GLI ANGELI SONO MANDATI DA DIO PER AIUTARCI

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                   Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 16 maggio 2010
 
Oratore: Pastore Lirio Porrello
 
GLI ANGELI SONO MANDATI DA DIO PER AIUTARCI
 
    Benedite l'Eterno, voi suoi angeli potenti e forti, che fate ciò che egli dice, ubbidendo alla voce della sua parola. Benedite l'Eterno, voi tutti eserciti suoi, voi suoi ministri, che fate la sua volontà.
   Benedite l'Eterno, voi tutte le sue opere, in tutti i luoghi del suo dominio. Anima mia, benedici l'Eterno! Salmi 103:20-22
 
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
Il tema di oggi, inusuale ma entusiasmante, riguarda gli angeli e il loro ruolo legato alla nostra preghiera. Il pastore Lirio Porrello introduce il tema focalizzando due obiettivi che ogni credente ha bisogno di perseguire per avere vittoria in situazioni umanamente senza speranza ma possibili con Dio: sperimentare lunghi tempi di preghiera e ascoltare la Sua voce.
La preghiera a cui si riferisce non è la semplice e frettolosa preghiera che generalmente molti fanno, ma quella fatta senza fretta, dettata dal bisogno di spandere il proprio cuore davanti al Signore e dal desiderio di gridare a Lui dal più profondo del proprio cuore, quella preghiera che arriva a toccare il Suo cuore, che Gli permette di parlarci e di farci sentire la Sua presenza che ci commuove fino alle lacrime. Non potremmo mai sviluppare un’intima relazione con Dio in pochi minuti, occorre avere un tempo di preghiera prolungato anche per contrastare l’opposizione del nemico che vuole impedirci di stare alla presenza del Signore, di sviluppare l’abilità di vedere nella dimensione dello spirito e di ascoltare la Sua voce.
 
  Molti si chiedono qual è il motivo della notevole crescita della nostra chiesa: il segreto non è da ricercare nella bravura umana, bensì nella capacità di ascolto della voce di Dio e nell’obbedienza alla Sua Parola. Il pastore esprime il desiderio che tutti torniamo a una vita di preghiera vera, priva d’ipocrisia e di falsità, e all’attitudine a voler dipendere interamente dal Signore, perché purtroppo c’è chi si limita a un tipo di preghiera superficiale e realizza un’altrettanto superficiale esperienza con Lui, rischiando di fare le cose per dovere e di cadere così nella religiosità.
Per avere un vero e profondo rapporto con Dio e raggiungere il Suo trono bisogna gridare a Lui dal più profondo del proprio cuore e con quel grido interiore unito a lacrime e a un’accorata invocazione di aiuto toccare il Suo cuore.
 
Quando ci troviamo in situazioni difficili e inevitabilmente ci rendiamo conto dell’inadeguatezza delle nostre risorse umane, sentiamo il bisogno di attingere alle risorse divine.
Il mondo visibile e tangibile che ci circonda ci impedisce la percezione del mondo spirituale di cui parla la Bibbia e in cui un ruolo importante ricoprono gli angeli, il cui ministero verso di noi è strettamente collegato alla nostra preghiera.
 
La Bibbia parla molto degli angeli, li cita complessivamente 297 volte, 182 volte solo nel Nuovo Testamento.
Nel libro dei Salmi è scritto che Dio comanda agli angeli di custodire quelli che cercano in Lui rifugio e riparo.
 Salmi 91:9 Poiché tu hai detto: «O Eterno, tu sei il mio rifugio», e hai fatto dell'Altissimo il tuo riparo, 10 non ti accadrà alcun male, né piaga alcuna si accosterà alla tua tenda. 11 Poiché egli comanderà ai suoi Angeli di custodirti in tutte le tue vie.
 
A proposito della Chiesa, che è stata riscattata dal sangue di Cristo, è scritto che quelli che si sono accostati alla Gerusalemme celeste, si sono accostati anche a grandi moltitudini di angeli.
Ebrei 12:22 Ma voi vi siete accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, che è la Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli,
 
Riguardo agli angeli, la Scrittura ci avverte che non dobbiamo pregarli né adorarli nè rendere loro alcun culto.
Colossesi 2:18 Nessuno vi derubi del premio con un pretesto di umiltà e di culto degli angeli, fondandosi su cose che non ha visto, essendo temerariamente gonfio a motivo della sua mente carnale…
 
Anche nel libro dell’Apocalisse si legge il divieto di rendere onore e culto agli angeli.
Apocalisse 22:8 E io, Giovanni, sono colui che ho visto e udito queste cose. E dopo averle udite e viste, caddi per adorare davanti ai piedi dell'angelo che mi aveva mostrato queste cose. 9 Ma egli mi disse: «Guardati dal farlo! Io sono conservo tuo e dei tuoi fratelli, i profeti, e di coloro che custodiscono le parole di questo libro. Adora Dio!».
 
