Servizio di adorazione ore 10.30 – Palermo, domenica 26 giugno 2005

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

PADRI CHE IMITANO IL PADRE CELESTE

 

Battete le mani, o popoli; celebrate DIO con grida di trionfo…Cantate lodi al nostro re, cantate lodi!” Salmo 48

 

                                                                                                                                                       Redazione a cura  di Caterina Di Miceli

 

 

La chiesa diviene un piccolo angolo di paradiso quando tutti i presenti, con gioia, trasporto e nella certezza di appartenerGli, con una sola voce innalzano il cantico di lode “Gesù, sei il mio Signore, Gesù, io mai ti lascerò, … mio Dio, mio Salvatore, Ti adorerò finché io vita avrò!”. Si percepisce la presenza di Dio, la Sua unzione è tangibile, si gusta un’atmosfera celestiale in cui tutti possono sperimentare come Egli veramente dimori tra le lodi del Suo popolo, secondo quanto afferma la Scrittura.     

 

Il cuore paterno di Dio torna ad essere il soggetto centrale nell’odierno messaggio, teso ad evidenziare il valore della paternità e le conseguenze spesso drammatiche che comportamenti e modelli di vita negativi dei padri naturali possono produrre. A Dio preme tanto la famiglia, che ad Abramo manifestò il Suo desiderio di benedire tutte le famiglie della terra (Ge. 12:3), e quindi i padri, le madri e i figli di ogni famiglia. Questo il Suo progetto e il Suo sogno, che si può realizzare solo attraverso Cristo e mediante la fede in Lui.

 

Così ci esorta l’apostolo Paolo, nell’epistola agli Efesini: “Siate invece benigni e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonato in Cristo…Siate dunque imitatori di Dio, come figli carissimi, e camminate nell’Amore, come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi…” (4:32; 5:1-2). Parla di benignità, di misericordia e di perdono, caratteristiche del cuore di Dio, e ci incoraggia ad imitarLo  perdonando ed amando come Egli perdona ed ama. L’imitazione è un elemento fondamentale nella crescita, e come sul piano naturale i piccoli crescono guardando i più grandi e ispirandosi a loro, ed anche nella fede, chi è più piccolo cresce guardando ed imitando chi è più maturo, allo stesso modo imitando Dio si diventa sempre più simili a Lui. Camminare nell’amore è importante perché l’amore conquista, cerca il bene dell’altro, ma non esiste al mondo un amore da imitare più grande di quello di Gesù, che si è spinto fino al sacrificio di se stesso, né un cuore più misericordioso e più desideroso di perdonare di quello del Padre Celeste. Dobbiamo crescere nell’amore, perché il mondo può essere conquistato soltanto dall’amore!

 

Abbiamo vera consapevolezza di quanto sia importante avere un padre e di ciò che  significhi non averlo?

Le statistiche relative alla situazione delle famiglie nel mondo sono allarmanti. Secondo recenti indagini svolte da chiese cristiane americane, nel Nord America il 70% dei bambini neri e il 20% dei bambini bianchi sono nati fuori dal matrimonio; soltanto il 30% dei bambini vivrà con entrambi i genitori biologici fino all’età di 18 anni, inoltre:

·        l’85% dei bambini che presentano turbe comportamentali o mentali,

·        il 71% di quelli che abbandonano la scuola superiore,

·        il 70% delle ragazze adolescenti che hanno avuto gravidanze, 

·        l’80% degli stupratori,

·        il 75% dei pazienti adolescenti con problemi di droga nei centri di recupero,

·        il 70% della popolazione del carcere minorile,

·        l’85% dei giovani che sono in prigione,

·        il 63% dei giovani che si suicidano,

                                        provengono da famiglie senza padre!”

