“Battete le mani, o popoli; celebrate DIO con
grida di trionfo…Cantate lodi al nostro re, cantate lodi!” Salmo 48
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
La chiesa diviene un piccolo angolo di paradiso
quando tutti i presenti, con gioia, trasporto e nella certezza di appartenerGli, con una sola voce innalzano il cantico di
lode “Gesù, sei il mio Signore, Gesù, io
mai ti lascerò, … mio Dio, mio Salvatore, Ti adorerò finché io vita avrò!”.
Si percepisce la presenza di Dio,
Il cuore paterno di Dio torna ad essere il soggetto centrale nell’odierno messaggio, teso ad evidenziare il valore della paternità e le conseguenze spesso drammatiche che comportamenti e modelli di vita negativi dei padri naturali possono produrre. A Dio preme tanto la famiglia, che ad Abramo manifestò il Suo desiderio di benedire tutte le famiglie della terra (Ge. 12:3), e quindi i padri, le madri e i figli di ogni famiglia. Questo il Suo progetto e il Suo sogno, che si può realizzare solo attraverso Cristo e mediante la fede in Lui.
Così ci esorta l’apostolo
Paolo, nell’epistola agli Efesini: “Siate invece benigni e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda, come anche
Dio vi ha perdonato in Cristo…Siate dunque imitatori di Dio, come figli carissimi, e camminate nell’Amore,
come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi…” (4:32; 5:1-2). Parla
di benignità, di misericordia e di perdono, caratteristiche del cuore di Dio, e
ci incoraggia ad imitarLo perdonando ed amando come Egli perdona ed ama.
L’imitazione è un elemento fondamentale nella crescita, e come sul piano
naturale i piccoli crescono guardando i più grandi e ispirandosi a loro, ed
anche nella fede, chi è più piccolo cresce guardando ed imitando chi è più
maturo, allo stesso modo imitando Dio si diventa sempre più simili a Lui. Camminare
nell’amore è importante perché l’amore conquista, cerca il bene dell’altro, ma
non esiste al mondo un amore da imitare più grande di quello di Gesù, che si è
spinto fino al sacrificio di se stesso, né un cuore più misericordioso e più
desideroso di perdonare di quello del Padre Celeste. Dobbiamo
crescere nell’amore, perché il mondo può essere conquistato soltanto dall’amore!
Abbiamo vera
consapevolezza di quanto sia importante avere un padre
e di ciò che significhi non averlo?
Le statistiche relative alla
situazione delle famiglie nel mondo sono allarmanti. Secondo recenti indagini
svolte da chiese cristiane americane, nel Nord America
il 70% dei bambini neri e il 20% dei bambini bianchi sono nati fuori dal matrimonio;
soltanto il 30% dei bambini vivrà con entrambi i genitori biologici fino
all’età di 18 anni, inoltre:
·
l’85% dei bambini che presentano turbe comportamentali
o mentali,
·
il 71% di quelli che abbandonano la scuola superiore,
·
il 70% delle ragazze adolescenti che hanno avuto
gravidanze,
·
l’80% degli stupratori,
·
il 75% dei pazienti adolescenti con problemi di droga
nei centri di recupero,
·
il 70% della popolazione del carcere minorile,
·
l’85% dei giovani che sono in prigione,
·
il 63% dei giovani che si suicidano,
provengono da famiglie senza padre!”
Dati allarmanti che ritraggono la realtà americana, ma destinati ad espandersi nel mondo, poiché l’America è vista in ogni campo come un modello da imitare, nel bene e nel male, e se questa drammatica realtà riguarda una nazione in cui il 50% della popolazione è cristiano, cosa avverrà dove non si conosce il Vangelo? La famiglia diventerà sempre più un optional, come già avviene in Spagna, dove sono stati legalizzati i matrimoni gay. Dio ha promesso benedizione per tutte le famiglie della terra e il maligno vuole distruggerle, è dunque urgente porre riparo se si vuol evitare una vera e propria catastrofe familiare e sociale, ed è compito della Chiesa affrontare il problema formando una generazione di padri che abbiano il cuore di Dio, che siano i sacerdoti della loro casa, che inculchino nei figli l’amore per il Signore e il timor di Dio, che li influenzino con un esempio di santità, se non vogliono che vengano influenzati dalle sozzure del mondo. Occorre promuovere un grande risveglio nella famiglia!
La mancanza della presenza fisica del padre è un vero problema, perché con essa viene meno la protezione e la madre da sola non può farsi carico di tutto il peso della responsabilità, ma spesso accade che i padri, pur essendo fisicamente presenti, non svolgano alcuna funzione di educatori spirituali. A questo punto il pastore rivolge ai padri un accorato appello di praticare la cellula familiare, ne sottolinea il valore preventivo, afferma che è benefica per la crescita spirituale di tutta la famiglia, perché la preghiera d’accordo protegge dagli attacchi del nemico, e avverte che avere il cuore ripieno della Parola di Dio tiene lontani dal peccato, mentre averlo vuoto significa aprirsi a ciò che propone il mondo.
