Martedì 16 Febbraio 2010 08:51 Ultimo aggiornamento Martedì 16 Febbraio 2010 08:58
Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 14 febbraio 2010
Oratore: Pastore Lirio Porrello
GUARITI PER LA MISERICORDIA DI DIO
Redazione a cura di Di Miceli Caterina
Tra i vari aspetti della guarigione divina, su cui attualmente viene svolta una serie di predicazioni, c’è quello della misericordia, infatti, anche se per ricevere da Dio guarigione è indispensabile aver fede, la Scrittura parla di persone che sono state guarite invocando la Sua misericordia.
Il termine greco da cui deriva “misericordia”, èleos, anche se talvolta viene tradotto con “passione o pietà”, intende esprimere lo stesso significato.
Dio si rivelò a Mosè come l’Iddio misericordioso…
Esodo 34:6 E l'Eterno passò davanti a lui e gridò: «L'Eterno, l'Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in benignità e fedeltà, 7 che usa misericordia a migliaia, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato ma non lascia il colpevole impunito, e che visita l'iniquità dei padri sui figli e sui figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione».
… e le Sue parole furono riprese dall’apostolo Paolo:
Romani 9:15 Egli dice infatti a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò compassione di chi avrò compassione».
Misericordia e compassione sono due parole che hanno significato diverso: la compassione è il sentimento che si prova nei riguardi di qualcuno che si trova nel bisogno, la misericordia è l’azione che si compie per rispondere al bisogno. Chi prova il sentimento della compassione e agisce su di esso, compie un gesto di misericordia.
Ne consegue che compassione e misericordia devono andare di pari passo, perché se la compassione non viene accompagnata da un’azione di aiuto pratico, rimane un sentimento sterile.
Non bisogna confondere la misericordia con la grazia, poiché, mentre la misericordia non ci dà la punizione che meritiamo, la grazia ci dà ciò che non meritiamo.
In altri termini: per Sua misericordia Dio non ci punisce come meriteremmo e per Sua grazia ci abbonda di ogni benedizione anche se non meritiamo nulla.
Per illustrare la misericordia di Dio, Gesù usa la parabola del Buon Samaritano e di lui dice che, soccorrendo il malcapitato che si trovava mezzo morto sul ciglio della strada, gli aveva usato misericordia.
Nel Salmo 6 il salmista invoca Dio di avere pietà di lui e di guarirlo.
Salmi 6:2 Abbi pietà di me, o Eterno; perché sono sfinito dal male; guariscimi, O Eterno, perché le mie ossa sono afflitte;
Invocando la pietà del Signore egli invoca la Sua misericordia e dicendo di avere le ossa afflitte si riferisce alla condizione di sfinimento e di estrema prostrazione della sua anima distrutta dalla malattia.
Sappiamo che non ci è possibile ricevere guarigione senza avere fede, ma non dobbiamo trascurare l’importante elemento della misericordia di Dio, che non sostituisce, ma completa la nostra fede.
Nella cultura sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, la misericordia era una prerogativa esclusiva del re, solo lui poteva fare atti di misericordia, e il profeta Isaia afferma che il trono di Dio è reso stabile dalla Sua misericordia.
Isaia 16:5 Allora un trono sarà reso stabile nella misericordia, e su di esso siederà nella fedeltà, nella tenda di Davide, uno che giudicherà, eserciterà il giudizio e sarà pronto a far giustizia».
Solo un re può agire con misericordia e poiché noi siamo figli del Re supremo e a nostra volta siamo re anche noi, abbiamo la prerogativa di usare misericordia agli altri.
Nel Vangelo di Matteo si parla di due ciechi che seguivano Gesù, probabilmente guidati da qualcuno, dato che non vedevano.
Matteo 9:27 E, mentre Gesù partiva di là, due ciechi lo seguirono gridando e dicendo: «Abbi pietà di noi, Figlio di Davide!». 28 Quando egli entrò in casa, quei ciechi si accostarono a lui. Gesù disse loro: «Credete che io possa far questo?». Essi gli risposero: «Sì, Signore». 29 Allora egli toccò loro gli occhi dicendo: «Vi sia fatto secondo la vostra fede». 30 E i loro occhi si aprirono. Poi Gesù ordinò loro severamente, dicendo: «Badate che nessuno lo sappia».
È rilevante il fatto che i ciechi, che imploravano il Suo aiuto, Lo chiamassero Figlio di Davide, infatti gli Ebrei sapevano che il Messia sarebbe disceso dalla progenie di Davide e chiamarLo in quel modo significava riconoscerLo come tale, motivo per cui beneficiarono della Sua misericordia.
