Martedì 08 Dicembre 2009 16:28
Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 6 dicembre 2009
Oratore: Pastore Cécil Stewart
BUONE NOTIZIE IN TEMPI DIFFICILI
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
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Un messaggio d’incoraggiamento e di speranza quello del pastore Cécil Stewart, evangelista e insegnante irlandese molto noto che, con semplicità ed efficacia evidenzia le promesse fatte dal Signore a Giosuè e valide anche per noi.
La predicazione viene introdotta dalla lettura di Giosuè 1:1-8.
Giosuè 1:1 Dopo la morte di Mosè, servo dell'Eterno, avvenne che l'Eterno parlò a Giosuè, figlio di Nun, ministro di Mosè, e gli disse: 2 «Mosè, mio servo, è morto; or dunque alzati, passa questo Giordano tu e tutto questo popolo, verso il paese che io do loro, ai figli d'Israele. 3 Io vi ho dato ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, come ho detto a Mosè. 4 Il tuo territorio si estenderà dal deserto e da questo Libano fino al grande fiume, il fiume Eufrate, tutto il paese degli Hittei fino al Mar Grande, a ovest. 5 Nessuno ti potrà resistere tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò. 6 Sii forte e coraggioso, perché tu metterai questo popolo in possesso del paese che giurai ai loro padri di dare loro. 7 Solo sii forte e molto coraggioso, cercando di agire secondo tutta la legge che Mosè, mio servo, ti ha prescritto; non deviare da essa né a destra né a sinistra, affinché tu prosperi dovunque andrai. 8 Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, cercando di agire secondo tutto ciò che vi è scritto, perché allora riuscirai nelle tue imprese, allora prospererai.
Prima di illustrare i punti chiave del su citato brano, il pastore Cécil prende in esame alcuni versetti della Scrittura che riportano buone notizie in tempi cattivi.
Salmi 27:13 Oh, se non fossi stato certo di vedere la bontà dell'Eterno nella terra dei viventi! 14 Spera fermamente nell'Eterno; sii forte, si rinfranchi il tuo cuore; spera fermamente nell'Eterno.
Il salmista afferma che, se nei tragici momenti vissuti non avesse visto la bontà del Signore, se non avesse confidato nel Suo esaudimento e non fosse stato sostenuto dalla speranza di tempi migliori, sarebbe caduto, e ci esorta ad essere forti e a sperare nell’Eterno che ristora il cuore.
Noi cristiani, più di tutti gli altri al mondo, anche nei momenti più drammatici possiamo guardare con fiducia al futuro. Pur essendo bombardati da cattive notizie di vario genere, possiamo aspettarci giorni migliori, ma per rendere più forti le nostre speranze e più viva la nostra fede dobbiamo nutrire la nostra mente e il nostro spirito con
Salmi 4:6 Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene?». O Eterno, fa' risplendere la luce del tuo volto su di noi.
I media trasmettono solo cattive notizie, ma noi credenti ne riceviamo comunque grandi:
- Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è venuto sulla terra e ha pagato con
- Dio ha tanto amato il mondo che ha mandato il Suo Figlio Unigenito a sacrificarsi sulla croce allo scopo di acquistare per noi una salvezza eterna;
- Gesù ha preso su di Sé le nostre malattie, i nostri peccati, le ansietà e paure, le offese e le lotte; è venuto per riconciliarci al Padre, alla cui presenza possiamo presentarci senza paura, sapendo di essere stati immeritatamente perdonati e purificati.
Efesini 2:8 Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, 9 non per opere, perché nessuno si glori.
Gesù è l’unico artefice della nostra salvezza e la offre gratuitamente a chi si pente del proprio modo di vivere che allontana da Lui; è anche l’unico Mediatore tra Dio e gli uomini e possiamo andare alla Sua presenza liberi da paura, da sensi di colpa e d’indegnità perché il Suo sangue ci ha purificati.
Salmi 3:2 Molti dicono di me: «Non vi è salvezza per lui presso DIO». (Sela) 3 Ma tu, o Eterno, sei uno scudo attorno a me; tu sei la mia gloria e colui che mi solleva il capo.
Tante persone dichiarano che tutto va male e che non c’è speranza, ma Davide disse che il Signore era uno scudo attorno a lui, che era la sua gloria, Colui che gli rialzava il capo. Dio vuole gire così anche con noi, ma troppe persone stanno col capo chino a causa di problemi, ansietà e sensi di colpa, dimenticando che Gesù è venuto per prendere i pesi che ci opprimono e vuole che guardiamo a Lui con fiducia.
