Stampa PDF

 

                   Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 2 maggio 2010
 
Oratore: Pastore Lirio Porrello
 
LA PREGHIERA D’ACCORDO
                                                                                                                                                                                                                  

Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
Sulla base di alcuni versetti del Vangelo di Matteo oggi viene esaminato un particolare tipo di preghiera, quella d’accordo.
 
Matteo 18:18-20 In verità vi dico che tutte le cose che voi avrete legate sulla terra saranno legate nel cielo; e tutte le cose che avrete sciolte sulla terra saranno sciolte nel cielo. Ancora io vi dico che, se due di voi si accordano sulla terra per domandare qualunque cosa, questa sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli. Poiché dovunque due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».
Alla domanda rivolta dai discepoli a Gesù: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?»(Mt. 18:1), in un primo momento Egli rispose mostrando un fanciullo e dicendo: “se non vi convertite e non diventate come piccoli fanciulli, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli” (Mt. 18:3); poi proseguì dando ulteriori chiarimenti sull’argomento e ad un certo punto parlò di un tipo di preghiera particolarmente efficace, quella formulata in accordo tra due persone.
 
Nonostante Gesù affermi: “se due di voi si accordano sulla terra per domandare qualunque cosa, questa sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli”, come avviene per ogni altra promessa, per essere esauditi non si può prescindere dal chiedere e il brano in questione indica quali sono le condizioni che rendono la preghiera idonea ad essere esaudita.
 
L’unità e l’armonia tra le persone che pregano.
La preghiera d’accordo va fatta prevalentemente da persone che hanno gli stessi interessi e gli stessi desideri, come ad esempio due coniugi o due fratelli.
A Dio piace l’armonia e l’unità, ma dobbiamo costantemente guardarci dalle macchinazioni del nemico che instancabilmente cerca di operare divisione tra le persone.
 
 Le buone relazioni.
   Dio vuole che i credenti non stiano soli e che coltivino le relazioni e i rapporti di amicizia con altri fratelli, perché nell’insieme si genera fede. Se la preghiera del singolo è efficace, la preghiera di due o più persone che si accordano ha un’efficacia e una potenza moltiplicate. Se poi ad accordarsi è l’intera chiesa o più chiese o addirittura quelle dell’intera nazione, la potenza della preghiera in proporzione si moltiplica enormemente. 
Contrariamente a quanto si crede nel mondo: “Meglio stare soli”, Dio dice: “Guai a chi è solo!”. Ecclesiaste 4:9-12 Due valgono meglio di uno solo, perché hanno una buona ricompensa per la loro fatica. Se infatti cadono, l'uno rialza l'altro; ma guai a chi è solo e cade, perché non ha nessun altro che lo rialzi! Così pure se due dormono assieme si possono riscaldare; ma uno solo come farà a riscaldarsi?Se uno può sopraffare chi è solo, due gli possono resistere; una corda a tre capi non si rompe tanto presto.
Questo principio vale in ogni ambito, ma principalmente nella chiesa, perché isolandosi il credente corre molti rischi, e nella vita matrimoniale, perché separandosi i coniugi s’impoveriscono sotto tutti i punti di vista, compreso quello economico.
   Non è difficile cogliere nella grave crisi economica degli ultimi tempi la diretta conseguenza della crisi morale in cui versa la nostra società e che è la causa della disgregazione della famiglia.
Quando una coppia è unita, tutto viene facilitato: c’è divisione di compiti, si hanno da sostenere le spese di una sola casa…, mentre la separazione apporta automaticamente ad entrambi un notevole aggravio economico e complica la gestione organizzativa, per non parlare della tristezza che accompagna la solitudine. Se proviamo a moltiplicare per tutte le famiglie separate della nazione il danno che la separazione produce in una sola di esse, possiamo comprendere come lo sfacelo della famiglia si rifletta sull’economia dell’intera nazione.
 
 L’apostolo Pietro afferma che la disarmonia tra i coniugi impedisce a Dio di rispondere alle loro preghiere.        
 Pietro 3:7 Similmente voi, mariti, vivete con le vostre mogli con la comprensione dovuta alla donna, come al vaso più debole, e onoratele perché sono coeredi con voi della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite.
  Nonostante la Bibbia incoraggi l’unione, l’insieme, l’accordo e l’armonia, c’è chi preferisce stare solo, probabilmente per sfuggire ad ogni controllo o, se si è dominati da uno spirito di ribellione, per non sottostare a nessuno e non avere chi corregga e guidi all’osservanza di un determinato ordine.
 
Due si aiutano l’un l’altro ed hanno maggiore possibilità di discernere qual è la volontà di Dio. La Bibbia afferma che la testimonianza di due o tre testimoni è verace. Ne consegue che se si è soli si può rimanere incerti riguardo alla volontà di Dio, ma se due o tre ricevono dallo Spirito Santo la stessa rivelazione, tutti acquistano chiarezza e certezza su ciò che devono chiedere in preghiera.
 
Quanto detto spiega il valore dell’unità e dell’accordo, ma vediamo cosa significa la parola
 “accordare”. È un termine musicale che nel testo greco è reso con sinfonèia, cioè sinfonia, e indica il suono armonioso che producono gli strumenti musicali quando si accordano sulla stessa nota. In tema di preghiera ciò vuol dire che quando due o più persone sono accordate sulla Parola di Dio e con lo Spirito Santo, la loro preghiera giunge a Dio come un suono armonioso.
 
