Lunedì 28 Giugno 2010 15:33 Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Giugno 2010 15:39
Servizio di adorazione ore 8.00 - Palermo, domenica 27 giugno 2010
Oratore: Evangelista Antonio D’India
NIENTE ANSIA PER I CITTADINI DEL REGNO DI DIO
Luca 12:26 Se dunque non potete far neppure ciò che è minimo, perché siete in ansia per il resto?
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
L’ansia non è una caratteristica esclusiva del tempo in cui viviamo, infatti, anche se oggi affligge l’umanità più che mai, tanto da essere definita: “Il male del secolo” , essa ha afflitto l’uomo in ogni tempo, derubandolo della gioia e della pace del cuore.
Il messaggio di oggi, portato dall’evangelista Antonio D’ India, ha lo scopo di mettere in chiaro che la grazia, cioè tutte le benedizioni materiali e spirituali preparate da Dio per i Suoi figli, non agisce automaticamente, ma funziona solo dove c’è fede.
Dalla Bibbia apprendiamo che confidare nella grazia di Dio e vivere in essa consente di sperimentare quel riposo e quella pace del cuore che Gesù ci promette:
Matteo 11:28 Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed io vi darò riposo.
Tutto nasce dall’amore di Dio, infatti la grazia è la massima espressione del Suo amore, ma per ottenerne i benefici è necessario crederci.
L’apostolo Paolo afferma che quando innalziamo a Dio preghiere e suppliche con ringraziamento, esse cacciano via la paura e l’ansietà. In altri termini, se la nostra preghiera è fatta con piena fiducia ed è accompagnata da ringraziamento, l’ansia e la paura svaniscono e noi entriamo nel riposo; se invece dopo avere pregato le ansie e le preoccupazioni permangono in noi, vuol dire che la nostra non era stata una preghiera di fede.
Filippesi 4:6 Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento. 7 E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
La preghiera della fede non solo salva il malato, guarisce dalle ferite dell’anima e fortifica lo spirito, come afferma la Scrittura, ma caccia via l’ansia prodotta dalle preoccupazioni nel momento in cui le deponiamo in preghiera ai piedi della croce.
Il mondo in cui viviamo non manca di offrirci motivi di apprensione per il futuro, ma a Dio nulla sfugge e se Egli ci promette di provvedere ad ogni nostro bisogno lo farà, perché la Sua Parola è Verità. Da parte nostra, per poterci appropriare delle Sue promesse e farle diventare reali nella nostra vita e in quella della nostra famiglia, dobbiamo solo crederGli.
Per essere esauditi non occorrono lunghe ed estenuanti preghiere (Matteo 6:7), Gesù gradisce le preghiere brevi, dettate dal cuore, ispirate dallo Spirito Santo e fatte con fede.
Quando c’era la tempesta, i discepoli sulla barca erano preoccupati e ansiosi, temevano che Dio si fosse dimenticato di loro e a Gesù che dormiva gridarono:«Maestro, non t'importa che noi periamo?» (Marco 4:38). Non avevano un atteggiamento di fede, non confidarono nelle parole di Gesù che aveva detto: «Passiamo all'altra riva», dubitarono di poterci arrivare.
Gesù, invece, dormiva, sapeva che la grazia di Dio agisce nel riposo, aveva fiducia che il Padre sarebbe intervenuto!
Questo episodio ci offre un prezioso insegnamento, ci fa comprendere quanto è importante rimanere fermi nella Parola di Dio e sperare in Lui, per avere riposo. Dobbiamo imitare Gesù e imparare a vivere per fede.
Nel Vangelo di Matteo, Gesù ci esorta a non stare in ansia per nessuna cosa. Ci dice che il Padre sa di cosa abbiamo bisogno e che se si prende amorevolmente cura di ogni cosa da Lui creata, a maggior ragione se ne prende dei Suoi figli.
