Martedì 15 Giugno 2010 04:53
Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 13 giugno 2010
Oratore: Pastore Lirio Porrello
UNA CASA DI PREGHIERA
Salmi 5:7 Ma io, per la tua grande benignità entrerò nella tua casa e adorerò con gran timore, rivolto al tuo santo tempio.
Redazione a cura di Caterina Di miceli
Viene brevemente ripreso l’episodio del fico a cui Gesù si avvicinò mentre da Betania si recava a Gerusalemme, perché s’inquadra nel contesto del brano preso in esame oggi, quello della purificazione del tempio. Gesù maledisse il fico perché aveva solo foglie e niente frutto, aveva solo una bella apparenza ma non aveva sostanza, e viene ribadito che le foglie rappresentano l’autogiustizia umana, che impedisce di portare frutto e di ricevere la giustizia di Dio. Il giorno seguente quel fico fu trovato secco fin dalle radici e ai discepoli che Glielo fecero notare, Gesù rispose: “Abbiate la fede di Dio!”.
Marco 11:11 Così Gesù entrò in Gerusalemme e nel tempio; e, dopo aver osservato bene ogni cosa, essendo ormai tardi, uscì con i dodici diretto a Betania.
Quando giunse a Gerusalemme, Gesù si recò nel tempio, ma non appena vi entrò rimase turbato da ciò che vide: vi si svolgevano traffici di ogni tipo, non c’era nessuno che pregava e quello che doveva essere un luogo di adorazione era divenuto un mercato. Ne fu molto addolorato, ma dopo avere osservato attentamente il tutto andò via, perché era già sera e si recò a Betania dove trascorse la notte, per farvi ritorno il giorno seguente.
12 Il giorno seguente, usciti da Betania, egli ebbe fame. 13 E, vedendo da lontano un fico che aveva delle foglie, andò a vedere se vi trovasse qualcosa; ma, avvicinatosi ad esso, non vi trovò altro che foglie, perché non era il tempo dei fichi. 14 Allora Gesù, rivolgendosi al fico, disse: «Nessuno mangi mai più frutto da te in eterno». E i suoi discepoli l'udirono. 15 Così giunsero a Gerusalemme. E Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare quelli che nel tempio vendevano e compravano e rovesciò le tavole dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombi. 16 E non permetteva ad alcuno di portare oggetti attraverso il tempio. 17 E insegnava, dicendo loro: «Non è scritto: "La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti"? Voi, invece, ne avete fatto un covo di ladroni!».
Come già detto, è in questo contesto, durante il percorso da Betania a Gerusalemme, che s’inquadra l’episodio del fico.
Giunto nel tempio, nel vedere il vergognoso uso che si faceva della casa di Suo Padre, Gesù agì con insolita irruenza per ripristinarvi l’ordine.
Prima di procedere all’approfondimento di questo brano del Vangelo, il pastore Lirio riferisce brevemente la storia dei tre templi d’Israele, l’ultimo dei quali era quello che esisteva al tempo di Gesù.
1. Il primo era stato costruito circa mille anni prima dal re Salomone sul progetto che Dio aveva dato al re Davide suo padre, a cui però aveva proibito di costruirlo poiché si era macchiate le mani di sangue. Era stato eretto sul monte Moriah, proprio nel luogo in cui Abrahamo offrì a Dio il figlio Isacco.
In quel primo tempio scese la gloria di Dio, la Shekinah, che lo riempì a tal punto da impedire ai sacerdoti di entrarvi per svolgere il loro servizio, infatti, dopo che Salomone innalzò una bellissima preghiera al Signore, Egli rispose manifestando il Suo compiacimento e la Sua gloria.
1Re 8:10 Or avvenne che, mentre i sacerdoti uscivano dal luogo santo, la nuvola riempì la casa dell'Eterno, 11 e i sacerdoti non poterono rimanere a servire a motivo della nuvola, perché la gloria dell'Eterno riempiva la casa dell'Eterno.
Per gli Ebrei il tempio era il luogo più sacro della terra e tutti vi si recavano per adorare Dio. Dopo alcuni secoli però, a causa della loro disobbedienza, gli Ebrei furono fatti schiavi dai Babilonesi che li deportarono a Babilonia e il loro tempio distrutto.
