2010: TEMPO PER CREDERE NELL’IMPOSSIBILE
Oratore: Pastore Lirio Porrello
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Lo scorso anno ci aveva preannunciato che il 2009 sarebbe stato un tempo di grazia, di favori divini e di cambiamento interiore, cosa che è avvenuta, perché lo Spirito Santo ha operato in noi un diverso modo di approcciare Dio sulla base della grazia, ha portato la chiesa ad un più alto livello di comunione, di gioia e di pace, ci ha fatto conoscere di più Dio e la Sua grazia, ha suscitato in noi una maggiore fiducia in Lui,
Oggi possiamo affermare che il traguardo di cinquemila membri prefissato sin dall’inizio è stato raggiunto e che quel sogno che molti definivano pazzia si è realizzato!
Ci disponiamo adesso ad andare avanti seguendo le direttive del Signore, certi di avere costruito su radici sante ed altresì certi che continueranno a raggiungerci le benedizioni di Dio, che finora sono state abbondanti, infatti la nostra opera non si limita a Palermo, ma si estende in varie regioni d’Italia. Il pastore Lirio umilmente afferma che Dio è stato fedele e che nonostante i nostri limiti e i nostri errori ci ha abbondato in ogni cosa sia sul piano spirituale che su quello materiale.
Al 2010 dobbiamo attribuire un’importanza particolare anche perché nella Bibbia il numero dieci ricorre frequentemente. Dalla Genesi all’Apocalisse viene riportato per ben centosessantasette volte e un attento esame della Scrittura ci rivela a che proposito e con quali significati.
Il dieci ci ricorda i comandamenti.
Tutti, perfino gli atei li conoscono, infatti fare riferimento ad essi è entrato nell’uso comune. Quando Dio diede a Mosé le tavole della Legge, non fornì al popolo solo una serie di norme da rispettare, ma volle anche istruirlo riguardo al Suo ordine e alle Sue priorità.
Anche noi siamo chiamati a conoscere e ad applicare alla nostra vita l’ordine di Dio e le Sue priorità, e nel caso non li osserviamo dobbiamo correggere il nostro modo di vivere.
Il dieci ci ricorda l’esplorazione della terra di Canaan.
Delle dodici spie inviate a perlustrare il territorio da conquistare, dieci si scoraggiarono e fecero un resoconto negativo, tuttavia dalle conseguenze del loro agire possiamo trarre un insegnamento: quando Dio ci promette qualcosa, non dobbiamo lasciarci travolgere dallo scoraggiamento a causa delle apparenze, come fecero loro, ma dobbiamo perseverare per realizzare la Sua volontà.
Le dieci spie influenzarono negativamente il popolo che, di conseguenza, non entrò nella terra promessa e vagò nel deserto per quarant’anni.
Per ben dieci volte gli Israeliti tentarono il Signore nel deserto.
Fu a causa della loro disobbedienza che vagarono per quarant’anni nel deserto.
In ogni tempo, chi non si sottomette alla volontà di Dio attraversa il deserto, cioè si trova a dover affrontare problemi, difficoltà ed eventi negativi. Anche fra noi ci sono molti che, non pienamente sottomessi alla volontà di Dio, l’anno scorso hanno sperimentato il deserto, ma è giunto il tempo di prendere la decisione di obbedire a Dio con tutto il cuore.
Il dieci parla di decima e della nostra responsabilità nel dare.
Il Signore ci avverte che la decima parte delle nostre entrate Gli appartiene. Egli lascia i nove decimi a noi, ma vuole che Gli offriamo il dieci per cento, affinché nella Sua chiesa si osservi il Suo ordine e non vengano meno la benedizione e la prosperità.
OffrendoGli la decima, noi rinnoviamo con Lui il patto, Gli dichiariamo di sentirci parte del Suo popolo e di riconoscerLo come nostro Re.
Dio ci rende responsabili anche nel dare e gradisce in modo particolare quando offriamo a Lui pur trovandoci in difficoltà economiche, come gradì l’offerta di quella vedova che diede poco, ma era tutto ciò che aveva! Non possiamo offrirGli qualcosa che non ci costa o che per noi è superfluo, perché Egli guarda il cuore e vede se ciò che gli offriamo è frutto di calcolo o di fiducia in Lui.
Il 2010 sarà per noi un anno speciale, per il quale Dio ci ha dato un motto:
“Con Dio tutte le cose sono possibili”.
