Lunedì 14 Settembre 2009 16:40
Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 13 settembre 2009
Oratore: Pastore Lirio Porrello
ENTRARE NEL GOVERNO DI DIO
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Un ulteriore messaggio sul Regno, per chiarire alcuni aspetti di fondamentale importanza relativi all’importanza di entrare nel Regno di Dio.
Tutto l’insegnamento di Gesù ruota intorno al Regno e da Lui apprendiamo cosa occorre sia per vederlo che per entrarvi. Dalle Sue parole risulta chiaro che le due cose non coincidono e che la prima è essenziale al fine di realizzare la seconda.
Senza la nuova nascita spirituale non si può vedere il Regno di Dio - dice Gesù - di conseguenza non vi si può neppure entrare; per vederlo e potervi entrare è indispensabile nascere di nuovo, cosa possibile solo per l’opera miracolosa dello Spirito Santo che rigenera lo spirito umano, impartisce la natura di Dio e permette così di entrare nel Suo Regno e sotto il Suo governo.
La nuova nascita, quindi, non è fine a se stessa, ma avviene in funzione di un preciso scopo: entrare nel Regno e lasciarsi governare da Dio.
Giovanni 3:3 Gesù gli rispose e disse: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio». 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?». 5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Ciò che è nato dalla carne è carne; ma ciò che è nato dallo Spirito è spirito. 7 Non meravigliarti se ti ho detto: "Dovete nascere di nuovo".
A Nicodemo, religioso in vista e dottore della legge, Gesù non esitò a dire che per potere entrare nel Regno di Dio doveva nascere di nuovo.
Dalle parole di Gesù risulta chiaro che vedere il Regno non è la stessa cosa che entrarvi e questo perché la nuova nascita è basilare per vedere il Regno e per ottenere il diritto legale di accedervi, ma da sola non basta per entrarvi, infatti, mentre per nascere di nuovo basta credere in Cristo, l’ingresso nel Regno avviene sottomettendosi al Re e lasciandosi governare da Lui.
Ci siamo posti la domanda se stiamo vivendo nel Regno?
Possiamo risponderci da soli osservando la nostra vita: se essa è abbondante e improntata alla giustizia, alla pace e alla gioia, il che avviene se ci lasciamo governare da Dio, possiamo essere certi di trovarci nel Regno, ma se è caratterizzata da litigi, tensioni, divisioni, amarezza ecc., è chiaro che non viviamo la vita del Regno, per il semplice motivo che non Gli permettiamo di governarci.
Sottometterci al Suo governo è un fatto che avviene gradualmente, man mano che riceviamo la rivelazione della Sua volontà, ma dipende sempre da noi obbedire o meno, sottometterci ad essa o continuare a fare di testa nostra ed escludere dal Suo controllo almeno alcune aree della nostra vita.
C’è chi crede che per entrare nel Regno di Dio sia necessario attendere il millennio, ma in nessuna parte della Bibbia viene fatta una simile affermazione, tutt’altro, il Regno viene sempre presentato come una realtà attuale oltre che futura, infatti quando Gesù parla del Regno usa il tempo presente.
Matteo 21:31 Chi dei due ha fatto la volontà del padre?». Essi gli dissero: «Il primo». Gesù disse loro: «In verità vi dico che i pubblicani e le meretrici vi precedono nel regno dei cieli.
Nella parabola dei due figli (Matteo 21:28-32), da cui è tratto questo versetto, risulta chiaro che alcune persone vivono in ribellione nei confronti di Dio, ma quando si ravvedono, Lo cercano e Lo ricevono nel loro cuore, con Lui ricevono la nuova natura e con essa la possibilità di entrare nel Regno, perché il loro peccato viene cancellato.
Matteo 23:13 Ma guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Perché chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; poiché né entrate voi né lasciate entrare coloro che stanno per entrarvi.
Rivolgendosi ai religiosi, di cui non tollera l’ipocrisia poiché il loro esteriore non corrisponde all’interiore, Gesù li rimprovera perché non entrano nel Regno e non permettono ad altri di entrarvi. Ancora una volta usa il presente.
Luca 11:52 Guai a voi dottori della legge! Perché avete sottratto la chiave della scienza voi stessi non siete entrati e ne avete impedito l'accesso a coloro che entravano».
Gesù parla a quei dottori della legge che alterano la Parola di Dio secondo il loro punto di vista e precludono l’ingresso al Regno sia a se stessi che agli altri. Anche qui il Regno viene presentato come qualcosa di attuale.
Matteo 11:11 In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto mai nessuno più grande di Giovanni Battista; ma il minimo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Gesù parla al presente quando afferma che Giovanni Battista è stato il più grande dei profeti, ma afferma anche che il più piccolo del Regno dei cieli è più grande di lui.
