OFFRIRE PREGHIERE E SUPPLICHE A DIO

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                   SERVIZIO DI ADORAZIONE ORE 8.00 – PALERMO, DOMENICA 8 GENNAIO 2012
 
Oratore: Pastore Lirio Porrello 
 
Non cessate mai di pregare - 1Tessalonicesi 5:17
 
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
In apertura di predicazione il pastore Lirio Porrello fa alla chiesa qualche cenno riguardo al ritiro spirituale invernale tenutosi nei locali di Partinico dal 2 al 7 gennaio. Il tema che vi è stato trattato: “Una sola cosa è necessaria”, che ha messo in luce l’equilibrio che deve esserci tra il servizio per Dio, raffigurato da Marta, e l’adorazione, raffigurata da Maria, ha toccato i presenti nella parte più intima del loro cuore e della loro anima. Alcuni fratelli hanno reso testimonianza della fedeltà di Dio, che in queste occasioni non manca di manifestare la nuvola della Sua gloria e di compiere miracoli. In un’atmosfera di preghiera, di comunione e d’amore sono avvenute guarigioni miracolose, guarigioni dell’anima e battesimi nello Spirito Santo. Viene riferito in particolare di una donna che, convertitasi in antica data, non aveva ancora ricevuto il battesimo nello Spirito Santo a causa dei suoi sensi di colpa e d’indegnità e dei suoi pregiudizi. Senza che qualcuno pregasse per lei o che le si imponessero le mani, iniziò a parlare in altre lingue manifestando ella stessa grande stupore per quanto le accadeva. Era stato Dio stesso a compiere un atto di forza nei suoi riguardi e a fare crollare quei blocchi mentali che le impedivano di ricevere.
 
Il tema di oggi viene ripreso da Ebrei 5:7, dove si dice ciò che Gesù era solito fare durante la Sua vita terrena: pregare, e si afferma che fu esaudito a motivo del Suo timor di Dio.
Nei giorni della sua carne, con grandi grida e lacrime, egli offrì preghiere e supplicazioni a colui che lo poteva salvare dalla morte, e fu esaudito a motivo del suo timore di Dio.
Dio vuole esaudire anche noi, se Lo invochiamo con tutto il cuore.
Prima di predicare sul tema di oggi il pastore riassume quanto detto la scorsa domenica e ricorda alla chiesa che anche per quest’anno il Signore ci ha dato un verso…
Geremia 33:3 Invocami e io ti risponderò, e ti annunzierò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci. 
… con cui ci invita a cercarLo, ascoltarLo  e stabilire con Lui una comunicazione e una relazione intima, affinché possa rivelarci cose grandi che non conosciamo.  
 
Il Signore desidera ardentemente l’unità del Suo popolo e già lo Spirito Santo è all’opera per suscitare in tanti pastori della nostra città il desiderio di unirsi e di collaborare affinché, al di là delle diverse denominazioni, a Palermo ci sia una sola chiesa e ciascun pastore si consideri pastore di tutti i credenti della città. Analogo desiderio inizia a coinvolgere pastori di altre località siciliane e crediamo che questo sia l’inizio di un processo di unificazione della Chiesa in Italia.
Occorre che tutti combattiamo l’individualismo e le rivalità, che comprendiamo il valore della collaborazione e degli scambi di idee, di proposte e di strategie che in essa possono avvenire, a beneficio di tutti, e che tutti ci adoperiamo per realizzare questo desiderio di Dio.
L’unità più minata dalla mentalità di questo mondo è quella della famiglia,  che va difesa con tutte le nostre forze e protetta, cercando di prevenire le situazioni che la mettono a rischio, dando ai giovani i giusti insegnamenti, modelli da imitare e giuste testimonianze.
Occorre lavorare per l’unità nei gruppi di preghiera, affinché il nemico non s’infiltri creando divisioni e malumori e le riunioni si svolgano in un’atmosfera di armonia, pace e amore.
Bisogna lavorare per l’unità della chiesa locale, sempre bersaglio del nemico, con spirito di squadra. Ciascuno consideri un privilegio appartenere al corpo di Cristo, indipendentemente dal posto che vi occupa, perché cercare la posizione può creare rotture e divisioni. Il pastore ricorda la visione, ricevuta la scorsa domenica, di una grande foglia lanceolata e piena di rugiada. Alla sua richiesta di averne spiegato il significato, il Signore rispose che in quest’anno di crisi generale darà freschezza e grande benedizionea quelli che cercheranno la comunione fraterna e si adopereranno per l’unità.
 
