LA GRANDE FEDE DI UN CENTURIONE PER LA GUARIGIONE

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Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 28 marzo 2010

 
Oratore: Pastore Lirio Porrello
 
LA GRANDE FEDE DI UN CENTURIONE PER LA GUARIGIONE
 
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
Ancora sul tema della guarigione, oggi viene preso in esame un brano dal Vangelo di Luca da cui si possono trarre numerosi insegnamenti riguardo alla fede per ricevere la guarigione.

Il brano in questione si riferisce alla fase iniziale del ministero di Gesù, che si svolse a Cafarnao, in Galilea, e ci mostra che sin da allora Egli praticava un intenso ministero di guarigione in tutte le località in cui si recava.
 Luca 6:17 Poi, sceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante, con la folla dei suoi discepoli e con un gran numero di popolo da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per udirlo e per essere guariti dalle loro malattie; 18 e anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi erano guariti. 19 E tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una potenza che guariva tutti. 20 Quindi egli, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri perché vostro è il regno di Dio.

Dopo avere guarito tutti i malati e liberato quelli che erano oppressi dagli spiriti immondi, Gesù iniziò la predicazione, divenuta famosa come “Il sermone del monte”, al termine della quale rientrò a Cafarnao.  
Luca 7:1 Ora, dopo che ebbe terminato tutto questo suo discorso al popolo che udiva, entrò in Capernaum. 2 Ora il servo di un centurione, che gli era molto caro, era malato e stava per morire.
Gesù aveva predicato e  insegnato a un popolo che Lo ascoltava con attenzione e che metteva fede nelle Sue parole. Questo ci dice quanto è necessaria la predicazione della Parola di Dio al fine di fare sorgere la fede nei cuori.
Romani 10:14 … E come crederanno in colui del quale non hanno udito parlare? E come udiranno, se non c'è chi predichi?...17 La fede dunque viene dall'udire, e l'udire viene dalla parola di Dio.
Se non si predica la guarigione divina, non può esserci fede per riceverla, per tale motivo nelle chiese in cui non viene predicata non avvengono guarigioni, mentre quando viene predicata e chi l’ascolta ci crede, prega con fede e la riceve. 

La notizia delle numerose guarigioni praticate da Gesù si era diffusa nei dintorni ed era  giunta all’orecchio di un centurione romano che aveva uno dei suoi servi in fin di vita.
In quel tempo Israele si trovava sotto la dominazione romana ed essendo Cafarnao un transitato centro di commercio, vi risiedevano dei centurioni romani che svolgevano il servizio di riscossione dei pedaggi a favore dell’impero romano.
Avendo sentito parlare di Gesù, delle guarigioni prodigiose da Lui operate e della Sua disponibilità, quell’uomo cercò di contattarlo tramite alcuni suoi amici ebrei che lo apprezzavano perché li aveva aiutati a costruire la sinagoga.
Luca 7:3 E il centurione, avendo sentito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei, pregandolo di venire a guarire il suo servo.
Questo ci dice che quando si sente parlare di Gesù e si viene a sapere chi è, cosa vuole fare e cosa può fare per noi, nel cuore sorge la fede.
Il centurione sapeva che Gesù guariva e aveva fede in Lui, ma aveva un problema: non essendo Ebreo sapeva anche di non avere alcun diritto di chiederGli alcunché, ciò nonostante non si arrese e inviò dei messaggeri che Lo invitassero a recarsi a casa sua per guarire il suo servo.
Luca 7:4 Ed essi, giunti da Gesù, lo pregarono con insistenza dicendo: «Egli merita che tu gli conceda questo, 5 perché egli ama la nostra nazione, ed è stato lui a costruirci la sinagoga».
La guarigione, come ogni altra cosa, deve essere chiesta in preghiera, lo dice anche l’apostolo Giacomo: “non avete, perché non domandate”  (Gm. 4:2). 

È da notare che gli inviati, che come si è già detto erano Ebrei, Lo  pregarono con insistenza, dicendoGli che quel cnturione romano era un amico e che meritava di essere esaudito per il suo comportamento nei riguardi del loro popolo.
Gesù aderì alla richiesta e si avviò con loro, contravvenendo all’usanza ebraica di non andare nelle case dei gentili.  
È singolare il fatto che, mentre gli amici avevano descritto il centurione come uno che meritava di essere esaudito, quando questi andò incontro a Gesù e Lo raggiunse poco distate da casa sua, si definì non degno di riceverLo sotto il suo tetto.
Luca 7:6 Allora Gesù andò con loro. Egli non era molto lontano dalla casa, quando il centurione gli mandò degli amici per dirgli: «Signore, non disturbarti, perché io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto. 7 Per questo neppure mi sono ritenuto degno di venire da te.
Non voleva che si disturbasse  e affermò che Gli sarebbe bastato pronunciare una sola parola per guarire il servo:  “…ma dì una parola e il mio servo sarà guarito”.
In definitiva il centurione riconobbe la grandezza regale di Gesù e riconobbe che aveva una tale autorità nella dimensione spirituale da poter guarire il servo con una sola parola. D’altra parte vide se stesso piccolo, indegno e immeritevole. Era un pagano, uno che non apparteneva al popolo di Dio, eppure aveva compreso che tutto ciò che si riceve da Lui è per grazia e non per meriti personali.

