Servizio di adorazione ore 10.45 – Palermo, domenica 29 gennaio 2006
Oratore: Pastore Lirio Porrello
NATI PER VINCERE!
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Una vera moltitudine di persone assetate di Dio invade la chiesa: è un primo assaggio di quello che il Signore sta preparando in questa nostra città, delle moltitudini che verranno alla conoscenza della Verità e che presto il nostro locale non potrà più contenere. La fedeltà di Dio, l’adempimento delle Sue promesse, la Sua risposta alle nostre preghiere non si stanno facendo attendere, e un senso di commozione generale impregna l’aria.
L’odierno messaggio, fortemente incoraggiante, prende avvio da un versetto dell’apostolo Giovanni, da cui si evince che essere consapevoli della presenza di Cristo in noi e dell’entità Sua potenza, credere che per noi Egli conquistò la vittoria sulla croce, infonde una mentalità vittoriosa e allontana le insicurezze, lo spirito di debolezza e di sconfitta. 1Giovanni 4:4 Voi siete da Dio, figlioletti, e li avete vinti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Siamo i beneficiari della vittoria di Cristo, e mentre prima senza rendercene conto vivevamo nell’inganno, schiavi del peccato e di satana, trionfando sul nemico Egli ci ha liberati da quella schiavitù.
Gesù sbaragliò le orde diaboliche che Gli si opponevano, e risorgendo dalla morte annientò i demoni, li legò e li spogliò di ogni autorità per restituirla a noi, trionfò in modo strepitoso sul mondo spirituale maligno, di cui fece un pubblico spettacolo. Adesso il nemico non ci domina più, su di esso abbiamo piena autorità e con la nostra fede possiamo vincere ogni suo attacco! Colossesi 2:15 avendo quindi spogliato le potestà e i principati, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro. L’immagine è tratta dall’usanza romana di far passare per le strade della città i prigionieri eccellenti, spogliati dell’armatura e legati ai carri, per proclamare la vittoria e mostrare a tutti la loro piena sconfitta.
Ma quanto è costata la vittoria al nostro Signore? Flagellato, umiliato, schernito, crocifisso, schiacciato e dilaniato dai demoni (Salmo 22:12-17), tra indicibili tormenti portò a compimento il sacrificio perfetto. Esausto e disidratato per il sangue perduto, con la lingua attaccata al palato, ebbe sete, ma anziché acqua Gli diedero aceto. Giovanni 19:30. “Quando Gesù ebbe preso l'aceto disse: «È compiuto». E, chinato il capo, rese lo spirito.” Aveva così termine il dramma della Sua passione, e solo dopo avere pienamente compiuto il mandato del Padre Egli rese lo spirito. Nel naturale la Sua morte poteva apparire una sconfitta, ma dopo tre giorni, trionfando sulla morte, sul peccato e su satana, il Signore Gesù manifestò la Sua vittoria in tutta la sua grandiosità.
1Corinzi 15:55.57 O morte, dov'è il tuo dardo? O inferno, dov'è la tua vittoria? Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge. Ma ringraziato sia Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo. Comprendere pienamente il valore del Suo sacrificio e il concetto di vittoria che c’è in Cristo, impedisce di cadere nello scoraggiamento, nella frustrazione, nell’apatia e nella sterilità spirituali, perché mantiene stabili nella Sua Parola e spinge a servirLo con gioia, sapendo che nessuna fatica è vana nel Signore (v. 58).
