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                     Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 19 settembre 2010
 
Oratore: Pastore Lirio Porrello
 
VIVERE IL REGNO PER MEZZO DELLA FEDE
 
                   Allora Gesù, rispondendo, disse loro: «Abbiate la fede di Dio! Marco 11:22
 
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
 La scorsa domenica è iniziata la trattazione del tema riguardante il piano di Dio di ricollegare i cieli alla terra affinché in essa si faccia la Sua volontà come viene fatta in cielo; oggi tale argomento viene presentato sotto il profilo della fede, la sola cosa che ci permette di connetterci col cielo e di vivere la vita del regno di Dio.
 
Gesù incoraggiò i discepoli ad avere la fede di Dio…
Marco 11:22 Allora Gesù, rispondendo, disse loro: «Abbiate la fede di Dio!
…ma cosa vuol dire avere la stessa fede di Dio?
Dio è un Dio di fede, infatti per fede creò tutte le cose e vuole che anche il Suo popolo viva di fede oltre che di grazia.
 Le Parole di Gesù: “Abbiate la fede di Dio” vogliono essere per noi di esortazione, ci dicono che per mezzo della fede possiamo collegarci al cielo e raggiungere importanti traguardi.
 
 Quando Dio passeggiava con Adamo nel giardino dell’Eden e gli parlava, ascoltandoLo Adamo imparava a vivere per fede. Questo durò finché fu viva in lui la fiducia in Dio, ma quando diede ascolto al serpente e la sua fiducia in Dio venne meno, la loro relazione s’interruppe e con essa anche il collegamento tra cieli e terra.
Si rese necessario il sacrificio della croce compiuto da Gesù per ciascuno di noi, perché Dio potesse riconciliarsi col genere umano e per mezzo della nostra fede ripristinare l’originario collegamento. Ma cos’è la fede?
·         È credere che Dio è un Dio di grazia, che desidera agire in nostro favore e che ha la potenza di farlo, ma abbiamo costantemente bisogno di essere incoraggiati nella fede per non cadere nell’ansia e nella paura.
·         È avere la percezione spirituale di Dio, della Sua natura, del Suo carattere, della Sua potenza e delle Sue opere, perché la fede affonda le sue radici in ciò che è invisibile. Mentre nel naturale siamo portati ad appoggiarci su quello che vediamo, la vera fede si appoggia su un Dio invisibile che però non è un’entità astratta, una forza impersonale del destino, ma una persona che ama e che ricompensa quelli che Gli credono e che Lo cercano.
·         È avere la certezza che le cose sperate e ancora inesistenti nel mondo visibile si realizzeranno concretamente.
Ebrei 11:1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono; 2 infatti per mezzo di essa gli antichi ricevettero testimonianza. 3 Per fede intendiamo che l'universo è stato formato per mezzo della parola di Dio, sì che le cose che si vedono non vennero all'esistenza da cose apparenti. 4 Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per essa egli ricevette la testimonianza che era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa benché morto, egli parla ancora. 5 Per fede Enok fu trasferito in cielo perché non vedesse la morte, e non fu più trovato perché Dio lo aveva trasferito; prima infatti di essere portato via, egli ricevette la testimonianza che era piaciuto a Dio. 6 Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano.
 
 Dio si compiace nel vedere persone che Lo cercano e, mentre il nemico fa di tutto per distrarre la loro attenzione e per allontanarle da Lui, Egli le ricompensa.  
Dio gradì e ricompensò tanti personaggi biblici che pur non avendo una chiesa, dei fratelli e una Bibbia da leggere, pur vivendo solo delle rivelazioni che ricevevano personalmente da Lui, guadagnarono la Sua approvazione perché riponevano in Lui tutta la loro fiducia e basavano tutta la loro vita su quel poco che conoscevano. Essi facevano per fede la Sua volontà e realizzarono il collegamento tra cieli e terra. Avevano una profonda comprensione spirituale di Dio, della Sua natura e della Sua potenza, si fidavano pienamente di Lui e su Lui si poggiavano, ottenendo così grandi cose.   
 
