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                      Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 22 agosto 2010
 
Oratore: Pastore Lirio Porrello
 
LA NUOVA NATURA IN CRISTO
 
Benedetto sia il Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, a una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti, 1Pietro 1:3
 
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
Non siamo più sotto la legge, e se non siamo più sotto la legge, dobbiamo camminare secondo lo Spirito”, esordisce il pastore Lirio, e aggiunge che per comprendere cosa significa “camminare secondo lo Spirito” bisogna aver chiaro cosa vuol dire essere nuove creature in Cristo.
Molti non hanno chiarezza su ciò che Dio ha fatto e che la Scrittura insegna sulla nuova nascita, cioè sulla rigenerazione spirituale che si sperimenta quando si entra a far parte del corpo di Cristo e che è una dottrina fondamentale del Nuovo Testamento.
 
È necessario che le chiese insegnino e chiariscano la dottrina della nuova nascita, visto che, come avvenne al tempo dei Galati, c’è una diffusa tendenza a ritornare sotto la legge anche nel mondo evangelico pentecostale.
Molti, dopo avere ricevuto la salvezza, continuano a dichiararsi peccatori, non sanno che se sono stati salvati per grazia, sono stati salvati dalla natura di peccato e non sono più peccatori.  
Scambiano la tendenza a peccare, che è propria della carne, con la natura di peccato, ma le due cose sono totalmente diverse. Se abbiamo ricevuto la natura divina abbiamo la possibilità di vivere assecondando lo Spirito piuttosto che i desideri della carne, ma abbiamo bisogno di conoscere tale principio per non cadere nel dubbio e nello scoraggiamento quando, a causa della nostra debolezza, assecondiamo le ispirazioni provenienti dal maligno.
Chi è in Cristo si trova sotto la grazia, che dà i desideri, le capacità e le risorse per vivere una vita vittoriosa, ma spetta a noi comprenderla e vivere in essa per non cadere nell’inganno del nemico, che vuole riportarci sotto la legge e farci vivere una vita carnale.
Ai fratelli della chiesa di Roma l’apostolo Paolo dice chiaramente che chi ha creduto nell’opera di Cristo non è più peccatore…
Romani 5:8 Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
…ma nonostante la chiarezza di questo versetto, molti credenti continuano a definirsi peccatori.
 
Romani 5:19Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori, così ancora per l'ubbidienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti.
Qui Paolo afferma che Adamo generò peccatori perché trasmise ai suoi discendenti la natura di peccato che aveva acquisito nel momento in cui peccò; afferma anche che con la Sua morte in croce Gesù costituisce giusti quelli che credono in Lui.
La natura di peccato e la natura di giustizia vengono messe in contrapposizione in quanto non possono coesistere: si ha l’una o si ha l’altra, ma occorre conoscere questa parte della dottrina di Cristo per non rimanere nella convinzione di essere peccatori per nascita e con la tendenza a giustificare i propri comportamenti peccaminosi quasi fossero inevitabili. Il credente che afferma di essere peccatore, di fatto annulla il sacrificio di Gesù che è venuto per darci una nuova natura spirituale e una nuova vita, oltre che per perdonare i nostri peccati.
 
Nicodemo era un dottore della legge e insegnante della Scrittura; quando Gesù gli disse che per entrare nel Regno di Dio doveva nascere di nuovo, dovette rimanere turbato! 
Giovanni 3:3 Gesù gli rispose e disse: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio». 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?». 5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Ciò che è nato dalla carne è carne; ma ciò che è nato dallo Spirito è spirito. 7 Non meravigliarti se ti ho detto: "Dovete nascere di nuovo".
Pur facendo parte del Sinedrio, Nicodemo apprezzava tanto la vita, le opere di Gesù e il Suo insegnamento sempre accompagnato da miracoli,  che per parlarGli si recò a casa Sua di notte. Nicodemo non comprendeva cosa intendeva direGesù con le parole: ciò che è nato dalla carne è carne; ma ciò che è nato dallo Spirito è spirito, cioèche la nuova nascita viene dallo Spirito, che è Lui a dare una nuova natura spirituale, la stessa di Cristo.
 Nell’Antico Testamento era stato profetizzato che Dio avrebbe dato un cuore di carne, che avrebbe messo la Sua legge nel cuore dell’uomo, che avrebbe costituito un Nuovo Patto e che avrebbe perdonato tutti i peccati, ma pur essendo un dottore della legge, Nicodemo non comprendeva ciò che Gesù diceva.
 
