IMPARA A RICEVERE LA TUA GUARIGIONE

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               Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 7 febbraio 2010

 
Oratore: Pastore Lirio Porrello
 
IMPARA A RICEVERE LA TUA GUARIGIONE
 
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
Il pastore Lirio Porrello introduce la predicazione ricordando alla chiesa che i figli di Dio, cioè coloro i quali sono stati salvati per grazia mediante la fede, ereditano le promesse che l’Eterno fece ad Abrahamo.
Costui, definito dalla Scrittura il padre della fede perché per primo confidò in Dio, e lo fece a tal punto da donargli il meglio di ciò che gli apparteneva, anche suo figlio Isacco, fu benedetto dal Signore in ogni area della sua vita, compresa quella economica. Fu benedetto sul piano fisico, infatti visse fino all’età di centosettantacinque anni e morì in prospera vecchiaia sazio di giorni; fu benedetto anche sul piano economico, infatti divenne talmente ricco da avere nella sua casa ben trecentodiciotto servitori. Il fatto che fino alla fine avesse una prospera vecchiaia ci dice che, per quanto vecchio, godeva di buona salute.
 Anche oggi viene trattato il tema della guarigione, tanto caro a tutti noi, e poiché all’inizio di quest’anno il Signore ci ha dato una parola profetica secondo cui vedremo abbondanti manifestazioni della Sua potenza guaritrice, abbiamo un’alta aspettativa, ma tutti dobbiamo imparare a pregare nel modo giusto per la guarigione, per dare allo Spirito Santo l’opportunità di agire. Esistono vari modi di pregare per ricevere guarigione e, tra i tanti che si colgono nella Scrittura, ne sono stati evidenziati sette.
 Comandare alla malattia di lasciare il corpo del malato nel nome di Gesù.
      Gesù ci ha insegnato di comandare alla montagna di spostarsi, ciò vuol dire che nel Suo  nome siamo autorizzati a comandare alla malattia di andare via. 
2.   Pregare il Padre nel nome di Gesù.
      È una promessa: E qualunque cosa chiederete nel nome mio la farò… (Gv. 14:13-14).
3.  Pregare in accordo con altri credenti.
       Matteo 18:19 Ancora io vi dico che, se due di voi si accordano sulla terra per domandare qualunque cosa, questa sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli.
      Nella nostra chiesa abbiamo constatato la potenza della preghiera d’accordo, soprattutto quando viene fatta dal corpo unito, cioè in chiesa.  
 

4. Ungere gli infermi con olio e pregare per la loro guarigione.

     Giacomo 5:14 Qualcuno di voi è infermo? Chiami gli anziani della chiesa, ed essi preghino su di lui, ungendolo di olio nel nome del Signore, 15 e la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo risanerà, e se ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati.
     Questo tipo di preghiera può essere fatta solo dagli anziani della chiesa, i quali si recano nel domicilio dell’ammalato, essendo egli impossibilitato ad uscire, su sua espressa richiesta.
5. Con l’ imposizione delle mani.
      Gesù stesso indica l’imposizione delle mani tra i segni dai quali si riconoscono i credenti.
 
      Marco 16:17 E questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno nuove lingue; 18 prenderanno in mano dei serpenti, anche se berranno qualcosa di mortifero, non farà loro alcun male; imporranno le mani agli infermi, e questi guariranno»
 
 6. Mediante i doni di guarigioni e le  parole di conoscenza.
      Si viene guariti attraverso i doni di guarigioni e le parole di conoscenza che Dio rivela, quando è Lui stesso a prendere l’iniziativa di guarire.
 

7.   Sapendo che la guarigione è il pane dei figli e reclamandola.

     Alla donna Sirofenicia che era andata a chiederGli di guarire sua figlia, Gesù disse:                                                
Marco 7:27 «Lascia che si sazino prima i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».
 