Non c’è dubbio, gli angeli esistono e costituiscono l’esercito di Dio, ma non dobbiamo pregarli né adorarli. Sono inviati dal Signore a servire quelli che appartengono alla progenie di Abrahamo e che fanno la Sua volontà, ma a impartire loro i comandi non siamo noi, è lo Spirito Santo sulla base delle nostre preghiere.
  Ebrei 1:14 Non sono essi ( gli angeli) tutti spiriti servitori, mandati a servire per il bene di coloro che hanno da ereditare la salvezza?
 
Gli angeli sono attivamente coinvolti nei nostri combattimenti spirituali dai quali dipende l’esito di molte situazioni difficili. In preghiera possiamo vincere molte battaglie, perché quando preghiamo con tutto il cuore o facciamo combattimento spirituale, se necessario Dio invia il Suo esercito per proteggere e liberare il Suo popolo oltre che per colpire e cacciare i demoni.
Non lasciamoci travolgere dal panico quando ci troviamo in situazioni difficili, ma confidiamo nell’intervento di Dio che invia le Sue potenti schiere angeliche per combattere assieme a noi.
 Il credente deve conoscere la realtà di Satana e degli spiriti malvagi, ma deve avere soprattutto la consapevolezza che l’esercito di Dio, di gran lunga più potente di quello del nemico, è con noi e combatte per noi.  
 
Quando preghiamo possiamo sperimentare il potente intervento degli angeli.
Il secondo libro delle Cronache riferisce che quando un arrogante re assiro accusò gli Israeliti di servire un dio fatto da mani d’uomo, il re Ezechia e il profeta Elia gridarono all’Eterno, il quale mandò un angelo che da solo sterminò l’esercito degli Assiri. Quando quel re tornò nel suo Paese pieno di vergogna, fu ucciso nel tempio dai suoi stessi figli.
 2Cronache 32:20 Ma il re Ezechia e il profeta Isaia, figlio di Amots, pregarono a questo proposito e gridarono al cielo. 21 Allora l'Eterno mandò un angelo, che sterminò tutti gli uomini forti e valorosi, i principi e i capi nell'accampamento del re di Assiria. Questi tornò al suo paese coperto di vergogna; entrò quindi nel tempio del suo dio, dove i suoi stessi figli lo uccisero di spada.
In quell’occasione un solo angelo sterminò ben 185.000 uomini, come è scritto in 2Re 19:35.
 
Dio inviò il Suo angelo per chiudere le bocche dei leoni che avrebbero dovuto sbranare Daniele.
Daniele 6:22 Il mio Dio ha mandato il suo angelo che ha chiuso le bocche dei leoni, ed essi non mi hanno fatto alcun male, perché sono stato trovato innocente davanti a lui; ma anche davanti a te, o re, non ho fatto alcun male».
 
Gli angeli ministrarono a Gesù durante tutta la Sua vita terrena.
Lo servirono dopo che fu tentato dal maligno e vinse la tentazione.
Matteo 4:11 Allora il diavolo lo lasciò; ed ecco degli angeli gli si accostarono e lo servivano.
 
Quando Gesù stava per affrontare il sacrificio della croce, fece notare che se avesse voluto evitare ciò che Lo attendeva, Gli sarebbe bastato pregare il Padre per veder giungere in Suo soccorso più di dodici legioni di angeli, cioè un numero compreso tra i 60.000 e i 96.000.
Se non chiese al Padre quell’aiuto fu perché era venuto sulla terra per offrire volontariamente la Sua vita come prezzo di riscatto per noi.
Matteo 26:53 Pensi forse che io non potrei adesso pregare il Padre mio, perché mi mandi più di dodici legioni di angeli?
 Gli angeli di cui parla il Nuovo Testamento (la parola “angelo” significa messaggero) sono stati inviati come messaggeri del Signore  per annunciare buone novelle. 
Luca 1:19 E l'angelo, rispondendo, gli disse: «Io sono Gabriele che sto alla presenza di Dio, e sono stato mandato per parlarti e annunziarti queste buone novelle.
 
Leggiamo di angeli che apparivano e parlavano...
Atti 8:26 Or un angelo del Signore parlò a Filippo, dicendo: «Alzati e va' verso il mezzogiorno, sulla strada che da Gerusalemme scende a Gaza; essa è deserta».
 
