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                  Servizio di adorazione ore 10.30 – Palermo, domenica 19 luglio 2009
 
Oratore: Pastore Lirio Porrello
 
L’AUTORITÀ DEL RE
 
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
Non può mancare, in seno alla serie di predicazioni sul Regno di Dio, un approfondimento sull’autorità del Re e su come Egli la deleghi ai Suoi discepoli affinché possano adempiere il Grande Mandato di predicare l’Evangelo ad ogni creatura.
 
In quanto cristiani è essenziale che acquistiamo la consapevolezza dell’autorità del Re e del nostro bisogno di sottometterci ad essa con umiltà e mansuetudine.
 Nel Suo breve ministero terreno, Gesù insegnò essenzialmente sul Regno di Dio, tanto che la parola ‘Regno’ viene citata ben centoventisette volte nei Vangeli, mentre la parola ‘Chiesa’ solo due volte. Questo ci dice che, anche se la Chiesa svolge un’importante funzione all’interno del Regno, non coincide con esso, che è molto più grande, infatti gli angeli e i santi che sono già andati col Signore si trovano nel Regno di Dio, come da esso dipende tutta la creazione. La Chiesa, che è formata da quelli che sono chiamati fuori dal mondo per appartenere a Cristo, opera in funzione del Regno e ne prepara l’avvento. 
                  
Come si legge nel Vangelo di Luca, la missione di Gesù aveva un altro scopo, oltre a quello della salvezza degli uomini:
Luca 4:43 Ma egli disse loro: «Bisogna che io annunzi la buona novella del regno di Dio anche alle altre città, perché sono stato mandato per questo».
Gesù è venuto per annunziare la buona novella del Regno di Dio, ma bisogna chiarire come esso funziona, per evitare convinzioni errate, come quella dei religiosi, secondo cui basta partecipare ad una funzione domenicale, spendere per Dio qualche ora ogni settimana per essere a posto, e poi trascorrere il resto della propria vita in modo indipendente da Lui.
La verità è che Gesù non è venuto per fondare una religione, ma per proclamare e stabilire sulla terra il Regno di Dio, il Suo Governo, che funziona incessantemente e che deve riflettersi in tutte le aree della nostra vita perché, come nel naturale siamo tenuti ad osservare tutte le leggi nazionali, pena severe sanzioni, così sul piano spirituale, chi entra nel Regno di Dio, essendo passato dalla potestà di satana alla signoria di Cristo e dall’autorità del diavolo a quella del Signore, è passato anche dalle leggi del maligno a quelle di Dio e deve osservarle.  
 
L’avvento del Regno di Dio viene definito “Buona novella” perché da esso si possono ricevere solo benedizioni, infatti Gesù è venuto per dare una vita piena e abbondante, mentre il nemico viene solo per rubare, distruggere e uccidere.
 
Il Regno di Dio è giunto tra noi; tutti possono entrarvi e sottomettersi al suo Governo dopo avere riconosciuto Gesù come proprio Signore e ricevuto la salvezza.
Non ha nulla a che vedere con una religione, infatti mentre la religione è un fatto terreno, la Scrittura afferma che la cittadinanza dei figli di Dio è nei cieli, e lo è da subito, non occorre attendere di morire per averla.
 
Ripercorrendo dagli inizi la storia dell’uomo si scopre in che modo egli perdette l’autorità che aveva ricevuta da Dio all’atto della creazione. Adamo era il principe della terra e satana, che di questo era geloso, gli tese un inganno, lo fece cadere nel peccato e lo derubò di tutta l’autorità, divenendo così il principe di questo mondo. Adamo pagò a caro prezzo, e noi con lui, l’avere tradito il Suo Creatore e l’avere ceduto alle tentazione di satana, infatti non solo perdette la relazione con Dio e il Suo governo, ma divenne schiavo dell’avversario.
 
Nel deserto della Giudea, Gesù sfidò l’autorità di satana. 
Luca 4:5 Poi il diavolo lo condusse su di un alto monte e gli mostrò in un attimo tutti i regni del mondo. 6 E il diavolo gli disse: «Io ti darò tutto il potere di questi regni e la loro gloria, perché essa mi è stata data nelle mani e io la do a chi voglio.
Non fece obiezione quando il maligno affermò di essere il padrone di tutti i regni della terra, perché era vero: aveva usurpato ad Adamo ogni potere ed era divenuto legittimamente il principe di questo mondo, ma quando Lo tentò, promettendoGli tutti i regni della terra, potere e gloria se lo avesse adorato, Gesù gli rispose con le parole della Scrittura: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto! (Matteo 4:10). Se avesse accettato, sarebbe andato in fumo il piano di salvezza dell’umanità!
 