Più volte nella Bibbia Dio si definisce: “L’Eterno che guarisce” e poiché riserva il diritto di guarigione ai Suoi figli, in quanto Suoi eredi, quel diritto ci appartiene.  
Accade spesso, comunque, che Egli guarisca anche chi entra in chiesa per la prima volta. Lo fa per far conoscere il Suo amore, ma anche perché fare sperimentare personalmente la guarigione divina suscita il desiderio di conoscerLo di più, aiuta ad eliminare i dubbi e accresce la fede.
 In varie parti della Scrittura si parla di guarigione.
 Salmi 30:2 O Eterno, mio Dio, ho gridato a te e tu mi hai guarito.
Il salmista afferma di avere gridato a Dio e di avere ricevuto guarigione. Probabilmente parla di un grido interiore, di un’invocazione accorata fatta col cuore. 
Molti invece non riescono a chiedere né agli uomini né a Dio, si ostinano a credere di non avere bisogno di nessuno, ma chiedere comporta umiltà, mentre un tale atteggiamento denota solo superbia e orgoglio.  
Giacomo 4:2 Voi desiderate e non avete, voi uccidete e portate invidia, e non riuscite ad ottenere; voi litigate e combattete, e non avete, perché non domandate. 3 Voi domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri…6 Ma egli dà una grazia ancor più grande; perciò dice: «Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili»
L’apostolo Giacomo afferma che non chiedere a Dio o chiedere male preclude la possibilità di ricevere. 
 Normalmente quando ci troviamo nel bisogno ci rivolgiamo alle persone con cui abbiamo un buon rapporto. Anche con Dio è così: se con Lui abbiamo una buona relazione, siamo propensi a chiederGli aiuto, ma se Gli siamo lontani ci viene difficile pregarLo e preferiamo fare tutto da soli. Con quali conseguenze? Lo apprendiamo da un passo del libro delle Cronache in cui si parla del re Asa.
2Cronache 16:12 Nel trentanovesimo anno del suo regno Asa si ammalò ai piedi, e la sua malattia era molto grave; nella sua infermità però egli non cercò l'Eterno, ma ricorse ai medici.13 Così Asa si addormentò con i suoi padri e morì il quarantunesimo anno del suo regno.
Nella sua grave malattia, Asa ebbe il torto di cercare l’aiuto dei medici, trascurando di cercare innanzitutto quello di Dio. Ciò non vuol dire che non ci si debba rivolgere ai medici, ma vuol dire che prima che a loro bisogna chiedere aiuto a Dio. Per due anni Asa si trascinò nella malattia senza invocare l’intervento del Signore e infine morì.
I medici non erano stati in grado di guarirlo e Dio non era potuto intervenire perché non Gli era stato chiesto aiuto. Certamente il Signore può servirsi anche dei medici per guarire, può guidarli, dare loro le giuste ispirazioni e supplire ai loro limiti, ma se vogliamo che venga in nostro soccorso dobbiamo onorarLo rivolgendoci a Lui prima che agli uomini.  
 In ogni caso guardiamoci dagli estremismi, come da quello di sostenere che, avendo un Dio che guarisce, non dobbiamo andare dai medici neppure in caso di gravi malattie.
Non è corretto, infatti, anche se è giusto prima di ogni altra cosa pregare Dio e confidare nel Suo intervento, bisogna andare anche dal medico. Del resto la scienza medica esiste perché Dio l’ha voluta per aiutare le persone a guarire, ma il Suo intervento è importante sempre, soprattutto in presenza di malattie davanti alle quali i medici si dichiarano impotenti.
Altro estremismo è quello di confidare solo nei medici per essere guariti.
In definitiva dobbiamo avere fede nella guarigione divina, senza per questo escludere che la medicina possa aiutarci.
 Il significato della parola “ricevere”, che nella Scrittura s’incontra spesso anche a proposito della guarigione, può essere frainteso, infatti pur essendo un verbo di forma attiva che presuppone un’azione da compiere, si può facilmente essere indotti a credere che si riceva rimanendo passivi.
Apocalisse 22:17 E lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ode dica: «Vieni». E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita.
Nella Bibbia la parola’ricevere’ viene usata sia riguardo alla salvezza che alla guarigione; entrambi i termini nel testo greco sono resi con la parola soterìa, come salvare e guarire sono resi con lo stesso verbo sòzo.
 
La Scrittura afferma che Gesù ha preso e portato su di Sé le nostre malattie…
Isaia 53:4 Eppure egli portava le nostre malattie e si era caricato dei nostri dolori; noi però lo ritenevamo colpito, percosso da DIO ed umiliato.
Matteo 8:17 affinché si adempisse ciò che fu detto dal profeta Isaia, quando disse: «Egli ha preso le nostre infermità e ha portato le nostre malattie».
…e lo ha fatto affinché noi potessimo ricevere la guarigione.
Egli ci ha sostituiti nella condanna per darci la vita eterna e nella malattia per darci la guarigione. Spetta a noi prendere entrambe le cose per mezzo della fede.  
 
