Martedì 19 Ottobre 2010 08:41
SERVIZIO DI ADORAZIONE ORE 8.00 – PALERMO, DOMENICA 17 OTTOBRE 2010
Oratore: Pastore Rosario Mascari
LA VIA DELLA SANTITÀ
Come figli ubbidienti, non conformatevi alle concupiscenze del tempo passato, quando eravate nell'ignoranza,ma come colui che vi ha chiamati è santo, voi pure siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo».1Pietro 1:14-16
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
L’odierna predicazione approfondisce il tema della santità, che dovrebbe interessare a tutti i cristiani visto che essendo in Cristo sono chiamati a condurre una vita santa.
Il nemico fa di tutto per deviare i credenti dalla via della santità, si adopera instancabilmente affinché siano influenzati dalle varie forme di perversione, che oggi più che mai dilagano nella nostra società diffondendo valori decisamente anticristiani e che soprattutto nel Nord Europa vengono accettate come fenomeni normali.
Il concetto di santità rischia di annacquarsi in base alla società in cui viviamo, ma il nostro metro di valutazione deve essere sempre la Parola di Dio, che è immutabile e che definisce certi modi di vivere un abominio, non può adattarsi ai tempi e alle mode di questo mondo. È sulla base della Parola di Dio che possiamo stabilire in che misura stiamo camminando nella via della santità.
Il profeta Isaia parla di una via in cui l’Eterno ci chiama a camminare.
Isaia 30:21 Quando andrete a destra o quando andrete a sinistra, le tue orecchie udranno dietro a te una parola che dirà: «Questa è la via; camminate in essa!».
Cosa vuol dire: “Quando andrete a destra o quando andrete a sinistra”?
In questo mondo abbiamo lo Spirito Santo che ci guida in ogni cosa e ci insegna a camminare nelle vie del Signore, ma per non sviarci, cioè per non andare fuori strada, dobbiamo essere allenati spiritualmente.
Andare fuori strada, infatti, deviando verso destra o verso sinistra, è possibile se non ascoltiamo più la voce dello Spirito Santo che ci suggerisce come camminare nella strada tracciata per noi da Cristo.
Quando qualcuno si svia, però, non meravigliamoci e non giudichiamolo, semmai preghiamo per lui affinché Dio gli dia la vita, perché non è difficile allontanarsi dalla via della santità.
Quando ci si svia è perché si è spiritualmente deboli, si hanno le braccia cadenti e le ginocchia vacillanti (Isaia 35:3), si barcolla, non si riesce a stare dritti e a camminare rettamente.
Possiamo sviarci facilmente se non stiamo saldi nel Signore e ci allontaniamo da Lui, se non stiamo con i fratelli e in un ambiente santo, se non ascoltiamo la Parola di Dio, non la meditiamo e non preghiamo, perché siamo facilmente influenzabili, e se non ci influenza Dio ci influenzerà qualcun altro. Più ci allontaniamo da Dio, più ci avvicineremo a qualcos’altro che si oppone a Lui.
La via che porta in cielo è una sola, possiamo immaginarla come un meraviglioso ponte che collega la terra al cielo, ma alla cui destra e alla cui sinistra c’è solo precipizio, distruzione e morte.
Né nessuno s’illuda: non c’è religione o ideologia che può salvare, ma solo Cristo, solo Gesù è la Via e all’infuori di Lui non c’è santità e non c’è salvezza.
Isaia 35:5 Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e saranno sturate le orecchie dei sordi; 6 allora lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto griderà di gioia, perché sgorgheranno acque nel deserto e torrenti nella solitudine. 7 Il luogo arido diventerà uno stagno e la terra assetata sorgenti d'acqua; nei luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli ci sarà erba con canne e giunchi. 8 Là vi sarà una strada maestra, una via che sarà chiamata via santa; nessun impuro vi passerà. Essa sarà soltanto per quelli che la seguono; anche gli insensati non potranno smarrirvisi. 9 Non vi sarà più il leone, né alcuna bestia feroce vi salirà o vi apparirà, ma vi cammineranno i redenti. 10 I riscattati dall'Eterno torneranno, verranno a Sion con grida di gioia e un'allegrezza eterna coronerà il loro capo; otterranno gioia e letizia, e il dolore e il gemito fuggiranno.
Tutte queste straordinarie promesse sono per tutti quelli che, essendo in Cristo, sono stati posti in questa Via nella quale nessuno si può smarrire, neppure i più insensati.
