PRINCIPI PER IL MINISTERO DELLA GUARIGIONE

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                  Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 7 marzo 2010
 
Oratore: Pastore Lirio Porrello
              
PRINCIPI PER IL MINISTERO DELLA GUARIGIONE
 
Insegnami a fare la tua volontà, perché tu sei il mio DIO; il tuo buon Spirito mi guidi in terra piana.Salmo 143:10
 
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
Riprende la serie sul tema della guarigione divina, dopo un’interruzione di due domeniche, nelle quali sono stati predicati i temi della dottrina dei battesimi e della Cena del Signore.
 
 Nel chiarire che la parola “ministrare” vuol dire servire e che quando si ministra la guarigione si dà a qualcuno ciò che si riceve dallo Spirito Santo, il pastore Lirio spiega che è necessario imparare a ministrare e venire addestrati a farlo. 
2Timoteo 3:16 Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia.
La Scrittura non ci è stata data soltanto per farci conoscere fatti realmente accaduti, ma per istruirci, e poiché il rhema datoci dal Signore per quest’anno ci preannuncia che lo Spirito Santo manifesterà i Suoi doni molto più che in passato, e lo farà attraverso tutti, non solo mediante i leaders, è necessario che tutti veniamo addestrati per ministrare con semplicità e fede agli ammalati e agli infermi.
Marco 16:17 E questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno nuove lingue; 18 prenderanno in mano dei serpenti, anche se berranno qualcosa di mortifero, non farà loro alcun male; imporranno le mani agli infermi, e questi guariranno».
Nessuno di noi dispone di poteri personali, non ci sono guaritori tra noi, ma tutti possiamo attingere alla potenza dello Spirito Santo.
Questi insegnamenti offriranno vantaggio anche a quei fratelli che svolgeranno il servizio di visita agli ammalati che la nostra chiesa ha organizzato, che a breve prenderà il via e che mostrerà anche a chi non conosce il Signore il Suo amore, le Sue compassioni e la Sua misericordia.
 
Nel libro degli Atti degli Apostoli viene narrato l’episodio della guarigione di un uomo, zoppo sin dalla nascita, avvenuta per mezzo degli apostoli Pietro e Giovanni alla porta del tempio, detta Bella. Costui, che in vita sua non aveva mai camminato e che era conosciuto da tutti, fu guarito istantaneamente.
Atti 3:1 Or Pietro e Giovanni salivano insieme al tempio verso l'ora nona, l'ora della preghiera. 2 E vi era un uomo zoppo fin dalla nascita, che veniva ogni giorno portato e deposto presso la porta del tempio, detta Bella, per chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. 3 Costui, avendo visto Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, chiese loro l'elemosina. 4 Allora Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: «Guarda noi». 5 Ed egli li guardava attentamente, sperando di ricevere qualche cosa da loro. 6 Ma Pietro disse: «Io non ho né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, alzati e cammina!». 7 E presolo per la mano destra, lo sollevò; e in quell'istante i suoi piedi e le caviglie si rafforzarono. 8 E con un balzo si rizzò in piedi e si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio, camminando, saltando e lodando Dio. 9 E tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio, 10 e lo riconobbero per quel tale che sedeva alla porta Bella del tempio chiedere l'elemosina, e furono ripieni di sbigottimento e di stupore per ciò che gli era accaduto. 11 Ora, mentre quello zoppo che era stato guarito si teneva stretto a Pietro e a Giovanni, tutto il popolo attonito accorse verso loro al portico, detto di Salomone. 12 E Pietro, vedendo ciò, parlò al popolo dicendo: «Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo? O perché fissate su di noi gli occhi come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare costui? 13 Il Dio di Abrahamo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo Figlio Gesù che voi consegnaste nelle mani di Pilato e rinnegaste davanti a lui, nonostante egli avesse deciso di liberarlo. 14 Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto, e chiedeste che vi fosse dato un assassino 15 e uccideste l'autore della vita, che Dio ha risuscitato dai morti e del quale noi siamo testimoni! 16 E per la fede nel nome di Gesù, quest'uomo che voi vedete e conoscete è stato fortificato dal suo nome; e la fede, che si ha per mezzo suo, gli ha dato la completa guarigione delle membra, in presenza di tutti voi.
 
Questo brano ci mostra come lo Spirito Santo cerchi persone che collaborano con Lui e ci rivela dieci semplici principi utili per entrare nel ministero della guarigione divina.
 
