DIO GUARISCE OGGI

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                     Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 24 gennaio 2010
 
Oratore: Pastore Lirio Porrello
 
DIO GUARISCE OGGI
 
Geremia 33:6 Ecco, io recherò ad essa benessere e guarigione; li guarirò e svelerò loro l'abbondanza della pace e della verità.
 
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
La predicazione di oggi verte sul tema della guarigione divina e vuole affermare su base biblica una verità fondamentale: “Dio guarisce oggi”. 
 
Il mondo evangelico non predica questa dottrina, ad eccezione del movimento pentecostale che l’ha predicata e sperimentata sin dall’inizio e che ha sempre portato avanti quattro dottrine basilari:
la dottrina della salvezza, il battesimo nello Spirito Santo, la dottrina della guarigione e quella sul ritorno di Gesù. In breve, predica che Gesù salva, Gesù battezza, Gesù guarisce e Gesù ritorna.  
 La stragrande maggioranza dei cristiani crede che il tempo delle guarigioni e dei miracoli si debba intendere limitato all’epoca degli apostoli, i quali, avendo il compito di stabilire le verità della fede, avevano anche bisogno di vedere la loro predicazione suggellata da segni, prodigi e miracoli, ma che assolto il loro compito, sia cessata la necessità delle manifestazioni miracolose.
Questa convinzione è priva di fondamento biblico, anzi è in contrasto con l’affermazione della Scrittura secondo cui Gesù Cristo è sempre lo stesso: ieri, oggi e in eterno, infatti il Signore si proclama come Colui che guarisce sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento.
Il desiderio di Gesù è quello di guarire, lo ha sempre fatto attraverso i secoli ed anche a noi in questo 2010 promette di manifestare più di prima la Sua potenza guaritrice se collaboriamo con Lui, infatti, non può guarire gli ammalati se non c’è chi prega per loro e se non trova un’atmosfera di perdono, di amore e di fede.
Anche questo rientra nella nostra parte: creare un’atmosfera che favorisca il muoversi dello Spirito Santo.
 
A tal fine la chiesa deve ricevere il necessario equipaggiamento di conoscenza dottrinale, oltre che imparare a pregare per gli ammalati in modo mirato e corretto.
I credenti che si sono avvicinati da poco tempo alla conoscenza della Parola di Dio, possibilmente in presenza di un ammalato non agiscono perché non sanno come fare, ma c’è anche chi, pur sapendo come fare, in situazioni particolarmente gravi non agisce perché non trova il coraggio.
È necessario quindi impartire la conoscenza, ma anche incoraggiare le persone ad avere franchezza e determinazione nella preghiera, infatti può accadere che seppure teoricamente si sa che la guarigione si riceve per fede, in presenza di una grave malattia si sia travagliati da considerazioni di tipo razionale e in particolare dal timore di fare brutte figure se la preghiera non funziona.
Bisogna superare il dubbio per mezzo della fede, pensare che a guarire non siamo noi ma Gesù, e poiché Egli promette di guarire gli infermi se imponiamo su di loro le mani, sta a noi crederci e agire di conseguenza.
 
Questa è una prerogativa dell’intero corpo di Cristo, non è esclusiva dei ministri, che invece hanno il dovere di equipaggiare tutti i membri e di condividere con essi quanto ricevono dal Signore.
Efesini 4:11 Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi, per l'opera del ministero e per l'edificazione del corpo di Cristo,
Nella chiesa primitiva ogni credente svolgeva le varie funzioni ministeriali: ministravano, predicavano, insegnavano, pregavano per gli ammalati ecc., e dovunque c’era qualcuno che predicava la Parola e suscitava fede in chi ascoltava, avvenivano miracoli.
 Se aspiriamo alla guarigione divina e vogliamo che la nostra fede cresca, dobbiamo ascoltare di più cosa dice la Parola di Dio riguardo ad essa, poiché “La fede viene dall’udire” (Romani 10:17).  
Il pastore Lirio illustra su base scritturale come la guarigione sia sempre stata nella volontà di Dio e inizia con l’esaminare alcuni versetti dell’Antico Testamento.
Esodo 15:26 e disse: «Se tu ascolti attentamente la voce dell'Eterno, il tuo DIO, e fai ciò che è giusto ai suoi occhi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho mandato addosso agli Egiziani perché io sono l'Eterno che ti guarisco».
Dio aveva già risparmiato il Suo popolo dalle piaghe mandate agli Egiziani, ma dopo che fu uscito dall’Egitto gli fece conoscere la Sua natura guaritrice, gli si rivelò come l’Eterno che guarisce, come“Jehovah-Rapha”, uno dei Suoi nomiredentivi.
In altri termini Dio fece sapere al Suo popolo che la guarigione è più di una Sua  azione potente e miracolosa, è parte della Sua stessa natura, che oggi vuole manifestare a noi come fece allora col popolo d’Israele.  
 