Occorre riflettere sulla tendenza, piuttosto diffusa, di sforzarsi per realizzare la santità con le proprie forze, autodisciplinandosi, imponendosi delle regole, mettendo a punto dei buoni propositi. Nel momento in cui ci imponiamo o ci proponiamo di fare qualcosa o di agire in un certo modo, puntualmente falliamo, perché il cristianesimo non è una religione del “fare”, ma una relazione basata sul “credere”. Tutte le religioni insegnano il fare, ma non è facendo che si è salvati, bensì credendo, e mentre facendo si può tutt’al più sperare di essere salvati, credendo si acquista la certezza di esserlo. Noi crediamo che Gesù ci ha salvati e che siamo nella Sua Via, crediamo nell’amore di Dio, crediamo che senza Cristo non c’è salvezza e che senza di Lui non possiamo portare frutto.
C’è chi suppone di poter crescere nella santità promettendo a se stesso grandi cose: “Pregherò per un’ora… sopporterò mia moglie …farò questo o quest’altro…”, ma se una cosa si fa forzatamente, alla fine si esplode!
Se pensiamo di potere vivere santamente sforzandoci, inganniamo noi stessi, perché la Via santa l’ha tracciata Dio, il quale ha stabilito che in essa non si cammina facendo, ma credendo.
Per vivere santamente è indispensabile stare col Santo, avere una vita di preghiera, cercare ogni giorno la faccia di Dio non perché “dobbiamo”, non solo per fargli delle richieste, ma perché Lo amiamo, proviamo gioia nello stare con Lui, desideriamo dedicarGli del tempo.
Se vogliamo avere una vita spirituale di successo e conseguire vittorie in ogni area c’è un solo segreto: pregare. Per conseguire una vita santa abbiamo bisogno di sapere come arrivarci e come vivere, ma al di là degli studi che possiamo fare sulla santità, il mezzo per arrivarci e per condurre una vita santa è sempre lo stesso: dedicare tempo a Dio, dimorare in Lui, aprirGli il nostro cuore, condividere con Lui le nostre afflizioni, i nostri desideri, i nostri problemi.
Per dimorare in Cristo occorre innanzitutto decidere di dedicarGli ogni giorno del tempo; essere determinati a stare alla Sua presenza; sottoporsi a disciplina a tal fine ed essere diligenti nel proprio rapporto col Signore.
Tutti sappiamo che Dio ci ama, ma cosa diversa è sentirsi amati e percepire il Suo amore; allo stesso modo una cosa è leggere la Bibbia, ben altra cosa è stare col suo autore. Quando la leggiamo, quindi, dobbiamo pensare di stare con chi l’ha scritta, così da realizzare con Lui una piena comunione.
Nella vita di preghiera è bene seguire delle norme:
- Stabilire un momento della giornata in cui stare con Dio, meglio al mattino, quando la mente è sgombra, è più facile che Egli ci parli ed evitiamo che gli incalzanti impegni della giornata ci distraggano facendoci dimenticare di pregare.
- Stabilire in quale luogo incontrarci col Signore.
- Tenere un diario in cui annotare tutto quello che riceviamo da Lui, le esperienze, i suggerimenti, le percezioni, le ispirazioni, ogni piccola cosa.
Se non abbiamo un rapporto quotidiano col Santo, se non parliamo con Lui, non percepiamo la Sua presenza, non udiamo la Sua voce, non meditiamo la Sua Parola, se, in sintesi, non dimoriamo in Lui, non possiamo camminare santamente.
Più stiamo attaccati alla vite, noi che siamo i tralci, più riceveremo la linfa vitale che ci impedirà di inaridirci, di seccare e infine di distaccarci. La linfa è qualcosa di invisibile ma di vitale, e possiamo riceverla solo stando con Dio.
Per avere una vita benedetta, la prima cosa è conoscere Gesù, la seconda è dimorare in Lui, stare con Lui.
Chi va in chiesa la domenica e viene anche toccato emotivamente, ma poi non dimora alla presenza di Dio, puntualmente tornerà in chiesa la domenica successiva completamente vuoto.
Queste persone non crescono, invecchiano. Col passare del tempo infatti si può crescere spiritualmente e vivere santamente se si sta con Dio, ma si può invecchiare rimanendo sempre allo stato iniziale.
Possiamo conoscere qual è la nostra condizione spirituale semplicemente chiedendoci quanto tempo dedichiamo a Dio, se dimoriamo in Lui, se avvertiamo la Sua presenza, se da Lui riceviamo e sentiamo la Sua voce. La Via della santità inaugurata da Gesù è per tutti i credenti, ma sta a noi percorrerla senza deviare.
