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                       Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 31 maggio 2009
 
Oratore: Pastore Lirio Porrello
 
VIVERE IN UNITÀ E ARMONIA NEL CORPO DI CRISTO

Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
 
Siamo giunti alla dodicesima predicazione sul tema delle relazioni basate sulla grazia, la cui rivelazione sta trasformando il nostro modo di vivere il cristianesimo e di certo produrrà un’esplosione d’amore all’interno della chiesa. Le relazioni sono un elemento fondamentale della nostra vita e ne è prova il fatto che quando si deteriorano o si rompono, ne seguono dolore e afflizione.
In seno al tema generale, non poteva mancare un approfondimento sulle relazioni nel Corpo di Cristo, dove siamo chiamati a vivere in unità e armonia.
 
Se abbiamo consapevolezza che il Corpo di Cristo è uno, dobbiamo anche prendere coscienza del fatto che siamo membra dello stesso corpo e che per realizzare la sua unità dobbiamo vivere secondo lo spirito, cioè nell’amore di Dio che è pronto a dare e a sacrificarsi per gli altri, poiché camminare nella carne vuol dire permettere agli egoismi di prevalere e non perdere di vista i propri interessi. 
 
La parola ‘armonia’, giunta a noi dal latino, proviene dal greco harmonìa ed ha vari significati.
È usata per indicare unione, quella in cui, per avere gioia, dovrebbero vivere sia la famiglia naturale che quella spirituale; viene usata per indicare le giuste proporzioni, infatti un corpo viene definito armonioso quando ha le giuste misure; è usata in campo musicale per indicare l’accordo, cioè il coordinamento perfetto dei vari strumenti, necessario per produrre una sinfonia gradevole. 
 
Nella preghiera sacerdotale, Gesù pregò per l’unità del Suo popolo, ma essa non è stata ancora  realizzata non solo tra i cristiani in generale, ma neppure tra quelli appartenenti alla stessa denominazione.
 Giovanni 17:20 Or io non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me per mezzo della loro parola 21 affinché siano tutti uno, come tu, o Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi uno in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. 22 E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno. 23 Io sono in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato e li hai amati, come hai amato me. 24 Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche coloro che tu mi hai dato, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai dato, perché tu mi hai amato prima della fondazione del mondo. 25 Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e costoro hanno conosciuto che tu mi hai mandato. 26 E io ho fatto loro conoscere il tuo nome e lo farò conoscere ancora, affinché l'amore, del quale tu mi hai amato, sia in loro e io in loro».
Da questa preghiera profonda e straordinaria che parla di unità e quindi di relazione, si coglie lo stretto rapporto di comunione che Gesù aveva col Padre e il Suo desiderio che lo stesso rapporto ci sia tra noi.
 
La Bibbia ci esorta ad incitarci ad avere relazioni d’amore, soprattutto nei momenti di abbattimento, di delusione o di contrasto con i fratelli. Dal contesto si evince l’esortazione a non allontanarci dal Corpo di Cristo e a non isolarci, sia perché nell’unione c’è aiuto, sostegno, consiglio ed esortazione, sia perché Dio benedice l’unità. Normalmente si incita chi è scoraggiato, come avviene nelle partite di calcio, allorché una squadra si trova in difficoltà e grazie all’incitamento dei tifosi acquista nuova forza per andare avanti, ma i credenti, in cosa devono incitarsi?
Ebrei 10:24 E consideriamo gli uni gli altri, per incitarci ad amore e a buone opere,
Devono incitarsi nell’amore e nelle buone opere! 
A fare il bene, però, c’è un rischio: che ci si stanchi o che si provi qualche delusione quando si viene ricambiati col male, col risultato che si può essere predisposti a prestare ascolto al suggerimento del nemico di non fare più il bene perché non ne vale la pena. Per questo dobbiamo incitarci a fare il bene e ad amarci dell’amore di Dio, di quell’amore che ama senza nulla chiedere e che non dipende dai nostri meriti.  
  
Dall’epistola ai Romani si coglie un altro elemento utile al fine di relazionare in armonia…
Romani 12:16 Abbiate gli stessi pensieri gli uni verso gli altri; non aspirate alle cose alte, ma attenetevi alle umili; non siate savi da voi stessi.
… quello di non innalzarci, non essere presuntuosi, non credere di essere migliori degli altri e mantenerci invece umili, avere gli uni per gli altri gli stessi pensieri di Dio, che sono pensieri di pace e d’amore.
Geremia 29:11Poiché io conosco i pensieri che ho per voi», dice l'Eterno, «pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza.
Per riconoscere il meglio che c’è negli altri dobbiamo avere i pensieri di Cristo ed essere mossi dall’amore, che sa cogliere il positivo piuttosto che i difetti.
In noi c’è la natura di Dio, permettiamole di venire fuori!   
 
