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Servizio di adorazione ore 10.45 – Palermo, domenica 2 aprile 2006
Oratore: Pastore Lirio Porrello
COME ACCENDERE IL FUOCO
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Viviamo in un tempo di preludio al grande risveglio profetizzato per l’Italia da molti uomini di Dio, e al di là delle visioni con cui il Signore ha mostrato a più persone il divampare e l’estendersi, sotto il soffio dello Spirito Santo, dei fuochi accesi nella nostra nazione, precise profezie indicano Palermo come luogo di partenza del risveglio, e tra esse quella del pastore Benny Hinn, che proprio per questo motivo verrà nella nostra città nel prossimo mese di settembre. È un privilegio ma anche una responsabilità il fatto che Dio abbia scelto la nostra città per manifestare il fuoco del risveglio, e dobbiamo adeguatamente prepararci e adoperarci affinché, nato nel cuore di Dio, esso abbia pieno adempimento.
La Scrittura riferisce di un solo risveglio biblico, quello avvenuto nel Nord d’Israele ai tempi del re Achab, il peggiore di tanti malvagi re che lo avevano preceduto. Costui fece scivolare il Paese nell’idolatria provocando ad ira l’Eterno, infatti, contrariamente a quanto prescriveva la Legge, sposò Jezebel, straniera idolatra e perversa, che col suo spirito di dominio lo indusse a servire il dio Baal. Nel corso della storia, i vari risvegli si sono verificati in tempi di massima corruzione e perdita di valori, e quanto a noi possiamo affermare che il nostro quadro sociale è squallido e intriso di peccato, che la malvagità incalza a ritmi impressionanti e il degrado morale ha toccato il fondo, che perfino chi dovrebbe garantire leggi sane ha acquistato una guasta visione della morale e si batte per sanare situazioni scandalose e contrarie alla legge di Dio con apposite leggi dello stato; in definitiva ci troviamo nella giusta condizione per il manifestarsi di un risveglio. Vogliamo che divampi il fuoco che scende dal cielo, elemento essenziale di ogni risveglio, che simboleggia la presenza di Dio e che brucia e distrugge tutto ciò che non vale nulla ai Suoi occhi, mentre raffina le cose che valgono, proprio come avviene col fuoco naturale.
1Re 16:29 … Achab, figlio di Omri, regnò in Samaria su Israele per ventidue anni. 30 Achab, figlio di Omri, fece ciò che è male agli occhi dell'Eterno più di tutti quelli che lo avevano preceduto. 31 Inoltre… prese in moglie Jezebel, figlia di Ethbaal, re dei Sidoni, e andò a servire Baal e a prostrarsi davanti a lui. 32 Eresse poi un altare a Baal nel tempio di Baal, che aveva costruito in Samaria. 33 Achab fece anche un’Ascerah. Achab provocò ad ira l'Eterno, il DIO d'Israele, più di tutti i re d'Israele che l'avevano preceduto.
Nell’Antico Testamento, Dio si manifestò più volte sotto forma di fuoco: lo fece sul monte Sinai, quando apparve a Mosé nel roveto ardente… Esodo 3:2 E l'Angelo dell'Eterno gli apparve in una Fiamma di fuoco, di mezzo a un roveto. Mosè guardò ed ecco il roveto bruciava col fuoco, ma il roveto non si consumava. Esodo 19:18-21 Or il monte Sinai era tutto fumante, perché l'Eterno era disceso su di esso nel fuoco; il suo fumo saliva come il fumo di una fornace, e tutto il monte tremava forte.… …lo fece anche in presenza di Salomone, quando terminò la costruzione del tempio… 2Cronache 7:1 Quando Salomone ebbe finito di pregare, dal cielo cadde un fuoco che consumò l'olocausto e i sacrifici e la gloria dell'Eterno riempì il tempio. …inoltre prescrisse ai sacerdoti l’obbligo di non far mai spegnere il fuoco sull’altare dei sacrifici, pena la loro vita: Il fuoco sull'altare vi sarà mantenuto acceso e non si lascerà spegnere…Il fuoco deve ardere continuamente sull'altare e non deve spegnersi. Levitico 6:12-13 Quel fuoco sceso dal cielo rappresentava Cristo e anche il Risveglio, e quando il popolo si allontana da Lui e la malvagità abbonda, Dio vuole accenderlo come lo accese nel Nord d’Israele durante il regno di Achab.
