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                   SERVIZIO DI ADORAZIONE ORE 8.00 – PALERMO, DOMENICA 31 OTTOBRE 2010
 
Oratore: Pastore Lirio Porrello
 
I BENEFICI DEL PARLARE IN ALTRE LINGUE
 
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
Siamo cristiani pentecostali e in quanto tali crediamo nel battesimo nello Spirito Santo accompagnato dal segno esteriore del parlare in altre lingue, cosa che non avviene per iniziativa umana, ma per ispirazione dello Spirito Santo.
Parlare in altre lingue è, detto in termini moderni, come chattare con Dio ed è un grande mezzo che Egli ci dà, affinché ne traiamo dei benefici che tutto il mondo pentecostale in teoria conosce, ma di cui non tutti godono appieno perché lo praticano poco.
 
I pentecostali sono frutto di un risveglio che ha avuto inizio poco più di un secolo fa in America e che ha dato luogo a un movimento caratterizzato dal segno del parlare in altre lingue, segno soprannaturale esteriore e visibile di una fede che altrimenti rimarrebbe un fatto dichiarato solo a parole. Si tratta di un parlare, inspiegabile sul piano razionale, in lingue sconosciute e mai studiate.
 
Il pastore Lirio riferisce la sua esperienza del battesimo nello Spirito Santo.
Dopo la conversione desiderò con tutto il cuore riceverlo, ma per mancanza di un corretto insegnamento pensava di doverlo meritare e quindi pregò moltissimo a questo scopo.
Era il 1975 e si trovava a Mistretta, suo paese d’origine, allorché un giorno, dopo essersi improvvisato predicatore a un gruppo di uomini che stavano giocando davanti a un bar, cosa che non si confaceva al suo carattere particolarmente timido, ma che veniva da una forte spinta interiore, rientrando a casa sentì scendere dentro di sé un gran fuoco, iniziò a parlare in altre lingue e per molte ore non poté fermarsi. I suoi familiari si preoccuparono, pensarono che stesse male, non potevano comunicare con Lui perché alle loro domande non riusciva a rispondere in italiano, parlava solo in lingue. Alla fine li tranquillizzò per iscritto dicendo che quanto gli accadeva era opera dello Spirito Santo.
Naturalmente i suoi non compresero, ma per lui fu una forte esperienza che colpì il suo stesso razionalismo, gli fece comprendere che quello era un fenomeno soprannaturale che veniva da Dio e che il “segno” di cui parla la Scrittura non è qualcosa di teorico, ma di reale. Quell’esperienza influì molto sulla sua conversione.  
 
Il grande apostolo Paolo, che aveva ricevuto il battesimo nello Spirito Santo per l’imposizione delle mani praticata da Anania, alla chiesa di Corinto che pure parlava in altre lingue scrisse: “Io ringrazio il mio Dio, perché parlo in lingue più di voi tutti”(1Corinzi 14:18)
Se lo faceva lui, che era un apostolo e grande uomo di Dio, quanto più dobbiamo farlo noi?!
Nella nostra chiesa “La Parola della Grazia”, la quasi totalità delle persone ha ricevuto questo battesimo, ma ci si chiede se dopo averlo ricevuto tutti continuano a pregare regolarmente in altre lingue o si dimenticano di avere il privilegio di poter comunicare con Dio attraverso lo Spirito Santo.
 
Al popolo d’Israele Dio aveva promesso il Messia, ma quando Gesù venne sulla terra parlò di un’altra promessa del Padre, quella dello Spirito Santo che avrebbe mandato al Suo posto quando Egli sarebbe tornato in cielo. Portato a compimento il mandato di salvare l’umanità ed esaurito il Suo compito visibile sulla terra, Gesù si è seduto alla destra del Padre e intercede per noi; adesso è lo Spirito Santo che continua sulla terra l’opera da Lui iniziata, lo ha fatto attraverso gli apostoli e successivamente, di generazione in generazione, attraverso gli altri credenti.
 
Abrahamo rappresenta i credenti giustificati per fede e la promessa dello Spirito Santo è proprio per loro, per i credenti giustificati per fede. Non si tratta di una promessa qualsiasi, ma della promessa per eccellenza.
 

Galati 3:14 affinché la benedizione di Abrahamo pervenisse ai gentili in Cristo Gesù, perché noi ricevessimo la promessa dello Spirito mediante la fede.

 
Prima del sacrificio della croce, Gesù comandò ai discepoli di attendere lo Spirito Santo e preannunciò loro che sarebbero stati rivestiti di potenza.
 

Luca 24:49Ed ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio; ma voi rimanete nella città di Gerusalemme, finché siate rivestiti di potenza dall'alto.

Della stessa promessa parla il libro degli Atti, in cui è scritto che Gesù comandò ai discepoli di non allontanarsi da Gerusalemme e di attendere che si realizzasse la promessa del Padre.
 