Le parole pronunciate da Satana: regni, potere e gloria, ci sono familiari perché fanno parte della preghiera del Padre Nostro, in cui Gesù parla di Regno: “… venga il tuo regno…” e che si conclude con la frase: E non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno, perché tuo è il regno e la potenza e la gloria in eterno. Amen". Matteo 6:13
Qual è, dunque, la differenza tra le parole di Gesù e quelle del nemico?
Mentre a quest’ultimo appartengono la gloria, il potere e i regni terreni, quindi il suo è un potere transitorio che durerà finché il Regno di Dio non sarà definitivamente stabilito sulla terra, a Dio appartengono per l’eternità il Regno, la potenza e la gloria.
Noi facciamo parte del Suo eterno Regno di luce, non apparteniamo più al regno delle tenebre e non siamo più sotto il potere di satana, che la Scrittura definisce: dio di questo secolo, principe di questo mondo, principe della potestà dell'aria.
 
2Corinzi 4:4 nei quali il dio di questo secolo ha accecato le menti di quelli che non credono, affinché non risplenda loro la luce dell'evangelo della gloria di Cristo, che è l'immagine di Dio.
Che l’uomo naturale sia mentalmente ottenebrato lo prova il rifiuto generalmente opposto dalle persone all’annuncio della verità e il loro trincerarsi e aggrapparsi ad una religione. Il dio di questo mondo acceca le menti di quelli che non credono per non fare loro vedere che c’è un altro Regno e che basta credere perché gli occhi si aprano.
 
Giovanni 14:30 Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe di questo mondo e non ha nulla in me;
Satana si è servito del potere religioso, politico e culturale per uccidere Gesù, ma non ebbe alcun potere su di Lui, perché era senza peccato e in Lui non c’era nulla di suo.
La stessa cosa è per noi: anche se satana domina su questa terra, su di noi non ha alcun potere se in noi non trova nulla di suo.
 
Efesini 2:2 nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell'aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza,
Tutti noi proveniamo dal regno delle tenebre, siamo stati soggetti al principe che domina nell’aria e che inculca la cultura della ribellione e della disubbidienza, ma dal momento in cui non gli apparteniamo più dobbiamo sradicare da noi tali attitudini, anche se costa fatica.
 
1Giovanni 5:19 Noi sappiamo che siamo da Dio e che tutto il mondo giace nel maligno.
Siamo usciti dal mondo, che giace sotto il dominio del maligno, ed ora apparteniamo a Dio, ma anche noi prima eravamo accecati e convinti di essere a posto sol perché non avevamo né rubato né ucciso; anche noi avevamo pensieri ribelli e davamo a Dio la colpa per tutte le cose negative che accadono sulla terra. Chi non conosce la verità si lascia ingannare dal nemico, che è l’autore di tutte le tragedie e del dolore esistenti nel mondo e che, siccome è bugiardo, vuol far credere che l’autore del male sia Dio, il quale invece è pace, amore, gioia e vita abbondante.
 
Gesù è venuto per proclamare la Buona Novella del Regno di Dio sugli uomini, di quel Regno eterno che era stato preannunciato nell’Antico Testamento.
Salmi 145:13 Il tuo regno è un regno eterno e il tuo dominio dura per ogni età.
A Timoteo, l’apostolo Paolo presenta Dio come Re eterno.
1Timoteo 1:17 Or al Re eterno, immortale invisibile, all'unico Dio sapiente, sia onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen
Dovunque andava, Gesù insegnava, predicava l’Evangelo del Regno e guariva …
Matteo 9:35 E Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando l’evangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità fra il popolo.
 