Il  centurione illustrò a Gesù il concetto di autorità in modo singolare e conciso. Essendo un militare, affermò di essere sottomesso all’autorità da cui dipendeva e di eseguire gli ordini che gli venivano dati semplicemente con la parola, allo stesso modo in cui coloro i quali dipendevano da lui gli erano sottomessi e obbedivano alla sua parola.
Luca 7:8 Poiché anch'io sono un uomo sottoposto all'autorità altrui e ho sotto di me dei soldati, e dico ad uno: "Va'", ed egli va, e a un altro: "Vieni", ed egli viene, e al mio servo: "Fa' questo", ed egli lo fa».
Per analogia si disse certo che Gesù, per l’autorità che aveva nella dimensione spirituale, con la parola poteva comandare alla malattia di andare via.
La sua esperienza pratica gli dava chiarezza dei meccanismi con cui funziona l’autorità in generale e quindi anche quella di Gesù nel mondo spirituale.
Nel sentirlo parlare, Gesù si meravigliò tanto che rivolgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico, che neppure in Israele ho trovato una fede così grande» (v. 9).
Questa frase di Gesù si trova due volte nei Vangeli: una volta diretta alla donna cananea ed una al centurione romano; entrambi furono da Lui lodati per la loro grande fede. 
Rientrati a casa, gli inviati trovarono il servo già guarito!
Luca 7:10 E, quando gli inviati fecero ritorno a casa, trovarono il servo, che era stato infermo, guarito.
Il dialogo tra Gesù e il centurione era avvenuto nei pressi dell’abitazione di quest’ultimo, quindi la guarigione del servo in pratica fu istantanea e avvenne senza la presenza fisica di Gesù.

Dai comportamenti del centurione possiamo trarre numerosi spunti di riflessione, ad esempio: quante volte, pur avendo avuto bisogno di una guarigione, abbiamo dubitato dell’autorità regale di Cristo? Quante volte abbiamo dimenticato la Sua grandezza o abbiamo pensato di meritare la guarigione? Il centurione umiliò se stesso, innalzò il Signore ed ebbe fiducia nella Sua autorità sulla malattia!

Dopo avere ampiamente illustrato il brano del Vangelo di Luca, il pastore Lirio sintetizza, per metterle a fuoco, le lezioni che da esso si traggono. 
1.  La Parola di Dio sulla guarigione deve essere predicata e insegnata (Luca 7:1) da ciascuno di noi, non solo dai pastori, perché se le persone non sanno chi è Gesù e cosa vuole e può fare, non possono invocarLo.
2.  C’è bisogno di ascoltare la Parola di Dio, perché solo così può sorgere nei cuori la fede nella guarigione divina (v.  1).
3.  Il centurione aveva sentito parlare di Gesù come Guaritore (v. 3) ed essendo sorta nel suo cuore la fede per la guarigione del servo non esitò a chiederGliela.
4.  I messaggeri che inviò a Gesù e che rappresentano gli intercessori, Gli chiesero con insistenza di esaudirlo. Se ne deduce che la nostra preghiera per la guarigione non deve essere debole e fiacca, ma determinata e insistente (v.  4).
5. Quando andiamo al Signore per chiederGli qualcosa, vediamoci piccoli e immeritevoli (v.  6), inchiniamoci di fronte alla Sua grandezza e alla Sua maestà.
6.  Ricordiamoci che, come la salvezza, anche la guarigione è un dono della grazia di Dio (v.  7), chiediamola quindi con umiltà e senza pretese.
7.  Acquistiamo piena fiducia che la Parola di Dio dichiarata con fede produce risultati certi (v.  7).
8.  Prendiamo coscienza che la Parola di Dio è  la Parola del Re, che contiene  decreti divini i quali non possono essere né cambiati né annullati  (v.  8).
9. Teniamo presente che Gesù onorò la grande fede del centurione sanando il Suo servo (v. 10). 

Il centurione aveva compreso la potenza infallibile della Parola di Dio, aveva compreso che quando viene pronunciata in fede contro la malattia, questa non può resistere. La sua era una preghiera d’intercessione per qualcuno che gli stava molto a cuore, quindi, se anche noi abbiamo bisogno di chiedere al Signore la guarigione per qualcun altro, dobbiamo intercedere con fermezza e con fede

Possiamo realizzare una fede grande come quella del centurione romano?
Sì, se ascoltiamo la Parola di Dio, se le permettiamo di mettere nel nostro cuore radici e di produrre in esso una fede ferma e incrollabile, una fede grande, tale da essere apprezzata e lodata da Gesù, tale da farci vedere la Sua immediata risposta alla nostra preghiera.