Martedì 20 Aprile 2010 10:55
Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 18 aprile 2010
Oratore Pastore Rosario Mascari
COME PREGARE PER SE STESSI
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Un messaggio con fine egoistico quello di pregare per se stessi, ma desiderare di realizzare uno stato di benessere spirituale, oltre che giovare a se stessi giova anche agli altri, perché è il presupposto indispensabile per potere pregare efficacemente per gli altrui bisogni.
È prioritario pregare innanzitutto per se stessi, poiché è impossibile intercedere per gli altri quando la propria condizione spirituale lascia a desiderare.
Il primo libro delle Cronache riporta la discendenza di Giuda, figlio di Giacobbe, ed evidenzia il fatto che uno dei suoi discendenti, Jabets, il cui nome significa: “Figlio del dolore” fu più onorato dei suoi fratelli.
1Cronache 4:9 Jabets fu più onorato dei suoi fratelli; sua madre l'aveva chiamato Jabets, perché diceva: «L'ho partorito con dolore».
Jabets cresceva col peso di un nome che gli ricordava costantemente la sofferenza probabilmente patita da sua madre nel partorirlo, ma ad un certo punto invocò il Signore di benedirlo, di proteggerlo, di allargare i suoi confini, di preservarlo dal male.
10 Jabets invocò il DIO d'Israele, dicendo: «Oh, se tu mi benedicessi e allargassi i miei confini e la tua mano fosse con me e mi preservassi dal male sì che io non abbia a soffrire!». E DIO gli concesse ciò che aveva chiesto.
Jabets non si arrese a una vita di dolore, si ribellò a quello che probabilmente sarebbe stato il suo destino. Segnato com’era da un nome che era come una maledizione e un disonore e che continuamente gli ricordava dolore e sofferenza, a un certo punto della sua vita chiese al Dio d’Israele di benedirlo.
Egli pregò e fu esaudito. Dio lo benedisse subito, quasi non aspettasse altro, per poterlo fare, che essere invocato.
La sua preghiera ci sprona a non lasciarci scoraggiare dalle vicende negative e a non rassegnarci a una vita di sofferenza.
La Scrittura dice: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” Matteo 7:7
Perché allora non sempre si riceve?
Per il fatto che non sempre si ottiene subito e che molte volte è necessario continuare a pregare ringraziando il Signore per l’esaudimento finché non si riceve concretamente.
Noi invece possibilmente chiediamo una volta e poi ce ne dimentichiamo, chiediamo ma non pensiamo di poter ricevere, bussiamo ma in realtà non ci aspettiamo che ci sia aperto. È necessario essere perseveranti in preghiera!
Dopo avere pregato per noi stessi, nell’ordine di Dio c’è che preghiamo per il nostro coniuge, poi per i nostri figli, quindi per la chiesa, infine per il mondo. È nostro dovere pregare ogni giorno per il nostro coniuge e per i figli, affinché anch’essi siano benedetti, in particolare se questi ultimi sono sviati e non sono consacrati al Signore.
A questo punto il pastore Rosario illustra cinque principi da osservare in preghiera.
1. Implorare la misericordia di Dio!
In cosa consiste la misericordia?
Secondo la lingua italiana la misericordia è una virtù che dispone l’animo a sentimenti di compassione per le sventure altrui, che lo rende incline ad operare per il bene del prossimo, a perdonare e a coprire le offese.
Tale definizione di misericordia chiama in causa i sentimenti, ma con Dio non si va mai sulla base dei sentimenti, infatti biblicamente parlando la misericordia va oltre. Secondo la Scrittura, la misericordia consiste nel fatto che Dio non ci tratta come meriteremmo.
Dall’ebraico rahamim, misericordia significa “utero, viscere, ventre” e fa pensare alla madre che tiene in grembo la propria creatura, al suo amore che la induce ad amare, proteggere e curare i suoi figli a prescindere dai loro meriti.
Sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento questo è il senso della misericordia manifestata da Dio all’umanità.
Esodo 34:6 E l'Eterno passò davanti a lui e gridò: «L'Eterno, l'Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in benignità e fedeltà,
Molti affermano che l’Iddio dell’Antico Testamento è cattivo, ma questo versetto dice tutt’altro, lo dipinge come un Dio pietoso e pieno d’amore.
Salmi 25:6 Ricordati, o Eterno, delle tue compassioni e delle tue misericordie, perché sono da sempre. 7 Non ricordarti dei peccati della mia giovinezza, né delle mie trasgressioni; ma nella tua benignità ricordati di me, o Eterno, per amore della tua bontà.