Atti 1:4 E, ritrovandosi assieme a loro, comandò loro che non si allontanassero da Gerusalemme, ma che aspettassero la promessa del Padre: «Che, egli disse, voi avete udito da me.

In quell’attesa i discepoli si radunavano nell’Alto Solaio, il luogo in cui avevano consumato con Gesù l’Ultima Cena, per pregare, e dopo che lo Spirito Santo discese su di loro e tutti i discepoli parlavano in altre lingue, tanto che chi li osservava credeva che fossero ubriachi, anche Pietro parlò di questa promessa.
 

Atti 2:37 Or essi, udite queste cose, furono compunti nel cuore e chiesero a Pietro e agli apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?». 38 Allora Pietro disse loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. 39 Poiché la promessa è per voi e per i vostri figli e per tutti coloro che sono lontani, per quanti il Signore Dio nostro ne chiamerà».

 
Dalle parole di Pietro risulta chiaro che il dono dello Spirito Santo si riceve dopo il battesimo in Cristo, il solo che dà la salvezza, e quindi èun’esperienza successiva alla nuova nascita
Furono proprio queste parole di Pietro a dare origine al movimento pentecostale, infatti alcuni studenti di una scuola biblica americana, mentre studiavano il tema del battesimo nello Spirito Santo, ebbero la rivelazione che la promessa è per tutti quelli che sono chiamati dal Signore, e poiché essi erano stati chiamati si chiesero il perché non avevano fatto propria quella promessa.
Presero quindi l’iniziativa di riunirsi per chiedere a Dio in preghiera di confermarla nella loro vita. La prima persona che ebbe la manifestazione del parlare in altre lingue fu una certa Agnes e da quell’inizio ad oggi il numero dei pentecostali nel mondo ha raggiunto i seicento milioni, oltre a tutti quelli che nel frattempo soni morti.
Alcuni fratelli italo-americani provenienti da quel risveglio vennero in Italia per evangelizzare, trasmettendoci l’identità pentecostale che non dobbiamo perdere né dimenticare.
 
 

Perché Dio ha sparso il Suo Spirito?

I motivi sono tanti, ma il principale scopo per cui riceviamo lo Spirito Santo è quello di testimoniare Cristo, la Sua grazia, la Sua presenza nella nostra vita, la Sua potenza, la Verità. Egli è lo Spirito della Verità, è stato testimone della morte e risurrezione di Gesù e venendo dentro di noi ci abilita ad essere Suoi testimoni e a parlare di Lui con franchezza.
 

Atti 1:8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all'estremità della terra».

Le lingue sono un segno dell’avvenuto battesimo nello Spirito Santo, ma lo sono per i non credenti, perché quando un non credente vede parlare in altre lingue s’incuriosisce e pone domande, poiché la cosa non è razionalmente spiegabile. 
 
Il battesimo nello Spirito Santo, come già detto, è un’esperienza successiva alla nuova nascita, contrariamente a quanto sostengono alcuni, cioè che le due cose avvengono contemporaneamente.
L’opera dello Spirito Santo inizia prima della salvezza, perché è Lui che convince di peccato, di giustizia e di giudizio, ma è dopo aver ricevuto Gesù ed essere nati di nuovo che si può ricevere anche il battesimo nello Spirito Santo.
 

 Atti 8:12 Quando però credettero a Filippo, che annunziava la buona novella delle cose concernenti il regno di Dio e il nome di Gesù Cristo, uomini e donne si fecero battezzare…14 Ora gli apostoli che erano a Gerusalemme, quando seppero che la Samaria aveva ricevuto la parola di Dio, mandarono loro Pietro e Giovanni. 15 Giunti là, essi pregarono per loro, affinché ricevessero lo Spirito Santo, 16 perché non era ancora disceso su alcuno di loro, ma essi erano soltanto stati battezzati nel nome del Signore Gesù. 17 Imposero quindi loro le mani ed essi ricevettero lo Spirito Santo.

Questa parte della Scrittura afferma molto chiaramente che la nuova nascita e il battesimo nello Spirito Santo sono due diverse esperienze.
In Samaria uomini e donne avevano creduto, erano nati nuovo, erano stati battezzati in acqua, ma non avevano ricevuto lo Spirito Santo, tanto che Pietro e Giovanni pregarono per loro a tal fine.
 
Lo Spirito Santo discese per la prima volta sui gentili in casa del centurione romano Cornelio, destando somma meraviglia negli Ebrei presenti, i quali erano convinti che la promessa fosse solo per loro. Quando li videro parlare in lingue e si accorsero che lo Spirito Santo era sceso su di loro, compresero che la promessa era per tutti gli uomini, che potevano considerarli parte della Chiesa e impartire loro anche il battesimo in acqua.
 

Atti 10:44 Mentre Pietro stava ancora dicendo queste cose, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la parola.45 E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, rimasero meravigliati che il dono dello Spirito Santo fosse stato sparso anche sui gentili,46 perché li udivano parlare in altre lingue e magnificare Dio.