A chi vuole realizzare le Sue promesse, Dio pone una condizione: “Servite l’Eterno”.
 Esodo 23:25 Servite all'Eterno, il vostro DIO, ed egli benedirà il tuo pane e la tua acqua; ed io allontanerò la malattia di mezzo a te. 26 Nel tuo paese non ci sarà alcuna donna che abortisca, né alcuna donna sterile. Io farò completo il numero dei tuoi giorni.
Tra le tante cose, a chi Lo serve Dio promette di allontanare la malattia e di guarire dalla sterilità.
 
Anche nel libro del Deuteronomio le promesse vengono precedute da una condizione: “Osserva i comandamenti…mettili in pratica”.
Deuteronomio 7:11 Osserva dunque i comandamenti gli statuti e i decreti che oggi ti do, mettendoli in pratica. 12 Così, se voi darete ascolto a queste leggi, e le osserverete e metterete in pratica, l'Eterno, il vostro DIO, manterrà con te il patto e la benignità che ha giurato ai tuoi padri. …15 L'Eterno allontanerà da te ogni malattia e non manderà su di te alcuno di quei funesti malanni dell'Egitto che hai conosciuto, ma li manderà su tutti quelli che ti odiano.
Sembra strano il fatto che il Signore manifesti l’intenzione di allontanare la malattia da chi obbedisce alle Sue leggi e di mandarla a quelli che Lo odiano, ma tale Suo linguaggio punitivo che si trova nell’A.T. è dovuto al fatto che a quel tempo non aveva ancora reso manifesta la Sua grazia, anche se di fatto la guarigione è frutto della grazia di Dio.
 
La guarigione non riguarda solo il tempo di Gesù e degli apostoli, visto che anche nell’A. T. Dio ha manifestato la volontà di guarire e si possono leggere molti esempi di guarigioni miracolose.
Salmi 103:2 Benedici, anima mia, l'Eterno e non dimenticare alcuno dei suoi benefici. 3 Egli perdona tutte le tue iniquità e guarisce tutte le tue infermità,
Con queste parole il salmista ci esorta a non dimenticare i benefici che abbiamo ricevuto dal Signore e prosegue affermando per esperienza che Egli è un Dio che perdona e che guarisce.
 
Gesù, infatti, non è morto soltanto per la nostra salvezza, Egli ha pagato anche per le nostre malattie.
Molti secoli prima che Gesù venisse al mondo, il profeta Isaia descrisse profeticamente la Sua morte in modo talmente dettagliato, da sembrare il racconto di un testimone oculare.
Isaia 53:5 Ma egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo la pace è su di lui, e per le sue lividure noi siamo stati guariti.
In questo versetto il profeta afferma alcune grandi verità:
- Gesù è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni;
- è stato schiacciato sia fisicamente che spiritualmente;
- ha preso su di Sé il castigo che spettava a noi;
- per le Sue lividure abbiamo ricevuto guarigione, poiché il sangue versato al momento della flagellazione Gli è servito per acquistare la nostra guarigione.
 
A questo punto il pastore dà lettura di alcuni versetti da cui si coglie come Dio guarisce in risposta alle preghiere.
Genesi 20:17 Allora Abrahamo pregò DIO, e DIO guarì Abimelek, sua moglie e le sue serve, ed esse poterono partorire. 18 Poiché l'Eterno aveva del tutto resa sterile l'intera casa di Abimelek, a motivo di Sara moglie di Abrahamo.
In seguito alla preghiera di Abrahamo, Dio restituì a tutta la casa di re Abimelek la fertilità che aveva tolto allorché quest’ultimo, non sapendo che Sara era la moglie di Abrahamo, voleva prenderla per sé.
 