Facciamola nostra questa affermazione, non dimentichiamola e crediamoci, perché “È tempo per credere nell’impossibile”! Con questa parola che viene dal cielo, Dio vuole spronarci ad appropriarci delle Sue promesse e a credere che con Lui ogni cosa è possibile.
Quando Maria ricevette dall’angelo l’annuncio che avrebbe concepito un Figlio, la sua prima reazione fu di tipo razionale e umano:
Luca 1:34 … «Come avverrà questo, poiché io non conosco uomo?».
L’angelo le spiegò cosa sarebbe avvenuto…
Luca 1:35 … «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti adombrerà, pertanto il santo che nascerà da te sarà chiamato figlio di Dio.
…e per dimostrarle che nessuna cosa è impossibile a Dio, la informò che sua cugina Elisabetta, che era stata notoriamente sterile e che si trovava in età avanzata, aveva concepito e si trovava al sesto mese di gravidanza.
Luca 1:36 Ed ecco Elisabetta, tua parente, ha anch'ella concepito un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese per lei, che era chiamata sterile, 37 poiché nulla è impossibile con Dio».
Comunicandole la gravidanza di Elisabetta, l’Angelo voleva convincere Maria a credere a quanto le diceva e Maria si dichiarò disponibile alla volontà del Signore:
Luca 1:38 …«Ecco la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.
Dio conosce la nostra fragilità, sa che alterniamo momenti di grande fede al altri di instabilità e di dubbio, per questo vuole incoraggiare anche noi a crederGli.
Dopo che l’angelo andò via, Maria si recò in visita dalla cugina Elisabetta e non appena entrò nella sua casa e la salutò avvenne un fatto straordinario.
Luca 1:39 Ora in quei giorni Maria si levò e si recò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda, 40 ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta.
Elisabetta sentì sobbalzare il bambino che aveva in grembo e ancor prima di poter essere messa al corrente degli eventi, ripiena di Spirito Santo cominciò a profetizzare: chiamò Maria,‘la madre del mio Signore’ e le confermò quello che l’angelo le aveva detto.
Luca 1:41 E avvenne che, appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le sobbalzò nel grembo, ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo, 42 ed esclamò a gran voce, dicendo: «Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo grembo. 43 E perché mi accade questo, che la madre del mio Signore venga a me?44 Poiché, ecco, appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, il bambino è sobbalzato di gioia nel mio grembo. 45 Ora, beata è colei che ha creduto, perché le cose dettele da parte del Signore avranno compimento».
Dio non si limitò ad inviarle un angelo, si preoccupò anche di farle confermare da altri ciò che questi le aveva comunicato.
Come Maria ebbe bisogno di Elisabetta, così noi abbiamo bisogno di altri con cui instaurare vere relazioni unte dallo Spirito Santo che Dio possa usare per confermarci le Sue promesse e aiutarci a realizzare i Suoi scopi.
Il pastore Lirio ricorda che agli inizi della chiesa ricevette la visita del fratello Filippo Wiles, le cui parole di esortazione a cercare il Signore e ad ascoltare quanto aveva da dirgli costituirono una chiara indicazione e un forte incoraggiamento in quel tempo in cui ancora nella chiesa nessuno ascoltava la voce di Dio e da tutte le parti si levavano molte voci contro di loro.
Il Signore usò quella relazione per dare impulso a un’opera da Lui stesso voluta.
Nel mondo c’è tanta solitudine e un gran desiderio di instaurare rapporti di amicizia, si è soli anche se ci si trova tra tanta gente. Lo dimostra il successo ottenuto nel 2009 da fenomeni come Facebook, Twitter e altri social network che servono a sviluppare relazioni di amicizia. Milioni di persone sono coinvolte in iniziative che promuovono gli incontri tra persone e che, se bene usati, possono offriire grandi opportunità d’incontro, di evangelizzazione e di diffusione della Parola di Dio, ma se usati male offrono occasioni di peccato. In passato era più facile coltivare i rapporti umani, di amicizia o anche semplicemente di buon vicinato, ma con i ritmi incalzanti a cui ci costringe il nostro tempo, non conosciamo neppure i nostri vicini di casa.
Dobbiamo riconoscere il grande bisogno di amicizia che c’è nella società e offrire la nostra amicizia per divenire canali di Dio e portare i peccatori a Lui, come faceva Gesù, che fu additato perché era amico dei peccatori, ma se così non fosse stato non saremmo stati salvati.
