Martedì 01 Settembre 2009 05:03
Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 30 agosto 2009
Oratore: Pastore Antonio Stallone
CONQUISTARE TERRITORI ATTRAVERSO IL SERVIZIO
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Il pastore Antonio Stallone introduce la predicazione parlando della sua formazione spirituale avvenuta a Palermo grazie agli insegnamenti ricevuti nella chiesa “La Parola della Grazia”, del fatto che, portando a Vittoria quanto man mano acquisiva, fece sì che il seme lì esistente di una chiesa germogliasse e desse origine ad una realtà che oggi conta cinquecento membri, di aver favorito la nascita di due chiese ad Ispica e a Gela, di curare attualmente alcune cellule disseminate in varie località e che con la grazia di Dio potranno divenire grandi chiese, secondo il principio per cui da un piccolo seme nasce un pino, che poi diventa un grande albero.
Il pastore afferma che la sua vita cristiana è stata caratterizzata da zelo e fuoco per le cose del Signore, dichiara di provare gioia nel fare la Sua volontà e addirittura di divertirsi nel compierla, attesta di essere stato per questo motivo colmato di benedizioni, di avere sempre ricevuto risposta alle preghiere e ai desideri del suo cuore, di avere sperimentato personalmente quanto afferma la Scrittura:“Prendi il tuo diletto nell'Eterno ed egli ti darà i desideri del tuo cuore” (Salmi 37:4).
Dopo avere invitato la chiesa a prendere coscienza che la risposta alle preghiere non è un diritto, ma una conseguenza dell’operato del credente, rende testimonianza del suo modo di esprimere il cristianesimo e degli effetti ottenuti.
Racconta di avere fatto con gioia la volontà di Dio quando, per molti anni, da Vittoria raggiungeva settimanalmente Palermo per frequentare in chiesa gli studi e a tarda sera affrontava un viaggio di ritorno di tre ore. La stanchezza e lo sfinimento spesso lo assalivano, tanto che chiedeva al pastore Lirio di pregare per lui e al mattino seguente si svegliava pieno di una forza e di un vigore tali da provare meraviglia e rendersi conto che quando si fa la volontà di Dio si viene immancabilmente ricompensati.
Anche quando frequentò un corso di scuola biblica ad Altavilla Milicia, percorrendo quasi ogni giorno duecentocinquanta chilometri, il suo sacrificio fu abbondantemente benedetto e afferma che Dio benedice sempre i sacrifici, come ha benedetto quello del Suo Figliolo Gesù.
Riferisce di avere iniziato a divertirsi nel fare la volontà di Dio quando aveva quarant’anni, in seno allo scoutismo, di non avere mai detto di non “sentirsi”, quando c’era qualcosa da fare, proprio come non l’ha detto al pastore Lirio, quando lo ha invitato a predicare a Palermo, anche se … gli tremavano le ginocchia!
A questo punto dà lettura di un passo del libro del profeta Isaia, per mettere in risalto le numerose promesse e benedizioni in esso contenute e mettere altresì in evidenza come esse siano la conseguenza di precise prescrizioni.
Isaia 58:6 Il digiuno di cui mi compiaccio non è forse questo: spezzare le catene della malvagità, sciogliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi, spezzare ogni giogo? 7 Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne? 8 Allora la tua luce irromperà come l'aurora e la tua guarigione germoglierà prontamente, la tua giustizia ti precederà e la gloria dell'Eterno sarà la tua retroguardia. 9 Allora chiamerai e l'Eterno ti risponderà, griderai ed egli dirà: Eccomi! Se tu togli di mezzo a te il giogo, il puntare il dito e il parlare iniquo, 10 se provvedi ai bisogni dell'affamato e sazi l'anima afflitta, allora la tua luce sorgerà nelle tenebre e la tua oscurità sarà come il mezzogiorno. 11 L'Eterno ti guiderà del continuo sazierà la tua anima nei luoghi aridi e darà vigore alle tue ossa, tu sarai come un giardino annaffiato e come una sorgente d'acqua le cui acque non vengono meno.
Questi versetti dichiarano che Dio risponde alla preghiera e dice: “Eccomi” a chi mette in pratica i comportamenti che a Lui piacciono e qui chiaramente espressi.
