Battesimi

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                       Servizio di adorazione ore 10.30 – Palermo, domenica 5 luglio 2009

 

             Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

BATTESIMI

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Sono oltre ottanta le persone che oggi, nell’arco dei tre servizi di adorazione, si accingono a scendere nelle acque per testimoniare la loro fede in Cristo, l’esperienza spirituale vissuta con Lui e la decisione di volere essere Suoi discepoli.  

 

La predicazione inizia con la lettura di un verso tratto dal libro degli Atti degli Apostoli, in cui si parla della missione di Filippo in Samaria, dove molti uomini e donne, avendo creduto alla sua predicazione, si fecero battezzare. 

 

Atti 8:12 Quando però credettero a Filippo, che annunziava la buona novella delle cose concernenti il regno di Dio e il nome di Gesù Cristo, uomini e donne si fecero battezzare.

 

In Samaria Filippo predicava la buona novella del Regno di Dio e cioè che Cristo, che di quel Regno è il Re, è morto sulla croce per riscattarci dalla schiavitù del maligno e darci la vita eterna. Coloro che avevano ascoltato la Sua predicazione e avevano creduto a quanto egli annunciava, chiesero di essere battezzati. L’iniziativa di essere battezzati non nacque da chi aveva predicato, ma da chi aveva ascoltato.

 

Su quale base viene ministrato battesimo in acqua?

Viene ministrato sulla base dell’autorità di Gesù e sul mandato da Lui dato ai Suoi discepoli a cui essi devono obbedire poiché solo nell’obbedienza c’è benedizione, protezione e grazia.

Matteo 28:18 Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell'età presente. Amen».

Gesù è il Re, a Lui appartiene tutta l’autorità, in virtù di essa ci dà mandato di fare discepoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutto quello che Egli ci comanda nella Sua Parola e a chi Gli obbedisce garantisce la Sua presenza.

 

Per Sua grazia Gesù sceglie quelli che vuole fare entrare nel Suo Regno di luce e quando si riceve la grazia di essere da Lui strappati dalle grinfie del maligno e di trovarsi tra le Sue braccia piene d’amore, non resta che accettare questo meraviglioso Re e obbedirGli.

Nel battezzare in acqua coloro i quali hanno creduto in Lui e liberamente deciso di essere Suoi discepoli, non si fa altro che obbedire al Suo Mandato e di conseguenza si può essere certi della Sua presenza.

 

Nell’epistola agli Ebrei sono citate le sei parti fondamentali su cui si regge tutta la dottrina di Cristo e tra esse c’è quella dei battesimi.

Ebrei 6:1 Perciò, lasciando l'insegnamento elementare su Cristo, tendiamo alla perfezione, senza porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, 2 della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno;

 

La prima delle sei parti riguarda il Ravvedimento dalle opere morte.

Ravvedersi dalle opere morte vuol dire: riconoscere che tutte le opere compiute prima di avere conosciuto Gesù e di averLo ricevuto proprio nel cuore sono morte, poiché anche il proprio spirito era morto; vuol dire inoltre cambiare stile di vita sulla base della Parola di Dio.

 

La seconda parte riguarda la fede in Dio, cioè quella piena e totale fiducia nel Signore che ci spinge a gettare su di Lui tutte le nostre preoccupazioni.

Il nostro Re vuole che confidiamo pienamente in Lui e che Gli diamo ogni nostro peso, perché solo così può farsi carico dei nostri problemi e prendersi cura di noi eliminando le ansie, le paure e le angosce che ci opprimono.

 

La terza parte riguarda la dottrina dei battesimi, che viene approfondita in seguito.

 

 

La quarta  l’imposizione della mani.

 

La quinta la risurrezione dei morti, cosa che più o meno inconsciamente l’essere umano desidera, infatti teme la morte perché non sa cosa lo attende dopo e nel desiderio di vivere eternamente cerca di perpetuare la memoria dei defunti rendendo loro culto.

Il Signore ci promette una vita dopo la morte fisica e tale vita inizia sin dal momento in cui si riceve Gesù nel cuore, perché in quello stesso istante con Lui entrano anche la risurrezione e la Vita.

 

La sesta parte riguarda il giudizio eterno. Tutti saranno sottoposti a un giudizio ma, mentre chi non è stato salvato subirà un giudizio di condanna, perché non ha creduto in Colui che ha dato la vita per la sua salvezza, chi ha creduto ed è stato salvato sarà giudicato in vista del premio che riceverà e che sarà adeguato al suo servizio reso a Dio.

 

Tornando al tema dei battesimi, dopo aver precisato che la parola ‘battezzare’, dal greco baptizo, vuol dire immergere fino a sommergere e che per tale motivo il battesimo deve essere praticato per immersione totale del battezzando, il pastore Lirio enuncia i tre battesimi del Nuovo Testamento: il battesimo nel Corpo di Cristo, il battesimo in acqua e quello nello Spirito Santo.

