Giovedì 13 Agosto 2009 01:46 Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Agosto 2009 01:49
Servizio di adorazione ore 18.00 – Palermo, domenica 9 agosto 2009
Oratore: Pastore Lirio Porrello
LA VISIONE DEL REGNO DI DIO
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
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L’odierna predicazione tratta ancora del Regno di Dio e della Legge dell’amore che lo caratterizza e che deve caratterizzare tutti coloro che ad esso appartengono, in modo particolare i discepoli che, in quanto rappresentanti del Re sulla terra, devono manifestare lo stesso tipo di amore incondizionato.
Il tema del Regno di Dio è centrale in tutta la Bibbia, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, ma mentre nell’Antico Dio si presenta come il Re, nel Nuovo si presenta come il Re della gloria. Gesù stesso ci fa conoscere il Regno di Dio e lo fa in modo profetico, in quanto esso si stabilirà gradualmente, fino al tempo in cui si estenderà ad ogni area della vita umana. È già iniziato, in modo quasi impercettibile, ma verrà il giorno in cui si irradierà su tutta la terra e ci sarà un solo Re e un solo Regno.
Nella vita del credente, il Regno di Dio inizia nel momento in cui si riceve Gesù come personale Signore e Salvatore, ma poiché esso non si limita alla salvezza, a chi ci crede e lo guarda in prospettiva futura, si va rivelando in modo sempre più ampio.
Proverbi 29:18 Quando non c'è visione profetica (khazon) il popolo diventa sfrenato, ma beato chi osserva la legge.
Questo versetto parla di futuro, ma come nel naturale solo i sognatori realizzano le cose sognate, così nel Regno il futuro è di chi lo sogna, di chi, sulla base della Parola, crede che esso sia la cosa più importante perché è eterno, investe in esso e ad esso si appassiona.
Quanti tra noi continuano ad appassionarsi alle cose terrene: lavoro, casa, potere, e comunque a cose destinate a finire?
Se solo pensassimo che il Regno di Dio è l’unica cosa che non avrà mai fine, comprenderemmo quanto sia necessario suscitare nei giovani la passione per le cose eterne, le sole che possono appagare e dare gioia e pace. La nostra società non sogna più perché non crede nel futuro, sopprime le aspirazioni, i sogni e le speranze, pensa solo a cogliere l’attimo e a trarre dal presente il maggior vantaggio, diventando sfrenata, ma la Scrittura avverte che è beato chi osserva la legge di Dio.
L’espressione “visione profetica” di Proverbi 29:18, corrispondente all’ebraico khazòn, che vuol dire visione, profezia, rivelazione, ci dice che quando si ha una visione profetica del futuro, per realizzarlo ci s’impegna, ci si prepara adeguatamente, ci si autocontrolla e non ci si sfrena.
Chi dipende da Dio, da Lui riceve una visione profetica del proprio futuro che è in sintonia con i fini del Regno.
Gesù ha insegnato incessantemente sul Regno di Dio, tanto che nei Vangeli viene citato per ben 127 volte e noi possiamo conoscerlo nella sua dimensione passata, dal momento in cui Gesù ne ha parlato, nella dimensione presente e in quella futura, quando sarà stabilito su tutta la terra.
Ai Suoi discepoli, Gesù dava del Regno una visione profetica talmente chiara che molti si sono lasciati martirizzare pur di rendere testimonianza che il loro Re era Gesù e non l’imperatore, che non aveva nulla di divino né di sacro.
Regno vuol dire governo ed entrare nel Regno di Dio vuol dire lasciare a Dio il volante della propria vita, lasciarsi governare da Lui. Questo è ciò che ogni credente dovrebbe fare!
Gesù disse a Nicodemo che per vedere il Regno di Dio bisogna nascere di nuovo e quindi che occorre sperimentare il più grande miracolo: quello della rigenerazione spirituale, grazie al quale si viene liberati della vecchia natura di peccato, che tiene schiavi del regno delle tenebre e con la nuova natura divina si viene trasportati nel regno della luce (Colossesi 1:13).
Quando si cambia natura, si cambia anche regno.
Gesù iniziò a parlare del Regno a Capernaum:
Matteo 4:17 Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino!».
Marco 1:14 Ora, dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù venne in Galilea predicando l'evangelo del regno di Dio 15 e dicendo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Ravvedetevi e credete all'evangelo».
