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                  Servizio di adorazione ore 8.00 - Palermo, domenica 11 luglio 2010
 
Oratore: Pastore Lirio Porrello
 
LA GRAZIA DI DIO PER LA VITA DI OGNI GIORNO
 
Salmi 84:11 Perché l’Eterno DIO è sole e scudo; l’Eterno darà grazia e gloria; egli non rifiuterà alcun bene a quelli che camminano rettamente.
 
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
 Il tema della grazia di Dio, che ci è tanto caro e che in questi ultimi tempi è stato abbondantemente predicato perché il pericolo di cadere nel legalismo sta sempre dietro l’angolo, anche oggi viene posto all’attenzione della chiesa.
 
Romani 5:1 Giustificati dunque per fede abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, 2 per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio.
In questi importanti versetti l’apostolo Paolo afferma che nel momento in cui siamo stati giustificati per grazia mediante la fede e abbiamo fatto pace con Dio, per mezzo della fede abbiamo avuto anche accesso alla Sua grazia nella quale dobbiamo rimanere saldi.
L’apostolo intende dire che Dio non elargisce la Sua grazia solo ai fini della salvezza, come tanti insegnano, ma affinché ne beneficiamo ogni giorno, poiché con la salvezza siamo entrati in una dimensione di grazia e di favori divini che non s’interrompe mai.   
 
2Timoteo 2:1 Tu dunque, figlio mio, fortificati nella grazia che è in Cristo Gesù;
Paolo è vicino al martirio quando scrive questa epistola a Timoteo, che ama come un figlio e che è pastore della chiesa di Efeso. Gli raccomanda di fortificarsi nella grazia che è in Cristo Gesù e di confidare in essa, non sulle sue misere forze umane. Evidentemente l’apostolo sapeva che in genere siamo portati a fare affidamento su noi stessi, piuttosto che sulla grazia di Dio.
 
Da un attento studio si coglie che nella Scrittura si fa riferimento a tre tipi di grazia.
La grazia comune. È quella che per Sua bontà Dio usa verso tutti gli uomini, anche verso i non credenti. Ad esempio fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi, fa piovere sui giusti e sugli ingiusti, applica indistintamente a tutti gli uomini le leggi spirituali e i meccanismi della vita fisica. Questo tipo di grazia non dipende dalla condotta personale, ma dalla bontà di Dio.
La grazia salvifica. È quella che dà la salvezza a chi crede con tutto il cuore nel valore del sacrificio di Gesù sulla croce. Questa grazia diviene efficace solo in presenza della fede, che è la parte spettante all’essere umano per essere salvato.
La grazia per la nostra vita quotidiana. È quella che ci aiuta nei nostri bisogni di ogni giorno.
 
   Ma cosa ci dà la grazia e come agisce in noi?
Agisce dentro di noi cambiandoci, suscitando in noi desideri spirituali e capacità, fornendoci le risorse necessarie per fare la volontà di Dio.
 La grazia è l’opposto del dovere, perché mentre quest’ultimo poggia sulle capacità umane, la grazia poggia sulle risorse divine.
 Sul piano naturale spesso i desideri rimangono inappagati perché non sono adeguatamente supportati dalle capacità o dai mezzi necessari, mentre le opere di Dio sono complete e quando Egli mette in cuore un desiderio fornisce tutto l’equipaggiamento necessario alla sua realizzazione. Ogni giorno Dio ci mette in cuore desideri spirituali e con essi ci dà quanto ci occorre per realizzarli.
 
Esortando Timoteo a fortificarsi nella grazia, Paolo intende raccomandargli di fortificarsi nei desideri ispirati dal Signore e di essere pronto a ricevere da Lui l’equipaggiamento necessario per realizzare la Sua volontà.
 