Il Regno di Dio esiste oggi e il Re è pronto a governarci!
Dobbiamo solo invitarLo e sottometterci alla Sua volontà se vogliamo che i nostri problemi e le circostanze negative che ci affliggono passino sotto il Suo controllo, ma senza tale disposizione all’obbedienza e alla sottomissione, di fatto Lo escludiamo dalla nostra vita e continueremo ad accumulare disastri e fallimenti.
Alla chiesa di Colosse l’apostolo Paolo parla del Regno usando addirittura il tempo passato. Gesù era morto e risorto, aveva portato a compimento la Sua opera di redenzione e stabilito il Suo Regno sulla terra, aveva dato a tutti coloro che avrebbero creduto in Lui il diritto legale di entrarvi…
Colossesi 1:13 Poiché egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio
…ma ci sono tanti che, dopo averLo ricevuto come Salvatore, non Gli permettono di governare la propria vita e la propria famiglia! Quante cose potrebbero cambiare nella loro vita personale e familiare se si sottomettessero alla Sua autorità!
Pur essendo nati di nuovo, conoscendo la verità e vedendo il Regno, costoro non obbediscono e non lasciano signoreggiare Gesù nella loro vita, perché preferiscono vivere a modo loro; legalmente sono cittadini del Regno, ma in pratica non lo vivono.
In tutto il tempo in cui visse sulla terra come uomo, Gesù fu la personificazione vivente del Regno di Dio.
Matteo 7:21 Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?". 23 E allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità".‘
Con queste parole Gesù intende dire che a nulla serve citare sempre il Signore e avere un parlare spirituale e religioso, se poi non si fa la Sua volontà. Si può essere nati di nuovo, frequentare la chiesa e avere un bel linguaggio spirituale e nella vita pratica non fare la volontà di Dio.
Chi agisce così si sentirà dire da Gesù: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità".
L’obbedienza al Re è essenziale per potere entrare nel Regno, ma molti, dopo aver compiuto il primo passo della dalla nuova nascita, non compiono il secondo di sottomettersi all’autorità del Re e finiscono col non entrare mai nel Regno o Gli permettono di governare solo su alcune aree della loro vita, ma non in tutte.
Perché Mosé vide la terra promessa, che è figura del Regno di Dio in quanto una terra di abbondanza, ma non gli fu concesso di entrarvi?
Vediamo cosa accadde al popolo d’Israele.
Dopo essere stato liberato dalla schiavitù dell’Egitto, dove viveva sotto l’oppressione del faraone, pur avendo ricevuto da Dio la promessa di una terra meravigliosa in cui scorreva latte e miele, dimenticò la disperazione della vita egiziana e cominciò a lamentarsi e a rimpiangerla. La conseguenza fu che Dio non permise a quella generazione di entrarvi e la fece morire nel deserto, vi entrò solo la nuova generazione, che raffigura i nati di nuovo, oltre a Giosuè e Caleb che erano stati obbedienti e fedeli.
Deuteronomio 34:1 Poi Mosè salì dalle pianure di Moab sul Monte Nebo, in vetta al Pisgah, che è sulla sponda opposta a Gerico. E l'Eterno gli fece vedere tutto il paese di Galaad fino a Dan, 2 tutto Neftali, il paese di Efraim e di Manasse, tutto il paese di Giuda fino al mare occidentale, 3 Neghev e la pianura della valle di Gerico, città delle palme, fino a Tsoar. 4 L'Eterno gli disse: «Questo è il paese che ho promesso con giuramento ad Abrahamo, a Isacco e a Giacobbe, dicendo: "Io lo darò alla tua discendenza". Io te l'ho fatto vedere con i tuoi occhi, ma tu non vi entrerai!» 5 Così Mosè, servo dell'Eterno, morì là, nel paese di Moab, secondo la parola dell'Eterno.
Mosé vide a distanza la terra promessa, ma l’Eterno lo avvertì che non vi sarebbe entrato, e anche lui morì. Non vi entrò a causa di una trasgressione.
Come mai, visto che era stato un devoto servo di Dio?
Per due motivi: primo, perchéMosé rappresenta la legge e nel regno della terra promessa si entra solo per grazia mediante la fede, ma la grazia è venuta con Gesù Cristo; secondo, per un grave errore da lui commesso quando il popolo si lamentava per la mancanza d’acqua.
Numeri 20:7 Poi l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: 8 «Prendi il bastone; tu e tuo fratello Aaronne convocate l'assemblea e davanti ai loro occhi parlate alla roccia, ed essa darà la sua acqua; così farai sgorgare per loro acqua dalla roccia e darai da bere all'assemblea e al suo bestiame». 9 Mosè dunque prese il bastone che era davanti all'Eterno, come l'Eterno gli aveva ordinato.
