Martedì 30 Giugno 2009 05:58 Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Luglio 2009 16:19
Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 28 giugno 2009
Oratore: F.llo Vincenzo Sciacca
COME ENTRARE NEL REGNO DI DIO
Il tuo trono, o DIO, dura in eterno; lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia. Salmi 45:6
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Dopo avere ricordato i quattro aspetti del Regno di Dio, illustrati nella predicazione della scorsa domenica, il fratello Vincenzo Sciacca oggi approfondisce l’ultimo di essi, quello riguardante il Regno di Dio nel presente e inizia parlando dell’evento basilare nella vita del credente, quello della nuova nascita spirituale.
Giovanni 3:1 Or c'era fra i farisei un uomo di nome Nicodemo, un capo dei Giudei. 2 Questi venne a Gesù di notte e gli disse: «Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio, perché nessuno può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui». 3 Gesù gli rispose e disse: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio». 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?». 5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Ciò che è nato dalla carne è carne; ma ciò che è nato dallo Spirito è spirito. 7 Non meravigliarti se ti ho detto: "Dovete nascere di nuovo". 8 Il vento soffia dove vuole e tu ne odi il suono, ma non sai da dove viene né dove va, così è per chiunque è nato dallo Spirito».
Questo brano del Vangelo di Giovanni, contiene alcuni principi fondamentali della Parola di Dio, innanzitutto introduce il concetto della rinascita spirituale che Israele non aveva ancora percepito perché non le era stato rivelato in modo evidente come avvenne con la venuta di Gesù, il quale rese chiaro in che modo si può accedere al Regno di Dio e in cosa esso consiste.
Nicodemo, studioso della Scrittura e dottrinalmente molto preparato, non comprendeva il parlare di Gesù e si rivelò estraneo al Suo Regno, infatti per entrare nel Regno di Dio a nulla serve essere religiosi, conoscere
Non c’è da meravigliarsi se Nicodemo incontrò difficoltà a capire cosa voleva dirgli Gesù, perché ancor oggi questo linguaggio è estraneo a molti, che non conoscono e non comprendono il concetto di dover nascere di nuovo spiritualmente per potere entrare alla presenza di Dio e nel Suo Regno, ritengono di potervi accedere attraverso la conoscenza o le opere.
Gesù, però, stravolse tutta la teologia del popolo ebraico affermando che alla presenza di Dio non si accede per sforzi umani, ma per l’opera soprannaturale dello Spirito Santo e per Sua iniziativa.
Giovanni 1:12 ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l'autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, 13 i quali non sono nati da sangue né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio.
Figli di Dio si diventa per intervento soprannaturale nel momento in cui si riconosce Gesù come personale Signore e Salvatore, Lo si riceve nel proprio cuore e si acquista
1Pietro 1:23 perché siete stati rigenerati non da un seme corruttibile, ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio vivente e che dura in eterno.
…e avviene per intervento dello Spirito Santo quando con cuore puro si è aperti all’ascolto della Parola di Dio.
Con Nicodemo Gesù stava parlando di questo e ad un’attenta lettura si nota che Egli adopera due espressioni:
- se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio (v.3);
- se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio (v.5).
Nella prima espressione usò la parola vedere, nella seconda entrare, perché? Di certo perché voleva far notare la differenza tra le due cose.
Premesso che sia per vedere il Regno di Dio che per entrarvi è indispensabile avere sperimentato il miracolo della rigenerazione spirituale, occorre anche comprendere i due aspetti in questione.
Il vocabolo greco horào, reso in italiano con ‘vedere’, letteralmente significa: ‘vedere, percepire con gli occhi della mente’, mentre il greco eisèrchomai tradotto in italiano con ‘entrare’, letteralmente vuol dire ‘venire, entrare, entrare in uno stato o condizione, venire all’esistenza’.
Risulta chiaro che usando questi due vocaboli, Gesù parlava di due cose distinte e separate riguardo al Regno di Dio, intendeva dire che una cosa è vederlo e cosa ben diversa è entrarvi.
Quando si nasce di nuovo, si può vedere e percepire il Regno, ma entrarvi è un’altra cosa, è una fase successiva, vuol dire inserirsi nel Regno, esserne partecipi attivamente, vivere alle dipendenze del Re.
Scopo di Dio, infatti, non è quello di salvarci per renderci spettatori del Suo Regno, ma per coinvolgerci attivamente in esso, tanto che per ciascuno di noi ha un piano che vuole rivelarci affinché lo adempiamo.
In che modo si entra nel Regno di Dio?
Innanzitutto acquisendone la cultura e abbandonando quella del mondo.