Il battesimo in Cristo avviene nel momento in cui si riceve Gesù come proprio Re e Salvatore ed è il più importante, perché dà la salvezza e introduce nel Suo Corpo, che è la Chiesa.

La Scrittura afferma che  Se  uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove ( 2Corinzi 5:17).

A fare diventare nuove creature in Cristo è la fede nell’opera redentrice compiuta da Gesù, che ci ha liberati sia dalla natura di peccato che dalle conseguenze di tutti i peccati commessi e ci ha dato la Sua stessa natura.

Quando, per opera dello Spirito Santo, avviene questa miracolosa rigenerazione spirituale, si è introdotti in Cristo, nel Suo Corpo, nella Sua Chiesa.

 

Il battesimo in acqua non salva, serve semplicemente a rendere pubblica testimonianza della propria esperienza interiore col Signore, a dichiarare mediante una simbologia la propria identificazione con Cristo ed a manifestare il proposito di essere suoi discepoli.

 

Il battesimo nello Spirito Santo è indispensabile per ricevere la potenza necessaria ad essere testimoni di Cristo.

 

Il pastore Lirio ribadisce che il battesimo in acqua non salva e non perdona nessuno, ma è solo un evento nel quale simbolicamente si dichiara pubblicamente di essere stati perdonati, rigenerati e salvati; di appartenere a Cristo, di esserGli sottomessi e di volere essere Suoi discepoli.

In occasione di tale battesimo si esprime la propria identificazione con Cristo:

  1. nella morte, cioè nella separazione dal sistema di questo mondo, dalle proprie attitudini carnali, dal peccato e da Satana;
  2. nel seppellimento, che viene simboleggiato dall’immersione totale;
  3. nella risurrezione, che è raffigurata dall’emersione dalle acque, che indica la vittoria sulla morte;
  4. Nel camminare in novità di vita, che si esprime nel camminare fisicamente  bagnati, ma che indica una vita spirituale impregnata dell’acqua della Parola di Dio (Romani 6:4), un cammino di ubbidienza, di sottomissione e di santità;
  5. Nel sedersi con Cristo nei luoghi celesti, poiché chi è in Cristo condivide con Lui anche la posizione di vittoria e di autorità (Efesini 2:6; Colossesi) ed è abilitato a regnare con Lui.  

 

In definitiva il battesimo in acqua si fa per obbedienza a un preciso comando del Re e per amore nei Suoi confronti.

La Scrittura afferma che chi è in Cristo è re e sacerdote e quando si umilia viene innalzato come lo fu Gesù.

Filippesi 2:8 e, trovato nell'esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. 9 Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

Pur essendo Figlio, Egli si fece servo e fu obbediente al Padre fino alla morte in croce, per questo fu da Lui innalzato.

Analogo principio il Padre adotta con ciascuno di noi ed anche se obbedienza e sottomissione sono principi che il mondo non comprende e rifiuta, perché il maligno ispira arroganza e orgoglio, dato che Gesù è venuto, spogliandosi della Sua deità, per abbassarsi, umiliarsi e servire, chi vuol essere Suo discepolo deve seguire le Sue orme. 

 

Apocalisse 1:5 e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dai morti e il Principe dei re della terra. A lui, che ci ha amati, ci ha lavati dai nostri peccati nel suo sangue, 6 e ci ha fatti re e sacerdoti per Dio e Padre suo, a lui sia la gloria e il dominio nei secoli dei secoli. Amen.

Da questo versetto risulta chiaro che Gesù condivide il Suo trono con noi ed è in virtù della Sua obbedienza e della Sua sottomissione, che si sono spinte fino alla morte in croce, che noi abbiamo ricevuto un così grande privilegio.

 

Se noi siamo morti con Cristo ed Egli è risuscitato, vuol dire che anche noi risusciteremo e vivremo con Lui per l’eternità.

2Timoteo 2:11 Questa parola è fedele, perché se siamo morti con lui, con lui pure vivremo; 12 se perseveriamo, regneremo pure con lui; se lo rinneghiamo, egli pure ci rinnegherà. 13 Se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché egli non può rinnegare se stesso.

Se saremo perseveranti nella fede in Lui, regneremo con Lui; se Gli saremo fedeli, lo sarà anche Lui e manterrà ogni promessa, infatti solo in un caso ci rinnegherà: se saremo noi a rinnegare Lui.

 

Il libro dell’Apocalisse ribadisce il concetto che siamo stati costituiti re e sacerdoti.

Apocalisse 5:10 e ci hai fatti re e sacerdoti per il nostro Dio, e regneremo sulla terra».

Regneremo con Cristo per l’eternità, ma anche sulla terra durante il Regno del millennio, quindi prepariamoci sin da ora a regnare in modo corretto: con compassione, amore e misericordia e sotto la Sua guida.

Iniziamo col governare noi stessi per potere governare anche la vita degli altri, tenendo presente che dove si obbedisce al Re  c’è gloria, c’è la Sua presenza e c’è il Suo Regno fatto di giustizia, di pace e di gioia soprannaturali, perché provengono dallo Spirito Santo.