 Il Signore ci esorta a non essere ansiosi e per il 2012 ci dà scritture che vanno sempre nella direzione della preghiera.
. Filippesi 4:6 Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento.  7 E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
 Dio ci invita a fare esperienza della Sua provvidenza per mezzo della preghiera. Invece di lamentarsi, il popolo di Dio deve imparare a chiedere le cose di cui ha bisogno.
Dio vuole che mettiamo in pratica la solidarietà e che chi ha di più dia a chi ha di menocome si faceva nella chiesa primitiva.     
 Dobbiamo pregare per le nostre autorità politiche, che hanno l’ingrato compito e la pesante responsabilità di amministrare le scarse risorse di cui dispone lo stato italiano.
1Timoteo 2:1 Ti esorto dunque prima di ogni cosa, che si facciano suppliche, preghiere intercessioni e ringraziamenti per tutti gli uomini, 2 per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in ogni pietà e decoro. 3 Questo infatti è buono e gradito a Dio, nostro Salvatore, 4 il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati, e che vengano alla conoscenza della verità.
Alcuni personaggi che sono al governo, invece chiedere sapienza a Dio agiscono sotto l’impulso della paura, per cui deve essere la Chiesa a farsi carico di intercedere per loro e reclamare che attraverso di loro si manifesti la Sua sapienza.
Dio ci chiama ad una vita di adorazione e di lode, vuole che nella Sua Chiesa cresca la fame della Sua Parola. Oggi, forse a causa della troppa conoscenza, molti non sono più disposti ad andare incontro a qualche sacrificio per partecipare ai ritiri spirituali; hanno già molto a domicilio e non hanno più fame della Sua Parola e della Sua presenza, con la conseguenza che l’unzione è diminuita rispetto a qualche decennio fa e accadono meno cose straordinarie perché non c’è più la stessa ricerca di Dio e della verità.
 L’appello del Signore per quest’anno è fatto di tre parole: “Pregate!Pregate!Pregate!”. La nostra chiesa è nata attraverso la preghiera e vogliamo che in ciascuno di noi ci sia un risveglio di preghiera; anche se nella chiesa non è mai mancata l’intercessione, occorre intercedere in ogni luogo e in ogni casa, affinché la città sia infiammata dallo Spirito Santo.
 
Dio vuole che ci sia equilibrio tra servizio e adorazione, tra ciò che faceva Marta, che era impegnata a preparare il pranzo per Gesù, e Maria, che stava ai Suoi piedi ad ascoltarLo.
Dio vuole preghiere fatte di vero cuore, soprattutto per la famiglia, per preservare i figli dalle enormi sofferenze che patiscono quando i genitori si separano. In proposito viene annunciato che mercoledì 11 gennaio alle ore 20.45, si terrà in chiesa un’intercessione contro una legge regionale che alcuni vogliono approvata in breve tempo e che vuole equiparare le coppie di fatto, anche omosessuali, a quelle regolarmente sposate.
La famiglia è una grande benedizione, dobbiamo proteggerla con tutte le nostre forze e innalzare il nostro grido al Signore.
 Matteo 15:8 "Questo popolo si accosta a me con la bocca e mi onora con le labbra; ma il loro cuore è lontano da me.
Noi vogliamo onorare Dio con tutto il nostro cuore e innalzarGli preghiere infuocate, sincere, piene di zelo e di entusiasmo, preghiere non egoistiche, ma dirette al bene di tutti.
Facciamo nostro un versetto del profeta Amos, in cui Dio promette di mandare fame e sete, non di pane e di acqua, ma della Sua Parola.
 Amos 8:11 Ecco, verranno i giorni», dice il Signore, l'Eterno, «in cui manderò la fame nel paese, non fame di pane né sete di acqua, ma piuttosto di udire le parole dell'Eterno.
 