L’armonia familiare molto spesso è un’utopia, appare irrealizzabile, ma sarebbe possibile se ciascuno facesse la propria parte di umiltà. Come nella famiglia naturale, l’armonia è difficilmente realizzabile anche in chiesa, perché presuppone un cambiamento.
Per realizzarla occorre l’unità e se questa manca c’è solo disagio.
Talvolta accade che qualcuno, offeso da un fratello, si allontani dalla chiesa e pensi che sia meglio prendere le distanze da tutti, non avendo compreso che nonostante gli errori del singolo, in chiesa c’è il cuore giusto, c’è timor di Dio e un grande amore per il Signore, però accade anche che, vedendo cosa offre il mondo, c’è chi ritorna in chiesa.
Badiamo bene a non provocare divisioni mettendo in cattiva luce alcuni a discapito di altri, a non mettere etichette denigratorie, a non fare apprezzamenti dannosi, poiché tutti siamo diversi, abbiamo abilità, doni  e sensibilità diverse, ma nella Sua infinita sapienza Dio usa le nostre diversità per il bene comune.
Non cerchiamo quindi di somigliare agli altri, ma permettiamo al Signore di fare uscire da noi quanto c’è di meglio.
 
In molte parti del Nuovo Testamento si enfatizza l’importanza dell’armonia tra i credenti.
Dopo la morte e risurrezione di Gesù, nella chiesa nascente non furono tutte rose e fiori, sin da allora infatti serpeggiavano divisioni e c’erano problemi, come nella chiesa di Corinto, dove c’era chi seminava discordia, tanto che l’apostolo Paolo dovette riprendere quei credenti e richiamarli all’unità.
 1Corinzi 1:10 Ora, fratelli, vi esorto nel nome del nostro Signore Gesù Cristo ad avere tutti un medesimo parlare e a non avere divisioni tra di voi, ma ad essere perfettamente uniti in un medesimo modo di pensare e di volere
 Non per nulla Gesù aveva pregato affinché tutti i credenti fossero uno (Gv. 17:21) e diventassero perfetti nell’unità:
 Giovanni 17:23 Io sono in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca  che tu mi hai mandato e li hai amati, come hai amato me.
 Questa unità non si è ancora realizzata, ma Gesù preannunciò che verrà il tempo in cui ci sarà un solo gregge e un solo Pastore (Gv. 10:16).
 
Anche nella famiglia è necessario che i genitori imparino l’arte di creare l’unità e a tal fine devono innanzitutto accordarsi circa le strategie educative da adottare con i figli e non usare metodi diversi per non contraddirsi a vicenda e non divenire loro oggetto di manipolazione.
È compito dei padri creare unità tra tutti i membri della famiglia, specialmente tra i figli, aiutandoli a superare eventuali dissapori.
La Chiesa è il Corpo di Cristo e, come quello umano, anch’esso è formato da molte membra. Come nel corpo umano le varie membra, pur con funzioni diverse, si coordinano, collaborano, si sincronizzano e agiscono armonicamente a seconda dell’attività che il corpo sta svolgendo, così il Corpo di Cristo sta bene se ciascuno, pur nella personale diversità, svolge la propria parte coordinandosi con gli altri e relazionando con loro in modo adeguato per il raggiungimento degli obiettivi. 
 E sebbene il corpo di Cristo è composto da molte membra, tutte le membra sono un solo corpo” 1 Corinzi 10:17; 12:12-26.
 
Nelle sue epistole,Paolo esortava i credenti all’unità, come fece con i Filippesi, a cui chiese di avere uno stesso modo di pensare, lo stesso amore e lo stesso accordo.  
Filippesi 2:2 rendete perfetta la mia gioia, avendo uno stesso modo di pensare, uno stesso amore, un solo accordo e una sola mente.
Chiedeva qualcosa di soprannaturale perché, anche se in teoria uno stesso corpo dovrebbe avere un solo modo di pensare, di fatto nel Corpo di Cristo non tutti i membri si lasciano guidare dal Capo.
 
Sempre l’apostolo Paolo ci mette in guardia da quelli che fomentano divisioni.
Romani 16:17 Or io vi esorto, fratelli, a guardarvi da quelli che fomentano le divisioni e gli scandali contro la dottrina che avete appreso, e ritiratevi da loro; 18 costoro infatti non servono il nostro Signore Gesù Cristo ma il proprio ventre, e con dolce e lusinghevole parlare seducono i cuori dei semplici.
Bisogna allontanare quelli che provocano divisioni, perché sono strumenti nelle mani del nemico.
Accade tuttora. Non mancano, infatti, i detrattori che spendono il loro tempo parlando male degli altri, ma poiché l’albero si riconosce dal frutto, è facile riconoscere quali sono le motivazioni del loro cuore e i frutti che portano per il Signore! Seminando maldicenze e calunnie, costoro cercano di sedurre i semplici e di far loro perdere la fiducia nelle autorità preposte, ma di costoro la Parola di Dio dice che quelli che promuovono: “…inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette,… non erediteranno il regno di Dio” Galati 5:20-21.
Costoro non esprimono l’amore di Cristo, ma divenendo anche inconsapevolmente strumenti del maligno,  
 tendono le trappole da lui ordite.
 