Essere nuove creature in Cristo vuol dire essere creature che prima non esistevano e che quindi non hanno un passato, come il nemico vuole farci credere ricordandoci la vita precedente.
Lo esprime in modo perfetto l’apostolo Paolo…
2Corinzi 5:17 Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove.
…ma ne parla anche l’apostolo Pietro, che definisce la nuova natura “un seme incorruttibile”.
1Pietro 1:23 perché siete stati rigenerati non da un seme corruttibile, ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio vivente e che dura in eterno.
Ancora Paolo afferma che con la nuova nascita ci rivestiamo dell’uomo nuovo che è creato secondo Dio nella giustizia e nella santità.
Efesini 4:24 e per essere rivestiti dell'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e santità della verità.
 
Se abbiamo la natura di Cristo e ci siamo rivestiti dell’uomo nuovo, non possiamo vivere alla vecchia maniera, perché il cambiamento che inizia nell’interiore deve poi manifestarsi anche esteriormente man mano che s’impara a non mentire, a perdonare, ad amare ecc..
Colossesi 3:9 Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell'uomo vecchio con i suoi atti, 10 e vi siete rivestiti dell'uomo nuovo, che si va rinnovando nella conoscenza ad immagine di colui che l'ha creato. 11 Qui non c'è più Greco e Giudeo circonciso e incirconciso, barbaro e Scita, servo e libero, ma Cristo è tutto e in tutti. 12 Vestitevi dunque come eletti di Dio santi e diletti, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza, 13 sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro, e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi. 14 E sopra tutte queste cose, rivestitevi dell'amore, che è il vincolo della perfezione.
I Corinzi vivevano come se non avessero ricevuto la rigenerazione spirituale e Paolo inizia con un breve richiamo: “Non mentite gli uni gli altri”, per poi ricordare loro che si erano spogliati del vecchio uomo, che in Cristo avevano ricevuto la Sua stessa natura che è verità e che quindi non dovevano mentire. Non li tacciò di essere bugiardi, non fece loro un’aspra ramanzina, non li trattò male per i loro peccati, semplicemente ricordò loro chi erano in Cristo.
 
Sempre nell’epistola ai Colossesi, parlando della nuova nascita Paolo dice che se abbiamo la natura di Cristo, abbiamo una speranza di gloria non per i nostri sforzi, ma per il fatto che “Cristo vive in noi”.
 Colossesi 1:27 ai quali Dio ha voluto far conoscere quali siano le ricchezze della gloria di questo mistero fra i gentili, che è Cristo in voi, speranza di gloria,
 
Molti affermano che chi predica la grazia predica la licenza di peccare, ma non è così, perché la grazia libera dal peccato e dalla condanna, infatti se puntiamo il dito contro chi sbaglia non facciamo altro che incutere il timore della condanna e in pratica riportiamo le persone sotto la legge, mentre è molto più efficace ricordare a chi sbaglia qual è la propria identità in Cristo. 
1Giovanni 3:9 Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché il seme di Dio dimora in lui e non può peccare perché è nato da Dio.  
Di che seme di Dio si parla? Della nuova natura di Cristo che entra in noi, della nuova nascita!
 
Il vero credente non prova gusto nel peccare perché il peccato è contro la sua nuova natura, proprio come un animale pulito come l’ermellino non può stare nel fango e piuttosto che starvi preferisce morire perché è pulito per natura.
L’apostolo Giovanni dice: “Chiunque è nato da Dio non commette peccato”. Non dice che chi è nato da Dio non può peccare, ma che non può perseverare nella vita di peccato perché è contro la natura di Dio che è in lui.
 