2. Quando settant’anni dopo fecero ritorno in patria, Dio suscitò un personaggio, Zorobabel, per ricostruire il tempio, che sarebbe durato per circa cinquecento anni. Nel libro del profeta Aggeo si legge una promessa del Signore secondo la quale la gloria del secondo tempio sarebbe stata maggiore di quella del primo.
Aggeo 2:3 "Chi è rimasto fra voi che ha visto questo tempio nella sua precedente gloria? E come la vedete ora? A confronto di quella, non è questa un nulla ai vostri occhi?4 E ora sii forte, Zorobabel", dice l'Eterno, "sii forte Giosuè, figlio di Jehotsadak il sommo sacerdote; sii forte, o popolo tutto del paese", dice l'Eterno, "e mettetevi al lavoro, perché io sono con voi", dice l'Eterno degli eserciti,
3. Il terzo tempio fu costruito da Erode il grande, re pagano che cercò d’ingraziarsi in tal modo la simpatia del popolo e che rimase famoso nella storia per la grandiosità delle opere architettoniche e ingegneristiche da lui compiute. Per costruirlo ci vollero quarantasei anni ed oltre che il luogo più importante d’Israele fu una delle meraviglie del mondo.
Non appena Gesù vi entrò, fu rattristato da ciò che vide: un vero caos! C’era commercio, confusione di animali e di uomini che tutto facevano fuorché pregare; c’erano sporcizia, ipocrisia e falsità. Egli osservò attentamente ogni cosa e per quella sera non intervenne, andò a Betania per trascorrervi la notte.
Giovanni 11:18 Or Betania distava da Gerusalemme circa quindici stadi (circa 2,8 Km.).
Quando l’indomani tornò nel tempio, procedette alla sua purificazione.
Marco 11: 15… cominciò a scacciare quelli che nel tempio vendevano e compravano e rovesciò le tavole dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombi.
Ristabilì l’ordine, il tempio tornò ad essere un luogo di adorazione, gli ammalati potevano ricevervi la loro guarigione, la gloria di Dio riprese a manifestarsi!
Cos’è oggi, per noi, il Tempio?
Nel libro degli Atti leggiamo:
Atti 17:24 Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti da mani d'uomo,
Nel tempo in cui visse l’apostolo Paolo, tutti i popoli avevano i loro dei ed anche i templi in cui li adoravano. Ne rimangono testimonianze in Sicilia, nella valle dei templi di Agrigento e in altre località. Anche gli Ebrei avevano il tempio in cui adoravano il loro Dio, ma ad un tratto Paolo affermò che Dio non abita in templi fatti da mani d’uomo!
Cos’è accaduto?
Mentre Gesù era in vita, aveva detto qualcosa che durante il processo costituì per Lui un capo d’accusa.
Giovanni 2:19 … «Distruggete questo tempio e in tre giorni io lo ricostruirò». 20 Allora i Giudei dissero: «Ci son voluti quarantasei anni per edificare questo tempio, e tu lo ricostruiresti in tre giorni?».21 Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Nessuno poteva comprendere che quando Gesù affermò che se avessero distrutto quel tempio Egli lo avrebbe ricostruito in tre giorni stava parlando del tempio del Suo corpo, stava parlando della Sua morte e della Sua risurrezione, che sarebbe avvenuta dopo tre giorni e che avrebbe manifestato la gloria di Dio.
Quando la Scrittura dice che Dio si è fatto carne (Gv. 1:14), nel testo originale usa il termine “intabernacolato”, dice cioè che Dio è entrato nel tabernacolo del Suo corpo. Anche per noi il desiderio finale di Dio è quello di abitare dentro di noi e di fare del nostro corpo il Suo tempio.
Oggi il corpo di Cristo è la Chiesa, l’insieme dei nati di nuovo, ed anche se comunemente quando si parla di chiesa ci si riferisce al luogo in cui i credenti si riuniscono, in realtà essa non è un luogo, ma siamo noi che portiamo la presenza di Dio dovunque andiamo.
