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           Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 23 maggio 2010
 
     Oratore: Pastore Lirio Porrello
 
L’AIUTO DELLO SPIRITO SANTO IN PREGHIERA
                                    
Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo… Giuda 20
 
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
Reduce da una conferenza di psicologi cristiani tenutasi a Roma, alla quale da tutta Italia e anche dall’estero sono intervenuti numerosi medici cristiani e non, il pastore Lirio in apertura di predicazione dà un breve resoconto. Riferisce che in essa sono stati trattati importanti tematiche, ma parla soprattutto delle straordinarie esperienze di guarigioni miracolose, documentate, sperimentate nell’esercizio della loro professione da medici cristiani i quali, avendo esaurito le risorse umane, di fronte a casi disperati e a mali inoperabili, si sono aggrappati in preghiera e con successo alle risorse di Dio.
 
 La predicazione di oggi verte sul ruolo d’Intercessore dello Spirito Santo.
Per chiarire i meccanismi del Suo intervento nella nostra preghiera viene presa in esame la vita di Gesù, che non faceva nulla di propria iniziativa, dipendeva dal Padre in ogni cosa ed anche le Sue preghiere erano ispirate da Lui. 
Giovanni 5:19 Allora Gesù rispose e disse loro: «In verità, in verità vi dico che il Figlio non può far nulla da se stesso, se non quello che vede fare dal Padre; le cose infatti che fa il Padre, le fa ugualmente anche il Figlio.
Da questo versetto risulta chiaro che il segreto di Gesù stava nella Sua relazione col Padre, col quale collaborava perché, essendo Figlio maturo e sapendo che da solo non avrebbe potuto fare nulla, non dava spazio all’iniziativa personale e anche nella preghiera si lasciava guidare dallo Spirito Santo.
Le parole di Gesù: “Il Figlio non può fare nulla da se stesso” riguardano personalmente anche noi che siamo figli di Dio, ma dobbiamo tendere ad essere figli maturi, docili all’ispirazione e all’iniziativa dello Spirito Santo, permetterGli di esserci di aiuto nella nostra vita di preghiera.
Romani 8:14 Poiché tutti quelli che sono condotti (in preghiera) dallo Spirito di Dio sono figli (maturi) di Dio.
 
Quando vivevamo nella vecchia natura, prima di conoscere il Signore, eravamo portati a prendere ogni decisione autonomamente, in modo indipendente da Dio. Anche oggi nelle varie circostanze della vita in noi può esserci un conflitto perché tendiamo ad agire da soli, senza interpellare il Signore, ma dobbiamo aspirare a realizzare una maturità spirituale simile a quella di Gesù, che ci permetta di non lasciare spazio alla nostra personale iniziativa in nessuna cosa, neppure in preghiera, e ad agire mossi dallo Spirito Santo, dalla fede e dalla Parola di Dio.
 
In ogni area del Suo ministero, Gesù non contò mai sulla Sua saggezza, faceva sempre capo a quella del Padre che si serviva di Lui per adempiere i Suoi propositi. Dobbiamo diventare come Lui affinché il Padre non trovi ostacoli quando vuole mettere in atto le Sue iniziative e possa usarci come strumenti nelle Sue mani.  
Se impariamo a dipendere da Dio e a saper cogliere le Sue ispirazioni, in qualunque situazione ci troviamo saremo liberi dall’ansia, che invece ci assale quando pensiamo di dover risolvere tutto da soli.
 
Sia nel pregare che nel compiere miracoli, Gesù agiva secondo il volere del Padre, quindi anche noi, per pregare in accordo al Suo progetto, dobbiamo conoscere ciò che vuole realizzare, altrimenti rischiamo di pregare nel senso contrario. Dio non ascolta le preghiere che non sono in accordo col Suo obiettivo per la nostra vita. Ad esempio è possibile che per far crescere i nostri figli Egli permetta che attraversino dei momenti di afflizioni, ma se non lo sappiamo potremmo pregare in opposizione a ciò vuole Lui.
 