Nel chiedere perdono a Dio, Davideelenca le Sue caratteristiche e dice che è buono, compassionevole e misericordioso.
Abbiamo rivelazione dell’amore di Dio? Solo in caso affermativo ci è possibile avere fede in Lui, ma come la nostra fede viene bloccata dai risentimenti, così lo è se non riceviamo nella nostra vita l’amore di Dio, cioè se non ci sentiamo da Lui amati e protetti.
Non sentire la Sua misericordia equivale a non credere alla Sua parola, con la conseguenza che non si può pregare con la stessa franchezza di Japets e non si può neppure ricevere, perché di fatto la fede risulta inefficace.
Abbiamo la rivelazione che Dio ci ama anche quando pecchiamo e che aspetta solo che andiamo pentiti a Lui e umilmente invochiamo la Sua misericordia?
Nel Vangelo di Luca si parla del pubblicano che, essendo consapevole di essere un peccatore, non osava alzare gli occhi e chiese a Dio di perdonarlo e di trattarlo con misericordia
Luca 18:13 Il pubblicano invece, stando lontano, non ardiva neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: "O Dio, sii placato verso me peccatore".
Il fariseo invece si pose con autosufficienza…
Luca 18:11 … "O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri, e neppure come quel pubblicano.
… ma alla fine solo il primo fu giustificato.
Luca 18:14 Io vi dico che questi, e non l'altro, ritornò a casa sua giustificato, perché chiunque si innalza sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato».
Chiediamo ogni giorno a Dio di perdonarci e di purificarci nell’anima, nel corpo e nello spirito, facciamolo anche se non ricordiamo quali peccati abbiamo commesso, per potere così entrare puri alla Sua presenza.
Per ottenere il perdono, nell’Antico Testamento era necessario sgozzare un animale puro e senza difetti, ma il sangue versato dall’Agnello di Dio per tutti gli uomini ha valore eterno e noi dobbiamo invocarlo ogni giorno per essere purificati e avere accesso alla presenza del Padre.
Apriamo a Dio il nostro cuore, parliamo con Lui, diciamoGli quali sono le nostre afflizioni, le difficoltà che incontriamo nei rapporti con gli altri, soprattutto all’interno della nostra famiglia.
Se il nostro coniuge si comporta male e vogliamo che cambi, chiediamolo a Lui, che ci proteggerà, lo cambierà e, scherzosamente afferma il pastore, per lui saprà essere un vero …suocero!
Se esaminiamo la parabola del creditore spietato, possiamo constatare che, non avendo costui usato verso il suo conservo che gli doveva una piccola somma di danaro la stessa misericordia che aveva ricevuta dal suo padrone, il quale gli aveva condonato un ingente debito, venne da quest’ultimo duramente punito, infatti… adiratosi, lo consegnò agli aguzzini finché non avesse pagato tutto quanto gli doveva. Matteo 18:34
Anche Dio, come quel padrone, avrà una terribile reazione nei confronti di chi non userà misericordia verso il suo prossimo nella misura in cui l’ha ricevuta.
Matteo 5:7 Beati i misericordiosi, perché essi otterranno misericordia.
2. Pregare per ottenere aiuto da Dio
Quando siamo disobbedienti e su di noi vengono le prove, il Signore se ne serve per testare la nostra fede in Lui. Ricordiamoci che quando il Signore comandò a Giona di andare a predicare a Ninive, per timore dei Niniviti egli fuggì nella direzione opposta, salì su una nave e a causa di una tempesta finì in mare, dove fu ingoiato da un grosso pesce.
In quella terribile situazione fu proprio Dio a procurargli come ancora di salvezza quel grosso pesce, infatti se non fosse stato da questi ingoiato, Giona sarebbe morto annegato tra i flutti, mentre avvenne che mentre si trovava all’interno del pesce, nelle tenebre più fitte, si ricordò di invocare l’aiuto dell’Eterno, che subito intervenne e il pesce lo vomitò miracolosamente sull’asciutto!
Giona 2:8 Quando la mia anima veniva meno dentro di me, mi sono ricordato dell'Eterno, e la mia preghiera è giunta fino a te, nel tuo santo tempio. 9 Quelli che riguardano alle vanità bugiarde abbandonano la fonte stessa della loro grazia.10 Ma io con voci di lode ti offrirò sacrifici e adempirò i voti che ho fatto. La salvezza appartiene all'Eterno».11 Allora l'Eterno parlò al pesce e il pesce vomitò Giona sull'asciutto.
Se non avesse invocato Dio, Giona sarebbe stato digerito dal pesce e avrebbe tristemente cessato di vivere.
