Mercoledì 30 Dicembre 2009 17:23
Servizio di adorazione ore 8.00 - Palermo, domenica 27 dicembre 2009
Oratore: Pastore Rosario Mascari
L’AMORE PORTA FAVORI NELLE RELAZIONI
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
La predicazione di oggi, sulla scia del tema trattato qualche domenica fa: “Crescere nel favore divino”, parla di rapporti interpersonali, di vita sociale, di vita pratica, e viene introdotta da una riflessione sull’opportunità che le festività di fine anno offrono di parlare del Signore, del Suo amore e della Sua Parola, visto che quasi tutti siamo soliti trascorrerle in compagnia di familiari, parenti e amici.
Alla riflessione, però, segue l’esortazione a chiederci: “Riscuotiamo la stima dei nostri parenti e degli amici? Abbiamo loro offerto buona testimonianza? Suscitiamo la loro simpatia e il loro apprezzamento?”.
Ci verrebbe difficile, infatti, parlare del Signore a chi non ci tiene in considerazione, alle persone con cui abbiamo rapporti freddi o nei cui confronti nutriamo avversione, risentimento o addirittura odio.
Il cristianesimo non è una filosofia, non è rinchiudersi in un convento o in un monastero, non è neppure andare in chiesa per un’ora la domenica o dimostrare la bontà cristiana una volta l’anno, queste cose sono decisamente contrarie all’insegnamento del Signore, il cristianesimo è parlare di Cristo, portare la buona novella a chi non la conosce, vivere nell’amore e nelle relazioni sante sette giorni su sette, senza soluzione di continuità.
Chi vive il vero cristianesimo riceve le benedizioni e i favori di Dio, ma riceve anche il favore degli uomini, infatti le persone a cui abbiamo dato buona testimonianza, che ci apprezzano e ci stimano, saranno aperte all’ascolto quando parliamo di Cristo. Martin Lutero affermò che il Vangelo si può predicare anche con le parole, sottintendendo che la predicazione più credibile è quella che si fa con i comportamenti nel vivere quotidiano.
Luca 2:52 E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini.
Anche noi, come Gesù, dobbiamo crescere nei favori davanti a Dio e davanti agli uomini e, dopo avere predicato su come riceverli da Dio, oggi il pastore Rosario illustra come si cresce in quelli degli uomini.
Sul piano sociale la nostra crescita avviene nella misura in cui stiamo con gli altri, infatti isolarsi equivale ad ingannarsi, perché impedisce di crescere nell’amore e nel frutto dello spirito, eppure ci sono credenti che hanno rotto i rapporti con i parenti, preferiscono stare soli ed evitano persino di accettare un invito se sanno di dovere incontrare chi non gradiscono, ma questo ci dice che, finché non c’è motivo per incontrarsi, apparentemente sembra che tutto vada bene, ma alla prima occasione d’incontro viene fuori ciò che si cova nel cuore.
Esaminiamoci con sincerità e onestà: se ci dà fastidio la vista o anche la voce di una persona, vuol dire che la odiamo, e l’odio è un veleno che uccide chi lo prova.
Se nella nostra vita c’è risentimento per qualche offesa ricevuta, perdoniamo e improntiamo le nostre relazioni ad amore, perché questo ci otterrà il favore degli uomini, oltre che quello di Dio.
L’Antico Testamento parla molto di Giuseppe, che col suo modo di vivere rappresenta per noi un esempio da imitare.
Non era nato di nuovo, non aveva lo Spirito Santo, non studiava la Scrittura, non aveva una guida spirituale né una chiesa, rispetto a noi era molto svantaggiato, eppure ci mostra come si cresce nelle relazioni e nei favori divini.
Non pronunciò mai parole di accusa o di vendetta né nei confronti dei suoi fratelli che lo avevano venduto, né verso tutti coloro che gli avevano fatto del male.
Non ebbe parole di risentimento neppure nei momenti più neri della sua vita, ad esempio quando, accusato ingiustamente, si trovò rinchiuso in una dura e terribile prigione egiziana per il solo fatto di non essersi prestato al peccato in cui voleva trascinarlo la moglie di Potifar.
Superò tutte le prove senza disperarsi e mantenendo un cuore puro.
Non s’incattivì nei momenti tragici e non s’inorgoglì quando gli fu conferito un incarico di alto prestigio.
Le prove sono situazioni spiacevoli che vengono a crearsi anche se non abbiamo fatto nulla per meritarcele e quando arrivano può capitarci di voler attribuire la colpa a qualcuno.