 Non si può affermare di avere fede sol perché si conosce a memoria la Scrittura o perché si appare giusti esteriormente in virtù del proprio comportamento ineccepibile o perché si osservano certe regole; anche i farisei avevano tutte queste caratteristiche, eppure non riconobbero il Messia!
Neppure Nicodemo, che era un insegnante della dottrina, comprendeva il linguaggio di Gesù quando gli disse che doveva nascere di nuovo.
 I religiosi sono tuttora così: curano l’esteriore, si appoggiano sui loro sforzi e confidano più in se stessi che in Dio. Sono osservanti dell’abbigliamento, delle tradizioni, dei riti a cui attribuiscono un grande valore salvifico, ma non conoscono personalmente il Signore!
 
Nel Vangelo di Giovanni si parla di una donna samaritana che Gesù incontrò al pozzo di Giacobbe.
Conduceva una vita di dubbia moralità, non conosceva la dottrina, non era mai stata a Gerusalemme, eppure fu salvata! Perché? Riconobbe che Gesù era il Messia, il Figlio di Dio!
  Se noi pensiamo di dovere diventare perfetti o di dover compiere chissà quali opere per piacere a Dio, non ci riusciremo mai. Egli si aspetta solo che Gli crediamo e che ci appoggiamo su di Lui. La Samaritana fece la sola cosa necessaria per piacere a Dio e per questo motivo fu profondamente trasformata. Andò a parlare di Gesù ad altri, i quali credettero e furono salvati anche se erano persone imperfette.  
 
Per ristabilire il contatto con il cielo basta avere fede.  
 Ebrei 11:7 Per fede Noè, avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano e mosso da santo timore, preparò per la salvezza della sua famiglia l'arca, mediante la quale condannò il mondo e divenne erede della giustizia che si ottiene mediante la fede.
8 Per fede Abrahamo, quando fu chiamato, ubbidì per andarsene verso il luogo che doveva ricevere in eredità; e partì non sapendo dove andava. 9 Per fede Abrahamo dimorò nella terra promessa, come in paese straniero, abitando in tende con Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa, 10 perché aspettava la città che ha i fondamenti, il cui architetto e costruttore è Dio.
Noè fu giustificato perché credette a Dio e Gli obbedì. Costruì una nave su un monte anche se questo gli attirava la derisione di tutti quelli che lo guardavano.  
Abramo credette a Dio e per Suo comando partì dalla sua terra natale per recarsi in una terra molto lontana e sconosciuta. Dicendo: “Levati e va’’” Dio non intendeva dirgli soltanto di alzarsi e di andare, ma di entrare nel Suo proponimento e di cominciare a camminare nel percorso da Lui preparato. Per fede Abrahamo dimorò nella terra promessa e visse in tende. Egli credette a Dio per la sua progenie.
 
 Ebrei 11:23 Per fede Mosè, quando nacque, fu nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché essi videro che il bambino era bello e non temettero l'ordine del re. 24 Per fede Mosè, divenuto adulto, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del Faraone 25 scegliendo piuttosto di essere maltrattato col popolo di Dio che di godere per breve tempo i piaceri del peccato, 26 stimando il vituperio di Cristo ricchezza maggiore dei tesori di Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa. 27 Per fede lasciò l'Egitto senza temere l'ira del re, perché rimase fermo come se vedesse colui che è invisibile.
Mosé non era interesso alle ricchezze, al potere, ai piaceri e al lusso della reggia egiziana, preferì essere maltrattato e disprezzato col popolo di Dio, perché aveva in cuore la ricompensa che solo il Signore avrebbe potuto dargli. Non temeva neppure l’esercito del faraone quando uscì dall’Egitto, era certo di potere confidare nella protezione divina. La sua fede fu premiata, infatti davanti a lui Dio aprì il mare.
La vera fede guarda oltre il mondo visibile, guarda all’invisibile regno di Dio!
 