Dati allarmanti che ritraggono la realtà americana, ma destinati ad espandersi nel mondo, poiché l’America è vista in ogni campo come un modello da imitare, nel bene e nel male, e se questa  drammatica realtà riguarda una nazione in cui il 50% della popolazione è cristiano, cosa avverrà dove non si conosce il Vangelo? La famiglia diventerà sempre più un optional, come già avviene in Spagna, dove sono stati legalizzati i matrimoni gay. Dio ha promesso benedizione per tutte le famiglie della terra e il maligno vuole distruggerle, è dunque urgente porre riparo se si vuol evitare una vera e propria catastrofe familiare e sociale, ed è compito della Chiesa affrontare il problema formando una generazione di padri che abbiano il cuore di Dio, che siano i sacerdoti della loro casa, che inculchino nei figli l’amore per il Signore e il timor di Dio, che li influenzino con un esempio di santità, se non vogliono che vengano influenzati dalle sozzure del mondo. Occorre promuovere un grande risveglio nella famiglia!

 

La mancanza della presenza fisica del padre è un vero problema, perché con essa viene meno la protezione e la madre da sola non può farsi carico di tutto il peso della responsabilità, ma spesso accade che i padri, pur essendo fisicamente presenti, non svolgano alcuna funzione di educatori spirituali. A questo punto il pastore rivolge ai padri un accorato appello di praticare la cellula familiare, ne sottolinea il valore preventivo, afferma che è benefica per la crescita spirituale di tutta la famiglia, perché la preghiera d’accordo protegge dagli attacchi del nemico, e avverte che avere il cuore ripieno della Parola di Dio tiene lontani dal peccato, mentre averlo vuoto significa aprirsi a ciò che propone il mondo.

I padri sono un grande dono di Dio, però devono essere accorti e sentire la responsabilità del futuro dei loro figli, perché il mondo va sempre più alla deriva, ma la Grazia di Dio abbonda per chi Lo cerca e Gli ubbidisce. Chi non sperimenta il valore della presenza di un padre terreno, non può comprendere l’amore del Padre Celeste che, come figli, abbiamo il dovere di ammirare, rispettare ed imitare.

 

Matteo 5:44-48 “Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano…affinché siate figli del Padre vostro, che è nei cieli…Perché, se amate coloro che vi amano, che premio ne avrete? Non fanno altrettanto i pubblicani? …Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro, che è nei cieli”, ci esorta ad imitare Dio, ma quanti padri oggi Lo imitano e quanti, invece, imitano i modelli proposti dal mondo? La Scrittura ci dice che possiamo essere perfetti se imitiamo il cuore paterno di Dio e ci comportiamo da figli maturi, e visto che l’imitazione è il sistema di apprendimento innato, infatti diventiamo come i modelli che imitiamo, dobbiamo usarlo anche per crescere in Cristo e offrire ai nostri figli i modelli che vengono da Dio.

 

Gesù ci ha insegnato che per imitare il Padre, dobbiamo imitare Lui

In Giovanni 14:9-11 è scritto <<Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai ancora conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai dici: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso. Il Padre che dimora in me è colui che fa le opere…>>.

Da questi versetti si traggono importanti indicazioni e insegnamenti. 

1. Gesù, che imitava il Padre in ogni cosa, trattava i discepoli come Padre, aveva con loro lo stesso rapporto che il Padre desidera avere con noi, e ciò vuol dire che imitare Lui significa imitare il Padre.

2. L’imitazione è il modo per crescere nella fede, infatti per diventare veri figli di Dio non basta avere conoscenza della Sua Parola e frequentare gli studi biblici, ma avere un padre/madre  spirituale che ci istruisca, ci influenzi con l’esempio, ci aiuti a cambiare stile di vita, e di cui non dobbiamo imitare il carattere, il modo di fare, di parlare o di pregare, ma la fede, che ci darà vittoria nelle situazioni difficili: “Ricordatevi dei vostri conduttori, che vi hanno annunziato la parola di Dio e, considerando il risultato della loro condotta, imitate la loro fede” (Ebrei 13:7).