Il testo base su cui poggia la predicazione è il seguente brano dell’epistola ai Romani
Romani 8:26 Nello stesso modo anche lo Spirito sovviene (sunantilambànetai) alle nostre debolezze, perché non sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera, come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede (huperentugchàno) per noi con sospiri ineffabili. 27 E colui che investiga i cuori conosce quale sia la mente dello Spirito, poiché egli intercede (entugchàno) per i santi, secondo Dio. 28 Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento.
La Scrittura afferma che noi non sappiamo cosa chiedere né come chiedere affinché la nostra preghiera sia efficace, quindi abbiamo bisogno di sapere come fare per essere esauditi, così come dobbiamo sapere come condividere con altri ciò che riceviamo da Lui ed essere così Suoi testimoni.
 
Nel verso 26 si afferma che lo Spirito Santo sovviene alle nostre debolezze e che intercede per noi, anche se il vocabolo originale greco del vocabolo usato nel verso 26 più precisamente vuole indicare che Egli intercede con noi.  
Riguardo alle parole: sovvenire e intercedere vengono puntualizzate alcune cose.
 
Il verbo sovvenire, dal greco sunantilambànetai vuol dire afferrare con (qualcuno) contro. Per dare l’idea del suo significato il pastore fa l’esempio di una persona che deve spostare un tavolo pesante: lo afferra da una parte e chiede ad un’altra persona di aiutarlo. Ciò vuol dire che in preghiera noi non abbiamo la forza di pregare efficacemente e dobbiamo chiedere aiuto allo Spirito Santo. Quando preghiamo Egli ci viene in aiuto, ci dà la forza che ci manca e prega con noi, non lo fa senza di noi, ma da parte nostra dobbiamo mettere la forza che abbiamo. Egli ci aiuta a portare un peso che da soli non riusciremmo a portare.
 Che vuol dire che ci aiuta perché non sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera come si conviene?
 Noi non sappiamo cosa ci riserva il domani, ma lo Spirito di Dio sì. Possibilmente noi ci mettiamo in preghiera per chiedere a Dio cose che il nostro cuore desidera, non sapendo cosa ci riserva il domani e se invece di pregare secondo i nostri desideri avremmo bisogno di chiedere a Dio ben altro. Per questo abbiamo bisogno che Egli ci riveli per cosa e come pregare, poiché solo le preghiere mirate secondo i Suoi obiettivi hanno efficacia.
Lo Spirito Santo sa tutto del futuro, noi no. Egli è il nostro partner in preghiera e per noi è essenziale collaborare con Lui. A nostra insaputa Egli potrebbe usarci per potere intervenire in situazioni a noi sconosciute anche in favore di altre persone.
Potrebbe svegliarci di notte e farci sentire di dover pregare. In tal caso dobbiamo essere sensibili e disponibili ad assecondare la Sua iniziativa.
 
La parola “intercede” del verso 26 indica che lo Spirito Santo intercede in nostro favore, ma lo fa  con noi.
Premesso che noi non sappiamo di cosa abbiamo bisogno, ma lo Spirito Santo sì, nel pregare dobbiamo osservare alcuni principi.
-    Innanzitutto chiedere allo Spirito Santo di dirci per cosa dobbiamo pregare, di rivelarci le nostre vere necessità. Noi conosciamo il Padre solo in parte, mentre lo Spirito Santo Lo conosce perfettamente e sa cosa vuole per noi.
-   A quel punto non ci resta che rimanere in ascolto delle Sue ispirazioni, sapendo che Egli per noi ha in serbo il meglio, e scriverle su un foglio.
-   Presentare al Padre le nostre richieste con lo Spirito Santo, che intercede in nostro favore.   
 
 A questo punto il pastore Lirio riferisce alla chiesa un’esperienza da lui fatta nei primi tempi della sua conversione, quando non immaginava neppur lontanamente che un giorno sarebbe divenuto pastore. Si era laureato in medicina e aveva preparato una domanda per partecipare ad un concorso per fare la guardia medica. Quattro domande per quattro posti.
Sentì nel cuore lo Spirito Santo dirgli: “Non farlo!”. Credette di non capire bene. Perché non farlo se quella che gli si presentava era una buona occasione per iniziare la professione? Obiettò al Signore che non avrebbe potuto giustificare con suo padre un simile gesto, ma sentì Dio insistere: “Non farlo!”.
Non lo fece, anche se obbedire gli costò parecchio. In seguito comprese che se avesse accettato quell’incarico che lo avrebbe tenuto impegnato il sabato e la domenica, avrebbe perduto la chiamata di Dio.
In quel tempo non sapeva cosa gli avrebbe riservato il futuro, ma lo Spirito Santo lo guidò a fare i passi necessari per adempiere il progetto di Dio nella sua vita.  
 