… di angeli che sono intervenuti per proteggere e liberare, come avvenne quando la chiesa non cessava di pregare per la liberazione di Pietro che si trovava in prigione.
Atti 12:5 Ma, mentre Pietro era custodito nella prigione, continue orazioni a Dio erano fatte dalla chiesa per lui. 6 Or la notte, prima che Erode lo facesse comparire in pubblico, Pietro dormiva in mezzo a due soldati, legato con due catene; e le guardie davanti alla porta custodivano la prigione. 7 Ed ecco, un angelo del Signore sopraggiunse e una luce risplendette nella cella; e, percosso il fianco di Pietro, lo svegliò, dicendo: «Alzati in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. 8 Quindi l'angelo gli disse: «Cingiti allacciati i sandali». Ed egli fece così. Poi gli disse: «Avvolgiti nel mantello e seguimi». 9 E Pietro, uscito, lo seguiva senza rendersi conto che ciò che gli stava accadendo per mezzo dell'angelo fosse vero infatti egli pensava di avere una visione. 10 Ora, come oltrepassarono il primo e il secondo posto di guardia, giunsero alla porta di ferro che conduceva in città, ed essa si aprì da sé davanti a loro, e, usciti percorsero una strada, e all'improvviso l'angelo lo lasciò. 11 Quando rientrò in sé, Pietro disse: «Ora per certo riconosco che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha liberato dalle mani di Erode e ha resa vana tutta l'attesa del popolo dei Giudei».
Mentre la chiesa pregava incessantemente e unita, gli angeli operavano la liberazione di Pietro! 
L’amore che regnava tra quei credenti era tale che, messo da parte ogni altro impegno, tutti partecipavano alla preghiera continua e d’insieme. Senza quella preghiera gli angeli non sarebbero potuti intervenire, perché le preghiere della chiesa agiscono da carburante che fa muovere gli angeli, danno a loro la forza e il diritto d’intervenire.
 
Gli angeli talvolta fortificano e portano la provvidenzadi Dio.
Quando il profeta Elia, in un momento di grande sconforto dovuto alle minacce della regina Jezebel, invece di fare preghiere di fede chiese all’Eterno di farlo morire e poi si addormentò sotto una ginestra, un angelo lo svegliò, gli diede del cibo e lo esortò a mangiarlo per mettersi in forze.
1Re 19:7 L'angelo dell'Eterno tornò una seconda volta, lo toccò e disse: «Alzati e mangia, poiché il cammino è troppo lungo per te». 8 Egli si alzò, mangiò e bevve, poi, nella forza datagli da quel cibo, camminò quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Horeb.
Il pastore Lirio fa umoristicamente notare: “Non ci è dato saperlo, ma sarebbe bello conoscere quale fu il cibo che l’angelo fece mangiare ad Elia e che gli diede tanta energia da permettergli di camminare per quaranta giorni e quaranta notti!”.
 
Gli angeli formano l’esercito di Dio.
Nel secondo libro dei Re si legge che il servo del profeta Eliseo s’impaurì nel vedere l’esercito dei Siri schierato e pronto a colpire…
2Re 6:15 L'indomani il servo dell'uomo di DIO si alzò al mattino presto e uscì? ed ecco, la città era circondata da un esercito con cavalli e cavalieri. Allora il suo servo gli disse: «Ah, cosa faremo, mio signore?».
… mentre il profeta Eliseo era tranquillo perché, avendo gli occhi aperti sulla dimensione spirituale, vide che oltre all’esercito dei Siri c’erano le schiere angeliche di Dio pronte a combattere, quindi pregò Dio di aprire gli occhi del servo Ghehazi.
16 … rispose: «Non temere, perché quelli che sono con noi sono più numerosi di quelli che sono con loro. 17 Poi Eliseo pregò e disse: «O Eterno, ti prego, apri i suoi occhi, perché possa vedere». L'Eterno allora aperse gli occhi del giovane e questi vide; ed ecco il monte era pieno di cavalli e di carri di fuoco, tutt'intorno ad Eliseo.
È interessante sapere come ad Eliseo sia bastato pregare Dio di colpire i nemici di cecità, perché questo avvenisse, così tutti i nemici furono condotti davanti al re d’Israele e poi furono rilasciati senza che venisse fatto loro alcun male, dopo che venne loro restituita la vista e che furono rifocillati.
Eliseo non avrebbe avuto scampo se non avesse ascoltato la voce di Dio e non avesse visto quello che c’era nel mondo spirituale.
 Ricordiamoci sempre che Dio è dalla nostra parte e che se Lo preghiamo con tutto il cuore possiamo contare sulle Sue schiere angeliche per combattere le nostre battaglie.
 
Gli angeli in cielo festeggiamo ogni volta che un peccatore si ravvede e riceve la salvezza.
Poiché gli angeli vengono mandati da Dio per intervenire in favore di quelli che devono ereditare la salvezza, provano gioia e festeggiano ogni volta che anche un solo peccatore si ravvede.
Luca 15:10  Allo stesso modo vi dico, vi sarà gioia presso gli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede».
 
 Dio vuole venire sempre in nostro soccorso, il Suo aiuto è per noi a portata di mano anche se non sempre e non tutti vediamo nell’invisibile.
Per aiutarci a portare a compimento le nostre battaglie spirituali Egli si serve dei Suoi angeli, che invia in nostro soccorso per colpire il nemico, distruggerlo e darci la vittoria.
Prendiamo consapevolezza di questa importantissima verità e accingiamoci senza timore a combattere il nemico in preghiera.
Stiamo a lungo davanti al Signore, facciamoGli giungere il nostro grido di aiuto, e al nostro fianco, sulla base della nostra preghiera, agiranno le potenti schiere angeliche di Dio.