Matteo 6:25 Perciò io vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di che vi vestirete. La vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 26 Osservate gli uccelli del cielo: essi non seminano non mietono e non raccolgono in granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? 27 E chi di voi, con la sua sollecitudine, può aggiungere alla sua statura un solo cubito? 28 Perché siete in ansietà intorno al vestire? Considerate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; 29 eppure io vi dico, che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro. 30 Ora se Dio riveste in questa maniera l'erba dei campi, che oggi è e domani è gettata nel forno, quanto più vestirà voi o uomini di poca fede? 31 Non siate dunque in ansietà, dicendo: "Che mangeremo, o che berremo, o di che ci vestiremo?". 32 Poiché sono i gentili quelli che cercano tutte queste cose, il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose. 33 Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte.
A questo punto viene da chiedersi: perché è sbagliato preoccuparci?
1. Innanzitutto perché è possibile che ci concentriamo su cose sbagliate delle quali non abbiamo reale bisogno e che ci fanno perdere di vista quelle più importanti. L’ansia in cui facilmente possiamo entrare ci mostra le cose distorte e ingigantite. Inoltre non sempre sappiamo cosa chiedere in preghiera, mentre Dio conosce i nostri bisogni e sa cosa ci è realmente necessario. In genere noi siamo portati a chiedere le cose materiali, mentre Egli sa che per noi sono più necessarie quelle soprannaturali come la Sua presenza, la Sua unzione, la Sua benedizione. La Scrittura infatti ci esorta: cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte (v. 33).
Per vivere nella grazia non possiamo ignorare il principio dell’obbedienza, che è fondamentale nel Regno di Dio, infatti essa agisce se camminiamo rettamente alla Sua presenza. Dio disse ad Abrahamo: “Io ti moltiplicherò grandemente”, ma gli disse anche: “Cammina alla mia presenza e sii integro”! In pratica per fargli sperimentare la Sua grazia gli pose una condizione.
Anche per noi la grazia, pur essendo un fatto compiuto che non dobbiamo meritare perché nasce dall’amore di Dio, funziona ed opera solo se camminiamo nell’integrità.
È possibile che dopo averci dato la salvezza, il Signore ci faccia sperimentare una guarigione miracolosa, ma poi vuole che cambiamo vita e che viviamo secondo i Suoi principi.
Contrariamente alla legge, che dà solo la conoscenza del bene e del male ma che non offre soluzione al peccato, la grazia dà la forza di non peccare.
Tito 2:11 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all'empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente, 13 aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo, 14 il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere.
In questi versetti leggiamo che la grazia salvifica di Dio, che è Gesù, è apparsa a tutti gli uomini e ci insegna a rinunciare all’empietà e a vivere in modo saggio, giusto e pio. Ma come può avvenire questo? Chi conosce la grazia di Dio e la redenzione completa ed eterna da Lui acquistata per tutti noi s’innamora di Lui, matura il timore di offenderLo peccando, nel suo cuore nasce un rispetto per Dio che lo porta a rispondere al Suo amore decidendo di vivere in modo integro.
2 La preoccupazione produce un’ansia che ci fa perdere di vista Gesù, autore e compitore della nostra fede e ci fa concentrare sui nostri fallimenti e sui nostri errori. Questo è sbagliato, perché Dio non ci guarda attraverso i nostri errori, ma attraverso l’Agnello, attraverso Gesù. Guardare se stessi vuol dire essere egocentrici, mentre noi siamo chiamati ad essere Cristocentrici e a credere che la nostra vita dipende da ciò che Cristo ha compiuto per noi.
3. La preoccupazione è una condizione dell’anima che produce ansia e che di fatto è improduttiva.
Marco 11:22 Allora Gesù, rispondendo, disse loro: «Abbiate la fede di Dio! 23 Perché in verità vi dico che se alcuno dirà a questo monte: "Spostati e gettati nel mare", e non dubiterà in cuor suo, ma crederà che quanto dice avverrà qualunque cosa dirà, gli sarà concesso. 24 Perciò vi dico: Tutte le cose che domandate pregando, credete di riceverle e le otterrete. 25 E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate affinché anche il Padre vostro, che è nei cieli, perdoni i vostri peccati. 26 Ma se voi non perdonate, neanche il Padre vostro, che è nei cieli, perdonerà i vostri peccati».