I padri sono un grande dono di
Dio, però devono essere accorti e sentire la responsabilità del futuro dei loro
figli, perché il mondo va sempre più alla deriva, ma
Matteo 5:44-48 “Amate i vostri nemici, benedite coloro che
vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano…affinché siate figli del Padre vostro, che è nei
cieli…Perché, se amate coloro che vi amano, che premio ne avrete? Non fanno
altrettanto i pubblicani? …Voi dunque siate
perfetti, come è perfetto il Padre vostro, che è nei
cieli”, ci esorta ad imitare Dio, ma quanti padri oggi Lo imitano e
quanti, invece, imitano i modelli proposti dal mondo?
In Giovanni 14:9-11 è
scritto <<Da tanto tempo sono con
voi e tu non mi hai ancora conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come
mai dici: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso. Il Padre che dimora in me è colui che fa le opere…>>.
Da questi versetti si traggono importanti indicazioni e insegnamenti.
1. Gesù, che imitava il Padre in ogni cosa, trattava i discepoli come Padre, aveva con loro lo stesso rapporto che il Padre desidera avere con noi, e ciò vuol dire che imitare Lui significa imitare il Padre.
2. L’imitazione è il modo per crescere nella fede, infatti per diventare veri figli di Dio non basta avere conoscenza della Sua Parola e frequentare gli studi biblici, ma avere un padre/madre spirituale che ci istruisca, ci influenzi con l’esempio, ci aiuti a cambiare stile di vita, e di cui non dobbiamo imitare il carattere, il modo di fare, di parlare o di pregare, ma la fede, che ci darà vittoria nelle situazioni difficili: “Ricordatevi dei vostri conduttori, che vi hanno annunziato la parola di Dio e, considerando il risultato della loro condotta, imitate la loro fede” (Ebrei 13:7).
3.
Spendeva molto tempo con i
Suoi dodici, che da Lui appresero più guardando i fatti che ascoltando gli insegnamenti, e
assimilarono le attitudini del Suo cuore al punto che gli altri, vedendo la franchezza
con cui predicavano e i miracoli che avvenivano attraverso di loro, si
accorgevano che erano stati con Lui (Atti 4:13). Da popolani, persone ordinarie
e illetterate quali erano, stando per tre anni con Gesù
divennero persone straordinarie; e lo stesso gli altri potranno dire di noi, se
stiamo con Gesù e Lo imitiamo.
4.
Scelse solo dodici persone a
cui porsi come modello, per farle diventare come Lui e trasmettere loro
Gesù trasferì nei Suoi discepoli il cuore paterno di
Dio in modo così forte che, pur essendo solo dodici, riuscirono a diffondere il messaggio del
Vangelo in tutto il mondo conosciuto di allora.
Cosa ci hanno trasmesso i nostri padri terreni?
Ci hanno inculcato il timore dell’Eterno e il desiderio di servirLo? Quante persone si trascinano dietro le
conseguenze dei cattivi comportamenti dei loro padri, sono rimaste bloccate nel
carattere o soffrono per traumi e ferite non sanate!
Come possiamo essere restaurati nella benedizione?
Leggiamolo in
Levitico 26:39-42 “I superstiti tra voi si struggeranno a
motivo della loro iniquità nel paese dei loro nemici; e si struggeranno pure a
motivo delle iniquità dei loro padri. Ma se
confesseranno la loro iniquità e l’iniquità dei loro
padri, nelle trasgressioni che commisero contro di me ed anche per essersi
comportati come miei nemici, da indurmi ad essere loro nemico e a portarli nel
paese dei loro nemici; se il loro cuore incirconciso
si umilierà e accetteranno la punizione della loro iniquità, allora io mi ricorderò del mio patto con
Giacobbe, mi ricorderò del mio patto con Isacco e del mio patto con Abrahamo (benedire le
famiglie della terra)…”. Basandosi
su questa Scrittura, Nehemia (9:2)
e Daniele (9:3 e segg.) pregarono quando erano in stato di schiavitù, offrendoci
preziosi esempi. Molte volte ci chiediamo perché non riceviamo da Dio ciò che
ci aspettiamo, la risposta è che ciò avviene perché non Gli abbiamo chiesto
perdono! I peccati dei padri e le loro cattive azioni producono conseguenze
nella vita dei figli, lasciano nel loro cuore segni indelebili, e poiché la punizione
per tutti i peccati e le iniquità del mondo è stata presa
da Gesù, la nostra parte è solo quella di confessarli.
I peccati non confessati vengono
scritti in cielo su di un libro, come il Signore ha rivelato in visione al
nostro pastore nel corso di una sua recente predicazione in Australia, e se non
invochiamo