Quando entrarono nella Sua casa e Gesù tastò la loro fede chiedendo se credevano di poter essere da Lui guariti, alla risposta affermativa Egli aggiunse: “Vi sia fatto secondo la vostra fede”, e i loro occhi si aprirono.
Quali motivi attirarono la potenza guaritrice di Dio?
Avevano fatto appello alla Sua misericordia, infatti dissero: “Abbi pietà di noi, Figlio di Davide!”
Avevano fede nella guarigione divina.
Fede e misericordia contribuirono entrambe alla guarigione.
Anche la donna Cananea che chiese a Gesù la liberazione della figlia da un demone Lo chiamò Figlio di Davide; pur essendo straniera Lo riconobbe come Messia.
Matteo 15:21 Poi Gesù, partito di là, si diresse verso le parti di Tiro e di Sidone, 22 Ed ecco una donna Cananea, venuta da quei dintorni, si mise a gridare, dicendo: «Abbi pietà di me, Signore, Figlio di Davide! Mia figlia è terribilmente tormentata da un demone!».23 Ma egli non le rispondeva nulla. E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregavano dicendo: «Licenziala, perché ci grida dietro». 24 Ma egli, rispondendo, disse: «Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d'Israele».25 Ella però venne e l'adorò, dicendo: «Signore, aiutami!». 26 Egli le rispose, dicendo: «Non è cosa buona prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». 27 Ma ella disse: «È vero, Signore, poiché anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28 Allora Gesù le rispose, dicendo: «O donna, grande è la tua fede! Ti sia fatto come tu vuoi». E in quel momento sua figlia fu guarita.
Esaminando attentamente le parole della donna, scopriamo perché fu esaudita:
Riconobbe Gesù come Signore e come Messia: “Abbi pietà di me, Signore, Figlio di Davide!”.
Lo adorò perché comprese che era Dio: “Ella venne e l'adorò”.
Aveva una fede perseverante, infatti non si arrese al diniego e non si offese per essere stata definita cagnolino, cioè estranea al patto e alle benedizioni che Dio riservava al Suo popolo.
La Sua insistenza toccò il cuore di Gesù e sua figlia fu istantaneamente liberata.
Anche la nascita di Giovanni Battista viene narrata come una grande opera della misericordia di Dio. Elisabetta e Zaccaria erano avanti negli anni, ma in loro non era venuto meno il desiderio di un figlio.
Luca 1:7 Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile, ed entrambi erano già avanzati in età.
Erano anziani e sterili, ma poiché a Dio nessuna cosa è impossibile, esaudì questo loro bisogno e diede loro un bambino quando erano già vecchi.
Luca 1:57 Ora giunse per Elisabetta il tempo di partorire, e diede alla luce un figlio. 58 I suoi vicini e i parenti, udendo che il Signore le aveva usato grande misericordia, si rallegrarono con lei.
Nella Bibbia s’incontrano vari episodi in cui viene implorata la misericordia di Dio.
L’epistola agli Ebrei parla di Gesù come Sommo Sacerdote. Nell’Antico Patto, il sommo sacerdote era preposto ad offrire a Dio il sangue e a spargerlo sul propiziatorio che si trovava nel luogo santissimo, affinché i peccati del popolo venissero perdonati e coperti. Il propiziatorio era definito il luogo della misericordia perché, accettando il sangue, Dio accettava di perdonare il popolo e di usargli misericordia, in caso contrario il sommo sacerdote moriva in quel luogo e il popolo rimaneva sotto giudizio e sotto condanna. Gesù è il nostro Sommo Sacerdote, Colui che ha offerto a Dio il Suo sangue per il perdono dei nostri peccati; il Suo sangue è stato gradito a Dio e il Suo sacerdozio ha un valore eterno.
Ebrei 4:15 Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato.16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo (lambàno) misericordia e troviamo grazia per ricevere aiuto al tempo opportuno.
Questi versetti ci dicono che Gesù, essendo uomo, pur non avendo commesso alcun peccato simpatizza con le nostre debolezze, le comprende e vuole aiutarci; ci esortano ad accostarci con piena fiducia al trono di Dio, che è un trono di grazia e dove possiamo ricevere ciò che non meritiamo.
