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                    Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 14 marzo 2010
 
Oratore: Pastore Rosario Mascari
 
COME PREGARE PER LA GUARIGIONE
 
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
Il pastore Rosario Mascari esordisce affermando che per molto tempo il concetto di guarigione divina non è stato inteso nel mondo evangelico, anche pentecostale, come lo intendiamo noi della chiesa “La Parola della Grazia”. Un po’ tutti pensavano, e molti continuano a pensare, che Dio non voglia guarire sempre, che alcune volte guarisce e altre no, che addirittura mandi le malattie per mettere alla prova il Suo popolo. Sono tutte convinzioni che non trovano riscontro nella Bibbia, come non ne trova quella secondo cui le guarigioni furono date per un tempo, quello degli apostoli, e con essi si sono concluse.
Nel corso dei secoli sono state predicate dottrine e convincimenti umani che hanno determinato nel popolo di Dio un’assoluta ignoranza riguardo alla guarigione divina, mentre nella Bibbia si trova una vera e propria dottrina in merito.
 
Uno studio approfondito del Nuovo Testamento mette in luce che la traduzione giunta a noi per il 99,5% è fedele ai testi scritti dagli apostoli e che solo per 400 parole, peraltro irrilevanti, c’è qualche dubbio. Possiamo quindi affermare che il Nuovo Testamento è totalmente attendibile perché conforme all’originale, tanto che hanno dovuto ricredersi gli scettici sostenitori della tesi che nel corso dei secoli la Bibbia abbia subito manomissioni.
 La Bibbia è la Parola di Dio e quindi è potente, ma purtroppo per gran parte dello scorso secolo la Chiesa è stata malata e povera, non ha compreso la grande ricchezza che c’è nel Vangelo di Gesù Cristo e per ignoranza non ha preso le promesse che le spettavano di diritto.
Si è lasciata condizionare dalle esperienze negative dimenticando che la nostra fede non si basa sulle esperienze, negative o positive che siano, né sui nostri sentimenti, ma su quello che crediamo.
È importante che spirito di sapienza e d’intelligenza vengano in noi e ci permettano di prendere consapevolezza della dottrina della guarigione.
 
Dio non vuole che il Suo popolo sia malato e sofferente. Se neppure un padre terreno disciplina i propri figli infliggendo violenze e maltrattamenti, come potrebbe farlo il Padre Celeste, che è Amore? Dal Nuovo Testamento non risulta che Dio abbia mandato malattie, che abbia maledetto o abbia fatto del male a qualcuno, anzi ci dice che Gesù è venuto per darci vita in abbondanza.
L’immagine distorta che molti hanno di Dio è stata motivo di peccato. Anche il primo peccato è derivato dal fatto che l‘uomo ha visto Dio in modo distorto e dopo avere compiuto il peccato Adamo ed Eva si sono nascosti, avevano paura di Dio e della Sua punizione, Lo vedevano cattivo.    
Noi abbiamo avuto la rivelazione che Dio è nostro Padre, che ci ama e che non farebbe mai nulla per farci soffrire, ma se non si ha questa semplice rivelazione, non si può neppure credere alla Sua Parola, pregare con autorità e avere fede nella guarigione divina. 
 
Se non si crede alla Parola di Dio si rimane sbandati, senza certezze e senza identità, con una vita instabile, insicura e priva di protezione. A causa del peccato l’uomo non ha potuto ricevere tante benedizioni, ma non è così per noi che siamo il corpo di Cristo. Persino molti movimenti di risveglio si sono lasciati bloccare dal fatto che non avvenivano più guarigioni, ma Dio vuole guarire sempre, non è mai cambiato e non è suscettibile a cambiamenti e a umori.
È possibile che nella nostra vita ci siano momenti bui in cui non sentiamo la Sua presenza e la Sua unzione, ma proprio allora Egli ci è più vicino.
 