Il pastore Cècil racconta che mentre l’Irlanda attraversava il trentennio più buio della sua storia, egli viveva con la sua famiglia in una fattoria. La forte recessione economica, la scarsità dei raccolti e le pessime condizioni in cui si trovava il bestiame indussero molti giovani ad emigrare e lui stava sempre a capo chino perché provava vergogna della propria condizione. Poi conobbe Gesù, apprese che aveva preso su di Sé le sue colpe e la sua vergogna, che aveva uno straordinario progetto per il suo futuro, che gli prometteva una vita prospera… e la sua vita cambiò totalmente, divenne uno degli uomini d’affari più potenti d’Inghilterra, ma anche un servo di Dio, a cui consacrò totalmente la sua vita. Per vedere la nostra vita trasformata dobbiamo solo guardare con fiducia a Colui che ci rialza, che è dalla nostra parte, che ci ama e che per noi ha in progetto un futuro glorioso.
Isaia 52:7 Quanto sono belli sui monti i piedi del messaggero di buone novelle, che annunzia la pace, che reca belle notizie di cose buone, che annuncia la salvezza, che dice a Sion: «Il tuo DIO regna!». 8 Ascolta! Le tue sentinelle alzano la voce e mandano insieme grida di gioia, perché vedono con i loro occhi l'Eterno che ritorna a Sion. 9 Prorompete insieme in grida di gioia, o rovine di Gerusalemme, perché l'Eterno consola il suo popolo e redime Gerusalemme.
Questo brano della Scrittura parla di rapporti, di pace e di gioia. Il pastore Cècil afferma che non c’è mai stato un movimento di unificazione di leaders e ministri di chiese come quello del nostro tempo. Riferisce che a Mombasa, in occasione di una conferenza, si trovarono riuniti circa settemila leaders e pastori. Un vescovo lo informò che quegli intervenuti non si parlavano tra loro e che alcuni addirittura si odiavano reciprocamente. In quell’occasione accadde qualcosa di sorprendente. Fu trattato il tema dell’amore di Dio e il pastore Cècil parlò della visione celeste, del suo scopo e della morte di Gesù, avvenuta per portare nella Sua Chiesa unità e riconciliazione. A quel punto lo Spirito Santo cominciò ad operare nel cuore di quei leaders, che si pentirono, piansero e si abbracciarono l’un l’altro. Uno spirito di risveglio iniziò a dilagare nella città di Mombasa ed oggi quei leaders continuano a stare insieme e a collaborare.
Dio vuole che in Lui siamo uno, perché siamo nati dallo stesso Spirito Santo, siamo stati lavati e purificati nello stesso sangue di Cristo, siamo stati salvati dalla stessa croce, andremo nello stesso cielo, abbiamo lo stesso scopo di innalzare il Suo nome, di mostrare a questa generazione
Giacomo 1:17 ogni buona donazione e ogni dono perfetto vengono dall'alto e discendono dal Padre dei lumi, presso il quale non vi è mutamento né ombra di rivolgimento.
Quando l’apostolo Giacomo afferma che ogni cosa buone viene dal padre, sottintende che fuori dalla Sua volontà non c’è nulla di buono. Egli può fare cose buone anche nei momenti più neri.
Il pastore ricorda che quando l’Irlanda era nel mirino dei terroristi e il suo ministero fondava case per anziani, trentatré in tutto, gli fu chiesto il pizzo. Non lo pagò mai e non ricevette danno grazie alla protezione divina.
Filippesi 4:8 Quanto al rimanente, fratelli, tutte le cose che sono veraci, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose che sono di buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose.
L’apostolo Paolo esortava i Filippesi a pensare solo a cose buone. Ciò vuol dire che possiamo rifiutare i pensieri che suscitano preoccupazione, ansia, paura, conflitto interiore. I pensieri negativi agiscono nella nostra mente come la benzina nel motore diesel: fa fermare la macchina. Quando nella nostra vita le cose non vanno bene e mettiamo nella nostra mente pensieri distruttivi e di lamentela, ne subiremo danno, mentre per andare avanti dobbiamo mettervi la benzina giusta:
Abacuc 3:17 Anche se il fico non fiorirà e non ci sarà alcun frutto sulle viti, anche se il lavoro dell'ulivo sarà deludente e i campi non daranno più cibo, anche se le greggi scompariranno dagli ovili e non ci saranno più buoi nelle stalle, 18 esulterò nell'Eterno e mi rallegrerò nel DIO della mia salvezza.
Il profeta delinea uno scenario di desolazione totale, ma dichiara che anche in quella situazione avrebbe gioito nel Signore. Vuol dire che possiamo essere felici anche quando le cose non vanno nel verso desiderato, perché la nostra gioia non dipende dalle circostanze, ma dalla nostra relazione col Signore che ci dà
2Timoteo 3:1 Or sappi questo: che negli ultimi giorni verranno tempi difficili,
L’apostolo Paolo afferma che negli ultimi giorni si tenderà a parlare di cose carnali, e poiché questo è quel tempo, non dobbiamo adeguarci a tale moda, perché apparteniamo al Regno di Dio e da Lui possiamo avere gioia, pace e ogni altra cosa; è vero che il Signore ci avverte che nel mondo avremo tribolazioni, ma ci esorta anche a farci coraggio, perché Egli ha vinto il mondo (Gv.16:23)
Geremia 17:5 Così dice l'Eterno: «Maledetto l'uomo che confida nell'uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si allontana dall'Eterno! 6 Egli sarà come un tamerisco nel deserto; quando viene il bene non lo vedrà. Dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra salata senza abitanti. 7 Benedetto l'uomo che confida nell'Eterno e la cui fiducia è l'Eterno! 8 Egli sarà come un albero piantato presso l'acqua, che distende le sue radici lungo il fiume. Non si accorgerà quando viene il caldo e le sue foglie rimarranno verdi, nell'anno di siccità non avrà alcuna preoccupazione e non cesserà di portare frutto.