Per correggere le cattive attitudini dei Corinzi che vivevano nel peccato, l’apostolo Paolo non si servì di rimproveri, di accuse e di frasi di condanna, ma li esortò a ricordarsi che erano il tempio di Dio perché il Suo Santo Spirito abitava in loro e che erano santi.
1Corinzi 3:16 Non sapete voi che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?
17 Se alcuno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui, perché il tempio di Dio, che siete voi, è santo.
Anche noi siamo il tempio di Dio ed anche in noi abita il Suo Spirito! Ricordiamocene sempre, per vivere in modo santo e non come se Egli non facesse parte della nostra vita.
1Corinzi 6:19 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? 20 Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio.
In questi versetti leggiamo che Dio ci ha acquistati a caro prezzo e che Gli apparteniamo, col risultato che si prende cura di noi e che non abbiamo alcun motivo di preoccuparci di noi stessi e di vivere nell’ansia. Vi leggiamo anche l’esortazione a glorificare Dio nel nostro corpo e nel nostro spirito, e questo perché noi oggi siamo il Suo tempio.
Del tempio naturale Gesù diceva: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti” ed ora che il tempio di Dio siamo noi dobbiamo dire: “Il nostro corpo deve essere chiamato casa di preghiera per tutte le genti”.
Come possiamo realizzare questo desiderio del Signore?
Ce lo dice la Scrittura:
1Ti. 2:8 Voglio dunque che gli uomini preghino in ogni luogo, alzando le mani pure, senza ira e dispute.
L’apostolo Paolo scrive a Timoteo che possiamo pregare in ogni luogo, purché lo facciamo con mani pure, senza ira né dispute. Se il nostro corpo non diventa una casa di preghiera, diventerà un covo di ladronidove il nemico verrà per rubare.
Efesini 6:18 pregando in ogni tempo nello Spirito e con ogni sorta di preghiera e di supplica, vegliando a questo scopo con ogni perseveranza e preghiera per tutti i santi (trad. libera)
Oltre che con i vari tipi di preghiera che conosciamo, possiamo pregare in ogni tempo nello spirito, cioè in altre lingue, anche se non comprendiamo ciò che diciamo.
Lo stesso Paolo parlava molto in altre lingue e visto che noi siamo pentecostali, battezzati nello Spirito Santo, abbiamo la facoltà di cercare la presenza di Dio e di trovare riposo nelle avversità pregando in altre lingue.
1Corinzi 14:18 Io ringrazio il mio Dio, perché parlo in lingue più di voi tutti.
È stato scientificamente provato che il parlare in altre lingue accresce le difese immunitarie, favorisce lo stato di benessere del corpo e accelera ogni processo di guarigione.
Anche Giuda, fratello del Signore, dice che possiamo edificarci pregando sotto l’ispirazione dello Spirito Santo.
Giuda 20 Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo, 21 conservatevi nell'amore di Dio, aspettando la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo, in vista della vita eterna.
Paolo parla ai Corinzi del dono delle lingue…
1Corinzi 14:2 perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno lo comprende, ma egli in spirito proferisce misteri. 3 Chi profetizza, invece, parla agli uomini per edificazione, esortazione e consolazione. 4 Chi parla in altra lingua edifica se stesso, ma chi profetizza edifica la chiesa.
… e li esorta a parlare in altre lingue.
1Corinzi 14:5 Io vorrei che tutti parlaste in lingue, ma molto più che profetizzaste, perché chi profetizza è superiore a chi parla in lingue a meno che egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione.
Quando preghiamo in lingue parliamo direttamente con Dio senza alcun intermediario ed edifichiamo noi stessi per mezzo dello Spirito Santo.
Prendiamo quindi la buona abitudine di pregare nello spirito lasciandoci guidare ed ispirare dallo Spirito Santo, Egli può darci anche l’ispirazione a profetizzare.
Discipliniamoci in questa santa abitudine, mettiamola in pratica ogni giorno e impariamo a scorrere nello Spirito Santo.
Ricordiamoci che il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo e che deve diventare una casa di preghiera in cui Dio sia glorificato.