l’apostolo Paolo afferma che la fede opera per mezzo dell’amore.
Galati 5:6 poiché in Cristo Gesù né la circoncisione, né l'incirconcisione hanno alcun valore, ma la fede che opera mediante l'amore.
Ne consegue che se non amiamo nostro fratello e non lo perdoniamo, la nostra fede è bloccata e le cose che reclamiamo in preghiera non accadono. Per metterci a posto abbiamo bisogno di chiedere perdono a Dio e a quel fratello. Questa è solo una parte della verità, perché oltre che muoversi nell’amore verso i fratelli, la fede deve muoversi anche nell’amore verso Dio.
Che vuol dire? Se non ci sentiamo amati e protetti da Dio e ci identifichiamo con tali nostri sentimenti ed emozioni, la nostra fede si blocca ed anche se preghiamo non possiamo ricevere perché la fede opera per mezzo dell’amore, sia quello che proviamo per Dio, che quello che da Lui riceviamo, che è eterno e che non viene meno neppure nei momenti peggiori.  
 
La guarigione è strettamente legata alla fede. È la fede che ci permette di prendere le cose che Gesù ha provveduto per noi. Per fede siamo stati salvati e per fede dobbiamo prendere ogni altra cosa, anche la guarigione divina, ma abbiamo bisogno che la nostra fede venga continuamente stimolata e che su di essa si predichi spesso al fine di eliminare le scorie che si accumulano intorno al nostro spirito. Molti di noi hanno una notevole conoscenza biblica, ma ai fini della guarigione non ci serve e accade che, pur conoscendo tanto della Parola di Dio, chi è ammalato non guarisca, chi è depresso non venga liberato, chi è triste non trovi ristoro. Dobbiamo “spolverare” il nostro spirito ed eliminare tutto ciò che non ci permette di ricevere la Parola di Dio per metterla in pratica e renderla efficace nella nostra vita.  
 
Il fatto che non sempre si viene guariti non deve scoraggiarci né bloccarci nella preghiera.
Il pastore Rosario rende efficacemente il concetto con un esempio. Chiede ai presenti: cosa facciamo quando ci rechiamo ad uno sportello bancomat per prelevare lo stipendio che ci è stato accreditato, digitiamo il codice e lo schermo segnala che il codice è errato; ripetiamo l’operazione e si ripete la stessa cosa? Pensiamo che a sbagliare sia la banca o che siamo noi a non ricordare il codice e andiamo a casa per controllare? Abbiamo i soldi in banca, ma non possiamo prelevarli a motivo del nostro errore.
Con Dio, la nostra banca celeste, è la stessa cosa: abbiamo a disposizione le Sue benedizioni, mettiamo il bancomat, cioè la nostra preghiera, ma cosa pensiamo se non accade nulla? Forse che Dio non abbia benedizioni per noi, che il problema sia Suo e ci arrendiamo? No! L’errore sta in noi! Dobbiamo inserire il codice giusto invece di lamentarci con Lui e dubitare del Suo amore. ChiediamoGli di rivelarci in cosa sbagliamo e cosa ci impedisce di ricevere. Sappiamo che è un Padre che ci ama, che ha provveduto per noi ogni bene e che ha mandato Gesù per sostituirsi a noi anche nella sofferenza fisica, affinché noi riceviamo guarigione.
 