Se confidiamo in Gesù e teniamo lo sguardo fisso su di Lui possiamo portare frutto anche nei momenti difficili, mentre se confidiamo nell’uomo, in lui abbiamo già la ricompensa e non riceveremo nulla dal Signore.
A questo punto viene preso in esame il brano di Giosuè citato in apertura e vengono evidenziate sette parole chiave.
1.Dopo
Mosé era morto e dopo quel triste evento toccava a Giosuè prenderne il posto e guidare il popolo d’Israele. Dio aveva un progetto da attuare attraverso Giosuè come ne ha uno per ciascuno di noi dopo ogni fatto doloroso.
Quando gli Israeliti vinsero i Siriani in battaglia, questi ultimi si convinsero che quella vittoria era dovuta al fatto che la battaglia si era svolta in collina e che il loro Dio era un Dio dei monti, quindi li attaccarono di nuovo nella valle, ma anche nella valle l’Iddio potente diede vittoria al Suo popolo.
1Re 20:23 I servi del re di Siria gli dissero: «Il loro DIO è un DIO delle montagne: per questo sono stati più forti di noi, ma se diamo loro battaglia in pianura, saremo certamente noi i più forti.
Anche quando ci troviamo nel punto più basso della nostra vita, in situazioni apparentemente disperate, Dio vuole darci vittoria perché non è solo l’Iddio dei momenti buoni, lo è sempre, e noi facciamo parte del Suo Regno eterno che non sarà mai scosso (Ebrei 12:28).
2. All’erta
Giosuè era abbattuto, ma ascoltava
3. Alzati
Giosué stava all’erta e udì la voce dello Spirito Santo che gli diceva di alzarsi, di andare avanti e di portare il Suo popolo nella terra promessa.
Come Giosuè continuò l’opera iniziata da Mosé, anche noi abbiamo il compito di trasmettere alle nuove generazioni la visione, la potenza e quello che abbiamo appreso dai nostri leaders. Sono troppe le moltitudini da conquistare per Cristo e non abbiamo tempo per piangere sulle vicende negative. Non permettiamo agli eventi tristi del passato di bloccarci, perché siamo stati unti e resi potenti, la gloria del Signore è su di noi (Isaia 60:1) affinché ci muoviamo, predichiamo
4. Compito
Dio affidò a Giosué il compito di portare il popolo dalla prigionia alla libertà, verso la sua eredità. Noi non siamo nel Regno per beneficio nostro, ma per quello degli altri, e abbiamo un compito: “Andare per tutto il mondo e predicare l'evangelo a ogni creatura” (Marco 16:15). Dobbiamo adempierlo, perché siamo stati creati in Cristo per compiere le buone opere da Lui preparate (Ef. 2:10).
5. Disponibilità
Giosué non si lasciò travolgere dalle sue preoccupazioni, fu disponibile a lasciarsi usare da Dio.
6.Autorità
Dio disse a Giosué che sarebbe stato con lui come era stato con Mosé: lo avrebbe reso invincibile e gli avrebbe dato autorità e il possesso di ogni territorio che il suo piede avrebbe calcato. Quella stessa autorità è data a noi, affinché adempiamo
7.Accordo
Quelli che stavano con Giosuè erano pronti a fare tutto ciò che egli diceva; tutto il popolo era unito per servire, non solo a parole, ma con i fatti. Noi abbiamo la mente di Cristo e dobbiamo essere in accordo con la mente di Dio; se vogliamo avere buone notizie nei momenti brutti della vita, dobbiamo cessare di essere d’accordo con la voce del mondo e dell’uomo vecchio che vuole ancora influenzarci e iniziare ad essere d’accordo con la voce dello Spirito Santo.
Dobbiamo vivere al 100% per Dio, che ci ha chiamati per stare separati dal mondo.
Abbiamo motivo di gioire, perché anche nei brutti momenti abbiamo buone notizie, ma soprattutto possiamo gioire perché abbiamo la notizia più grande di tutte le altre: siamo stati redenti col sangue di Cristo e adesso abbiamo un compito e uno scopo che possiamo adempiere, perché dentro di noi c’è la potenza dello Spirito Santo.