Da questi versetti si evince che nel momento in cui si sviluppa fede nella grazia di Dio non si manca di nulla e si entra nel riposo. Vi si colgono anche tre principi riguardanti la preghiera:
- Non perdonare e non chiedere perdono a Dio impedisce alla grazia di funzionare. La grazia porta perdono, salvezza, liberazione e guarigione; porta anche prosperità, ma se nel nostro cuore c’è risentimento non funziona!
- Occorre ordinare al proprio problema di spostarsi e di gettarsi in mare, senza dubitare nel cuore, affinché ciò che si chiede sia fatto. È sufficiente una fede piccola come un granel di senape per realizzare questa promessa.
- Mentre si prega occorre credere di ricevere, per ottenere ciò che si chiede.
L’ansia produce effetti devastanti anche sul piano fisico, infatti può essere causa di ulcere, di pressione arteriosa alta, di problemi cardiaci, di disturbi del colon, di mal di testa, d’insonnia, di irritabilità, ecc.
Come combatterla?
Come avviene per ogni altra cosa, si riceve per mezzo della preghiera, avendo fede nelle promesse di Gesù, che dice: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 8 Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa” Matteo 7:7
Leggendo questi versetti, alcuni potrebbero obiettare di avere chiesto, di avere bussato e di avere cercato…ma ahimé, invano!
Ebbene, la fede deve essere perseverante e non traballante.
Coma abbiamo letto nell’epistola ai Filippesi, anche l’apostolo Paolo ci incoraggia a combattere l’ansia con la preghiera. Egli ci esorta a pregare per ogni cosa e in ogni situazione, perché non c’è nulla che non si possa portare in preghiera davanti al trono di Dio.
Non permettiamo quindi alla preoccupazione di travolgerci e non appena ne avvertiamo il peso andiamo subito davanti al Suo trono, parliamo con Lui, deponiamo la nostra preoccupazione ai piedi della croce, ringraziamo il Signore ed entriamo nel riposo.
Solo se abbiamo un’intima comunione con Dio e abbiamo fede nel Suo amore, possiamo permettere alla Sua grazia di fluire nella nostra vita. Avere fede nella Sua Parola significa avere la ferma certezza che quanto Egli dice avverrà e come è stabile la Sua Parola così deve essere la nostra fede.
Ebrei 10:19 Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel santuario, in virtù del sangue di Gesù, 20 che è la via recente e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, 21 e avendo un sommo sacerdote sopra la casa di Dio, 22 accostiamoci con cuore sincero, in piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi per purificarli da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.
Nell’Antico Patto il sommo sacerdote entrava una volta l’anno nel luogo santissimo per sacrificare un agnello e compiere l’espiazione dei peccati del popolo. Era la sola persona che poteva oltrepassare il velo che separava il luogo santo dal luogo santissimo e rischiava di morire se nella sua vita ci fosse stato peccato. Oggi quel velo non c’è più, nel momento della morte di Gesù è stato squarciato per darci libertà di accesso al luogo santissimo
Nella Scrittura leggiamo una promessa: “la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù” (Fil. 4:7).
Nell’orto del Getsemani Gesù patì una tristezza mortale per rilasciare guarigione nella nostra anima.
L’intero nostro essere: spirito, anima e corpo può avere guarigione grazie alla Sua sofferenza e al sangue da Lui versato. Basta quindi rivolgersi a Lui con fiducia, per vedere sparire la paura e l’ansietà e al loro posto entrare quella pace soprannaturale che solo i veri credenti possono sperimentare.
Isaia 53:10 Ma piacque all'Eterno di percuoterlo, di farlo soffrire. Offrendo la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una progenie, prolungherà i suoi giorni, e la volontà dell'Eterno prospererà nelle sue mani. 11 Egli vedrà il frutto del travaglio della sua anima e ne sarà soddisfatto; per la sua conoscenza, il giusto, il mio servo renderà giusti molti, perché si caricherà delle loro iniquità.
L’ansia vuole privarci della gioia e della pace che il Signore ci promette, ma noi abbiamo il modo per liberarcene: andare con piena fiducia al Padre, darGli tutte le nostre preoccupazioni e abbandonarci sereni tra le Sue braccia mentre Lo ringraziamo per il Suo amore e per la Sua grazia.