 Come possiamo attingere a questo tipo di grazia? Come sperimentarla ogni giorno?
Il fatto che la grazia di Dio sia sempre a nostra disposizione non significa che agisca automaticamente, infatti dipende da noi accostarci al Suo trono con piena fiducia.
Ebrei 4:14 Avendo dunque un gran sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, riteniamo fermamente la nostra confessione di fede. 15 Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per ricevere aiuto al tempo opportuno.
 Gesù è sensibile alle nostre vicende terrene perché è stato tentato in ogni cosa come noi, ma poiché ha vinto sulla tentazione e non ha peccato, può insegnarci a vincere.
Il verso 16 ci esorta ad accostarci al trono della grazia con piena fiducia, cioè con la certezza di ricevere l’aiuto di cui abbiamo bisogno, perché quello di Dio non è un trono di legge, che dà a chi merita e nega a chi non merita, ma un trono di misericordia e di grazia sempre aperto a chi Gli si accosta fiducioso.
 Quando sbagliamo, il nemico non manca di accusarci e usa la legge per allontanarci da Dio, ma è proprio allora che lo Spirito Santo usa la grazia per avvicinarci a Lui. Quando sbagliamo, il Signore vede la nostra debolezza e il nostro bisogno di aiuto e ci invita ad accostarci al Suo trono per aiutarci, non per giudicarci o condannarci.
 
Talvolta per orgoglio e presunzione non Gli chiediamo aiuto perché crediamo di poterne fare a meno, ma chi riconosce i propri limiti e il proprio bisogno di Dio non esita a rivolgersi a Lui. Anche nella guida delle riunioni di preghiera, per portare la Parola di Dio non basta avere una buona preparazione, perché parlare alle persone con le capacità umane non è la stessa cosa di parlare con l’unzione dello Spirito Santo e toccare i loro cuori.  
La Scrittura afferma che Dio ci aiuta nel momento del bisogno, cioè quando ci sentiamo deboli, incapaci, stanchi, stressati, quando siamo tentati o attraversiamo qualche prova e siamo consapevoli di avere bisogno di Lui. Dio ci mostra qual è il nostro bisogno, ma sta a noi chiederGli aiuto.
 
Alcuni considerano una vergogna e segno di scarsa crescita spirituale dichiarare di avere bisogno, ma non è così, anzi quanto più si cresce spiritualmente, tanto più ci si accorge del proprio bisogno di Dio.
L’apostolo Giacomo afferma che nella prova si deve gioire, perché la prova comporta sempre  un bisogno e quindi offre un’occasione per sperimentare l’aiuto di Dio.
 Giacomo 1:2 Considerate una grande gioia, fratelli miei, quando vi trovate di fronte a prove di vario genere, 3 sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. 4 E la costanza compia in voi un'opera perfetta, affinché siate perfetti e completi, in nulla mancanti.
Nelle prove molti si lamentano e se la prendono col Signore, ma la Scrittura afferma che le prove ci aiutano a diventare stabili nella fede e a crescere spiritualmente.
 
Come possiamo sperimentare ogni giorno la grazia  che ci fa dipendere dalla volontà di Dio?
Ce lo mostra Gesù.
Giovanni 5:19 Allora Gesù rispose e disse loro: «In verità, in verità vi dico che il Figlio non può far nulla da se stesso, se non quello che vede fare dal Padre; le cose infatti che fa il Padre, le fa ugualmente anche il Figlio. 20 Poiché il Padre ama il Figlio e gli mostra tutte le cose che egli fa; e gli mostrerà opere più grandi di queste, affinché voi ne siate meravigliati.
Giovanni 5:30 Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo ciò che odo e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà del Padre che mi ha mandato.
Pur essendo Dio, perfetto e senza peccato, Gesù disse che non avrebbe potuto fare nulla da Se stesso e che collaborava col Padre nelle Sue iniziative. Stava sempre in ascolto di ciò che il Padre Gli diceva allo scopo di realizzare la Sua volontà. Forse noi non ci rendiamo conto che ogni qualvolta facciamo le cose per iniziativa personale, agiamo nell’orgoglio e nell’arroganza, mentre la nostra vita deve essere basata sull’esempio di Gesù.
 