A questo punto viene introdotto il tema di oggi su preghiera e supplica.
 Quando si parla delle preghiere riportate nei Vangeli, generalmente si è portati a pensare al Padre Nostro e alla preghiera sacerdotale di Gesù, ma anche se sono preghiere molto belle che valgono anche per noi, Gesù le insegnò agli Ebrei prima della risurrezione, quando la Chiesa non era ancora sorta. Le preghiere più vicine a noi sono quelle fatte dagli apostoli, soprattutto dall’apostolo Paolo, che si trovano nelle epistole.
 
Nel libro degli Atti non c’è una preghiera specifica fatta per la Chiesa, che allora era in fase di formazione, tuttavia gli apostoli pregavano tanto. Inizialmente anch’essi, come Marta, commisero l’errore di dedicarsi molto al servizio, dimenticando la parte di Maria, quella di cercare la faccia di Dio e di studiare la Sua Parola. Ad un certo punto compresero di sbagliare e in occasione di un mormorio sorto tra gli Ellenisti, secondo i quali le loro vedove venivano trattate peggio delle altre, corressero tale abitudine privilegiando la loro formazione e dedicando molto tempo alla preghiera e al ministero della Parola.
 Atti 6:4 Ma noi continueremo a dedicarci alla preghiera e al ministero della parola».
 
L’apostolo Pietro pregò prima di dichiarare la risurrezione di Tabitha e di certo avrà ricevuto l’ok dal Signore.
Atti 9:40 Pietro allora, fatti uscire tutti, si pose in ginocchio e pregò. Poi, rivoltosi al corpo, disse: «Tabitha, alzati!». Ed ella aprì gli occhi e, visto Pietro, si mise a sedere.
 
 Pietro pregò nella casa di Cornelio, dove fu inviato dal Signore dopo avere ricevuto la famosa visione del lenzuolo che scendeva dal cielo pieno di animali e udiva una voce dirgli: “Pietro, alzati, ammazza e mangia” (Atti 10:13), con cui il Signore cercava di fargli comprendere che non doveva avere pregiudizi nei riguardi dei gentili, perché era venuto anche per loro.
 Atti 10:9 Il giorno seguente, mentre essi erano in cammino e si avvicinavano alla città, Pietro salì sul terrazzo della casa, verso l'ora sesta per pregare…
 
Anche Paolo pregava sempre.
 Atti 20:36 E, quando ebbe dette queste cose, si inginocchiò e pregò con tutti loro.
Dopo il naufragio sull’isola di Malta, raggiunta la terra, Paolo fu morsicato da una vipera, ma rimase vivo e nonostante fosse bagnato e infreddolito, si prese cura degli ammalati che si trovavano sull’isola.
 Atti 28:8 Or avvenne che il padre di Publio giaceva a letto, malato di febbre e di dissenteria; Paolo andò a trovarlo e, dopo aver pregato, gli impose le mani e lo guarì.
 
 Pietro e Giovanni andarono in Samaria per pregare affinché i Samaritani ricevessero lo Spirito Santo.
Atti 8:15 Giunti là, essi pregarono per loro, affinché ricevessero lo Spirito Santo,
 
Dopo il suicidio di Giuda, i discepoli dovevano sostituirlo con un altro che aveva assistito alla risurrezione di Gesù.
Atti 1:24 E pregando, dissero: «Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, mostra quale di questi due hai scelto.
 