Numeri 12:13 Così Mosè grido all'Eterno, dicendo: «Guariscila, o Dio, te ne prego!».
Dio aveva punito Miriam, sorella di Mosé, colpendola di lebbra, perché assieme ad Aaronne aveva parlato male di Mosé e della donna etiope che aveva sposato. Il peccato di diceria è molto grave agli occhi di Dio e tanto più se diretta a un Suo servo.
Mosé non fece nulla per difendersi dalle accuse, pensò solo ad invocare il Signore di guarire la sorella, ed Egli la guarì. Dando una lezione a Miriam, Dio aveva onorato Mosé e continuò ad onorarlo ascoltando la sua preghiera.
 
Sia Abrahamo che Mosé furono esauditi, ma anche Davide attesta di avere ricevuto guarigione dopo avere invocato il Signore.
 Salmi 30:2 O Eterno, mio Dio ho gridato a te e tu mi hai guarito.
 
Non furono solo Abrahamo, Mosé e Davide a credere nel valore della preghiera per la guarigione, poiché nella Bibbia si trovano molti altri esempi del genere.
Nel secondo libro dei Re si parla dell’esperienza fatta dal re Ezechia.
Ammalatosi gravemente, fu avvertito dal profeta Isaia che sarebbe morto.
2Re 20:1 In quei giorni Ezechia si ammalò mortalmente. Allora il profeta Isaia, figlio di Amots, si recò da lui e gli disse: «Così parla l'Eterno: "Metti la tua casa in ordine, perché morirai e non guarirai"».
In un pianto disperato Ezechia supplicò il Signore, Gli ricordò che aveva camminato sempre rettamente, in pratica ricordandoGli la Sua promessa di guarigione per chi Lo serve. 
2 Egli allora voltò la faccia verso la parete e pregò l'Eterno, dicendo: 3 «Ti supplico, o Eterno, ricordati come ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro e ho fatto ciò che è bene ai tuoi occhi». Poi Ezechia scoppiò in un gran pianto.
Isaia era appena andato via dall’abitazione reale, quando Dio gli parlò ancora.
 5 «Torna indietro e di' a Ezechia, principe del mio popolo: "Così parla l'Eterno, il DIO di Davide tuo padre: Ho udito la tua preghiera e ho visto le tue lacrime; ecco, io ti guarisco; nel terzo giorno salirai alla casa dell'Eterno.
La reazione di Ezechia, la sua supplica, il suo pianto, l’avere ricordato a Dio la Sua promessa, deve illuminarci e indurci ad imitarlo.   
 
Molti, trovandosi in situazioni disperate, si bloccano, non sanno pregare, si chiudono in se stessi, non parlano con nessuno e si rassegnano, ma questo versetto ci dice che è bene reagire, aprire il proprio cuore, piangere e gridare al Signore, perché Dio non solo ascolta la preghiera, ma vede le lacrime, prova compassione e interviene, dà sempre una speranza e non delude mai.  
Anche se le malattie possono devastare sia fisicamente che emotivamente, possono scoraggiare e far entrare nella paura e nella preoccupazione, è sempre opportuno dire all’ammalato la verità sulla sua condizione di salute per spingerlo a gridare al Signore.  
 
A questo punto viene data lettura anche di qualche versetto del Nuovo Testamento in cui si afferma che Gesù sanava ogni malattia e ogni infermità.
Quando guariva, Gesù manifestava la natura guaritrice del Padre, aveva detto infatti: “Chi ha visto me ha visto il Padre” (Gv. 14:9),
 Matteo 4:23 E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando l'evangelo del regno, e sanando ogni malattia e ogni infermità fra il popolo. 24 E la sua fama si sparse per tutta la Siria; e gli presentarono tutti i malati, colpiti da varie infermità e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì.
Da queste parole emerge qualcosa di nuovo rispetto all’Antico testamento: Gesù non guariva solo il Suo popolo, guarì anche gli abitanti della Siria a dimostrazione del fatto che non era venuto solo per la casa d’Israele, ma per tutti gli uomini.
 
Concludendo: Dio ci chiama a collaborare con Lui anche per la guarigione.
Vuole guarirci, ma per farlo ha bisogno della nostra fede e della nostra preghiera.
Tutti dobbiamo imparare a pregare per gli ammalati, perché tutti siamo chiamati a farlo, ma poiché s’impara in un processo di apprendimento, dobbiamo perseverare e non scoraggiarci se inizialmente non avremo successo.
Preghiamo con fede ricordandoci che Gesù è sempre all’opera e che vuole guarire oggi come faceva duemila anni fa, poiché Egli è lo stesso ieri, oggi e in eterno. Ebrei 13:8