È incomprensibile il fatto che gli Ebrei non abbiano compreso l’autorità che c’era in Gesù, mentre un centurione romano, un pagano, l’abbia compresa perfettamente.
Matteo 8:5 Quando Gesù fu entrato in Capernaum, un centurione venne a lui pregandolo, 6 e dicendo: «Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre grandemente». 7 E Gesù gli disse: «Io verrò e lo guarirò». 8 Il centurione, rispondendo, disse: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; ma di' soltanto una parola, e il mio servo sarà guarito. 9 Perché io sono un uomo sotto l'autorità di altri e ho sotto di me dei soldati; e se dico all'uno: "Va'", egli va; e se dico all'altro: "Vieni", egli viene; e se dico al mio servo: "Fa' questo", egli lo fa». 10 E Gesù, avendo udite queste cose, si meravigliò, e disse a coloro che lo seguivano: «In verità vi dico, che neppure in Israele ho trovata una così grande fede. 11 Or io vi dico, che molti verranno da levante e da ponente e sederanno a tavola con Abrahamo, con Isacco e con Giacobbe, nel regno dei cieli. 12 Ma i figli del regno saranno gettati nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti», 13 E Gesù disse al centurione: «Va' e ti sia fatto come hai creduto!». E il suo servo fu guarito in quell'istante.
I Romani inviavano le loro guarnigioni a Cafarnao per averne il controllo economico poiché, essendo la via della seta, era un luogo commerciale e vi era ammesso il transito dietro pagamento di un pedaggio.   
Il centurione si recò da Gesù, Lo chiamò Signore e Lo pregò di andare a casa sua per guarire il suo servo. Un gentile non avrebbe dovuto chiedere a un Ebreo di andare a casa sua, perché tale cosa non era ammessa dagli Ebrei, ma Gesù non si oppose alla richiesta e per non metterLo in difficoltà il centurione aggiunse che sarebbe bastato che pronunciasse soltanto una parola perché il suo servo avesse guarigione.
Disse di essere sotto autorità, di averne a sua volta per il ruolo militare che svolgeva e di riconoscere  l’autorità che aveva Gesù sul piano spirituale. Sostenne che, come i soldati gli obbedivano quando pronunciava un ordine, così sarebbe bastata una sola parola di Gesù per comandare alla malattia di andar via.
Quel centurione pagano capì ciò che il popolo d’Israele non aveva capito, riconobbe che in Lui c’era l’autorità di un Re e mostrò di avere una gran fede in Lui.
Profondamente toccato dalle sue parole, a coloro che Lo avevano seguito Gesù annunciò che molti gentili sarebbero venuti da levante e da ponente e si sarebbero seduti a tavola con Abrahamo, con Isacco e con Giacobbe, nel regno dei cieli, mentre i figli del Regno, quelli del Suo popolo a cui si era presentato come il Re e non Lo avevano riconosciuto sarebbero stati gettati nelle tenebre!
Quindi guarì all’istante il servo di quell’uomo.
Quel centurione aveva cercato il Re e Gli credette quando gli disse: “Va’ e ti sia fatto come hai creduto”.
 
Questo principio vale anche per noi: dobbiamo cercare prima il Regno di Dio e poi, quando riceviamo una Sua parola per la nostra vita o per quella di altri, avere la certezza che quella parola si compirà e che il Regno di Dio si manifesterà nella nostra vita, nella nostra casa, nella nostra cellula.
Perché ciò accada dobbiamo vivere in obbedienza e pregare, cioè di invitare Dio, nel nome del Re, ad occuparsi della situazione che ci interessa.
 
Giacomo 5:13 C'è qualcuno di voi sofferente? Preghi. C'è qualcuno d'animo lieto? Canti inni di lode. 14 Qualcuno di voi è infermo? Chiami gli anziani della chiesa, ed essi preghino su di lui, ungendolo di olio nel nome del Signore, 15 e la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo risanerà, e se ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati. 16 Confessate i vostri falli gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri, affinché siate guariti; molto può la preghiera del giusto, fatta con efficacia.
L’apostolo Giacomo esorta chi soffre a pregare ed a coinvolgere il Re nel proprio problema; esorta altresì chi è infermo a chiamare gli anziani della chiesa affinché preghino per lui e lo ungano con olio; afferma che la preghiera fatta con fede salva il malato, che la preghiera del giusto ha una grande efficacia e aggiunge che per essere guariti occorre confessarsi gli uni gli altri e pregare gli uni per gli altri.
 
Dobbiamo ammettere che preghiamo poco, forse perché crediamo poco nell’efficacia della preghiera. Non lasciamoci ingannare da convinzioni sbagliate, perché Dio ha i Suoi piani, i Suoi tempi e le sue vie, ma presta ascolto alle nostre preghiere e se non cessiamo di pregare credendo che la nostra preghiera non è vana, anche a distanza di anni vedremo realizzarsi ciò che abbiamo chiesto.
Chi sostiene di pregare e di non ricevere risposta, deve chiedersi: che tipo di rapporto ho col Re? Gli appartengo veramente? Tutto ciò che è mio Gli appartiene?
Quando si tocca l’aspetto finanziario, si entra in un campo spinoso, perché molti dicono di appartenere a Dio, ma sono pochi quelli che Gli dicono: “Anche le mie finanze Ti appartengono, Signore!”. 
La verità è che se si vuole vivere nel Regno, ci si deve sottomettere e accettare di appartenere al Re con tutto ciò che si possiede, altrimenti Egli non risponde.
Molti vogliono prendere le promesse, ma mantengono la mentalità del regno delle tenebre, credono di appartenere a se stessi e trascurano la cosa più importante: il Re e la propria relazione con Lui. 
 
Chi è inserito a pieno titolo nel Regno, ne è divenuto agente ed ha il mandato di diffondere la buona notizia che basta nascere di nuovo e sottomettersi al Re per diventare cittadini del Regno, Suoi figli e ambasciatori, accreditati per dimostrare la Sua autorità, portare in questo mondo i Suoi valori e la Sua cultura...
 
Giovanni 14:12 In verità, in verità vi dico: chi crede in me farà anch'egli le opere che io faccio; anzi ne farà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.
 
…e per di più, credendo in Lui, fare le Sue stesse opere, perché come  Dio era con Lui, allo stesso modo è con noi.