I 120 pregarono per dieci giorni, mentre nell’Alto Solaio aspettavano lo Spirito Santo.
La preghiera più lunga di tutte si trova nel libro degli Atti.
Atti 4: 24 All'udire ciò, alzarono all'unanimità la voce a Dio e dissero: «Signore, tu sei il Dio che hai fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi, 25 e che mediante lo Spirito Santo hai detto, per bocca di Davide tuo servo: "Perché si sono adirate le genti e i popoli hanno macchinato cose vane? 26 I re della terra si sono sollevati e i principi si sono radunati insieme contro il Signore e contro il suo Cristo". 27 Poiché proprio contro il tuo santo Figlio Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato con i gentili e il popolo d'Israele, 28 per fare tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero. 29 Ed ora, Signore, considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con ogni franchezza, 30 stendendo la tua mano per guarire e perché si compiano segni e prodigi nel nome del tuo santo Figlio Gesù».
Questa preghiera fatta dalla chiesa fece crescere l’unzione a tal punto che Piero guariva tutti i malati con la sua ombra.
Vogliamo vedere segni, prodigi e miracoli? Dobbiamo essere ancora più franchi nell’annunciare la Parola di Dio, sapendo che tutti siamo chiamati a predicare e a testimoniare.
Non era un privilegio riservato agli apostoli o ai discepoli, anche per noi l’unzione può crescere e determinare una stagione di miracoli.
 
La maggior parte delle preghiere per la Chiesa le troviamo nelle epistole dell’apostolo Paolo, che iniziò a pregare sin dal momento della sua conversione, quando i suoi occhi non vedevano. 
 Atti 9:11 E il Signore a lui: «Alzati e recati nella strada detta Diritta, e cerca in casa di Giuda un uomo di Tarso di nome Saulo, che sta pregando.
Paolo cominciò subito a cercare Dio e ad acquisire le caratteristiche degli eletti.
 Luca 18:7 Non vendicherà Dio i suoi eletti che gridano a lui giorno e notte. Tarderà egli forse a intervenire a loro favore?
Se abbiamo un’intensa vita di preghiera e gridiamo a Lui con tutto il cuore, Dio non tarderà ad intervenire e a rispondere ai nostri bisogni.
A quelli che hanno fame di Lui, che hanno il cuore pieno di fuoco, di zelo e di preghiera, il Signore promette che spanderà lo Spirito di grazia e di supplicazione.
Zaccaria 12:10 «Riverserò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo Spirito di grazia e di supplicazione; ed essi guarderanno a me, a colui che hanno trafitto faranno quindi cordoglio per lui, come si fa cordoglio per un figlio unico, e saranno grandemente addolorati per lui, come si è grandemente addolorati per un primogenito
 
La prima preghiera di Paolo inserita nelle epistole si trova in quella ai Romani, che contiene le cose basilari della sua teologia. Egli inizia sempre ringraziando Dio
Romani 1:8 Prima di tutto, rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo per tutti voi, perché la vostra fede è pubblicata in tutto il mondo. 9 Perché Dio, a cui io servo nel mio spirito mediante l'evangelo di suo Figlio, mi è testimone che non smetto mai di menzionarvi, 10 chiedendo continuamente nelle mie preghiere che mi sia finalmente concessa dalla volontà di Dio l'opportunità di venire da voi, 11 perché io desidero grandemente vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale, affinché siate fortificati. 12 E questo è per essere in mezzo a voi consolato insieme mediante la fede che abbiamo in comune, vostra e mia.
È da notare che Paolo parla sempre in chiave positiva e che le sue parole denotano il suo spirito pieno di grazia. Qui manifesta ai fratelli di Roma il desiderio di andare a trovarli per fortificarli nella fede e consolarsi a vicenda.
 
 Abbiamo bisogno di fare risorgere in noi lo zelo antico e svolgere il nostro servizio sacerdotale fatto di preghiere e suppliche, sapendo che, come Gesù fu esaudito a motivo del Suo timor di Dio, possiamo essere esauditi anche noi a motivo del nostro timor di Dio.   
1Pietro 2:5 anche voi, come pietre viventi, siete edificati per essere una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.