La Scrittura afferma che Dio, che era con Giuseppe, usò verso di lui benevolenza, cattivandogli le grazie del direttore della prigione. Così il direttore della prigione affidò a Giuseppe tutti i detenuti che erano nel carcere; ed egli era responsabile di tutto quanto si faceva là dentro. Il direttore della prigione non controllava più nulla di quanto era affidato a Giuseppe, perché l'Eterno era con lui, e l'Eterno faceva prosperare tutto quanto egli faceva ( Genesi 39:21-23).
Giuseppe non provava odio per nessuno e il risultato fu che Dio lo favorì attraverso il direttore della prigione, il quale gli affidò un incarico di responsabilità.
Se vogliamo che Dio intervenga nella nostra vita e ci faccia del bene attraverso altri, non diamo spazio all’odio e al risentimento neppure quando subiamo un’ingiustizia, perché la nostra testimonianza risplenderà anche nelle tenebre più fitte.
Se non perdiamo di vista la purezza del nostro cuore e sapremo subire le ingiustizie senza pretendere di farci giustizia da soli, Dio ci innalzerà e ci darà i Suoi favori.
Giuseppe non cessava di mantenersi puro e Dio non cessava d’innalzarlo. La sua vita raggiunse il culmine quando ricevette l’investitura da parte del faraone, l’uomo più potente della terra.
In seguito a numerose vicissitudini che gli avevano fatto sperimentare quanto di peggio avrebbe potuto aspettarsi dalla vita, il giovane Giuseppe, per avere spiegato al faraone il significato dei sogni che aveva fatto, all’improvviso fu da lui nominato responsabile della sua casa, viceré d’Egitto e secondo in potenza in quella nazione.
Genesi 41:40 Tu sarai sopra la mia casa e tutto il mio popolo obbedirà ai tuoi ordini; per il trono soltanto io sarò più grande di te». 41 Il Faraone disse a Giuseppe: «Vedi io ti stabilisco su tutto il paese d'Egitto». 42 Poi il Faraone si tolse l'anello dalla propria mano e lo mise alla mano di Giuseppe; lo fece vestire di abiti di lino fino e gli mise al collo una collana d'oro. 43 Lo fece quindi montare sul suo secondo carro e davanti a lui si gridava: «Inginocchio!». Così il Faraone lo costituì su tutto il paese d'Egitto. 44 Inoltre il Faraone disse a Giuseppe: «Il Faraone sono io ma, senza di te, nessuno alzerà la mano o il piede in tutto il paese d'Egitto».
Quando era ragazzo, suo padre gli aveva donato una veste particolarmente bella, che però gli procurò tanta sofferenza. Suscitò l’invidia dei fratelli che, gelosi dell’affetto particolare che il padre Giacobbe nutriva per lui e infastiditi dallo speciale trattamento che usava nei suoi riguardi, lo vendettero ad alcuni mercanti egiziani e riportarono al padre la sua veste intrisa del sangue di un animale, facendogli credere che era stato sbranato da una bestia selvatica.
La seconda veste Giuseppe la ricevette dal faraone e raffigura l’investitura divina.
Il faraone gli diede il suo anello e gli fece indossare abiti di lino, entrambi simboli significativi, infatti l’anello col sigillo reale rappresenta l’autorità che gli veniva delegata e il lino raffigura la redenzione, la salvezza, la grazia.
Per innalzarlo, Dio si servì del faraone, un uomo che non solo non Lo conosceva, ma che da noi viene addirittura identificato col maligno. Questo ci dice che se abbiamo un cuore puro, il Signore può favorirci attraverso chiunque.
Quando le cose non vanno come vorremmo, piuttosto che esaminare noi stessi, metterci in discussione e cogliere ciò che non va nel nostro cuore, generalmente siamo portati a trovare le responsabilità degli altri e ad incolparli.
Giuseppe camminava nell’amore e questo gli permise di adempiere il piano di Dio.
Per ciascuno di noi il Signore ha un progetto: quando arriviamo a Lui siamo un cumulo di rovine, ma con gli occhi della fede Egli ci vede già trasformati, ci vede come diventeremo alla fine del processo di trasformazione.
Il pastore Rosario paragona l’opera che Dio compie in ciascuno di noi a quello che avviene in un cantiere prima che si inizi la costruzione di una villa. Ci sono dovunque cumuli di mattoni, di sabbia, di cemento, ecc. e chi acquista non vede la villa, acquista in fede, perché davanti ha solo un progetto di costruzione.
