Servizio di adorazione ore 10.15 – Palermo, domenica 26 febbraio 2006

 

Oratore: Pastore Rosario Mascari

 

LE PORTE DELL’ADES NON VINCERANNO

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

   Un messaggio semplice quello portato oggi dal Pastore Rosario Mascari, ma molto efficace in quanto teso ad accrescere in noi, credenti nati di nuovo e figli di Dio, la consapevolezza dell’invincibilità della Chiesa universale a cui apparteniamo.

 

   Sul pianeta Terra gli eventi negativi si susseguono in modo incalzante e più che mai incombe il pericolo di un violento e sanguinoso scontro di religioni, che può assumere proporzioni gigantesche e che viene definito come scontro di civiltà, quella occidentale cristiana e quella mediorientale islamica. Tale definizione, però, è del tutto errata, sia perché la civiltà non può essere identificata con una religione, sia perché le fedi religiose non sono così nettamente separate sul piano geografico come si vuol far credere.

 

   La Scrittura ci insegna che il nostro combattimento non è contro carne e sangue (Efesini 6:12), che non dobbiamo mai porci uomo contro uomo perché Dio ama tutti allo stesso modo, e che guerre, distruzione e morte fanno parte di un preciso progetto del maligno. Nessuna strategia umana può risolvere i grandi problemi dell’umanità, infatti la storia attesta che tutti i propositi e le soluzioni umane miranti a risolvere i problemi e i conflitti del genere umano sono falliti miseramente, e ciò perché solo Cristo è in grado di cambiare i cuori e la vita dell’uomo schiavo di satana.

 

   Veri cristiani si diventa per scelta di vita personale e non per etichettatura affibbiata al momento della nascita o per cultura; nel loro insieme essi costituiscono il Corpo di Cristo sulla terra, la Sua Chiesa, e sono disseminati ovunque, non coincidono con una civiltà, ma rappresentano la vita stessa di Dio, per questo la Bibbia afferma che sono luce per il mondo. Molti di essi vivono anche in Medio Oriente, dove sono oggetto di violente persecuzioni, però non reagiscono mai con armi umane, ma con la preghiera, l’unica arma che il cristiano conosce e che oppone alla strategia del terrore messa in atto da satana, il quale vuole impedire la libera predicazione dell’Evangelo della salvezza nei territori mediorientali. 

 

   Quando Gesù chiese ai Suoi discepoli “Chi pensate che io sia?” (Matteo 16:15), per sapere cosa avevano capito di Lui, Pietro rispose:

Matteo 16:16 …<<Tu sei il Cristo, il Figlio dell’Iddio vivente>>. 17 Allora Gesù, rispondendo, gli disse: <<Tu sei beato, o Simone, figlio di Giona, perché né la carne né il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli>>.

   Anche oggi a quella domanda si potrebbero dare risposte diverse: un profeta…una persona buona…un pacifista…un filosofo…un grande comunicatore…non è esistito…ma quella di Pietro fu dovuta a rivelazione dello Spirito Santo (del resto nessuna rivelazione proviene da abilità umane), e poiché ogni rivelazione divina è destinata a tutti, da quel momento la storia umana cambiò, perché al di là dell’opinione personale che abbiamo di Gesù, tutti possiamo conoscere la grande verità che Gesù è il Figlio di Dio, venuto per cambiare e salvare l’umanità.

   Matteo 16:18Ed io altresì ti dico che tu sei Pietro e sopra questa roccia io edificherò la mia chiesa e le porte dell’inferno non la potranno vincere.” Su quale roccia Gesù disse di voler edificare la Sua Chiesa? Sulla confessione di Pietro, che Lo riconobbe come il Figlio di Dio, e Gesù lo informò dell’invincibilità della Sua Chiesa.

 

   Da duemila anni il maligno cerca di distruggerla, di sostituirla con ideologie, falsi cristianesimi ed imitazioni di chiesa, ma il lungo tempo trascorso dimostra la stabilità e l’invincibilità della Chiesa, dovuta al fatto che è stata acquistata col sangue di Dio e per questo destinata a vincere il mondo, come tutte le cose da Lui nate, e sono beati quelli che ne fanno parte, perché tutto finirà, ma la Chiesa di Cristo rimarrà salda in eterno!

 

   Riguardo alle porte è da dire che nelle antiche civiltà esse erano il luogo in cui i saggi e i giudici amministravano la giustizia e decidevano le sorti della città, ed anche alle porte dell’Ades si amministra la giustizia diabolica, si prendono decisioni di distruzione e di morte per l’umanità in generale oltre che per ciascuno di noi, e fu lì che satana decretò la morte di Gesù, ma fece male i suoi conti, perché la potenza divina vinse la morte e Lo risuscitò!