1Re 21:25 In verità non ci fu mai alcuno che si vendette a fare ciò che è male agli occhi dell'Eterno come Achab, perché era sospinto da sua moglie Jezebel. 26 Egli si comportò in modo abominevole, andando dietro agli idoli, come avevano fatto gli Amorei che l'Eterno aveva scacciato davanti ai figli d'Israele. In quel tempo di tenebre Dio suscitò Elia, un profeta che ascoltava la Sua voce, predicava con franchezza ed efficacia e fece esperienza della potente manifestazione di Dio attraverso il fuoco; e da lui possiamo imparare come accendere il fuoco del risveglio nelle nostre case, nelle cellule e in chiesa.
1. Il fuoco del Risveglio richiede preghiere intense Elia soffriva per la carestia spirituale in cui viveva il popolo, e avvertì Achab: «Com'è vero che vive l'Eterno, il DIO d'Israele, alla cui presenza io sto, non ci sarà né rugiada né pioggia in questi anni, se non alla mia parola». 1Re 17:1 Parlò con la franchezza, l’autorità e la determinazione di chi riferisce qualcosa da parte di Dio, ma Achab non se ne rese conto, non prese coscienza né si pentì delle sue colpe neppure col passare del tempo, quando notò che la siccità si prolungava e capì che si profilava la possibilità di una carestia, anzi fece cercare Elia per ucciderlo, ritenendolo responsabile. Il Signore però lo aveva fatto allontanare, prima lo mandò nei pressi di un torrente, e successivamente, quando anche questo si essiccò, a Sarepta dei Sidoni presso una vedova che si prese cura di lui. Mentre Jezebel faceva uccidere i profeti dell’Eterno e sembrava che li avesse fatti eliminare tutti perché si nascondevano a causa del timore in cui erano caduti, e di contro pareva crescere il numero dei profeti di Baal, Elia per tre anni e mezzo pregò che non piovesse e la carestia raggiungesse livelli insopportabili. Il suo scopo era quello di usare la carestia naturale per riportare il popolo a Dio (vedi Deuteronomio 11:16-17) e pregava in modo intenso affinché il popolo uscisse dallo stordimento prodotto dal peccato e ci fosse una speranza per le successive generazioni. Giacomo 5:17 … pregò intensamente che non piovesse, e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. 18 Poi pregò di nuovo, e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto. La sua preghiera ebbe immediato effetto perché pregava con grande fede ed esprimeva cordoglio per l’idolatria del popolo e per il suo allontanamento da Dio.
I recenti raccapriccianti fatti di cronaca, gli efferati delitti di questi ultimi giorni, dicono chiaramente che il maligno acquista terreno, che è sempre più scatenato nella sua opera di distruzione e di morte e che il peccato attecchisce anche nei cuori di persone insospettabili. La Chiesa deve svegliarsi, pregare con intensità e fare cordoglio, deve chiedere a Dio il fuoco del risveglio che cambia le situazioni, ed anche se non è facile riuscire a pregare come Elia, tuttavia la nostra preghiera, per essere efficace, deve essere mossa da dolore e compassione.