Viene quindi da chiedersi: “Perché i cristiani peccano?”.
Perché una loro parte non è redenta. La nostra mente, non del tutto rinnovata, continua a seguire i pensieri antecedenti la conversione a Cristo, gli insegnamenti ricevuti nel passato, le abitudini sbagliate. A farci peccare non è la nuova natura, ma la nostra carne, la parte non redenta che continua a vivere nelle concupiscenze.
La nostra parte redenta è lo spirito, che vuole camminare secondo lo Spirito, mentre la nostra carne vuole assecondare i propri desideri, con la conseguenza che altaleniamo: un po’ camminiamo secondo lo Spirito e un po’ secondo i nostri desideri carnali.
Se prendiamo la decisione di vivere secondo lo Spirito dobbiamo sottomettere la carne!
 
Questo può avvenire per fede nell’opera compiuta da Gesù, se crediamo di essere nuove creature e cessiamo di identificarci con i nostri errori e con la nostra mente non rinnovata, perché in tal caso continueremo a vivere come prima di avere conosciuto Cristo, con l’aggravante di stare male perché un tale modo di vivere contrasta con la nostra nuova natura e quindi ci accusa. 
 
 Paolo esorta i Colossesi a spogliarsi del vecchio uomo e a rivestirsi dell’uomo nuovo creato all’immagine di Dio.
Colossesi 3:12 Vestitevi dunque come eletti di Dio santi e diletti, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza, 13 sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro, e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi.
L’apostolo usa il linguaggio della grazia e chiama santi e diletti quelli che sono stati scelti da Dio; li fa sentire da Lui amati, non rifiutati e condannati a causa dei loro peccati.
Se Paolo disse ai Colossesi: non mentite gli uni agli altri è perché avevano l’abitudine di mentire, ma non li corresse col rimprovero e col giudizio, bensì con la grazia, ricordando loro chi erano in Cristo ed esortandoli a rivestirsi di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza, di sopportazione e dell’attitudine al perdono.
Un po’ tutti abbiamo la tendenza a giudicare gli altri quando sbagliano, ma chi è nato di nuovo deve imparare i modi di Dio improntati alla grazia, non quelli della legge e del mondo.
 
La vita cristiana è una vita sostituita, come si legge nell’epistola ai Galati, col risultato che se Cristo è in noi dobbiamo permettere alla Sua misericordia e al Suo perdono di venire fuori.
Galati 2:20 Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.
Cristo in noi è la nuova natura che abbiamo ricevuto e se lo crediamo non ci sentiremo più accusati, non cadremo nel dubbio, non diventeremo fragili per il fatto di avere commesso qualche peccato.
 
Concludendo: abbiamo una nuova natura divina, ma abbiamo anche un corpo non redento che tende al peccato, che alletta, ma che agisce come tutte le cose che piacciono: sono dannose, fanno stare male, portano rovina.  
Per camminare nello Spirito, cioè per assecondare la nostra nuova natura giusta e santa, dobbiamo deciderlo, infatti ai Galati Paolo dice che se un cristiano pecca è perché decide di camminare nella carne e afferma che se si decide di camminare secondo lo Spirito non si ricade nella legge.
Galati 5:16 Or io dico: Camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne, 17 la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; e queste cose sono opposte l'una all'altra, cosicché voi non fate quel che vorreste. 18 Ma se siete condotti dallo Spirito, voi non siete sotto la legge. 19 Ora le opere della carne sono manifeste e sono: adulterio, fornicazione impurità, dissolutezza, 20 idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, 21 invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili a queste, circa le quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio, 22 Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. 23 Contro tali cose non vi è legge. 24 Ora quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e le sue concupiscenze. 25 Se viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì per lo Spirito,
Vivendo secondo i desideri della carne e perseverando in essi si vanifica il sacrificio di Cristo, si rinnega la nuova natura e non si eredita il regno di Dio, mentre vivendo secondo lo Spirito si avrà come risultato il Suo frutto, che è amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo.
 Dio non vuole che siamo solo salvati,vuole che siamo anche trasformati, perché il cristianesimo non è un fatto teorico, ma pratico, che deve manifestarsi esteriormente.
 
Crescere nelle trasformazione e nella manifestazione del frutto dello Spirito dipende da noi e  possiamo realizzare il nostro cambiamento in modo graduale, stando vicini al Signore e dichiarando chi siamo in Lui.
2Corinzi 3:18 E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore.
Così lo Spirito Santo potrà darci i desideri, le capacità e le risorse per condurre una vita vittoriosa!