Per costruire la villa, prima bisogna scavare e predisporre il terreno alla realizzazione delle fondamenta, poi si procede all’elevazione delle mura e infine si passa alle definizioni; così Dio agisce in noi.
Il tutto avviene attraverso un processo graduale che tende a compiere un’opera straordinaria, ma nella quale dobbiamo saper riconoscere gli scopi del Signore e vedere come Egli può volgere al bene anche le situazioni più negative.
Giuseppe ricambiò con l’amore e col perdono il male che i suoi fratelli gli avevano fatto premeditatamente.
Genesi 50:20 Voi avete macchinato del male contro di me; ma DIO ha voluto farlo servire al bene, per compiere quello che oggi avviene: conservare in vita un popolo numeroso. 21 Ora dunque non temete; io provvederò il nutrimento per voi e per i vostri figli». Così li confortò e parlò al cuore loro con dolcezza.
Quanto più noi, che siamo nati di nuovo e abbiamo dentro lo Spirito Santo che ci consiglia, dobbiamo evitare di agire secondo la carne!
Non stanchiamoci di seminare il bene neppure quando raccogliamo ingratitudine, Dio saprà come ricompensarci e benedirci, perché innalza sempre chi ha un cuore puro.
Salmi 75:6 Poiché non è dal levante né dal ponente e neppure dal deserto che viene l'esaltazione. 7 Ma è DIO colui che giudica, egli abbassa l'uno e innalza l'altro.
In varie parti della Scrittura viene ribadito che Dio innalza quelli che hanno un cuore integro e abbassa gli orgogliosi, cioè quelli che non si piegano a Lui. In definitiva siamo sempre noi che decidiamo se ricevere o meno i Suoi favori.
Luca 14:11 Perché chiunque si innalza sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato».
Molte persone confondono la santità con la stupidità, ma essere cristiani non significa essere sempre accondiscendenti e pronti a chinare la testa. Gesù stesso, che attirava le persone con la Sua buona testimonianza per potere poi predicare loro l’Evangelo, resistette con fermezza ai farisei e non esitò a chiamarli ipocriti.
Matteo 9:10 E avvenne che, mentre Gesù era a tavola in casa, molti pubblicani e peccatori vennero e si misero a tavola con lui e con i suoi discepoli.
Dobbiamo essere come Lui e seminare favori, per attirarci il favore degli altri, resistendo però al compromesso e alla menzogna.
Abbiamo ricevuto il ministero della riconciliazione, siamo ambasciatori di Cristo e Suoi testimoni…
2Corinzi 5:18 Ora tutte le cose sono da Dio, che ci ha riconciliati a sé per mezzo di Gesù Cristo e ha dato a noi il ministero della riconciliazione, 19 poiché Dio ha riconciliato il mondo con sé in Cristo, non imputando agli uomini i loro falli, ed ha posto in noi la parola della riconciliazione. 20 Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro, e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio. 21 Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui.
…ma affinché le persone ci ascoltino e possano riconciliarsi con Dio, dobbiamo essere credibili e mostrarci realmente persone di pace e di buona testimonianza, persone che amano Dio, altrimenti non saremo ascoltati.
Siamo il corpo di Cristo sulla terra e come Lui aveva il favore degli uomini, così dobbiamo averlo noi.
Matteo 4:23 E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando l'evangelo del regno, e sanando ogni malattia e ogni infermità fra il popolo. 24 E la sua fama si sparse per tutta la Siria; e gli presentarono tutti i malati, colpiti da varie infermità e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. 25 E grandi folle lo seguivano dalla Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
Chi cammina nella verità con benignità e con amore, cresce in grazia davanti a Dio e davanti agli uomini. Per esperienza possiamo affermare che i credenti che vivono rettamente e santamente vengono cercati da tante persone che chiedono aiuto o preghiera per i loro problemi.
Perché mai ci cercano, se non professano la nostra fede? Perché in noi vedono la luce, vedono la sapienza che viene da Dio, vedono il nostro amore per il Signore e risposta alle preghiere!
Proverbi 3:3 Benignità e verità non ti abbandonino; legale intorno al tuo collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore, 4 troverai così grazia e intendimento agli occhi di DIO e degli uomini.
Se la benignità e la verità staranno intorno al nostro collo come un giogo e ci lasceremo guidare da esse, troveremo grazia e sapienza sia agli occhi di Dio che a quelli degli uomini. Il Signore ci ha posto in una società per essere sale e luce che gli altri possano vedere e da cui essere attratti.