II. Il fuoco del Risveglio richiede una predicazione chiara e potente. Quando Elia per ordine dell’Eterno tornò in Israele per incontrare Achab, nonostante sapesse che questi voleva ucciderlo, ed Achab dietro sua richiesta radunò il popolo sul monte Karmel, parlò così: «Fino a quando tentennerete fra due opinioni? Se l'Eterno è DIO, seguitelo; ma se invece lo è Baal, seguite lui». Il popolo non rispose parola (1Re 18:21), quindi propose ai profeti di Baal una scommessa: avrebbero ucciso, fatto a pezzi e posto sugli altari due torelli, dopo di che, il dio che dal cielo avesse mandato il fuoco per bruciare l’olocausto, sarebbe stato da tutti riconosciuto come il solo vero Dio. Accettata la scommessa, i profeti di Baal invocarono per primi il loro dio e lo fecero a lungo sempre più forte, ma non ricevettero risposta; poi toccò ad Elia, e dopo una sua breve preghiera accadde che… 1Re 18:38 …cadde il fuoco dell'Eterno e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la polvere, e prosciugò l'acqua che era nel fosso. 39 A tale vista, tutto il popolo si gettò con la faccia a terra e disse: «L'Eterno è DIO! L'Eterno è DIO!».
Il Vangelo va predicato con la stessa franchezza di Elia, e ciascuno di noi senza mezzi termini deve dichiarare che senza Cristo non c’è salvezza, che l’autogiustizia manda all’inferno, che anche se si tende a cambiare nome al peccato e a dargli veste legale, la sua sostanza e le sue conseguenze eterne rimangono inalterate, che non è vero che tutte le religioni salvano e che chi conduce uno stile di vita peccaminoso deve rimuovere il peccato dalla propria vita per accedere alla grazia del Signore. Usiamo la stessa schiettezza di Gesù: “E se il tuo piede ti è occasione di peccato, taglialo, è meglio per te entrare zoppo nella vita, che avere due piedi ed essere gettato nella Geenna, nel fuoco inestinguibile” (Marco 9:45), o di Giovanni Battista, che aveva lo stesso spirito di risveglio di Elia e il suo stesso modo deciso di parlare, o di Paolo, che era solito predicare con forza, determinazione e incisività, ed esortava Timoteo a fare altrettanto: “predica la parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, rimprovera, esorta con ogni pazienza e dottrina” (2Timoteo 4:2). Anche a costo di apparire noiosi e poco intelligenti, nella cellula dobbiamo predicare la Verità senza ambiguità e dire chiaramente che il peccato uccide.
III. Il fuoco del Risveglio richiede prescrizioni radicali Perché si manifesti il risveglio è necessaria la purificazione della Chiesa, e quindi l’eliminazione totale di tutto ciò che allontana da Dio e in particolare dell’io carnale che non vuole arrendersi, rifiuta le decisioni nette, tende a prendere tempo e cerca il compromesso.
Elia debellò definitivamente l’idolatria. Dopo avere vinto la scommessa e dimostrato che solo l’Eterno è Dio, ordinò al popolo: 1Re 18:40 … «Prendete i profeti di Baal; non lasciatene scappare neppure uno!». Così essi li presero ed Elia li fece scendere al torrente Kishon, dove li scannò. La sua soluzione è per noi una lezione spirituale: ci dice che dobbiamo essere categorici contro il peccato e l’idolatria, che non possiamo lasciare in vita il peccato e tutto ciò che è male se vogliamo vedere le persone veramente convertite, nate di nuovo e pronte all’ubbidienza, che riconoscono il peccato e ne prendono le distanze. In Atti 19:18-20 si legge come in seguito alla chiara e decisa predicazione di Paolo, molti maghi si ravvidero e bruciarono tutti i loro libri di magia.
Chi cura una cellula deve avvertire il peso della responsabilità e non trascurare di pregare intensamente, di intercedere anche in lacrime, con dolore e compassione per la salvezza delle persone, di predicare che per essere veri cristiani è indispensabile dare un taglio netto al peccato, perché la Verità non è un optional e senza di essa non possono esserci le vere conversioni che producono un vero risveglio. |
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