IL REGNO DENTRO DI NOI

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                Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 27 settembre 2009
 
    Oratore: Pastore Lirio Porrello
 
IL REGNO DENTRO DI NOI
 
Luca 17:21né si dirà: “Eccolo qui” o: “Eccolo là”; poiché, ecco, il regno di Dio è dentro di voi».
 
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
 
C’è ancora qualcosa da dire sul Regno di Dio e nonostante la scorsa domenica abbia annunciato la conclusione della serie di predicazioni ad esso dedicate, il pastore Lirio ritiene opportuno ribadire alcuni concetti già trattati oltre che presentarne di nuovi.
 
Inizia con l’affermare che oggi noi credenti ci troviamo in una posizione di attesa, poiché viviamo in un Regno che già esiste nella dimensione spirituale e invisibile ma che non si è ancora manifestato in quella naturale e visibile.
In un mondo più che mai pieno di mali e d’ingiustizia, non possiamo fare a meno di gridare con tutta la nostra forza: “Venga il Tuo Regno, Signore!” e di attendere la sua palese manifestazione, pur nella consapevolezza di appartenere già ad esso e di avere il privilegio di conoscerne il Governatore, lo Spirito Santo, a cui vogliamo sottometterci e obbedire, per acquisire ogni giorno di più la cultura del Regno.
 
Dobbiamo avere chiara qual è l’attuale posizione del Regno e non pensare che esso si sia stabilito sulla terra anche nel naturale, perché ciò sarà possibile solo quando il Re ritornerà e si mostrerà visibilmente.
Non possiamo comportarci come gli Ebrei del tempo di Gesù, che aspettavano il Messia e con Lui la manifestazione del Suo Regno, tanto che, essendosi Gesù proclamato Messia, si aspettavano che agisse da re cacciando via i Romani. 
Gesù stesso avverte:
Luca 17:20-21…«Il regno di Dio non viene in maniera che si possa osservare; né si dirà "Eccolo qui" o: "Eccolo là"; poiché, ecco, il regno di Dio è dentro di voi».  
(La traduzione: “dentro di voi” è imprecisa, il testo originale dice infatti: “tra voi, in mezzo a voi”; del resto sappiamo che quando Gesù parlava, Dio non viveva ancora nel cuore degli uomini).
Oggi non esiste un Regno di Dio visibile, come alcuni vorrebbero far credere, ma un Regno invisibile, le cui caratteristiche sono la giustizia, la pace e la gioia nello Spirito Santo. Ogni credente può essere governato da Lui, entrare sotto la Sua autorità, farLo conoscere alle persone e testimoniare del Re e del Regno, ma al momento il Regno visibile è una speranza che, però, essendo basata sulla Parola di Dio, è certezza che un giorno si realizzerà.
 
 
 Riguardo al Regno di Dio dobbiamo avere chiare tre verità fondamentali.
 
 
1. Il Regno di Dio non è di questo mondo
A Pilato, che Gli chiese se era Re, Gesù rispose:
Giovanni 18:36 … «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servi combatterebbero affinché io non fossi dato in mano dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui».
Gesù dice che il Suo Regno non è “di questo mondo”, non che non è “in questo mondo”, il che significa che in questo mondo il Regno c’è, ma non segue la logica e i sistemi del mondo fondati sulla violenza, la prepotenza e l’arroganza, essendo esso fondato sulla logica dell’amore incondizionato e della donazione di se stessi.
 
 
 
2. Per vedere il Regno ed entrarvi bisogna nascere di nuovo.
Giovanni 3:3 Gesù gli rispose e disse: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio»… 5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.
Con queste parole rivolte a Nicodemo, Gesù afferma che nel Regno di Dio (che è spirituale), si entra attraverso una rinascita spirituale che permette sia di vederlo che di entrarvi.
 
 
3. Il Regno di Dio e la Chiesa non sono la stessa cosa.
È sbagliato credere che il Regno e la Chiesa siano la stessa cosa, perché l’obiettivo finale del piano di Dio non è la Chiesa, ma un Regno che non avrà mai fine.
La Chiesa è solo uno strumento, un mezzo di cui Dio si serve per far conoscere Se stesso e portare le persone a sottomettersi a Lui.
 Efesini 2:19 Voi dunque non siete più forestieri né ospiti, ma concittadini dei santi (nel Regno) e membri della famiglia di Dio (la Chiesa).
Quando la Scrittura parla di cittadini si riferisce al Regno e quando parla di famiglia si riferisce alla Chiesa. Risulta evidente, quindi, che il Regno, di cui siamo cittadini, e la Chiesa, che è la nostra famiglia, sono due cose diverse.
 