   Nessuna decisione del maligno può vincere la Chiesa di Cristo, ed anche se ci sentiamo deboli e fragili, consapevoli che da soli non possiamo nulla, avere la certezza di appartenere alla Sua Chiesa e che, come avveniva per Gesù, anche dietro ciascuno di noi c’è tutta la potenza di Dio con le Sue schiere angeliche, ci infonde forza e coraggio. Su questa terra passerà tutto, uomini e cose, ma chi appartiene alla Chiesa di Cristo è destinato a un futuro radioso, sarà persino chiamato a giudicare con Lui le nazioni.

    

   Ecco come il profeta Isaia vide profeticamente la Chiesa:

Isaia 60:1-3 <<Sorgi, risplendi, perché la tua luce è giunta, e la gloria dell’Eterno si è levata su te. 2. Poiché ecco, le tenebre ricoprono la terra e una fitta oscurità avvolge i popoli; ma su di te si leva l’Eterno e la Sua gloria appare su di te. 3. Le nazioni cammineranno alla tua luce e i re allo splendore del tuo sorgere.

   In questo tempo drammatico per l’umanità, il Signore dice alla Sua Chiesa si sorgere e di manifestarsi, afferma che quanto più fitte saranno le tenebre, tanto più luminosa sarà la Sua luce che guiderà i popoli e le nazioni, e che i governanti guarderanno ad essa come all’unico punto di riferimento.  

 

   Nata nell’Alto Solaio nel giorno di Pentecoste, quando lo Spirito Santo scese  sui discepoli riuniti e tutti ricevettero potenza ed abilità per predicare il Vangelo, la chiesa primitiva vide un risveglio capace di cristianizzare tutto il mondo allora conosciuto grazie a quella prima pioggia dello Spirito Santo. Adesso attendiamo l’ultima, che porterà un risveglio di proporzioni gigantesche di cui già si scorgono i primi segni; anche i tragici eventi che devono precederlo sono sotto i nostri occhi: notizie di guerre, di stragi e catastrofi catturano la nostra attenzione, ma piuttosto che sulle cose visibili, dobbiamo concentrarci su quanto sta accadendo nel mondo spirituale.

   Salmo135:7Egli fa salire i vapori dall’estremità della terra, produce i lampi per la pioggia, fa uscire il vento dai suoi depositi.”

   Spiritualmente parlando, vediamo il cielo annuvolarsi: sono i vapori che s’innalzano, si   condensano, producono lampi e tuoni, e diventando nubi preannunciano la pioggia! Che vuol dire? I vapori sono costituiti dall’intercessione e dalla preghiera sia personale che di corpo, di cui in tutta Italia si avverte fortemente il peso e il bisogno; essi non si vedono, ma producono lampi, cioè segni, prodigi e miracoli, manifestazioni visibili sempre più grandi e numerose, e tuoni, ossia notizie di cose nuove che accadono nel mondo e che risuonano come tuoni: l’85% dei brasiliani è nato di nuovo, così il 75% dell’intera popolazione sudamericana, nell’Est Europeo stanno nascendo chiese incredibilmente grandi, la nostra stessa chiesa sta esplodendo tanto da richiedere il quarto culto domenicale!  Si può affermare che Palermo è già entrata nel risveglio!  

 

   Zaccaria 10:1Chiedete all’Eterno la pioggia nel tempo dell’ultima pioggia! L’Eterno produrrà lampi seguiti da tuoni e pioggia, darà loro piogge abbondanti, ad ognuno erba nel proprio campo.”

   Zaccaria profeticamente ci esorta a chiedere a Dio la pioggia nel tempo dell’ultima pioggia, e noi che in preghiera la chiediamo, vediamo manifestarsi in modo sempre più sorprendente la potenza di Dio in risposta alle nostre preghiere.

   Giacomo 5:7 “Or dunque, fratelli, siate pazienti fino alla venuta del Signore; guardate come l’agricoltore aspetta il prezioso frutto della terra con pazienza, finché abbia ricevuto la pioggia della prima e dell’ultima stagione”.

   La Chiesa di Cristo sta emergendo dalle tenebre, attende l’ultima pioggia con lo straordinario raccolto che essa produrrà, e se la prima pioggia sconvolse tutto il mondo allora conosciuto, l’ultima porterà alla salvezza miliardi di persone, infatti quando il Signore ritornerà per rapire la Sua Chiesa, essa sarà come la descrive l’apostolo Giovanni:

 Apocalisse 6:9. Io vidi una grande folla che nessuno poteva contare, di tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue; questi stavano in piedi davanti al trono e davanti all’agnello, coperti di vesti bianche…”  

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Antonio Settecase