 Non sempre, però, siamo pienamente accordati quando preghiamo con altri, infatti è possibile che mentre preghiamo ciascuno segua i propri pensieri. Per ovviare a questa possibilità è opportuno scrivere l’oggetto della richiesta e l’obiettivo della preghiera, perché il nemico fa di tutto per opporsi, creare disordine mentale, distrarci dall’obiettivo, farci vacillare nella fede, insinuare dubbi e incredulità allo scopo di impedire a Dio d’intervenire e di esaudirci. Scrivere l’oggetto della preghiera costringe i nostri occhi e i nostri pensieri a rimanere fermi su ciò che abbiamo deciso di chiedere.
 
L’accordo con la Parola e con le persone con cui preghiamo non è l’unica cosa essenziale per essere esauditi, infatti nella nostra vita spirituale un ruolo fondamentale ricopre il perdono.
 Marco 11:25-26 E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate affinché anche il Padre vostro, che è nei cieli, perdoni i vostri peccati. 26 Ma se voi non perdonate, neanche il Padre vostro, che è nei cieli, perdonerà i vostri peccati».
 Se vogliamo che Dio perdoni i nostri peccati, visto che pecchiamo ogni giorno e che abbiamo continuo bisogno del Suo perdono, dobbiamo perdonare sempre e di cuore chi ci ha fatto del male.
Non perdonare determinarisentimento e amarezza, crea divisione e fa vivere male, quindi è necessario decidere di perdonare chi ci ha offeso per potere a nostra volta essere perdonati e avere comunione con Dio.
                Perdonare di cuore è un esercizio che dipende da una decisione personale.
Il massimo esempio ce lo ha dato Gesù, che pur di perdonare i Suoi crocifissori, è giunto al punto di trovare per loro una giustificazione, infatti disse: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Luca 23:24). Non si è vendicato per quello che Gli hanno fatto, anzi ha caricato su di Sé anche i loro peccati.
Per ripristinare i rapporti con le persone che abbiamo offeso non basta che rivolgiamo loro la parola, dobbiamo chiedere perdono e non fare come taluni che per orgoglio rompono i rapporti con parenti e familiari per tutta la vita. Quanto è deleterio un simile agire per la vita spirituale!
 
L’accordo permette a Dio di rilasciare potenza nella nostra vita; il disaccordo permette al nemico di scatenarsi nella sua opera di distruzione, di far vivere le persone nell’agitazione e di indurle a compiere le sue opere.
 Giacomo 3:16 Dove infatti c'è invidia e contesa, lì c'è turbamento ed ogni sorta di opere malvagie.
 
Un ruolo molto importante nella nostra preghiera ricopre lo Spirito Santo; dobbiamo accordarci anche con Lui.
Romani 8:26-27 Nello stesso modo anche lo Spirito sovviene alle nostre debolezze, perché non sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera, come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con sospiri ineffabili. E colui che investiga i cuori conosce quale sia la mente dello Spirito, poiché egli intercede per i santi, secondo Dio.
 
In definitiva, per creare una sinfonia, cioè una preghiera che giunga a Dio come una musica armoniosa, è necessario accordarsi con la Parola di Dio, accordarsi con le persone con cui si prega e accordarsi con lo Spirito Santo.
Inoltre non si deve essere superficiali, bisogna esprimere in modo ben definito lo scopo della preghiera.
 
Ritornando al versetto del Vangelo di Matteo: …se due di voi si accordano sulla terra per domandare qualunque cosa, questa sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli,il pastoreLirioribadisce che l’espressione “qualunque cosa” comprende tutte le necessità e le aspirazioni della nostra vita che siano in accordo con la Parola di Dio, ricordando che devono essere chieste al Signore avendo la  certezza che “...ogni cosa è possibile a chi crede” (Marco 9:23).
Ricorda anche che per ricevere è essenziale rivolgere ogni preghiera al Padre nel nome di Gesù. L’apostolo Giacomo afferma: “...Non avete perché non domandate...” (Gm. 4:2). C’è infatti chi attende l’intervento divino senza aver rivolto al Signore alcuna preghiera, mentre Egli si aspetta che chiediamo e che preghiamo senza stancarci.
Talvolta rimaniamo delusi perché le cose che facciamo non hanno gli effetti sperati, ma forse… abbiamo trascurato di chiedere a Dio la Sua forza, la Sua presenza, la Sua sapienza, la Sua unzione, i Suoi favori! Il Padre Celeste vuole essere coinvolto anche nelle piccole cose della nostra vita, ma per intervenire deve essere invitato e invocato.  
 
Dopo aver preso atto della promessa di Gesù: “se due di voi si accordano sulla terra per domandare qualunque cosa, questa sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli”, vediamo cos’altro ci promette:
 Giovanni 16:23-24 In quel giorno non mi farete più alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che tutto ciò che domanderete al Padre nel mio nome, egli ve lo darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa.
 Dio ha la disponibilità di darci tutto ciò di cui abbiamo bisogno, Egli è la nostra ricchezza! Noi cristiani siamo le persone più ricche del mondo in quanto abbiamo a disposizione le risorse di Dio Padre che ci ama, ci ascolta e vuole esaudirci. Ricevere o meno dipende solo dalla nostra vita di preghiera!
 
Le promesse di Dio, però, non sono per tutti, ne sono destinatari esclusivamente i Suoi figli. Per potervi accedere basta credere nel valore del sacrificio di Gesù, riconoscerLo come proprio Salvatore, accettarLo come Signore della propria vita e riceverLo nel cuore.
Allora si diventa figli di Dio e Suoi eredi, si ottiene il dono della salvezza e con essa il meraviglioso diritto di ricevere direttamente dal cielo le Sue risposte ai propri bisogni.