Matteo 11:19 È venuto il Figlio dell'uomo che mangia e beve, ed essi dicono: "Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori". Ma alla sapienza è stata resa giustizia dai suoi figli».
Gesù mangiava con i peccatori per potere parlare con loro e portarli a Dio. Vuole farlo ancor oggi per mezzo delle relazioni che noi instauriamo con gli altri.
Dobbiamo saper riconoscere i segni dei tempi e nel bisogno di amicizia delle persone saper cogliere il loro desiderio di conoscere Gesù, l’amico dei peccatori.
Lo Spirito Santo ha fatto sentire al nostro pastore che nel nuovo anno accrescerà i doni dello Spirito Santo, soprattutto quelli di guarigioni, che ne vedremo molte di più dello scorso anno e non solo in chiesa, che agendo con franchezza e semplicità vedremo la manifestazione della Sua potenza.
In questo avremo da fare la nostra parte andando a visitare gli infermi negli ospedali o nelle case e imparando a pregare per loro, cosa che il pastore non mancherà d’insegnare, per farci acquistare franchezza e determinazione e renderci consapevoli dell’autorità che abbiamo nel nome di Gesù.
Dio vuole che raggiungiamo un più alto livello di fede e che comprendiamo di più il Suo amore; vuole che cresciamo nell’amore vero, quello che ci dà Lui e che è l’unico in grado di cacciare via la paura, retaggio dell’altro regno.
Vuole liberarci da relazioni negative e aiutarci ad edificarne di positive basate sulla sincerità, sull’amore e sull’incoraggiamento a realizzare il Suo progetto.
Vuole che ci consacriamo a Lui, che chiudiamo col peccato e col compromesso, che ci pentiamo e cerchiamo di più la Sua faccia, che ci arrendiamo completamente a Lui e che mettiamo a frutto il grande potenziale che ci ha dato.
La nostra forza starà nella nostra relazione col Signore, perché più essa sarà intima, più Egli si manifesterà nella nostra vita.
Vuole che Lo cerchiamo di più, che dedichiamo più tempo alla preghiera, non per dovere ma per piacere, e avere così la possibilità di ricevere cose nuove per il nostro tempo.
Isaia 43:18 «Non ricordate più le cose passate non considerate più le cose antiche. 19 Ecco, io faccio una cosa nuova; essa germoglierà; non la riconoscerete voi? Sì, aprirò una strada nel deserto, farò scorrere fiumi nella solitudine.
La parola “solitudine” ci fa pensare al successo dei social network: riconosciamo che essi sono una strada che Dio ha aperto per fare conoscere la potenza del Suo Spirito Santo? Siamo pronti a seguirLo nelle cose nuove che fa? Abbiamo bisogno di rinnovarci, per seguire Dio dove vuole portarci.
Cerchiamo di recuperare l’unzione che avevamo prima e torniamo all’ascolto della voce di Dio, non curiamoci di chi ci accusa perché affermiamo che Dio ci parla, a noi deve interessare quello che dice la Sua Parola, la quale afferma: “Le mie pecore ascoltano la mia voce”.
Dio ha sempre parlato, infatti nella Bibbia leggiamo spesso: “Così dice il Signore” e noi abbiamo una relazione personale con un Dio con cui possiamo parlare e dialogare.
Più stiamo con Lui, più abbiamo la possibilità di sentire la Sua voce e sappiamo che quando Egli parla, ciò che dice si realizza. Ricordiamoci che i veri discepoli hanno l’orecchio aperto e ascoltano la Sua voce; questa è una caratteristica della chiesa pentecostale!
Meditiamo su quello che oggi sinteticamente il pastore ci ha trasmesso riguardo al rhema per quest’anno e teniamo in mente il motto citato in precedenza e riportato anche nel Vangelo di Matteo, in cui si leggono le parole dette da Gesù in seguito al comportamento del giovane ricco:
Matteo 19:24 è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio.
Tale affermazione sconvolse i discepoli, i quali Gli chiesero:«Chi dunque può essere salvato?». Avevano avuto chiara percezione che nessuno può salvarsi da solo. Gesù confermò tale convinzione, ma aggiunse che ciò che è impossibile agli uomini è possibile a Dio.
Matteo 19:26 E Gesù fissando lo sguardo su di loro, disse:
«Per gli uomini questo è impossibile, ma per Dio ogni cosa è possibile».