Il più grande nemico dell’armonia è l’orgoglio.
Insito nella natura umana e da qualcuno definito: “Il terreno in cui crescono tutti gli altri peccati”, l’orgoglio precede la caduta (Proverbi 16:18), come avvenne a Pietro, che non prestò ascolto all’avvertimento del Signore, perché si riteneva superiore e incapace di sbagliare, ma che, come Gesù gli aveva preannunciato, Lo rinnegò per ben tre volte! 
 Proverbi 13:10 Dall'orgoglio viene solamente contesa, ma la sapienza è con quelli che danno ascolto ai consigli.
Chi è orgoglioso si erge al di sopra degli altri, s’innalza, si sopravvaluta e dalla Scrittura scopriamo con sorpresa che neppure i discepoli di Gesù erano esenti da simili attitudini e che anch’essi avevano relazioni basate sull’orgoglio!
 Luca 22:24 E tra di loro sorse anche una contesa, intorno a chi di loro doveva essere considerato il maggiore.
Discutevano chi tra loro era il maggiore, ma Gesù li freddò affermando che era maggiore quello che serviva di più!
 
Nella sua terza epistola l’apostolo Giovanni scrive alla chiesa di guardarsi da un tal Diotrefe, che si batteva per avere il primato anche mettendosi contro gli apostoli.
3Giovanni 9 Ho scritto alla chiesa, ma Diotrefe, che ama avere il primato fra di loro non ci riceve.10 Per questo se verrò ricorderò le opere che egli fa, cianciando contro di noi con malvagie parole, e non contento di questo, non solo non riceve egli stesso i fratelli, ma impedisce pure di farlo a coloro che li vorrebbero ricevere e li caccia fuori dalla chiesa.
Constatiamo quindi che anche nella chiesa primitiva era difficile creare l’unità e che pure allora c’era chi  s’innalzava al di sopra degli altri e non aveva rispetto neanche per gli apostoli.
 
L’orgoglio abbonda, ce n’è in ciascuno di noi e non occorre andare a comprarlo, afferma scherzosamente il pastore Lirio, il quale riferisce che sant’Agostino, a chi gli chiese di elencare i principi della vita cristiana, rispose: “primo: l'umiltà; secondo: l’umiltà; terzo: l'umiltà”.
Ci capita di sentirci orgogliosi?Pensiamo subito a Gesù, che pur essendo Dio si umiliò ed abbassò se stesso!
Filippesi 2:8 e, trovato nell'esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce.
Andiamo a Lui per dare riposo alla nostra anima, poiché chi vive nell’orgoglio non ha riposo, né gioia. 
Matteo 11:29 Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo per le vostre anime.
Abbassarsi è proprio della natura divina, innalzarsi lo è della natura umana e fu causa della caduta di Adamo. Abbassiamoci, quindi, se vogliamo essere innalzati da Dio.
 
 Nel leggere il Salmo 133, definito Salmo dell’armonia perché in esso viene esaltato il valore dell’unità dei fratelli, il pastore Lirio afferma che ciò che rende uniti e crea armonia è l’accordo spirituale, non la vicinanza fisica, né trovarsi sotto lo stesso tetto.
Salmi 133:1  Ecco, quanto è buono e quanto è piacevole che i fratelli dimorino assieme nell'Unità!
2 È come l'olio prezioso sparso sul capo, che scende sulla barba di Aaronne, che scende fino all'orlo delle sue vesti. 3 È come la rugiada dell'Hermon, che scende sui monti di Sion, perché è là che l'Eterno ha posto la benedizione, la vita in eterno.
 
Quando siamo nati di nuovo abbiamo sperimentato il bisogno di stare con i fratelli, ci siamo accorti che avendo con essi la stessa mente e lo stesso cuore, solo con loro potevamo parlare del Signore, avere comunione, pregare e realizzare una vera armonia!
Adoperiamoci quindi per promuovere l’unità e l’armonia nel Corpo di Cristo, perché in esse si esprime la vita di Dio e noi, che per mezzo della Sua grazia possiamo realizzarle, per loro mezzo possiamo glorificare Dio e ricevere le Sue benedizioni.  
Romani 15:6 affinché con una sola mente e una sola bocca glorifichiate Dio, che è Padre del nostro Signore Gesù Cristo.