Il popolo di Dio soffre di un forte senso di fallimento che gli impedisce di presentarsi a Lui, ma mentre per le nostre debolezze, incapacità, frustrazioni e miserie il nemico, che vorrebbe negarci l’accesso al Suo trono, ci accusa, ci ispira sensi di colpa e ci vuol far credere che dal Signore non possiamo ricevere nulla, la Parola di Dio ci esorta ad accostarci al Suo trono con piena fiducia, perché Egli ci ama ed è un Dio misericordioso.
Il nemico usa i nostri errori e le nostre fragilità per scoraggiarci, accusarci e impedirci di ricevere grazia, per allontanarci da Dio e dalla chiesa, ma in situazioni del genere ritornino alla nostra mente le parole che vengono dal cielo: “Accostatevi con piena fiducia al trono della grazia!”, a quel trono dove possiamo trovare aiuto al momento opportuno, perché Dio non vuole giudicarci, né condannarci, né tanto meno rigettarci.
Nell’A.T. il propiziatorio era il luogo in cui Dio perdonava i peccati del popolo e s’impegnava ad usargli misericordia, ma nel N.T. abbiamo un Sommo Sacerdote che pur non avendo peccato è stato tentato e può comprendere le nostre debolezze, vuole aiutarci e sostenerci.
Durante la Sua vita terrena, Gesù fu provato nella Sua umanità: Egli pianse quando seppe che l’amico Lazzaro era morto (Gv. 11:35); gridò e pianse davanti al Padre (Ebrei 5:7); aveva bisogno di dormire (Matteo 8:9), doveva prendere cibo (Marco 14:14), soffrì terribilmente quando fu maltrattato, flagellato e crocifisso! Può capirci perché, pur senza peccare, provò sentimenti ed emozioni umane ed è sempre pronto a venirci in soccorso, anzi, più grande è il nostro bisogno, maggiore è la grazia che vuole darci. È un Dio che dà sempre speranza.
All’indemoniato che ricevette liberazione, Gesù non permise di seguirLo, perché gli diede mandato di andare a casa sua per testimoniare quanto era stata grande la misericordia che aveva ricevuto.
Marco 5:18 Mentre egli saliva sulla barca, colui che era stato indemoniato lo pregava di poter rimanere con lui, 19 ma Gesù non glielo permise; gli disse invece: «Va' a casa tua dai tuoi e racconta loro quali grandi cose il Signore ti ha fatto e come ha avuto pietà di te».
Lo scopo di Gesù era quello di dare speranza alla sua famiglia che di certo non viveva nella pace, visto che quando in una persona entrano demoni, è molto probabile che abbiano trovato nella sua famiglia terreno fertile.
Tra le beatitudini, che ci indicano quali attitudini deve avere chi appartiene al Regno di Dio, c’è quella dei misericordiosi.
Matteo 5:7 Beati i misericordiosi, perché essi otterranno misericordia.
Gesù ci chiama ad esprimere misericordia, perché chi usa misericordia verso gli altri, a sua volta ne riceverà. Dobbiamo esprimere misericordia agli altri, se vogliamo riceverne da Dio.
Espresse misericordia il Buon Samaritano(Luca 10:29-37), che manifestò il carattere di Dio e la Sua misericordia all’uomo che si trovava mezzo morto sulla strada, mentre i religiosi che lo avevano visto prima di lui avevano finto di non vederlo. Avevano conoscenza della Parola di Dio, ma non la mettevano in pratica!
Gesù tenne ad evidenziare che l’unico che fu pronto a prestargli soccorso, a caricarlo sulla cavalcatura e a pagare di tasca propria le spese necessarie per curarlo, era stato il samaritano, e i samaritani sul piano spirituale non godevano buona fama presso gli Ebrei.
Leggendo un episodio del Vangelo di Matteo si coglie il cuore del nostro Re.
Nel vedere la folla che Lo attendeva e i bisogni di ciascuno, Gesù provò una compassione così grande che Gli provocò una forte stretta interiore, una vera e propria costrizione viscerale. Vedendo tante persone che da Lui si aspettavano aiuto, scese dalla barca e guarì tutti gli infermi.
Matteo 14:14 E Gesù, smontato dalla barca, vide una grande folla e ne ebbe compassione, e ne guarì gli infermi.
Gesù non è cambiato, continua a provare compassione per chi soffre; ancor oggi, vedendo i nostri bisogni, Gli si stringe il cuore e vuole guarire come faceva allora.
Egli è il Re Misericordioso, l’Iddio che con la Sua misericordia completa la nostra fede e ci guarisce, ma ci invita ad essere misericordiosi con gli altri per ottenere a nostra volta la Sua misericordia:Beati i misericordiosi, perché essi otterranno misericordia Matteo 5:7.