Il pastore Lirio riferisce una sua recente esperienza vissuta a Partinico in occasione di un incontro con altri pastori su temi di carattere tecnico al termine del quale era prevista una sua predicazione. Faceva caldo e nei partecipanti c’era molta stanchezza, tanto che ad un certo momento i loro sguardi erano persi e i loro corpi letteralmente abbandonati sulle sedie. Guardandoli, il pastore non sapeva che effetto avrebbe potuto avere la sua predicazione, pensò che tutti avrebbero preferito fare una bella passeggiata e chiese aiuto a Dio con tutte le sue forze.  
La predicazione iniziò come previsto e poiché l’attenzione dei partecipanti lasciava a desiderare il pastore invocò l’intervento di Dio con maggiore forza. Il Signore gli disse di chiamarli tutti avanti e nel momento in cui risposero all’appello, in visione vide Gesù avvicinarsi ad uno dei presenti e dirgli che voleva liberarlo da un dolore che teneva represso nel cuore. Quando il pastore rese noto ciò che aveva visto, la persona in questione, che tra l’altro aveva conosciuto solo in quell’occasione, scoppiò in un accorato pianto. Aveva realmente un dolore che teneva chiuso nel cuore e quel fatto, unitamente ad altri interventi compiuti da Dio in quell’occasione, produsse un totale cambiamento dell’atmosfera.
È avvenuto per abilità umana? No, è avvenuto perché Dio ha risposto all’invocazione di aiuto!
  
Cosa ci fa ricevere la grazia? Andare al Signore con piena fiducia e con un’attitudine di umiltà.
Alcuni credenti agiscono come lo struzzo: pur essendo sommersi dai problemi affermano di non averne; altri davanti ai problemi si rivestono di orgoglio e si danno da fare convinti di potersela sbrigare da soli. Ma in nessuno di questi casi Dio viene coinvolto!
Altri, infine, nel bisogno si rivolgono subito con fiducia al Signore.
L’orgoglio è sempre causa di disastri, infatti precede la rovina (Proverbi 6:18), mentre l’umiltà attira i favori divini. Ricordiamoci che tra il fariseo che presumeva di essere a posto con Dio e il pubblicano che si presentò al Signore con spirito contrito chiedendoGli misericordia, solo quest’ultimo, pur essendo notoriamente un peccatore, tornò a casa giustificato.
Aveva la giusta attitudine, aveva chiesto aiuto con umiltà.
 
Per ben tre volte nella Scrittura si legge che il Signore fa grazia agli umili.
Proverbi 3:34 Certamente egli schernisce gli schernitori, ma fa grazia agli umili
Giacomo 4:6 Ma egli dà una grazia ancor più grande; perciò dice: «Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili»
L’apostolo Pietro, che quanto ad orgoglio non era stato secondo a nessuno, solo dopo essere stato riabilitato da Gesù ed essere divenuto un vero grande apostolo, poté scrivere le sue preziose epistole.
Nella prima ci esorta a rivestirci di umiltà, perché se in presenza di un problema agiamo con orgoglio e non riconosciamo il nostro bisogno di aiuto, non possiamo trovare grazia presso Dio, in quanto un tale agire è segno di disobbedienza e di empietà.
1Pietro 5:5 Similmente voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. Sì, sottomettetevi tutti gli uni agli altri e rivestitevi di umiltà, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili.
Nella seconda ci esorta a crescere nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore, cose per noi molto importanti perché ci aiutano a liberarci dall’orgoglio e a crescere nell’umiltà. Essere umili è indice di saggezza e di forza, visto che grazie all’umiltà possiamo ricevere grazia.
2Pietro 3:18 Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in eterno. Amen.
 
  Non riteniamoci esenti dall’orgoglio, non ne siamo del tutto liberi, lo prova il fatto che talvolta non chiediamo aiuto a Dio, così come talvolta ci sentiamo a posto nei Suoi riguardi e proprio come il fariseo non riconosciamo i nostri errori e non Gli chiediamo perdono. Dio può darci solo ciò che Gli chiediamo e può perdonare solo i peccati che confessiamo e di cui siamo pentiti.
Abbiamo la possibilità di vivere ogni giorno nella grazia semplicemente confidando nel nostro Sommo Sacerdote che comprende le nostre debolezze e che vuole aiutarci.
 Per vivere ogni giorno una vita di successo dobbiamo poggiarci unicamente sui desideri che Dio mette nel nostro cuore, sulle capacità e sulle risorse che ci dà per adempiere la Sua volontà ed essere umili come Gesù, nostro Maestro e nostro Signore.