Nel Nuovo testamento si trovano tre parole che vengono tradotte in italiano con ‘intercedere’:
huperentugchàno, che si trova in Romani 8:26, in Ebrei 7:25 e che vuol dire: intercedere per qualcuno, ma non indica per cosa si deve intercedere.
entugchàno, che si trova in Romani 8:27; 8:34 e 11:2, vuol dire: andare per consultarsi, ma anche implorare, supplicare, pregare.
entéuxis, che si trova in 1 Timoteo 2:1 e che vuol dire andare insieme da qualcuno, fargli visita per conversare per la causa di un altro.
 
 Quando il termine intercessione viene usato in riferimento alla preghiera, vuole dire che ci incontriamo con Dio e conferiamo con Lui in favore di un altro. Con noi davanti al Padre c’è lo Spirito Santo che parla in nostro favore riguardo alle cose che ci ha precedentemente ispirato.
 Nota Efesini 2:18 poiché per mezzo di lui abbiamo entrambi accesso al Padre in uno stesso Spirito.
Questo versetto dice che da soli non abbiamo accesso al Padre e che per chiederGli le cose che Egli ci ha ispirato possiamo approcciare il Suo trono solo attraverso lo Spirito Santo. Così le nostre preghiere possono essere esaudite.
 Possiamo accordarci in preghiera con altre persone…
Ora Matteo 18:19 Ancora io vi dico che, se due di voi si accordano sulla terra per domandare qualunque cosa, questa sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli.
…ma dobbiamo accordarci soprattutto con lo Spirito Santo.
La vittoria che ne deriva è comunque e sempre un dono di Dio, quindi badiamo a non inorgoglirci credendo di essere più bravi degli altri nel pregare, ma di essere riconoscenti a Lui e di darGli sempre gloria.
 
Gli apostoli non facevano nulla senza interpellare lo Spirito Santo.
 Atti 15:28 Infatti è parso bene allo Spirito Santo e a noi di non imporvi alcun altro peso all'infuori di queste cose necessarie…
Se poterono scrivere: “è parso bene allo Spirito Santo…” vuol dire che gli apostoli e gli anziani avevano amicizia con lo Spirito Santo e che erano in accordo con Lui.
Talvolta possiamo credere di pregare in modo opportuno per qualche nostro bisogno, ma se lo Spirito Santo non è del nostro stesso avviso, quella preghiera rimarrà inascoltata.
 
Contrariamente a quanto avviene nel verso 26, in cui è scritto che lo Spirito Santo intercede (huperentugchàno) con noi, nel verso 27 Egli intercede (entugchàno) senza di noi. Questo avviene quando di Sua iniziativa va a Dio e intercede in nostro favore per cose che non abbiamo chiesto.  
Talvolta preghiamo per cose di cui in realtà non abbiamo bisogno, possibilmente per appagare qualche desiderio, piuttosto che per cose di cui non sappiamo di avere bisogno, ma a Dio non interessa favorire i nostri desideri finalizzati alla nostra presunta felicità terrena, a Lui interessa il nostro bene eterno e la nostra crescita spirituale all’immagine di Cristo. 
Generalmente siamo portati a chiedere al Signore una vita senza prove né afflizioni né malattie, però la Parola di Dio ci avverte: “nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo” (Giovanni 16:33). Noi vorremmo solo vittorie e apprezzamenti, ma Egli sa che abbiamo bisogno anche di qualche sconfitta, di persecuzioni e di afflizioni, perché queste cose ci fortificano.
 Romani 8:28 Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento.
 
Concludendo: Lo Spirito Santo vuole aiutarci nella nostra vita di preghiera. Egli sa quali sono i nostri bisogni, ce li rivela, ci accompagna alla presenza del Padre e parla con Lui in nostro favore. Egli ci chiama a collaborare con Lui, a dipendere da Lui in tutte le cose, in quelle piccole come in quelle grandi, ad essere figli maturi di Dio che affrontano le situazioni difficili liberi dall’ansia e dalla preoccupazione, perché sanno di poter innalzare al Padre preghiere che possono essere esaudite, in quanto provengono dal Suo cuore e coincidono con i Suoi obiettivi per la nostra vita.