Ne consegue che a nulla vale pregare se, ad esempio, si volge lo sguardo dall’altra parte quando si vede qualcuno nel bisogno, se non ci si adopera affinché gli oppressi vengano liberati e i gioghi spezzati, se nella propria famiglia ci si comporta da padroni e non da servi, se non ci si rende utili e non ci si serve gli uni gli altri, mentre se si mette in pratica ciò che piace a Dio, si diventa come sorgenti d’acqua che le persone cercano, perché ne gradiscono la vicinanza.
Come diecimila anni fa attorno ad una sorgente nacque la città di Gerico e come oggi tutta l’Africa accorre alla sorgente che è il predicatore Reinhard Bonnke, così noi siamo potenziali sorgenti e quanto più attingiamo alla sorgente infinita che è Dio, stando in comunione con Lui, quanto più ci rendiamo utili e ci facciamo servi di tutti, tanto più saremo cercati e saremo sorgente per gli altri: in famiglia, nel posto di lavoro, in chiesa, ecc..
Relativamente al rompere il pane con chi ha fame (v. 7), il pastore Stallone racconta di avere raccolto, un giorno, un ragazzo affamato dalla strada, di averlo inizialmente invitato a pranzare a casa sua, poi trattenuto fino a sera e successivamente ospitato per la notte. Aveva bisogno di molte cose, soprattutto di una doccia e di qualcuno che lavasse i suoi luridi panni, ma anche esigenza di parlare dei suoi problemi. In quella casa trovò tutto questo. Raccontò di essere finito sulla strada a causa di una famiglia sfasciata e di essere stato indotto a cercare, vagabondando, lo scopo della vita.
Aveva incontrato la persona giusta che, parlandogli di Gesù, gli avrebbe fatto conoscere il vero scopo della vita! Il ragazzo si mostrò ricettivo alla Parola di Dio, accettò Gesù e partecipò a un culto in chiesa, alla fine del quale saltava, esprimendo una gioia incontenibile, una gioia che pervase anche il pastore e sua moglie, i quali avevano iniziato con lo spezzare il pane con lui e che infine lo avevano portato alla salvezza. Avevano messo in pratica la volontà di Dio:“Se provvedi ai bisogni dell'affamato e sazi l'anima afflitta, allora la tua luce sorgerà nelle tenebre e la tua oscurità sarà come il mezzogiorno” e ne avevano ricevuto una grande ricompensa!
Narra di un’esperienza analoga fatta con un ragazzo norvegese che chiedeva autostop. Lo invitò a casa per il pranzo, gli fece fare una doccia e con sua moglie gli parlò di Gesù. Anch’egli Lo accettò e poi si congedò da loro.
Inaspettatamente l’anno seguente si presentò a casa sua in compagnia di una parente a cui voleva far conoscere quella famiglia italiana tanto ospitale, ma costei fu colta da una forte febbre che la costrinse a letto per tre giorni. Il pastore li ospitò, provvide le necessarie cure e infine li accompagnò a Siracusa, presso il comando di polizia, dove il ragazzo era certo che i suoi genitori lo stessero cercando. Li trovarono e dopo avere appreso quanto era accaduto il padre del ragazzo dichiarò di essere ateo, ma pronto a divenire cristiano se i cristiani erano come loro.
Non aveva ascoltato nessuna predica, aveva solo incontrato persone che con amore si erano presa cura di chi si trovava nel bisogno, aveva visto un agire cristiano!
La carrellata di testimonianze prosegue con una nota personale: il pastore Stallone afferma che il Vangelo gli ha salvato la vita, che prima di conoscere Cristo non aveva scopi, era in depressione e meditava il suicidio, ma che un giorno, inginocchiatosi per chiedere a Dio d’intervenire, ricevette immediata risposta. In lui proruppe una gioia che non conosceva, una nuova vitalità e voglia di correre. Leggeva sempre la Bibbia e in ogni luogo parlava del Signore; dove prima parlava di sport, cominciò a parlare dei profeti; acquistava Bibbie da regalare e coglieva sempre l’occasione per predicare con zelo l’Evangelo.
Dice di non essersi mai accontentato di avere realizzato la salvezza o di avere ricevuto qualche guarigione, voleva che altri facessero la sua esperienza e che sentissero la presenza di Dio. Si recava principalmente negli ospedali per portare una parola di conforto, una preghiera e il messaggio del Vangelo.