Dicendo: “Ravvedetevi”, Gesù intendeva dire: “Cambiate il vostro modo di pensare e di vedere, cambiate la vostra visione della vita e i vostri ideali, sappiate che sta per accadere qualcosa di straordinario: il Regno di Dio si sta avvicinando a voi e potrete essere governati da Lui!”.
La vita delle persone, però, continua ad essere tempestata da tanti disastri, perchè? Perché non si cambia il modo di pensare, si vuole fare sempre a modo proprio e si impedisce al Re di governare.
Tutte le parabole narrate da Gesù sono centrate sul Regno:
In quelle riferite da Matteo e definite “Le parabole del Regno”, Gesù delinea la vera immagine del Regno di Dio.
- Afferma che il Regno è simile a un uomo che semina il grano nel suo campo (Matteo 13:1-9), ma porta frutto solo quello che cade nella terra buona e che rappresenta le persone che ricevono la Parola di Dio nel loro cuore con gioia e con fede.
- Lo rassomiglia a un granel di senape (Mt. 13: 33-32), perché nasce piccolissimo, ma può crescere fino a diventare una pianta molto grande.
- Dice che, come una piccola dose di lievito (Mt. 13:33-35) fa gonfiare tutto l’impasto, così il Regno di Dio, che all’inizio sembra piccolo, ha una tale potenza da finire col coinvolgere tutta la vita.
- Parla di un uomo che, avendo scoperto un grande tesoro nascosto in un campo, (Mt. 13:44), per entrarne in possesso diede tutto ciò che aveva per acquistare quel campo. Quell’uomo raffigura chi è pronto a dare tutto, pur di avere il Regno.
- Lo paragona a una perla preziosa, per acquistare la quale un mercante vendette tutti i suoi averi (Mt. 13:45-46). Il Regno di Dio è prezioso perché è l’unica cosa eterna.
- Lo paragona ad una rete (Mt. 13:47-50) in cui si trovano pesci buoni e pesci cattivi; dice che quando i pescatori la tirano a terra, separano gli uni dagli altri. I pesci cattivi rappresentano quelli che entrano nel Regno solo per averne i benefici, ma non intendono sottomettersi al Re, perché non hanno fatto entrare nel loro cuore il Suo messaggio. C’è, infatti, chi conosce il messaggio, ma in cuor suo non crede.
- Lo paragona a un servitore spietato ( Mt. 18:23), che non usa verso gli altri la stessa grazia che ha ricevuto. Grazia e perdono sono centrali nella cultura del Regno, tutti desideriamo riceverli, ma purtroppo non tutti siamo disposti a darli.
- Lo paragona a un padrone che, avendo assunto nella sua vigna operai nelle varie ore del giorno (Mt. 20: 1-6), al termine della giornata dà a tutti lo stesso salario.
Sul piano naturale tale agire potrebbe apparire ingiusto, ma fa parte del carattere di Dio che, nella Sua grazia, dà a ciascuno secondo il bisogno e non in base ai meriti.
- Nella parabola del banchetto di nozze del figlio del re (Mt. 22:1-14), molti invitati prendono scuse banali per non partecipare alla festa, ma a quel punto il re invita anche i mendicanti, i ciechi e gli zoppi che si trovavano sulla strada e che raffigurano i gentili. Gli Ebrei conoscevano Dio ma non hanno creduto, hanno rifiutato la Sua chiamata e sono rimasti fuori dal Regno, mentre i gentili che non Lo conoscevano hanno creduto e vi sono entrati.
- Il Regno di Dio è paragonato a delle vergini (Mt. 25: 1-13), cinque delle quali erano avvedute e nell’attesa dello Sposo stavano all’erta, si preparavano ad incontrarLo e tenevano la lampada con l’olio pronta per essere accesa; invece altre cinque si rivelarono stolte, perché non avevano la visione del Regno e non si preparavano, pensavano ad altro e non al ritorno dello Sposo. Per loro non ci fu più tempo per prepararsi e non poterono entrare; quando giunsero, la porta era già chiusa!
Il principale scopo del ministero di Gesù era quello di far conoscere il Regno di Dio.
Matteo 9:35 E Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando l'evangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità fra il popolo.