 

 

Per il mondo c’è la promessa della salvezza, ma per i salvati c’è quella dello Spirito Santo, che ci è stato dato affinché rimanga con noi per sempre; ciò vuol dire che con Lui dobbiamo avere relazione e comunione.
 

Giovanni 14:16 Ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, che rimanga con voi per sempre17 lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscete, perché dimora con voi e sarà in voi.

 
 

Parlare in altre lingue offre molti benefici

  1. Ci edifica nella fede, ci risolleva, ci fa entrare nella dimensione dello Spirito, ci aiuta a ricevere guida, direzione, pace, ristoro, ci aiuta anche ad uscire da una depressione.
 

   1Corinzi 14:4 Chi parla in altra lingua edifica se stesso, ma chi profetizza edifica la chiesa.

 

   Giuda 20 Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo

      Pregare in lingue produce una preghiera perfetta che non viene dalla nostra mente, poiché è lo Spirito Santo ad ispirarci un linguaggio che noi non comprendiamo, ma che Dio comprende.  
 
2.   Ci consente di parlare con Dio di cose segrete.
 

      1Corinzi 14:2 perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno lo comprende, ma egli in spirito proferisce misteri.

 
  1. Ci consente di parlare delle cose gloriose di Dio.
 

     Atti 2:11 Cretesi ed Arabi, li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue!».

           Il parlare in altre lingue è un fenomeno che viene definito glossolalia quando si tratta di lingue incomprensibili, xenoglossia quando si tratta di lingue che si conoscono, come avvenne nel giorno di Pentecoste e come può ancora avvenire. Un rabbino infatti si è convertito perché, entrando in una chiesa pentecostale, sentì un tizio pregare in perfetto ebraico. Quando alla fine del culto si andò a complimentare con lui per l’eccellente conoscenza della lingua ebraica, quello cascò dalle nuvole perché sconosceva quella lingua, aveva semplicemente parlato sotto l’ispirazione dello Spirito Santo.
 
  1. Ci fa magnificare Dio.
 

      Atti 10:46 perché li udivano parlare in altre lingue e magnificare Dio.

 

 

  1. Ci fa pregare in accordo alla Sua volontà.  
 

      Romani 8:26 Nello stesso modo anche lo Spirito sovviene alle nostre debolezze, perché non sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera, come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con sospiri ineffabili. 27 E colui che investiga i cuori conosce quale sia la mente dello Spirito, poiché egli intercede per i santi, secondo Dio.

       Alcune preghiere in lingue sono intercessioni che lo Spirito Santo fa attraverso di noi.
 
  1. Ci aiuta a ringraziare in spirito.
 

      1Corinzi 14:17 Infatti tu puoi anche rendere un bel ringraziamento, ma l'altro non è edificato.

 
  1. Ci dà la conferma che siamo figli di Dio e coeredi del Messia.  
 

      Romani 8:16 Lo Spirito stesso rende testimonianza al nostro spirito che noi siamo figli di Dio. 17 E se siamo figli, siamo anche eredi, eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pure soffriamo con lui per essere anche con lui glorificati.

Lo Spirito Santo ci aiuta a soffrire senza tirarci indietro perché siamo eredi.
 
  1. Fortifica il nostro uomo interiore.
 

      Efesini 3:16 perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito nell'uomo interiore.

     Per fortificarci spiritualmente ci basta un piccolo esercizio: pregare ogni giorno in altre lingue.
 
9.      Ci fa riconoscere dai non credenti quali veri cristiani.     
      1Corinzi 14:22 Pertanto le lingue sono un segno non per i credenti, ma per i non credenti mentre la profezia non è per i non credenti, ma per i credenti.
Come chi caccia demoni denota un’autorità che è riservata ai veri credenti, così è per il parlare in lingue: è un segno che distingue i veri credenti, perché indica che si è stati battezzati nello Spirito Santo.    
 
  1. Fa entrare nel riposo, perché lo Spirito Santo è il solo che può dare riposo alla nostra mente e alla nostra anima.
 

                    Isaia 28:11 Sarà infatti mediante labbra balbuzienti e mediante un'altra lingua che l'Eterno parlerà a questo popolo,12 Egli aveva loro detto: «Ecco il riposo: fate riposare lo stanco; questo è il refrigerio!». Ma essi non vollero ascoltare.

 
Se siamo battezzati nello Spirito Santo abbiamo il privilegio di parlare in altre lingue e non usare questo strumento divino denota superficialità perché vuol dire perdere dei benefici.
Siamo pentecostali, usiamo quindi questo mezzo che ci introduce nel soprannaturale, ci consente di fare preghiere perfette, ci fa entrare nel riposo e soprattutto ci fortifica nello spirito, aiutandoci a vincere i desideri della carne e a resistere agli attacchi del maligno di cui ogni giorno siamo oggetto.