3.      Spendeva molto tempo con i Suoi dodici, che da Lui appresero più guardando i fatti che  ascoltando gli insegnamenti, e assimilarono le attitudini del Suo cuore al punto che gli altri, vedendo la franchezza con cui predicavano e i miracoli che avvenivano attraverso di loro, si accorgevano che erano stati con Lui (Atti 4:13). Da popolani, persone ordinarie e illetterate quali erano, stando per tre anni con Gesù divennero persone straordinarie; e lo stesso gli altri potranno dire di noi, se stiamo con Gesù e Lo imitiamo. 

4.      Scelse solo dodici persone a cui porsi come modello, per farle diventare come Lui e trasmettere loro la Sua unzione, ma fu più intimo con tre di essi, a cui si rivelò in modo più profondo: Pietro, Giacomo e Giovanni. Anche noi, se diventiamo più intimi con Lui e guardiamo al Suo alto modello, avremo la forza e la potenza d’influenzare gli altri.

Gesù trasferì nei Suoi discepoli il cuore paterno di Dio in modo così forte che, pur essendo solo dodici, riuscirono a diffondere  il messaggio del Vangelo in tutto il mondo conosciuto di allora.

 

Cosa ci hanno trasmesso i nostri padri terreni? Ci hanno inculcato il timore dell’Eterno e il desiderio di servirLo? Quante persone si trascinano dietro le conseguenze dei cattivi comportamenti dei loro padri, sono rimaste bloccate nel carattere o soffrono per traumi e ferite non sanate! La Scrittura afferma che dai padri si ereditano benedizioni se essi hanno servito il Signore, maledizioni se sono vissuti nel peccato, senza di Lui. Se un padre non ha dato protezione o se ha fatto del male ai propri figli, questi ne piangeranno le conseguenze per tutta la vita, ma sulla base della Scrittura, confessando a Dio le colpe dei padri, anche se già morti, e le proprie, si riceve ristoro.

 

Come possiamo essere restaurati nella benedizione?

Leggiamolo in Levitico 26:39-42 “I superstiti tra voi si struggeranno a motivo della loro iniquità nel paese dei loro nemici; e si struggeranno pure a motivo delle iniquità dei loro padri. Ma se confesseranno la loro iniquità e l’iniquità dei loro padri, nelle trasgressioni che commisero contro di me ed anche per essersi comportati come miei nemici, da indurmi ad essere loro nemico e a portarli nel paese dei loro nemici; se il loro cuore incirconciso si umilierà e accetteranno la punizione della loro iniquità, allora io mi ricorderò del mio patto con Giacobbe, mi ricorderò del mio patto con Isacco e del mio patto con Abrahamo (benedire le famiglie della terra)…”. Basandosi su questa Scrittura, Nehemia (9:2) e Daniele (9:3 e segg.) pregarono quando erano in stato di schiavitù, offrendoci preziosi esempi. Molte volte ci chiediamo perché non riceviamo da Dio ciò che ci aspettiamo, la risposta è che ciò avviene perché non Gli abbiamo chiesto perdono! I peccati dei padri e le loro cattive azioni producono conseguenze nella vita dei figli, lasciano nel loro cuore segni indelebili, e poiché la punizione per tutti i peccati e le iniquità del mondo è stata presa da Gesù, la nostra parte è solo quella di confessarli.

 

I peccati non confessati vengono scritti in cielo su di un libro, come il Signore ha rivelato in visione al nostro pastore nel corso di una sua recente predicazione in Australia, e se non invochiamo la Sua misericordia e il sangue di Gesù per essere purificati, quei peccati non potranno essere cancellati e i cieli rimarranno chiusi sul nostro capo. Gesù ha già pagato il prezzo delle colpe di ciascuno di noi, ci rimane da compiere la parte più facile, quella di portare i peccati nostri e quelli dei nostri padri ai piedi della Croce ed invocare l’opera purificatrice del sangue di Gesù, se vogliamo che siano cancellati, che i cieli si aprano sul nostro capo e possa venire il risveglio!