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               Servizio di adorazione ore 10.30 – Palermo, domenica 25 luglio 2010
 
Oratore: Pastore Lirio Porrello
 
UMILTÀ E GRAZIA
 
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
Il pastore Lirio introduce la predicazione definendo l’umiltà e la grazia “un’accoppiata vincente” perché l’umiltà consente di entrare nel territorio della grazia, ma precisa che occorre avere ben chiari i concetti di orgoglio e di umiltà per non cadere nell’errore di considerarsi umili quando non lo si è.
 
L’orgoglio tocca la vita di ogni essere umano e lo caratterizza finché non avviene la conversione a Cristo, ma anche i credenti si trovano a dover combattere contro questa tendenza naturale che allontana da Dio.
Nel libro dei Proverbi si trovano importanti affermazioni al riguardo
Proverbi 16:18 Prima della rovina viene l'orgoglio, e prima della caduta lo spirito altero.
Questo versetto afferma che l’orgoglio è causa di rovina e che lo spirito superbo provoca la caduta.
Sempre nel libro dei Proverbi sono citate sette cose che sono in odio a Dio...
Proverbi 6:16 L'Eterno odia queste sei cose, anzi sette sono per lui un abominio: 17 gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che versano sangue innocente,
…e gli occhi alteri sono i primi ad essere citati!
 
L’orgoglio nasce dallo spirito d’indipendenza da Dio che sin dall’inizio satana insinuò nell’uomo. Quando tentò Adamo, il suo obiettivo fu quello di convincerlo ad agire indipendentemente da Dio e dalla Sua Parola, insinuò in lui il dubbio che il divieto di mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male fosse dovuto al fatto che non voleva che diventassero troppo intelligenti e quindi lo fece dubitare del Suo amore. Lo scopo di satana era quello di sporcare e di alterare l’immagine di Dio, per questo è venuto Gesù: per fare conoscere il Padre e la Sua vera immagine.
 
Nel Nuovo Testamento si legge che poco prima di essere arrestato Gesù parlò ai discepoli delle cose che stavano per accadere e che avrebbero cambiato la loro vita, ma loro sembravano non capire e cercavano di convincerLo che quanto diceva non era vero.
Matteo 26:33 Allora Pietro, rispondendo, gli disse: «Quand'anche tutti si scandalizzassero per causa tua, io non mi scandalizzerò mai!». 34 Gesù gli disse: «In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». 35 Pietro gli disse: «Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò in alcun modo». Lo stesso dissero anche tutti i discepoli.
Da questi versetti risulta evidente l’orgoglio di Pietro. Era pieno di sé, si considerava migliore degli altri e non prestava attenzione a quanto diceva Gesù. La sua caduta non tardò ad arrivare: rinnegò Gesù e quando se ne rese conto pianse amaramente, non per pentimento, ma per orgoglio, perché non accettava di avere sbagliato dopo essersi tanto esaltato.
Solo dopo essere stato riabilitato da Gesù, Pietro comprese i suoi errori, capì che Gesù sapeva tutto sin da prima, si rese conto di non avere avuto fiducia in Lui e soprattutto comprese che Gesù lo amava. Da allora iniziò il cambiamento di Pietro, che divenne una persona totalmente diversa.
Anche noi, quando agiamo sotto l’impulso dell’orgoglio, siamo come lui: ci tappiamo le orecchie, siamo concentrati su noi stessi e non ascoltiamo ciò che il Signore vuole dirci.
 
Proverbi 29:23 L'orgoglio dell'uomo lo porta in basso, ma chi è umile di spirito otterrà gloria.
In questo versetto viene ribadito il concetto che l’orgoglio precede la caduta e che l’umiltà viene premiata perché ottiene la gioia, la vita e la pace che dà Dio e che sono molto diverse da quelle che sappiamo darci da soli.
  
Contrariamente all’orgoglioso, che si poggia sulle proprie capacità e su ciò che è capace di fare, chi è umile comprende di avere bisogno di Dio e riconosce la necessità di dipendere da Lui ogni giorno per vivere nella vittoria.
L’umile non si fida di se stesso, confida in Dio in ogni cosa e sa che senza di Lui non può fare nulla. In tal modo può essere riempito dall’amore di Dio ogni giorno per mezzo dello Spirito Santo (Romani 5:5).
 
Qual è il modello di vita di un figlio di Dio?
Abbiamo un solo modello: Gesù, che nel Vangelo di Giovanni spiega cosa sta alla base del Suo successo e come poté vincere da solo tutte le battaglie, senza essere aiutato neppure dai Suoi discepoli. In realtà non era mai solo, perché con Lui c’era sempre il Padre.
Giovanni 8:28 Quindi Gesù disse loro: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che io sono e che non faccio nulla da me stesso, ma dico queste cose come il Padre mi ha insegnato.
Gesù non faceva nulla di Sua iniziativa, in ogni cosa lasciava l’iniziativa al Padre, per tale motivo la Sua era una vera umiltà.
Il nostro problema è che molte volte facciamo le cose senza interpellare Dio e non riflettiamo sul fatto che questo è frutto di orgoglio!
Anche promettere di non cadere mai più in un errore commesso nel passato è frutto di orgoglio, perché di fatto nessuno dispone dei mezzi per potere adempiere una simile promessa.  
Persino chi prende l’iniziativa  di fare il bene agisce sotto la spinta dello spirito d’indipendenza e di orgoglio, perché alla fine prende per sé la gloria.
In ogni situazione abbiamo bisogno di pregare, d’interpellare il Signore e di attendere la Sua risposta; se invece decidiamo di poggiarci sulle nostre capacità ci ritroveremo stressati e con la paura di non farcela, perché sappiamo di non disporre delle risorse necessarie.
 