Se da tutta la Scrittura risulta chiaro che Regno e Chiesa non sono sovrapponibili, com’è possibile che molti siano convinti del contrario?
L’errore ha radici lontane, risale a un’errata convinzione dei padri della Chiesa, compreso sant’Agostino, il quale disse che sono la stessa cosa. Ecco perché nel corso del tempo la chiesa ha cercato di diventare uno stato, ma quando lo ha fatto ha dato una pessima testimonianza.
Pensiamo ad esempio alle crociate, alle inaudite violenze praticate dagli eserciti formati dai cosiddetti ‘cristiani’ che, nella convinzione di fare la volontà di Dio miravano, tra l’altro, ad imporre con la forza la fede cristiana in luoghi ormai occupati dai musulmani, ma la violenza non fa parte della cultura del Regno!
 
Nel nostro piccolo, guardiamoci anche noi dal commettere l’errore di usare modi aggressivi per costringere le persone ad aver fede in Cristo, perché la fede non s’impone, si propone! Dopo avere ascoltato il messaggio del Vangelo, ciascuno è libero di decidere se accettare la verità, prendendone i benefici, o rifiutarla, con tutto ciò che ne consegue.
 
Forse, quando sant’Agostino formulò i suoi pensieri, non si rese conto di ciò che diceva, ma avendolo preso alla lettera, la Chiesa dei secoli passati finì col divenire un vero e proprio grande stato con un potere temporale e con tutti gli scandali di cui parla la storia. Tutto è nato da un’errata comprensione del Regno! 
 
È entusiasmante sapere che il Regno di Dio è in continua espansione e che la crescita più rapida viene registrata dalla chiesa pentecostale, che nel mondo conta oltre seicentomilioni di credenti.
 Isaia profetizzò: 
 Isaia 9:6 Non ci sarà fine all'incremento del suo impero e pace sul trono di Davide e sul suo regno, per stabilirlo fermamente e rafforzarlo mediante il giudizio e la giustizia, ora e sempre. Questo farà lo zelo dell'Eterno degli eserciti.
Dal momento della prima predicazione ad oggi, la crescita del Regno di Dio non si è mai arrestata e non si arresterà mai, contrariamente a quanto è avvenuto a tutti i regni di questo mondo.
 
La crescita del Regno, non deve intendersi, però, solo in termini numerici, infatti esso cresce anche dentro di noi.           
Nella Bibbia leggiamo che lo Spirito Santo ci è stato dato come caparra, come anticipo della nostra eredità, e ciò significa che attualmente non siamo ancora entrati in possesso dell’intera eredità e che il meglio dobbiamo ancora riceverlo.
Efesini 1:11 In lui siamo anche stati scelti per un'eredità, essendo predestinati secondo il proponimento di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà,
 
Al momento della nuova nascita abbiamo ricevuto un sigillo, visibile solo nella dimensione spirituale,che costituiscela garanzia dell’eredità futura. 
 Efesini 1:13 In lui anche voi, dopo aver udita la parola della verità, l'evangelo della vostra salvezza, e aver creduto, siete stati sigillati con lo Spirito Santo della promessa; 14 il quale è la garanzia della nostra eredità, in vista della piena redenzione dell'acquistata proprietà a lode della sua gloria.
 In cosa consiste, dunque, la piena eredità? Consiste nel Regno che condivideremo con Cristo e nell’autorità che riceveremo per governare con Lui, infatti anche per quanto concerne il Regno, oggi abbiamo solo la caparra.
 
Da chi dipende l’entità dell’autorità che riceveremo? Non solo da Dio, dipende anche da noi, infatti, se è vero che ci è stata data la caparra di una eredità a venire, è vero anche che regneremo con Lui se parteciperemo alla Sua sofferenza e affronteremo nel giusto modo le afflizioni di questo nostro tempo terreno e se spenderemo la nostra vita occupandoci del Suo Regno, anziché rivolgere il nostro interesse ai beni materiali.
 
