal sangue di Cristo, non dall’acqua, e solo dopo che una persona viene lavata col sangue di Gesù può battezzarsi in acqua e testimoniare la propria esperienza spirituale.
3. Infine c’è il battesimo nello Spirito Santo, che nell’ordine potrebbe essere secondo, come avvenne nella casa di Cornelio.
Venendo in noi, lo Spirito Santo ci infonde potenza per servire Dio e ci abilita ad essere Suoi testimoni, perché ci associa alla Sua testimonianza.
Atti 1:8 voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea, in Samaria e fino all’estremità della terra».
Quando Gesù è morto, noi non c’eravamo ma Lui sì, e quando noi diciamo che Gesù è morto per i peccatori, lo Spirito Santo lo conferma nei cuori delle persone.
Quando diciamo che Gesù è risuscitato dai morti, lo Spirito Santo che ne fu l’artefice fa sentire nel cuore di chi ascolta che quella è la verità.
È Lui che fa la differenza, senza la Sua opera nessun predicatore avrebbe successo, perché quando un predicatore parla, è lo Spirito Santo che lo ispira, lo unge, gli dà le giuste parole, la giusta ispirazione, la giusta carica.
Noi pentecostali siamo grati a Dio per averci dato la rivelazione dello Spirito Santo e averci fatto sperimentare che Egli trasforma persone timide e silenziose in predicatori coraggiosi e infuocati. Questo non dipende dalle abilità umane, ma dalla Sua opera.
Quando nella casa di Cornelio Dio battezzò nello Spirito Santo tutti quelli che vi si trovavano, con quel suggello fece capire agli Ebrei presenti che aveva scelto i gentili come aveva scelto loro e continua a fare lo stesso con in ogni persona che crede. Il primo che Dio scelse fu Abramo. Non lo meritava, ma lo scelse perché in lui vide una qualità in cui s’identificò: aveva un cuore paterno pur non avendo figli. Cambiò il nome di Abramo, che significa “padre eccelso”, in Abrahamo, che vuol dire: “padre di moltitudini”.
Genesi 18:19 Io infatti l'ho scelto, perché ordini ai suoi figli e alla sua casa dopo di lui di seguire la via dell'Eterno, mettendo in pratica la giustizia e l'equità, perché l'Eterno possa compiere per Abrahamo ciò che gli ha promesso».
Lo scelse col preciso scopo di renderlo padre di tutti i credenti, cioè di coloro i quali come lui sarebbero stati giustificati per fede.
Lo scelse perché aveva un progetto per la sua vita e sceglie noi perché ha un progetto anche per la nostra. Ci ha scelti per essere strumenti di salvezza e di benedizione, per essere testimoni della Sua grazia, perché attraverso ciascuno di noi molti conosceranno la verità, saranno salvati e Lo loderanno per l’eternità. Dio non ci ha scelti per caso!
All’inizio del Suo ministero, Gesù scelse persone di estrazione sociale molto modesta, erano pescatori. Disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini» (Matteo 4:19).
Forse li avrà avvertiti, umoristicamente suggerisce il pastore Lirio, che mentre prima pescavano pesci vivi che poi morivano, poi avrebbero pescato pesci morti che sarebbero diventati vivi!
Erano persone prive di cultura, fragili e deboli come noi, pieni di conflitti simili ai nostri, ma alla fine divennero coraggiosi, forti nella fede, talmente pieni d’amore per il Signore da dare la vita per Lui. Non si vergognavano di proclamare la verità, non si lasciavano intimidire dal nemico, proclamavano la Parola con franchezza. La loro vita è per noi un grande esempio da imitare e il Signore non mancherà di ricompensare chi avrà dato la propria vita per Lui.
Il battesimo in acqua rappresenta l’identificazione del battezzando con Cristo.
1. All’atto dell’immersione egli s’identifica nella Sua morte e nel Suo seppellimento e riconosce di essere morto con Cristo alla carne, al peccato, al mondo.
2. Nell’atto dell’emersione s’identifica nella Sua risurrezione.
3. Incamminandosi ancora bagnato, s’identifica con Lui in un cammino di vita nuova, non più secondo la carne ma secondo lo Spirito. Per carne non deve intendersi solo l’attitudine ad agire in modo malvagio, a seguire gli istinti naturali, a compiere gravi peccati, perché si agisce secondo la carne anche quando si pensa di realizzare gli scopi divini con le proprie forze.
L’essere umano è portato ad agire secondo la carne, ma il Signore vuole che camminiamo nello Spirito e che cessiamo di confidare nelle nostre abilità, che viviamo una vita santa seguendo Colui che è Santo e che non è lontano, visto che abita in noi.
4. Prendendo posto in chiesa, il credente s’identifica con Cristo e sta seduto con Lui nei luoghi celesti, rivestito della Sua stessa autorità. Il fatto di essere seduti dà l’idea del riposo. Anche i centoventi che attendevano lo Spirito Santo prima della Pentecoste stavano seduti, e questo ci dice che quello che si riceve non è per i propri sforzi e che se possiamo fare cose grandi per Dio è per la Sua grazia nella nostra vita.
Tutti i primi credenti, come quei gentili di cui abbiamo parlato, dopo essersi convertiti avevano fame della Parola di Dio e perseveravano nelle cose del Signore. Dopo la prima predicazione di Pietro tremila presone si convertirono, furono battezzate ed erano assidue nell’ascoltare gli insegnamenti degli apostoli, nella comunione fraterna e nelle preghiere.
Atti 2:40 Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa». 41 Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone. 42 Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere.
Erano perseveranti perché lo Spirito Santo suscita fame delle cose di Dio e dove arriva Lui arrivano anche la grazia e la preghiera. Il battesimo in acqua non costituì per loro un punto d’arrivo, ma di partenza, infatti da quel momento iniziarono un cammino di discepolato. Così deve essere ancor oggi per chi si battezza in acqua, perché Dio vuole portare a compimento l’opera che ha iniziata.
La chiesa di Filippi nacque in un momento di grande afflizione dell’apostolo Paolo. Mentre si trovava in prigione assieme a Sila, il suo carceriere si convertì perché Paolo gli annunciò la buona novella dell’Evangelo e in seguito in casa sua curò le piaghe che i ceppi avevano prodotto nei loro piedi. I Filippesi sostennero finanziariamente Paolo nei suoi viaggi missionari ed egli fu loro talmente grato che iniziò questa epistola pregando per loro.
Filippesi 1:3 Ringrazio il mio Dio ogni volta ch'io mi ricordo di voi, 4 pregando sempre con gioia per voi in ogni mia preghiera, 5 a motivo della vostra cooperazione alla diffusione del vangelo dal primo giorno fino al presente,
I Filippesi erano generosi, collaboravano per portare avanti il piano di Dio e Paolo scrisse a loro una frase:
“… sono persuaso che colui che ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù”(v. 6).
…che è divenuta famosa e che può essere applicata a tutti coloro i quali, battezzandosi in acqua, testimoniano la loro esperienza col Signore ed esprimono la decisione di essere Suoi discepoli.