Nel Vangelo di Matteo Gesù invita chi è stanco e appesantito ad andare a Lui e promette di dargli riposo, ma … come può dare riposo? Lavorando al posto suo!
Matteo 11:28 Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed io vi darò riposo. 29 Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo per le vostre anime. 30 Perché il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero!».
Se cerchiamo di fare le cose da soli ci stanchiamo, se invece permettiamo a Gesù di lavorare al posto nostro, entriamo nel riposo. Questo è il principio della grazia.
Gesù non ci promette di eliminare i nostri problemi, ma di darci la loro soluzione, di toglierci dall’angoscia e farci vivere sereni perché confidiamo in Lui.
Pensiamo a quanto doveva essere grande la preoccupazione della donna Cananea quando si rivolse a Gesù per la liberazione della figlia posseduta. Ebbe piena fiducia in Lui e non appena Gesù intervenne, lei fu totalmente sollevata da quella grande afflizione!
 
Quando Gesù dice: “Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me”,  usa un modo di dire con cui gli Ebrei esprimevano la volontà di sottomettersi all’autorità di un maestro e intende dire: “Sottomettetevi a Me, che ho tanto da insegnarvi”.
Dio vuole che ogni iniziativa nasca da Lui, perché ciò che nasce da Dio vince il mondo.
Se ci sottomettiamo a Lui troviamo riposo, perché il peso portato con Lui risulta leggero.
Come detto in precedenza, forse crediamo di essere umili se non conosciamo il significato delle parole: orgoglio ed umiltà, ma una volta chiariti i concetti, ci rendiamo conto che tutte le volte in cui prendiamo iniziative autonome, agiamo nell’orgoglio.
 
Gesù sa cosa dice quando afferma che sottomettendoci a Lui troveremo riposo, e le Sue parole sono verità. Ne consegue che quando ci troviamo in situazioni difficili, talvolta drammatiche, e ci diamo da fare per superarle, proprio allora, se confidiamo in Lui e Lo coinvolgiamo Egli ci farà vivere quegli stessi problemi in modo leggero. Questo è il modo di vivere dei figli di Dio, questa è la grazia che Egli promette ai Suoi figli!
Quei credenti che invece vivono in preda alle tendenze naturali e che per piacere a Dio cercano di fare o non fare determinate cose, vivono un cristianesimo di basso livello, lo riducono ad una religione legalista fatta di costrizioni e di doveri!
 
Come possiamo cambiare?
Se vogliamo davvero essere trasformati al punto di vivere lo stesso tipo di vita di Gesù, abbiamo un solo modo: guardare Lui.
2Corinzi 3:18 E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore.
Se ci concentriamo su di noi e cerchiamo di superare da soli i nostri limiti, le nostre incapacità e le nostre colpe, non cambieremo mai, per cambiare abbiamo bisogno di togliere gli occhi da noi e di tenerli su Gesù; sarà Lui, con la Sua forza soprannaturale, a trasformarci!
 
Chi è umile si trova nella giusta posizione per ricevere da Dio ed ha le seguenti caratteristiche:
    -   crede a quello che dice la Parola di Dio e riceve le Sue promesse;  
    - decide di fidarsi di Dio ed anche sul piano naturale è portato a fidarsi degli altri; così vive sereno, mentre chi non si fida di nessuno sta sempre in tensione; 
    -   si vede come lo descrive la Parola di Dio;  
    -  rimane fermo sulle Sue  promesse anche quando le circostanze sono avverse;   
    -   ha un’intima relazione con Dio, dimora in Lui e porta molto frutto.
        Giovanni 15:5 Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla.
 
Chi è orgoglioso invece:
   -   si accosta a Dio con la bocca e Lo onora con le labbra;
   -   cura l’apparenza, ma il suo cuore è lontano da Lui;
   -   non mette il suo cuore neppure nella preghiera.
       Matteo 15:8 "Questo popolo si accosta a me con la bocca e mi onora con le labbra; ma il loro cuore è lontano da me.
 
Come possiamo praticare l'umiltà?
Sottomettendoci a Dio. La sottomissione non si può imporre come l’obbedienza, è un atto volontario che si compie nei riguardi di qualcuno per il quale si nutre fiducia e stima e con cui si ha una buona relazione. Così la Chiesa si sottomette a Cristo perché ha fiducia in Lui, Lo stima e Lo ama per quello che Egli ha fatto per lei.
Ricordiamoci di Sara, che chiamava Abrahamo “Mio signore”. Si era sottomessa volontariamente a lui, lo vedeva con gli occhi di Dio e si fidava di lui. Era sotto la grazia, infatti la legge è stata data successivamente con Mosé.
La sottomissione è tipica della grazia, non fa parte della legge che sa solo imporre doveri.
Dio è un Dio di grazia, ma dipende da noi sottometterci a Lui…
Giacomo 4:6 Ma egli dà una grazia ancor più grande; perciò dice: «Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili» Giacomo 4:7 Sottomettetevi dunque a Dio, ….
… e ci si sottomette a Dio solo se si prende una decisione volontaria in tal senso.  
 
L’apostolo Pietro, che da giovane era pieno di sé, cambiò tanto da esortare i giovani ad essere sottomessi e a rivestirsi di umiltà.
1Pietro 5:5 Similmente voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. Sì, sottomettetevi tutti gli uni agli altri e rivestitevi di umiltà, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili.
 
Per amor nostro Gesù raggiunse il massimo dell’umiltà: lasciò la vita del cielo, si spogliò di tutte le Sue ricchezze, venne sulla terra e si fece povero per noi, affinché per mezzo della Sua povertà noi diventassimo ricchi di grazia, di amore, di benedizioni, di speranza, di fede.
L’apostolo Paolo esprime in modo splendido questa verità:
2Corinzi 8:9 Voi conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.