 
Nel libro degli Atti è scritto che Paolo e Barnaba ritornarono nelle città in cui avevano predicato in precedenza, per incoraggiare e fortificare i discepoli.
 
Atti 14:22 …confermando gli animi dei discepoli e esortandoli a perseverare nella fede, e dicendo che attraverso molte afflizioni dobbiamo entrare nel regno di Dio.
Si trattava di persone già salvate e che avevano ricevuto lo Spirito Santo, erano discepoli, quindi già entrati nel Regno, eppure avevano bisogno d’incoraggiamento e di esortazione, come mai?
Chi entra nella fede va incontro a molte afflizioni, per questo quei discepoli, come quelli di oggi, necessitavano di esortazione e d’incoraggiamento, perché è scritto che nel Regno di Dio si entra attraverso molte afflizioni.
 
 
Da cosa nascono così tante afflizioni?
 Nascono dai conflitti che inevitabilmente sorgono nello scontro di due culture: quella in cui vivevamo prima di conoscere il Signore e quella del Regno, che andiamo apprendendo e che siamo chiamati a praticare nella nostra vita, correggendo i nostri vecchi desideri, modificando le abitudini e attitudini, cambiando le relazioni, la condotta, il modo di vivere.
Proveniamo dalla cultura dell’orgoglio e dell’arroganza, dell’egoismo e della violenza, del risentimento e della mancanza di perdono, che è tipica di questo mondo e che siamo chiamati ad abbandonare. Il nostro agire deve essere improntato all’altruismo, all’amore, al sacrificio, alla pace, al perdono, perché solo così possiamo attirare gli altri nel Regno di Dio.
Dobbiamo far crescere il Regno dentro di noi e portare la sua cultura in famiglia e in ogni luogo che frequentiamo, dobbiamo farlo crescere anche nelle chiese, che parlano tanto di unità, ma che a causa dell’orgoglio, spesso vanno nella direzione opposta.
 
Chiediamoci se ci adoperiamo per la pace tra familiari e parenti o se abbiamo legato al dito le grandi o piccole offese ricevute; se viviamo assecondando l’ispirazione dello Spirito o i desideri della nostra carne; se pensiamo, agiamo e ci comportiamo secondo gli insegnamenti di Gesù e il modello che Egli stesso ci ha offerto o secondo i modelli del mondo; se le nostre relazioni, sono basate sulla grazia e se le nostre priorità e i nostri obiettivi rispecchiano quelli voluti da Dio.
È certo che noi tutti, o quasi tutti, ci adoperiamo per realizzare un vero cambiamento e far crescere dentro di noi il Regno di Dio. 
 
La Scrittura ci insegna che le nostre relazioni non dipendono dai legami naturali, ma dal livello di coinvolgimento delle persone negli scopi di Dio. 
Sorprendono le parole che pronunciò Gesù, quando si sentì dire che Sua madre e i Suoi fratelli desideravano parlarGli.
Matteo 12:47 E qualcuno gli disse: «Ecco tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori e cercano di parlarti». 48 Ma egli rispondendo, disse a colui che lo aveva informato: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». 49 E, distesa la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli. 50 Poiché, chiunque fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli, mi è fratello, sorella e madre.
Indicando i discepoli Egli disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli» e poi aggiunse:chiunque fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli, mi è fratello, sorella e madre.
In altri termini Gesù stava affermando che le Sue relazioni non seguivano i vincoli naturali, ma quelli spirituali, in quanto riconosceva come fratelli coloro i quali facevano la volontà di Dio. 
 Anche per noi, oggi, quelli che fanno la volontà del Padre, sono fratelli, sorelle e madri.
 
Vogliamo far crescere il Suo Regno dentro di noi? Dobbiamo purificarci dalla cultura del mondo, cambiare le nostre priorità, le nostre mete e le nostre relazioni, dobbiamo amare i nostri nemici, servirci gli uni gli altri, umiliarci pur di mantenere buoni rapporti, correggere le nostre attitudini e abitudini, affinché quando preghiamo, per noi abbia un senso dire:
 
 
Venga il Tuo Regno e sia fatta la Tua volontà!