Afferma di avere sempre sentito un peso per gli ammalati, tanto che, nonostante le opposizioni, nell’ospedale di Vittoria ha dato il via a un’iniziativa denominata: “Gli amici di Gesù” in cui una squadra di fratelli e sorelle opera a turno ed ha la possibilità di fare toccanti esperienze. Si prendono cura di persone sole a abbandonate da tutti, offrono conforto e aiuto pratico, le guidano alla salvezza e ad alcune restituiscono anche la dignità perduta. Hanno assistito a guarigioni strepitose, visto i doni dello Spirito Santo in manifestazione e tante persone salvate!
Altra iniziativa praticata dalla chiesa di Vittoria è quella di visitare gli ospizi, dove tanti anziani rifiutati dalle famiglie ricevono un abbraccio, una parola di conforto, il messaggio della salvezza.
Prosegue dichiarando di avere in cuore il desiderio di visitare le carceri, ma di essere anche consapevole del fatto che prima di compiere un passo, per non commettere errori è necessario avere la giusta preparazione, essendo il solo desiderio insufficiente.
Afferma che ogni luogo è terra di conquista, persino il cimitero, spesso teatro di pianto e disperazione. Proprio nel cimitero una sorella che ha perso la figlia in un incidente stradale, recandosi a visitare le sue spoglie, ha conosciuto altre persone afflitte come lei, alle quali ha portato il messaggio di Cristo e con cui, infine, ha formato un gruppo di preghiera che si riuniva in quel luogo di dolore.
A chi provvede ai bisogni dell'affamato e sazia l'anima afflitta, Dio provvede la ricompensa e risponde alle preghiere.
Vogliamo dare alla nostra vita un nuovo indirizzo, prendendo gioia nel fare la volontà di Dio e divertendoci nel mettere in pratica la Sua Parola?
Se sì, le nostre preghiere riceveranno risposta, perché Dio è fedele a ciò che promette, benedice i Suoi figli che prendono diletto nel compiere la Sua volontà, li provvede e li equipaggia in ogni bisogno.
Efesini 2:10 Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo.
Se da parte nostra ci disponiamo con buona volontà, Egli ci fornirà le opportunità, l’equipaggiamento necessario e le Sue benedizioni.
Le numerose testimonianze rese hanno lo scopo di infondere nei presenti il desiderio di una vita di fede avventurosa e di successo, la sola che consente di sperimentare l’intervento di Dio.
Il pastore ricorda che le persone non vedono ciò che crediamo, ma ciò che facciamo, e che quindi è necessario mostrare la nostra fede mediante le opere.
1Pietro 2:12 Comportatevi bene fra i gentili affinché, là dove vi accusano di essere dei malfattori, a motivo delle buone opere che osservano in voi, possano glorificare Dio nel giorno della visitazione.
Nel libro dell’Apocalisse è scritto che Dio conosce il numero delle nostre opere.
Apocalisse 2:19 Io conosco le tue opere, il tuo amore, la tua fede, il tuo servizio e la tua costanza, e so che le tue ultime opere sono più numerose delle prime.
Apocalisse 3:15 Io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo!
Apocalisse 14:13 Poi udii dal cielo una voce che mi diceva: «Scrivi: Beati i morti che d'ora in avanti muoiono nel Signore; sì, dice lo Spirito, affinché si riposino dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono».
La predicazione si conclude con la lettura dei primi tre versetti del Salmo 41 contenenti straordinarie promesse di Dio per chi si prende cura del povero.
Salmi 41:1 Beato chi si prende cura del povero; l’Eterno lo libererà nel giorno dell’avversità. 2 L’Eterno lo custodirà e lo manterrà in vita; egli sarà reso felice sulla terra, e tu non lo darai in balìa dei suoi nemici. 3 L’Eterno lo sosterrà sul letto d’infermità; nella sua malattia tu, o Eterno, trasformerai completamente il suo letto.
Poiché la fede senza le opere è morta…
Giacomo 2:26 Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.
…chiediamo a Dio di accrescere la nostra sensibilità, affinché riusciamo a dare una svolta alla nostra vita di fede e a mostrare la sua vitalità in modo pratico, rispondendo al grido del povero, consolando chi è afflitto, abbracciando chi è emarginato, prendendoci cura di chi si trova nel bisogno e, soprattutto, divertendoci nel fare la Sua volontà!