Giovanni 7:38 Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, da dentro di lui sgorgheranno fiumi d'acqua viva».
Questo versetto afferma che da ogni persona che ha creduto sgorgheranno fiumi di acqua viva. Quest’acqua serve per benedire gli altri, ma alcuni si dicono delusi perché nella loro vita non cambia nulla, continuano ad esserci conflitti, ire, amarezze, peccati, contese, sensi di colpa. In piena onestà costoro devono riconoscere di stare poco o nulla alla presenza di Dio!
Altri confondono il tempo del proprio servizio a Dio con quello da dedicare alla comunione con Lui. Sono due cose ben diverse, il primo non può sostituire il secondo, che rispetto al servizio è prioritario.
1Tessalonicesi 5:16 Siate sempre allegri. 17 Non cessate mai di pregare 18 In ogni cosa rendete grazie, perché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. 19 Non spegnete lo Spirito. 20 Non disprezzate le profezie. 21 Provate ogni cosa, ritenete il bene. 22 Astenetevi da ogni apparenza di male. 23 Ora il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l'intero vostro spirito, anima e corpo siano conservati irreprensibili per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo. 24 Fedele è colui che vi chiama, e farà anche questo.
Stare sempre allegri, non cessare mai di pregare e tutte le altre cose a cui questi versetti ci chiamano, sono umanamente irrealizzabili, ma possibili se si è in comunione con Dio, infatti non cessare mai di pregare non significa che bisogna pregare senza interruzione, bensì che si deve avere una costante comunione col Signore.
Il nostro spirito ha le stesse esigenze del nostro corpo: deve respirare, il che avviene pregando; ha bisogno di nutrirsi, cosa che avviene leggendo e meditando la Parola di Dio; ha necessità di sentirsi amato, cosa che sperimenta quando percepisce la presenza del Signore.
Se non nutriamo il nostro spirito e non rinnoviamo la nostra mente, avremo solo una religione morta.
Dedicando tempo a Dio, vedremo la nostra vita prendere una nuova piega, perché Egli ci darà le chiavi per aprire certe porte chiuse e suggerimenti che cambieranno la nostra vita, però potrà farlo solo se stiamo alla Sua presenza.
Giosuè 3:5 E Giosuè disse al popolo: «Santificatevi, perché domani l'Eterno farà meraviglie in mezzo a voi».
In questo versetto dell’Antico Testamento Dio promette meraviglie, ma la Sua promessa è subordinata alla nostra santificazione. “Santificatevi” dice il Signore, “Allora potrete camminare nella Via che Io ho tracciato per voi, allora potrete essere certi che quando chiederete un miracolo, Io lo farò”.
Nel Vangelo si parla di quattro giovani, determinati a portare da Gesù il loro amico paralitico che stava su un lettuccio, affinché lo guarisse. Le difficoltà non mancarono, trovarono l’uscio della sua casa ostruito da una moltitudine di persone che ne impedivano l’accesso, ma non si scoraggiarono, studiarono la situazione, decisero di scoperchiare il tetto della casa e dall’alto calarono l’uomo con tutto il lettuccio proprio davanti a Gesù.
Avrebbero avuto motivo per scoraggiarsi e arrendersi, ma erano talmente convinti che Gesù lo avrebbe guarito che non si lasciarono fermare da nulla. Gesù vide la loro fede e iniziò col dire al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati» (Marco 2:5), poi, leggendo nel cuore degli scribi che osservandoLo Lo giudicavano un bestemmiatore, perché solo Dio può perdonare i peccati, aggiunse:
Marco 2:9 Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina?10 Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, 11 ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e va' a casa tua».
Quell’uomo immobilizzato dalla malattia può rappresentare quanti tra noi sono paralitici spiritualmente e non riescono a camminare nella santità perché vivono nel peccato.
A ciascuno di essi Dio vuole dare una speranza.
Se le circostanze o la religione ci hanno impedito di stare davanti a Gesù, se siamo stati paralizzati dal senso di colpa per peccati ripetitivi che ci hanno bloccato e tolto anche il coraggio di presentarci davanti a Lui, crediamo che lo Spirito di Dio, che è nostro Amico, vuole portarci davanti al Signore e se davvero desideriamo camminare nell’integrità e Lo cerchiamo con tutto il cuore, Egli non guarderà tutto ciò che finora ci ha ostacolati e ci accoglierà per dirci:
“Figliolo, i tuoi peccati ti sono perdonati, inizia a camminare nella Via della Santità”.