Probabilmente stanco e irritato per l’agire ribelle del popolo, Mosé dimostrò di non avere prestato ascolto alle parole dell’Eterno e invece di parlare alla roccia, secondo il Suo comando, parlò all’assemblea e poi…
10… «Ora ascoltate, o ribelli; dobbiamo far uscire acqua per voi da questa roccia?»,… alzò la mano, percosse la roccia col suo bastone due volte, e ne uscì acqua in abbondanza; e l'assemblea e il suo bestiame bevvero.
…percosse due volte la roccia, e la roccia simboleggiava Cristo! Non agì per fede!
12 Allora l'Eterno disse a Mosè e ad Aaronne: «Poiché non avete creduto in me per dare gloria a me agli occhi dei figli d'Israele, voi non introdurrete questa assemblea nel paese che io ho dato loro». 13 Queste sono le acque di Meriba dove i figli d'Israele contesero con l'Eterno, ed egli si mostrò Santo in mezzo a loro.
Nella terra promessa, nel Regno, si entra per fede, ma Mosé assieme ad Aaronne quella volta dimostrarono di non avere creduto. Mosé non aveva creduto che parlando alla roccia, Dio avrebbe fatto sgorgare l’acqua e invece di parlarle la picchiò, ma nella Sua grande misericordia Dio mantenne la promessa e dalla roccia uscì acqua in abbondanza.
Deuteronomio 32:48 In quello stesso giorno l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: 49 «Sali su questo monte degli Abarim, sul monte Nebo, che è nel paese di Moab, sulla sponda opposta a Gerico, e mira il paese di Canaan, che io do in proprietà ai figli d'Israele. 50 Tu morrai sul monte su cui stai per salire e sarai riunito al tuo popolo, come Aaronne tuo fratello è morto sul monte di Hor ed è stato riunito al suo popolo, 51 perché foste infedeli con me in mezzo ai figli d'Israele, alle acque di Meriba a Kadesh, nel deserto di Tsin, e perché non mi santificaste in mezzo ai figli d'Israele. 52 Tu vedrai il paese davanti a te, ma là, nel paese che io do ai figli d'Israele, non entrerai».
Qualla volta Mosé e Aaronne non avevano creduto a ciò che Dio aveva detto; non avevano mostrato al popolo come Egli era fedele alla Sua Parola, quindi non Lo avevano santificato; erano stati infedeli.
Anche la Chiesa agisce così. Conosce la volontà di Dio, ma non sempre la adempie, spesso decide arbitrariamente in cosa sottomettersi e in cosa continuare a fare a modo proprio, non agisce sempre fedelmente, ma se noi vogliamo una vita abbondante dobbiamo vivere per fede nella Sua parola, in obbedienza, sottomissione, umiltà e mansuetudine.
Gesù vuole donarci il Suo Regno, l’abbondanza della terra promessa, una terra di unzione e di benedizioni, ma sta a noi riceverla e lasciarci governare da Lui con la docilità dei piccoli fanciulli.
Luca 12:32 Non temere, o piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno.
Luca 18:16Gesù allora, chiamati a sé i fanciulli, disse: «Lasciate che i piccoli fanciulli vengano a me e non glielo impedite, perché di tali è il regno di Dio. 17 In verità vi dico che chi non riceve il regno di Dio come un piccolo fanciullo, non vi entrerà».
Gesù afferma che se vogliamo entrare nel Regno dobbiamo essere mansueti e umili come piccoli fanciulli, perché in caso contrario, se siamo mossi da orgoglio, presunzione e arroganza, dopo essere nati di nuovo possiamo vedere il Regno, ma non entrarvi.
Matteo 18:1 In quell'ora i discepoli si accostarono a Gesù e gli chiesero: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?». 2 E Gesù, chiamato a sé un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro 3 e disse: «In verità vi dico: se non vi convertite e non diventate come piccoli fanciulli, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli. 4 Chi dunque si umilierà come questo piccolo fanciullo, sarà il più grande nel regno dei cieli.
La Chiesa ha lo scopo di formare il corpo di Cristo, il Regno ha quello di riportare ogni cosa sotto la Sua sovranità; ne consegue che dopo essere entrati a far parte del Corpo di Cristo ci si deve porre l’obiettivo di entrare anche nel Suo Regno.
Per questo motivo è nostro interesse capire da chi ci lasciamo governare e correggere le nostre attitudini sbagliate, fermo restando che possiamo sempre contare sulla grazia di Dio che opera in noi e che può aiutarci a compiere i necessari passi di fede nella direzione dell’adempimento della Sua volontà.
Permettiamo al Re di governarci in ogni area della nostra vita, rivestiamoci di umiltà e di sottomissione, perché solo così possiamo entrare nel Regno e realizzare una vita piena e abbondante, traboccante della Sua giustizia, della Sua pace e della Sua gioia.