Naturalmente questo non avviene in modo istantaneo, è un processo che si chiama ‘conversione’, che accompagna la decisione di prestare ascolto alla chiamata del Signore e di vivere per Lui dando alla propria vita la direzione da Lui voluta secondo l’etica e i principi del Regno. In questo processo, che ha a che vedere col rinnovamento della nostra mente, ci aiuta
Il Regno di Dio ha come Re Gesù, il suo scopo è dare una vita abbondante “io sono venuto affinché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza” (Gv. 10:10) e le sue caratteristiche, che esprimono la cultura del Re, sono: la consacrazione a Dio, l’ubbidienza e la sottomissione, la santità (
Finalità del credente è vivere secondo la cultura del Regno per adempierne lo scopo, e lo può innanzitutto col comportamento e la propria testimonianza di vita.
Il regno di Satana: è governato dal nemico, il principe di questo mondo; ha lo scopo di rubare, uccidere e distruggere (Gv. 10:10) e le sue caratteristiche sono: ribellione, egoismo, peccato, incredulità (Galati 3:22), mancanza di perdono, tutto ciò che è l’opposto del frutto dello spirito (Galati 5:19-21).
Tra i due regni non esistono zone neutre in cui sostare in attesa di decidere a chi appartenere, perché sin da quando nasce, l’essere umano si trova in un regno, ma, ahimé, in quello del maligno che ruba, uccide e distrugge, con la conseguenza che chi non crede in Cristo si trova già nella condanna!
Giovanni 3:18 Chi crede in lui non è condannato, ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
Se non si sceglie liberamente di appartenere al Regno di Dio, si è già condannati e poiché da soli non possiamo fare nulla per salvarci, dobbiamo scegliere di dare la nostra vita a Colui che ha pagato per la nostra salvezza.
Efesini 2:2 nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell'aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza,
Per sua natura l’uomo vive nella cultura di Satana, il principe di questo mondo, ma ha la possibilità di decidere di appartenere a Cristo, che ha pagato per liberarlo dalla condanna e da una tragica fine.
Colossesi 1:13 Poiché egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio
Gesù disse ai farisei a quale regno appartenevano:
Giovanni 8:44 Voi siete dal diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro; egli fu omicida fin dal principio e non è rimasto fermo nella verità, perché in lui non c'è verità. Quando dice il falso, parla del suo perché è bugiardo e padre della menzogna.
Prima di conoscere Gesù, questa era la nostra vita e poiché quello che c’è nell’interiore si manifesta anche esteriormente, quando si riceve Cristo e si acquista
L’apostolo Paolo esprime in modo eccezionale ciò che era avvenuto in lui:
Galati 2:20 Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.
Divenire cristiani, pentirsi della vita precedente, essere battezzati in acqua e di Spirito Santo non significa sperimentare automaticamente il Regno di Dio, infatti per non rimanere nella condizione di spettatori della Sua grazia ed entrare pienamente nel Regno è indispensabile vivere secondo la sua cultura, osservare le sue leggi e i suoi principi, adempiere la volontà del Re, cosa possibile solo con l’aiuto dello Spirito Santo, che è venuto sulla terra per aiutarci e sostenerci nelle nostre debolezze.
È a tutto nostro vantaggio entrare nel Regno dove, per chi ha creduto in Cristo, c’è il trono della Grazia di Dio, un trono pronto ad elargire benedizioni (2Pietro 1:4; Matteo 28:18-20; Efesini 1:3), non un trono di giudizio.
Nel Regno di Dio non siamo solo sudditi e cittadini, ma abbiamo delle funzioni…
Apocalisse 5:10 e ci hai fatti re e sacerdoti per il nostro Dio, e regneremo sulla terra».
…perché siamo re e sacerdoti, rappresentanti legali del Re dei re, Suoi ambasciatori con pieni poteri, Suoi rappresentanti abilitati a proclamare sulla terra la cultura del Regno, accompagnati dalla Sua potenza che cambia il destino eterno delle persone, le ristora e le guarisce nel fisico e nell’anima.
Gesù parla del valore del Regno in due parabole (Matteo 13:44-46).
Nella prima si parla di un tale che, trovato un tesoro in un terreno, lo nasconde e vende tutto ciò che ha per acquistare quel terreno; nell’altra di un mercante che, venuto a conoscenza di una perla di grande bellezza e d’inestimabile valore, vende tutto quello che ha per acquistarla. Il tesoro nascosto e la perla di gran valore raffigurano il Regno di Dio, l’unica cosa che può dare la vera felicità.
Il Signore vuole che tutti i Suoi figli entrino nel Regno e godano pienamente della Sua grazia, del Suo amore e della Sua presenza. Non esiste al mondo bene più grande. Abbandoniamo quindi le cose di cui ci occupavamo prima e occupiamoci del Regno di Dio, non guardiamolo da lontano, entriamoci, godiamo di tutti i benefici che il Re ha preparato per noi e viviamo sin da ora nella pienezza della Sua grazia e del Suo amore!