Se ne deduce che Dio non ci abbandona mai, neppure nelle situazioni più tragiche, però dobbiamo ravvederci, pentirci e invocare la Sua grazia.
Se alcuni tra noi si trovano in situazioni drammatiche, brancolano nel buio e non sanno verso dove si stanno dirigendo, devono solo rivolgersi a Dio e implorare il Suo aiuto e il Suo intervento!
Pregare per ricevere forza.
Quando ci sentiamo deboli, privi di forza, incapaci di lottare, proprio allora possiamo attingere alla forza di Dio. Abbiamo bisogno di pregare, di credere a quanto afferma il profeta Isaia e di trasformare in preghiera le sue parole:
“… ma quelli che sperano nell'Eterno acquistano nuove forze, s'innalzano con ali come aquile, corrono senza stancarsi e camminano senza affaticarsi.” Isaia 40:31
Chi è stanco, depresso, oppresso, si trova nella condizione ideale per chiedere al Signore la Sua forza, e la riceverà come la ottenne l’apostolo Paolo che, nonostante le persecuzioni, le catene, la flagellazione, la lapidazione subita, nonostante il suo corpo fosse stato atrocemente martoriato, continuò imperterrito a predicare l’Evangelo. Da dove gli veniva quella forza, se non dal Signore che risolleva il tralcio atterrato e lo lega alla vite? Se non dallo Spirito Santo che ci aiuta sempre, anche nella preghiera quando non ne siamo capaci? Occorre solo chiedere al nostro Signore di risollevarci, di darci aiuto e forza.
Salmi 138:3 Nel giorno in cui ti ho invocato tu mi hai risposto ed hai accresciuto il vigore dell'anima mia.
Salmi 138:3 Nel giorno in cui ti ho invocato tu mi hai risposto ed hai accresciuto il vigore dell'anima mia.
4. Pregare per ricevere la benedizione di Dio
La benedizione di Dio deve essere specifica, ma cosa sono le benedizioni?
Le benedizioni sono i doni che già Dio ha preparato per noi e che attendono di essere presi. Quelli che non vengono ritirati, secondo un aneddoto rimangono accatastati in un magazzino del Paradiso.
Non accontentiamoci di una vita stentata, non rassegniamoci a vivere nelle angustie e negli stenti, invochiamo il Signore, chiediamo le Sue benedizioni.
Giacomo 4:2 Voi desiderate e non avete, voi uccidete e portate invidia, e non riuscite ad ottenere; voi litigate e combattete, e non avete, perché non domandate.
Le nostre richieste al Padre vanno innalzate sempre in accordo alla Sua volontà e mai con invidia per le benedizioni che ricevono gli altri, né per appagare i nostri capricci, perché Egli soddisfa solo i nostri bisogni.
5. Pregare affinché in noi sia fatta la volontà di Dio
Gesù dichiarò di voler fare la volontà del Padre Suo anche durante l’agonia nell’orto del Getsemani:
Matteo 26:39 E andato un poco in avanti, si gettò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, allontana da me questo calice; tuttavia, non come io voglio, ma come vuoi tu».
Se Gesù fece quella preghiera sapendo cosa Lo attendeva, possiamo farla anche noi.
In definitiva, anche se può sapere di egoismo, abbiamo il dovere di pregare innanzitutto per noi stessi, di invocare la misericordia di Dio e il Suo speciale tocco per ricevere da Lui aiuto, forza e benedizioni. Dobbiamo confidare nel Suo amore e nella Sua misericordia e attenderci pazientemente le Sue risposte, sapendo che se non riceviamo è perché forse abbiamo chiesto, ma non abbastanza; abbiamo bussato, ma senza insistenza; abbiamo cercato, ma non fino a quando abbiamo trovato.
Il segreto del successo del cristiano sta nella preghiera. Per ricevere dal Signore bisogna pregare, pregare e ancora pregare!
Se abbiamo perso lo zelo iniziale, se in noi il fuoco si è affievolito, se ci limitiamo all’ascolto della predicazione domenicale e preghiamo poco o niente, se abbiamo smarrito la passione per Dio, chiediamo al Signore di riaccendere quel fuoco e riprenderemo ad ardere!
Non fermiamoci mai, cerchiamo Dio con tutto il cuore. Se in noi persistono attitudini negative, come la tendenza all’aggressività e all’ira, non lasciamoci bloccare dai sensi di colpa, andiamo umilmente e fiduciosi a nostro Padre, chiediamoGli perdono, invochiamo la Sua misericordia ed Egli ci benedirà, ci farà sentire il Suo amore e il Suo paterno abbraccio.