Quando predichiamo l’Evangelo del Regno, e lo facciamo per Suo espresso mandato, anche noi possiamo vedere segni, prodigi e miracoli, come da Lui promesso e come abbiamo potuto sperimentare.
Gesù non è cambiato e continua a guarire ogni malattia e infermità!
Luca 4:43 Ma egli disse loro: «Bisogna che io annunzi la buona novella del regno di Dio anche alle altre città, perché sono stato mandato per questo».
Anche nel Vangelo di Luca viene messo in luce che il ministero di Gesù aveva lo scopo di annunziare la buona novella del Regno.
Se siamo entrati nel Regno, vuol dire che abbiamo scelto di essere sottomessi al Re e che vogliamo permetterGli di governare la nostra vita.
Chi non vi è ancora entrato, forse si chiede come vi si entra.
Marco 10:15 In verità vi dico che chiunque non riceve il regno di Dio come un piccolo fanciullo, non entrerà in esso».
Vi si entra in modo semplice, per mezzo di una fede simile a quella dei piccoli fanciulli…
Ebrei 12:28 Perciò, ricevendo il regno che non può essere scosso, mostriamo gratitudine, mediante la quale serviamo Dio in modo accettevole, con riverenza e timore
…e una volta entrati vi si trova la risposta a tutti i bisogni, compresi quelli della vita pratica.
Dopo duemila anni la buona novella non è cambiata; la predicarono gli apostoli, la predicò Paolo,
Atti 19:8 Poi egli entrò nella sinagoga e parlò con franchezza per tre mesi, discutendo e persuadendo sulle cose appartenenti al regno di Dio.
…che fino a qualche giorno prima del martirio la predicò agli Ebrei…
Atti 28:23 Avendogli fissato un giorno, vennero in gran numero da lui nel suo alloggio; ed egli, da mattina a sera, esponeva e testimoniava loro del regno di Dio e, tramite la legge di Mosè e i profeti, cercava di persuaderli sulle cose che riguardano Gesù.
…e deve predicarla anche la Chiesa di oggi, che non deve trascurare di annunciare il messaggio del Regno e soprattutto non deve trascurare la missione di fare discepoli.
Matteo 28:18 Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell'età presente. Amen».
L’Evangelo del Regno deve essere predicato fino al ritorno di Gesù.
Matteo 24:14 E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine».
A quale fine si riferisce questo versetto?
La fine a cui allude non è l’evento catastrofico che tanti si aspettano, ma quella del Regno che deve venire e che vedrà Gesù regnare su tutta la terra e tutti riconoscere la Sua signoria.
In verità quel giorno sarà davvero catastrofico per gli increduli, ma glorioso per chi crede e appartiene a Cristo, perché sarà l’inizio della gioia eterna.
1Corinzi 15:24 Poi verrà la fine, quando rimetterà il regno nelle mani di Dio Padre, dopo aver annientato ogni dominio, ogni potestà e potenza. 25 Bisogna infatti che egli regni, finché non abbia messo tutti i nemici sotto i suoi piedi. 26 L'ultimo nemico che sarà distrutto è la morte.
Dopo che Gesù avrà sottomesso a Sé ogni cosa e distrutto tutti i nemici, compresa la morte, rimetterà ogni cosa nelle mani del Padre.
Marco 1:14 Ora, dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù venne in Galilea predicando l'evangelo del regno di Dio. 15 e dicendo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Ravvedetevi e credete all'evangelo».
Quante persone sono sorde ad ogni richiamo e rifiutano l’ascolto del messaggio di Gesù! Hanno bevuto una coppa di stordimento che impedisce loro di comprendere il danno che fanno a se stesse e continuano ad appassionarsi e legarsi alle vane cose terrene!
Costoro considerano pazzi quelli che parlano sempre del Signore e che vorrebbero guidarli sulla Via da Lui indicata, ma verrà il giorno in cui riconosceranno di avere sbagliato; speriamo tanto che questo non avvenga troppo tardi e che possano ancora ricevere il Re, e con Lui la salvezza.
Poco prima di morire sulla croce, il ladrone ebbe la rivelazione che Gesù era il Re di un Regno eterno, ebbe fede in Lui, Lo invocò e fu salvato.
Ancor oggi chi comprende di avere bisogno di Gesù e Lo invoca sarà salvato, entrerà nel Suo Regno di gloria e gioirà con Lui per l’eternità.