1. È necessario radunarsi assiduamente con altri credenti sia in chiesa che in casa.  
      Pietro e Giovanni stavano entrando insieme nel tempio per pregare. Questo ci insegna che non dobbiamo trascurare di partecipare alle riunioni sia in casa che in chiesa. Nella chiesa primitiva, infatti, oltre che nel tempio, c’era l’abitudine di radunarsi nelle case e anche noi possiamo sperimentare che meditando la Parola di Dio con i fratelli si diventa più sensibili ai bisogni altrui, s’impara a pregare gli uni per gli altri e si può ministrare la guarigione. Stare con i fratelli incoraggia la fede, cosa che non avviene stando soli o con chi non crede.
 
2. Bisogna essere uomini e donne di preghiera.    
    Dalla Scrittura emerge che preghiera e guarigione vanno sempre insieme.
    Pietro e Paolo andavano nel tempio per pregare Dio, per cercare la Sua faccia, per avere un dialogo con Lui e permetterGli di parlare con loro. Erano sensibili allo Spirito Santo, il loro cuore era ben disposto all’ascolto e allorché lo Spirito suggerì a Pietro di dare a quell’uomo la guarigione anziché l’elemosina che aveva chiesto, Egli agì di conseguenza.            
          
    Qualcosa di analogo Pietro sperimentò in occasione della risurrezione di Tabitha. Prima di pronunciare la parola di comando: “Tabitha, alzati!”, egli pregò.
   Atti 9:40 Pietro allora, fatti uscire tutti, si pose in ginocchio e pregò. Poi, rivoltosi al corpo, disse: «Tabitha, alzati!». Ed ella aprì gli occhi e, visto Pietro, si mise a sedere. 41 Egli le diede la mano e l'aiutò ad alzarsi, e, chiamati i santi e le vedove, la presentò loro in vita.
   La Scrittura riporta pochi esempi di risurrezione, tutti avvenuti per mezzo di profeti e di apostoli, oltre che di Gesù, perché la risurrezione non è una promessa di Dio, si può comandare solo dietro esplicito rhema.
Tabitha era morta, l’avevano vista tutti, e Pietro dovette di certo chiedere al Signore se era nella Sua volontà che quella ragazza risuscitasse, prima di parlare al suo corpo.
 L’apostolo Giacomo afferma che la preghiera della fede salva il malato,
                     …e la preghiera della fede salverà il malato… (Gm. 5:15).  
…ma non si può fare una preghiera di fede se non si ha una vita di preghiera.
    È da dire inoltre che Pietro e Giovanni si accordavano in preghiera perché la potenza della preghiera d’accordo è di gran lunga superiore a quella del singolo.
 
3.   La guarigione miracolosa è un’espressione della potenza di Dio, non delle nostre abilità o di risorse umane.
     Pietro disse: «Io non ho né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, alzati e cammina!»”.
 
 4.   Chi è in Cristo dispone delle seguenti armi spirituali per ministrare la guarigione.
 - l’autorità che c’è nel nome di Gesù;
 - la Parola di Dio con le Sue promesse;
 - lo Spirito Santo che è dentro di noi e che ci conferisce potenza;
 - la fede.
Pietro era consapevole di avere queste cose e anche noi dobbiamo avere tale consapevolezza, perché possiamo dare solo quello che abbiamo, e lo abbiamo perché lo abbiamo ricevuto.
   La guarigione è un dono di Dio e si può ricevere per Sua iniziativa, come avvenne allo zoppo della porta Bella, che non pensava neppure lontanamente di potere ricevere guarigione, aveva solo chiesto l’elemosina, ma Pietro ricevette da Dio una parola e la pronunciò: “Alzati e cammina!”.   
 
 5.   Dio ci dà i doni di guarigioni per Sua grazia, non per i nostri meriti, e noi abbiamo il compito di distribuirli gratuitamente.
Questo episodio ci dà una dimostrazione del dono di guarigioni in manifestazione. Quando si viene guariti per iniziativa di Dio e non per nostra richiesta, in pratica il Signore permette la manifestazione dei Suoi doni ed è necessario che da parte nostra ci sia disponibilità e la sensibilità di capire cosa Egli vuole fare.
Lo zoppo chiese l’elemosina e Dio voleva dargli guarigione, ma qualcuno doveva capirlo.
Noi siamo solo i distributori dei doni che Dio ci dà, siamo i Suoi canali di distribuzione e dobbiamo distribuire gratuitamente come gratuitamente riceviamo.
Per fare ben comprendere il concetto, il pastore fa un paragone che definisce “irriverente ma molto efficace”. Dice che il lattaio distribuisce il latte che munge dalla mucca, ma se non c’è chi munge la mucca nessuno può ricevere il latte per nutrirsi. Cosa analoga avviene con lo Spirito Santo. Quando Lo si invoca, Egli è presente e come quella mucca possiede il latte di cui tutti hanno bisogno, Egli mette a nostra disposizione tutta la Sua potenza, ma se non c’è chi la prende e la distribuisce, nessuno ne trarrà giovamento. I doni sono dello Spirito Santo, noi dobbiamo solo distribuire quello che riceviamo, ma abbiamo bisogno di crescere nell’abilità di ascoltare lo Spirito per ministrare la guarigione divina.
In ogni riunione ricordiamoci che Egli è il Signore, che noi siamo i Suoi servi e che per potere eseguire quello che Egli desidera fare dobbiamo parlare con Lui, dialogare con Lui e chiederGli come vuole usarci, cosa vuole che facciamo. 
Pietro e Giovanni compresero cosa lo Spirito Santo voleva fare e Pietro parlò con autorità nel nome di Gesù, di fatto rappresentandoLo.   
 