Sia nel libro dell’Esodo che in Deuteronomio si legge che nell’Antico Testamento avveniva una sostituzione: un agnello pagava con la vita per i peccati del popolo. Tutti i peccati del popolo venivano trasferiti su un agnello che poi veniva sgozzato e arso completamente sull’altare.
Quando venne Gesù, l’Agnello perfetto, Giovanni battista preannunciò: “Egli è l’Agnello di Dio, Colui che toglie i peccati dal mondo”.
Gesù iniziò a sostituirsi a noi nel giardino del Getsemani. Fu lì che iniziò a sudare sangue, fu lì che si caricò di tutte le oppressioni, delle depressioni, dei problemi mentali, della tristezza, delle violenze, degli squilibri mentali, dei sensi di rigetto, di tutti i nostri mali, delle afflizioni delle nostre anime devastate e proprio lì iniziò a pagare il prezzo del nostro riscatto.
Poi fu preso, Gli fu conficcata in testa una corona di spine contenenti un veleno che produceva dolori lancinanti, tali da portare alla pazzia. Dall’inizio della Sua passione fino alla fine fu accompagnato dal martirio della corona di spine e col sangue fuoruscito dal capo pagò per tutte le nostre malattie mentali.
Patì lo strazio della flagellazione, la carne Gli veniva strappata a brandelli.
Sulle spalle ferite e sanguinanti Gli fu posta la pesante croce che secondo gli studiosi doveva pesare dai settanta agli ottanta chili. Fu spinto, trascinato, maltrattato e deriso. Sulla via del Calvario era solo. Anche quelli che avevano ricevuto guarigione e Lo avevano osannato si schierarono dalla parte degli schernitori.
Fu inchiodato alla croce, vi rimase appeso per ore tra sofferenze inimmaginabili, eppure ebbe la forza di pregare il Padre, nelle cui mani infine rimise il Suo Spirito dopo avere detto: “Tutto è compiuto”.
In Lui si compirono tutte le 332 profezie dell’Antico Testamento, ma si compì anche la nostra piena liberazione dalle malattie. La Parola di Dio afferma che “Per le Sue lividure noi siamo stati guariti”. Gesù pagò un prezzo altissimo per acquistare la nostra guarigione, per questo motivo quando preghiamo dobbiamo farlo con fede e con grinta, decisi a rifiutare la malattia.
 
Come pregare per la guarigione?
Marco 16:17 E questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno nuove lingue; 18 prenderanno in mano dei serpenti, anche se berranno qualcosa di mortifero, non farà loro alcun male; imporranno le mani agli infermi, e questi guariranno».
Questi versetti, che a noi pentecostali sono molto noti, si trovano nei testi originali contrariamente a quanto affermano alcuni, secondo i quali sono stati aggiunti successivamente.
In essi si parla dei segni che accompagnano i credenti e che ogni vero cristiano deve avere.  
Molte volte ci chiediamo come dobbiamo pregare per gli ammalati e il più delle volte piuttosto che usare l’autorità che ci è stata data nel nome di Gesù facciamo richieste a Dio. La guarigione non dobbiamo chiederla a Dio, perché sta a noi comandare alla malattia di andare via, proprio come facciamo con i demoni.
Leggiamo nella Scrittura come si comportavano Gesù e gli apostoli.
Allo zoppo della porta Bella, senza mezzi termini Pietro disse: “Alzati e cammina!”.
Ai ciechi che Lo seguivano per ricevere la vista, Gesù fece appello alla loro fede.
Matteo 9:27 E, mentre Gesù partiva di là, due ciechi lo seguirono gridando e dicendo: «Abbi pietà di noi, Figlio di Davide!». 28 Quando egli entrò in casa, quei ciechi si accostarono a lui. Gesù disse loro: «Credete che io possa far questo?». Essi gli risposero: «Sì, Signore». 29 Allora egli toccò loro gli occhi dicendo: «Vi sia fatto secondo la vostra fede».
 
Al paralitico, Gesù diede un comando secco.
 Matteo 9:6 Ora, affinché sappiate che il Figlio dell'uomo ha autoritàin terra di perdonare i peccati: Alzati (disse al paralitico), prendi il tuo letto e vattene a casa tua!». 7 Ed egli, alzatosi, se ne andò a casa sua. 8 Le folle, veduto ciò, si meravigliavano e glorificavano Dio, che aveva dato tale potere agli uomini.
 
Lo stesso fece con Lazzaro.
Giovanni 11:43 E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44 Allora il morto uscì,
 
Per guarire il lebbroso Gesù usò parole di fede.
Marco 1:40 E venne da lui un lebbroso il quale, supplicandolo, cadde in ginocchio davanti a lui, e gli disse: «Se vuoi, tu puoi mondarmi». 41 E Gesù, mosso a pietà, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Sì, lo voglio, sii mondato!». 42 E, come ebbe detto questo, subito la lebbra lo lasciò e fu guarito.
 