 Possiamo ricevere Gesù nel cuore e diventare così figli di Dio
Giovanni 1:11 Egli è venuto in casa sua, e i suoi non lo hanno ricevuto, 12 ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l'autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome
   Gesù era lì per tutti, ma alcuni Lo hanno ricevuto come Messia, come Signore, come Re, mentre altri Lo hanno rifiutato.
 Possiamo ricevere lo Spirito Santo.
Giovanni 20:22 E, detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo.
Lo Spirito Santo ci è stato dato, dobbiamo solo riceverLo per fede. In che modo?  
Proprio come il cieco ricevette la vista.
Quando Gesù gli disse: “Recupera la vista”, quello subito la prese per fede, tanto che Gesù aggiunse: “la tua fede ti ha guarito”(Luca 18:42). Egli diede una parola e il cieco ricevette guarigione. Per guarire Gesù manda la Sua Parola e per fede la facciamo nostra.
In molte traduzioni della Bibbia si legge: “mandò la sua parola e li guarì” (Salmo 107:20), ma la traduzione fedele del testo originale è: “manda le sua parola e li guarisce”. Dio non è Colui che guariva nel passato, né l’Eterno che guarirà in futuro; Egli è Colui che guarisce oggi!
  Possiamo ricevere grazia su grazia.
Giovanni 1:16 E noi tutti abbiamo ricevuto dalla sua pienezza grazia sopra grazia.
Per ricevere grazia su grazia ci si deve porre con umiltà davanti a Dio e non pensare che, poiché non meritiamo nulla, neppure chiediamo. Egli non ci fa grazia in virtù dei nostri meriti, poiché ci dà ogni cosa gratuitamente e immeritatamente.
 Possiamo ricevere solo ciò che Dio ci dà, lo afferma Giovanni Battista.  
Giovanni 3:27 Giovanni rispose e disse: «L'uomo non può ricevere nulla, se non gli è dato dal cielo.
 Come si fa a ricevere? Leggiamolo in Marco 11:24.
La Nuova Diodati traduce questo versetto in modo impreciso:
Perciò vi dico: Tutte le cose che domandate pregando, credete di riceverle e le otterrete.
La Nuova Riveduta più correttamente traduce:
Perciò vi dico: tutte le cose che voi domanderete pregando, credete che le avete ricevute, e voi le otterrete.
La prima traduzione pone il credere e il ricevere in relazione di contemporaneità, mentre la seconda li pone in tempi diversi: si crede di avere già ricevuto a livello spirituale.
In definitiva, per vedere realizzato concretamente nel naturale l’esaudimento, occorre chiedere in preghiera credendo di avere già ricevuto sul piano spirituale.
 
Da quanto detto deriva che quando si ha un bisogno e si è pregato con la certezza di avere già ricevuto, successivamente non bisogna ripetere la stessa preghiera, denoterebbe incredulità, ma semplicemente ringraziare il Signore nell’attesa di vedere realizzato concretamente quanto chiesto.
Dal greco lambàno, ricevere significa afferrare qualcosa, prendere in mano, appropriarsi.  
Ricevere non è attendere che qualcosa ci raggiunga, ma è un’azione da compiere per prendere ciò che ci è stato dato. Dio non ci dice che dobbiamo rimanere inattivi limitandoci ad aspettare, ma che dobbiamo esercitare la nostra volontà per afferrare quello che Egli ci dà.  
Il modo di pensare religioso: “ Se Dio vuole…conosce i miei bisogni…!” comporta una passività che non corrisponde all’insegnamento del Signore.  
Matteo 21:22 Tutte le cose che domanderete in preghiera, se avete fede (cioè: se credete che le avete già afferrate per farle vostre), le otterrete».
Il problema sta sempre in noi, non in Dio.
Lo zoppo di porta Bella credette alle parole di Pietro e afferrò la guarigione.
Atti 3:16 E, per la fede nel suo nome, il suo nome ha fortificato quest'uomo che vedete e conoscete; ed è la fede, che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti.
Lambàno vuol dire: fai qualcosa, muoviti, afferra in fede ciò che Dio ti dà, quindi non diciamo più: “Dio, perché non mi esaudisci!”, sappiamo che ci risponderebbe: “Io te l’ho dato, perché non lo prendi?”.
Ricordiamo come si comportavano i farisei? Quando andavano ad ascoltare Gesù, lo facevano solo per coglierLo in fallo e accusarLo (Luca 5:17). Non comprendevano come potesse operare guarigioni così straordinarie come quella del paralitico calatoGli col lettuccio dal tetto; con tutta la loro intelligenza non capivano che Egli era in contatto continuo col Padre, erano teologi, ma non riconobbero che era Dio! Solo i semplici Lo apprezzavano, Gli credevano e ricevevano!
 In conclusione: la fede non è qualcosa di complicato, infatti per ricevere basta credere alla Parola di Dio con umiltà e semplicità, perché Egli resiste ai superbi, ma fa grazia agli umili.