 6. Dobbiamo  usare parole di comando nel nome di Gesù, come faceva Pietro.
In presenza di un ammalato, evitiamo di farci raccontare i dettagli del suo male, perché questo può fare svanire la nostra fede. Pietro non chiese chiarimenti sul suo male, semplicemente usò l’autorità che c’è nel nome di Gesù. 
Per ministrare guarigione non servono tanti discorsi, basta semplicemente impartire comandi con fede, come facevano gli apostoli, e la fede si aspetta che le cose accadano.
Quando ministriamo guarigione, rappresentiamo Gesù e come Lui dobbiamo incoraggiare le persone a fare quello che prima non erano in grado di fare. Senza troppi discorsi, Pietro e Giovanni presero lo zoppo per la mano destra, lo fecero alzare, lo incoraggiarono ad avere fede e quello cominciò a camminare e a saltare di gioia. Quando pronunciarono la Parola di Dio, erano certi che l’uomo sarebbe guarito e lo incoraggiarono ad avere fede.
Prendiamo nota di cosa dicevano Gesù e gli apostoli quando pregavano per gli ammalati e imitiamoli, correggiamo le nostre cattive abitudini, soprattutto aboliamo i lunghi e inutili discorsi.
 
  7.   Le guarigioni miracolose sono occasioni per incoraggiare gli altri nella fede.
Al momento della guarigione dello zoppo, c’erano presenti molte persone e poi man mano si formò una vera e propria folla, allora Pietro cominciò a predicare il Vangelo con risultati sorprendenti.
     Atti 3:19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, e perché vengano dei tempi di refrigerio dalla presenza del Signore,20 ed egli mandi Gesù Cristo che è stato predicato prima a voi
 
 8. In occasione di guarigioni miracolose, non esitiamo a predicare il Vangelo e a far conoscere Gesù come Signore, come Salvatore e come Guaritore.
   Le guarigioni miracolose attirano l’attenzione delle persone, le rendono più disposte  all’ascolto e più pronte a ricevere Gesù.
 
 9. Guarigioni e miracoli possono divenire una tentazione per il nostro orgoglio.
    Pietro era attento a dare sempre a Dio la gloria.
    Se uno prega e riceve ciò che ha chiesto, può suscitare nelle persone la convinzione di essere migliore degli altri, ma, ancor peggio, può crederlo egli stesso e gonfiarsi nell’orgoglio. Chi riceve dal Signore non è migliore degli altri, è solo più disponibile, per questo viene usato. Restiamo umili e diamo sempre a Dio tutta la gloria.    
    Pietro fu scrupoloso nel chiarire di chi era il merito di quella guarigione.
   Atti 3:12… perché fissate su di noi gli occhi come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare costui16 E per la fede nel nome di Gesù, quest'uomo che voi vedete e conoscete è stato fortificato dal suo nome; e la fede, che si ha per mezzo suo, gli ha dato la completa guarigione delle membra, in presenza di tutti voi.
   Talvolta potremmo essere tentati di credere che il merito sia nostro e prendere per noi la gloria, come l’asino che portava Gesù per le vie di Gerusalemme forse pensava che i tappeti venivano messi sulla strada per lui, mentre erano per Gesù.
 
 10. Non invochiamo sull’ammalato solo il nome di Gesù, come se fosse una formula magica.
La preghiera sganciata dal cuore non funziona. Se la nostra preghiera non  è fatta col cuore e con fede genuina, se consiste in formule mentali e ripetitive, risulterà solo una serie di parole vuote e senza potenza.
Dobbiamo invocare il nome di Gesù con la consapevolezza di rappresentare Lui, quindi con la Sua fede e con i Suoi metodi.
 
 Dopo avere visto camminare e saltare l’uomo che era zoppo dalla nascita e che non aveva mai potuto camminare, Pietro predicò Cristo e ben cinquemila persone ricevettero Gesù come Messia, come Signore, Salvatore e Guaritore!
… molti di coloro che avevano udito la parola credettero; e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila Atti 4:4.
Questo è stato il vero grande miracolo: mediante la guarigione di un uomo zoppo, cinquemila persone ricevettero la salvezza in Cristo Gesù.