 Matteo 12:13 Allora egli disse a quell'uomo: «Stendi la tua mano!». Ed egli la stese e fu resa sana come l'altra.
 
 Gesù e i discepoli esprimevano comandi, non richieste. Anche noi dobbiamo trattare malattia con l’autorità che ci è stata data e col comando, non con preghiere per impietosire il Signore.  
  Matteo 10:1 Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro autorità sopra gli spiriti immondi per scacciarli e per guarire qualunque malattia e qualunque infermità.
  Dio è mosso solo dalla nostra fede in azione. Conosce i nostri bisogni, ma ci ha dato Suo Figlio, e con Lui la soluzione. Dobbiamo solo avere fede nella Sua Parola e in presenza di fede Egli si muove con potenza.
Quando ci rivolgiamo a Lui in preghiera, non chiediamoGli sempre la stessa cosa in modo ripetitivo, perché dopo aver pregato con fede una volta, il fatto di ripetere la stessa preghiera denota incredulità, semmai restiamo fermi nella certezza dell’esaudimento. Chiediamo con autorità e fede nel nome di Gesù e rimaniamo fermi nell’attesa che quanto chiesto si realizzerà.
Nel frattempo impariamo a parlare in fede, senza per questo negare la realtà della malattia, ma contrapponendo alla legge fisica quella più potente dello Spirito. 
La fede vede come esistenti le cose che ancora non esistono; chiama le cose che non sono come se fossero, vede le cose nel mondo dello spirito per trasportarle nel mondo reale.
Per questo dobbiamo imparare a visualizzare la guarigione mentre c’è la malattia, come dobbiamo vederci prosperi in mezzo alle difficoltà economiche o dichiarare che Gesù è il Principe della pace quando in casa nostra c’è guerra.
Prendiamo autorità su ogni demone d’ira, di contesa, di violenza, senza entrare in atteggiamenti di vittimismo e senza formulare preghiere patetiche di autocommiserazione. Le lacrime di commiserazione non funzionano alla presenza di Dio, semmai devono essere lacrime di fede e di compassione.
 
 Giacomo 5:14 Qualcuno di voi è infermo? Chiami gli anziani della chiesa, ed essi preghino su di lui, ungendolo di olio nel nome del Signore, 15 e la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo risanerà, e se ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati.
L’apostolo Giacomo parla di guarigione, di unzione con olio (che raffigura lo Spirito Santo), di anziani della chiesa, di confessione dei peccati. Dice che a guarire il malato è la preghiera della fede, ma in cosa consiste tale preghiera?
Consiste in un comando nel nome di Gesù Cristo.
In presenza di un ammalato, non pensiamo che la sua malattia sia dovuta ai suoi peccati, poiché si può essere ammalati anche senza avere peccato. Non puntiamo il dito e non atteggiamoci a giudici, ma limitiamoci a fare la preghiera della fede sull’esempio che si trova nel Vangelo di Marco.
Marco 11:23 Perché in verità vi dico che se alcuno dirà a questo monte: "Spostati e gettati nel mare", e non dubiterà in cuor suo, ma crederà che quanto dice avverrà qualunque cosa dirà, gli sarà concesso. 24 Perciò vi dico: Tutte le cose che domandate pregando, credete di riceverle e le otterrete.
Se la stessa persona sente il bisogno di liberarsi di un peso, guidiamola nella confessione, affinché venga liberata dai sensi di colpa e d’indegnità che le impediscono di ricevere guarigione. È bene che a pregare per gli infermi siano persone mature nella fede, mentre chi ancora non lo è cresca e si fortifichi prima di pregare per altri, per evitare che involontariamente compia danni con preghiere non appropriate.  
 
 Concludendo, abbiamo una certezza: Dio vuole guarirci. Sta a noi individuare le cause che ci impediscono di ricevere la guarigione divina, eliminarle e pregare nel modo giusto, con autorità e con parole di comando nel nome di Gesù.