Per avere chiare queste importanti verità spirituali, dobbiamo pregare come pregò l’apostolo Paolo per gli Efesini, affinché aprissero gli occhi della mente e comprendessero quanto sono grandi l’eredità che c’è in Cristo e la potenza di Dio che opera in noi. Efesini 1:18-23 e illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della gloria della sua eredità tra i santi, e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi che crediamo secondo l'efficacia della forza della sua potenza, che egli ha messo in atto in Cristo risuscitandolo dai morti e facendolo sedere alla sua destra nei luoghi celesti, al di sopra di ogni principato, potestà, potenza, signoria e di ogni nome che si nomina non solo in questa età, ma anche in quella futura, ponendo ogni cosa sotto i suoi piedi, e lo ha dato per capo sopra ogni cosa alla chiesa, che è il suo corpo, il compimento di colui che compie ogni cosa in tutti. Dopo la risurrezione, il Padre fece sedere Gesù alla Sua destra nei luoghi celesti, al di sopra dei territori dominati dal nemico, e pose ogni cosa sotto i Suoi piedi. Con Lui siamo seduti anche noi, in posizione di autorità spirituale e di vittoria, quindi è dall’alto che dobbiamo guardare i problemi e le difficoltà della vita, credendo nelle soluzioni divine e nella vittoria che abbiamo già in mano.Efesini 2:6.“ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù”. Cosa vuol dire essere alla destra del Padre? Premesso che la destra è la mano della forza e che rappresenta la potenza e l’autorità (Salmo 20:6), il fatto di trovarci in Cristo alla destra di Dio ci autorizza ad attingere alla Sua potenza per superare le avversità, dobbiamo solo imparare a gestire i problemi partendo dal Suo Trono e non confidando nelle nostre abilità naturali. Salmi 20:6 Ora so che l'Eterno salva il suo unto; gli risponderà dal suo cielo santo con la forza salvatrice della sua destra.
L’apostolo Paolo aveva una chiara percezione delle realtà spirituali e della vittoria conquistata alla croce, per questo affermò: Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica. (Filippesi 4:13). In molte situazioni il maligno vuole bloccarci nella fede facendoci credere che non possiamo nulla, che siamo perduti e che non c’è rimedio, ma la Scrittura ci esorta a credere che possiamo ogni cosa in Cristo che ci fortifica, quindi: · nelle tribolazioni, anziché pronunciare parole di fede negativa, dobbiamo dichiarare vittoria contro il mondo delle tenebre che Gesù ha già vinto (Gv. 16:33); · nelle prove dobbiamo rallegrarci, perché durano solo per un tempo e servono a fortificarci nel carattere e a farci vedere l’amore, la fedeltà e la potenza di Dio (1Pt.1:6-7); · nelle persecuzioni dobbiamo guardare alla Sua grazia e alle Sue promesse (2Co. 12:9-10). I figli di Dio sono il bersaglio preferito dall’avversario, di conseguenza tutta la Chiesa è perseguitata e il segreto per vincere, quando nelle persecuzioni ci sentiamo deboli, è riposare nella Sua grazia, perché proprio allora la Sua potenza si manifesta in noi. Attualmente esiste una sottile persecuzione che tende ad allontanare i credenti da Dio, a distrarli dalla preghiera e a spegnere il risveglio sul nascere: è lo spirito d’intrattenimento di molti programmi televisivi che catturano l’attenzione dello spettatore e lo sviano dalle cose spirituali. Occorre avere gli occhi della mente aperti per intuire cosa si nasconde dietro molte realtà apparentemente innocue e combattere contro gli spiriti maligni che incessantemente ci insidiano, sapendo che grazie all’autorità che abbiamo in Cristo possiamo metterli in fuga. Quante volte per mancanza di conoscenza non abbiamo usufruito della divina potenza che è a nostra disposizione e non abbiamo esercitato l’autorità che Cristo ci ha dato!
Il maligno ci avverserà sempre, ma come l’apostolo Paolo prendeva diletto nelle persecuzioni perché era certo della vittoria, così noi, lungi dall’aver paura, dobbiamo combattere con determinazione una guerra già vinta e impedire ai demoni di dominare nelle nostre case, nella nostra città e nella nazione. Romani 8:35-37 Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà l'afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? Come sta scritto: «Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello». Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. Un vero inno di vittoria dell’apostolo Paolo che, pur avendo sperimentato ogni sorta di persecuzioni per il Vangelo, affermò che nulla mai avrebbe potuto separarlo dall’amore di Cristo. Anche noi potremmo essere trattati come pecore da macello e persino essere messi a morte, come avviene ai cristiani in molte parti del mondo, ma la Scrittura ci esorta a rallegrarci nelle opposizioni, perché siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati!
La nostra vittoria non verrà mai meno, poiché dipende dall’amore eterno di Cristo per noi, abbandoniamoci quindi fiduciosi tra le braccia del nostro Padre celeste, amiamoLo con tutto il cuore in ogni tempo e ringraziamoLo per il sacrificio della Croce, perché grazie ad esso siamo nati di nuovo nello spirito e con la Sua costante presenza che ci purifica, ci cambia, ci santifica e ci rende forti nella fede, possiamo uscire vittoriosi da tutte le circostanze avverse!
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