La fede non è un insieme di dottrine, ma un principio spirituale dinamico che viene alimentato dal nostro personale rapporto col Signore, il nostro Padre che ci ama.
Egli non è interessato a ciò che noi facciamo per Lui, è interessato esclusivamente a noi.
Nel mondo si viene apprezzati finché si produce, ma nel momento in cui si cessa di essere attivi non si viene più considerati. Con Dio non funziona così. Egli ci ama per quello siamo, non per quello che facciamo o che produciamo. In Cristo siamo diventati Suoi figli e ci ama in quanto tali, quindi non cadiamo nell’errore di credere che Egli ci ami se svolgiamo, ad esempio, un servizio in chiesa e che cessi di amarci se cessiamo di servire.
 
Il pastore Lirio ribadisce che la fede affonda le sue radici nella nostra relazione con Dio. Ciò vuol dire che quanto più forte e intenso è il nostro rapporto con Lui tanto più grande è la nostra capacità di guardare nell’invisibile in base a ciò che crediamo, perché chi ha fede cammina in base a quello che crede, non per quello che vede.
 2Corinzi 5:7 Camminiamo infatti per fede, e non per visione.
Nell’epistola a i Corinzi l’apostolo Paolo ribadisce lo stesso principio.
2Corinzi 4:18 mentre abbiamo lo sguardo fisso non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono, poiché le cose che si vedono sono solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne
 A cosa è rivolto il nostro sguardo? Viviamo come quelli che non credono all’eternità e mentre sono in questo mondo cercano di godersi la vita il più possibile ovvero, credendo alle promesse del Signore, viviamo per raggiungere scopi eterni?
 
La fede si poggia su un Dio invisibile che però, producendo prodigi e miracoli, si manifesta nel visibile.
Ebrei 11:32 E che dirò di più? Infatti mi mancherebbe il tempo se volessi raccontare di Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di Samuele e dei profeti, 33 i quali per fede vinsero regni, praticarono la giustizia, conseguirono le promesse, turarono le gole dei leoni, 34 spensero la forza del fuoco, scamparono al taglio della spada, trassero forza dalla debolezza, divennero forti in guerra, misero in fuga gli eserciti stranieri.
I personaggi qui citati compirono imprese gloriose per fede, come Davide, che uccise l’orso e il leone con la forza soprannaturale datagli da Dio.
 
  Marco 11:21 E Pietro, ricordandosi, gli disse: «Maestro, ecco, il fico che tu maledicesti è seccato». 22 Allora Gesù, rispondendo, disse loro: «Abbiate la fede di Dio! 23 Perché in verità vi dico che se alcuno dirà a questo monte: "Spostati e gettati nel mare", e non dubiterà in cuor suo ma crederà che quanto dice avverrà qualunque cosa dirà, gli sarà concesso. 24 Perciò vi dico: Tutte le cose che domandate pregando, credete di averle ricevute e le otterrete.
Pietro si meravigliò nel constatare che il fico che Gesù aveva maledetto il giorno prima si era seccato fin dalle radici. Era un fatto innaturale, ma Gesù non si meravigliò affatto, aveva voluto solo dare ai Suoi discepoli una dimostrazione pratica di come funziona la fede e disse loro che per vedere esaudite le loro preghiere, mentre pregavano avrebbero dovuto credere di avere già ricevuto. 
 
Lo scopo della fede è, in definitiva, quello di dimostrare chi è l’unico vero Dio e di stabilire sulla terra il Suo regno. Anche se Egli è un Dio invisibile, attraverso la nostra fede manifesta la Sua gloria e la Sua potenza, ci fa sperimentare che con Lui tutte le cose sono possibili e suscita in noi il desiderio di fidarci di Lui in ogni situazione della vita.