Servizio di adorazione ore 10.30 – Palermo, domenica 26 aprile 2009

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

INCORAGGIATEVI GLI UNI GLI ALTRI

 

 

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Si è conclusa ieri sera la straordinaria conferenza sul tema della Grazia di Dio, che è stata di grande benedizione per i presenti in quanto ha allargato la visione e la comprensione che avevamo di Dio, ha rivelato ulteriormente l’illimitatezza della Sua grazia e la gratuità della salvezza e delle innumerevoli benedizioni che il Padre riversa su chi è in Cristo, ha rimarcato il nostro bisogno di essere liberati da ogni forma di legalismo.
Un gran numero di ministri è giunto da tutta Italia e il nascente spirito di collaborazione tra le chiese lascia intravedere futuri e importanti passi nel processo di unità.

Dopo il primo servizio di adorazione tenuto dal pastore Colin Dye, che stamattina ha trattato il tema del figliol prodigo visto alla luce della grazia, il secondo servizio viene tenuto dal pastore Lirio Porrello, il quale prosegue la serie sulle relazioni, ma che in apertura di predicazione anticipa la necessità di ristudiare, nell’ottica della grazia e alla luce delle rivelazioni sulla libertà che c’è in essa, tutta la Parola di Dio, che fino ad ora è stata in qualche modo distorta dalla nostra mentalità legalista che cerca di imporre regole e doveri che Dio non impone. Gesù è venuto per fare conoscere il Padre com’è realmente, non come Lo facevano conoscere i religiosi di allora, eppure molti hanno continuato ad oscurare il Suo carattere e la Sua grazia presentando un Dio diverso da quello che è.
Il messaggio della grazia viene direttamente dal cielo ed è talmente importante da essere il più bersagliato dal nemico, il quale si oppone alla sua diffusione, ma questo è il tempo in cui dobbiamo diffonderlo, perché da esso deriva il risveglio che invaderà non solo la nostra nazione, ma l’Europa intera.

Introducendo il tema odierno sulle relazioni, il pastore Lirio afferma che tutti i credenti, oltre ad avere ricevuto dal Signore il ministero della riconciliazione, hanno un’altra chiamata, quella di incoraggiarsi gli uni gli altri. Finora nella chiesa non sono mancati quelli che hanno seminato scoraggiamento, ma assieme al messaggio della grazia noi abbiamo scoperto il valore dell’incoraggiamento nella fede e di conseguenza dobbiamo modificare il nostro modo di porci con gli altri.

L’apostolo Paolo esorta i credenti di Corinto ad essere gioiosi e ad incoraggiarsi a vicenda.
2Corinzi 13:11 Del resto, fratelli, rallegratevi, perfezionatevi, incoraggiatevi, abbiate la stessa mente, state in pace; e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi.
Non a caso parla d’incoraggiamento, infatti lo scoraggiamento è una delle armi che il nemico usa di più per fermare il piano di Dio nella nostra vita. L’incoraggiamento è un ministero che viene dalla Sua grazia ed ha lo scopo di rinsaldare le persone nella fede e nel proposito di Dio per far loro conseguire i grandi risultati che Egli vuole.
Quando incoraggiamo gli altri, diventiamo strumenti dello Spirito Santo, il Consolatore e l’Incoraggiatore per eccellenza.

La Bibbia ci fa conoscere la figura di Barnaba, un grande incoraggiatore il cui nome significa, per l’appunto, figlio di consolazione. Anche la pedagogia moderna ha compreso che il metodo educativo migliore per facilitare l’apprendimento non è la repressione, ma l’incoraggiamento, che dà entusiasmo e nuove energie.
Incoraggiare vuol dire: infondere speranza, coraggio, fiducia; significa incentivare, stimolare, spronare, dare appoggio; quindi contiene tanti elementi che aiutano a superare la depressione e lo sconforto.
Barnaba incoraggiò la chiesa in tre modi:

1. Dando l’esempio col suo dare.
Per riconoscenza nei riguardi di Dio, Barnaba vendette ciò che aveva e mise il ricavato a disposizione della chiesa.
Atti 4:36 Or Iose, soprannominato dagli apostoli Barnaba (che significa: "figlio di consolazione"), levita, originario di Cipro. 37 avendo un campo, lo vendette e portò il ricavato e lo depose ai piedi degli apostoli.
Il pastore Lirio ricorda quale grande incoraggiamento fu per lui l’offerta raccolta il primo giorno in cui predicò a casa sua in mancanza di un locale per il culto. Il Signore aveva messo in cuore ai presenti di dare di più proprio per dargli coraggio in quel momento in cui non mancavano le persecuzioni e le critiche del mondo religioso, il quale non tollerava quella predicazione tanto diversa: troppo precisa, troppo puntuale, troppo “fondamentalista”!
In quella chiesa che stava per nascere, però, c’era tanto amore per la sana Parola di Dio che un fratello diede la decima del ricavato di un terreno venduto; quando fu aperta la chiesa a San Lorenzo altri misero a disposizione i loro stipendi per coprire le spese, qualcun altro offrì una grossa somma di denaro.
In ogni cosa si vedeva l’intervento di Dio e la chiesa ebbe una crescita esplosiva anche se chi la gestiva si considerava incapace. Tutto avveniva per la grazia di Dio!

Barnaba aveva compreso che nel dare c’è benedizione, perché apre un ciclo di semina e fa sperare nella raccolta.
Atti 20:35 In ogni cosa vi ho mostrato che affaticandosi in questo mondo ci conviene sostenere gli infermi e ricordarsi delle parole del Signore Gesù, il quale disse: "C'è maggior felicità nel dare che nel ricevere!"».
Da questo versetto si coglie che l’apostolo Paolo, che non voleva essere accusato di ricavare denaro dal ministero, cosa a cui avrebbe avuto diritto, lavorava per poter dare e sostenere gli infermi.
Una delle accuse che il maligno mette nella mente delle persone è quella di far credere che si diventi pastori per mira di guadagno, ma per quanto riguarda se stesso, il pastore Lirio afferma di avere rinunciato alla professione medica e di avere patito gli stenti per obbedire alla chiamata di Dio e che il suo ministero non nasce da decisione umana, ma da una chiara chiamata del Signore. È quando le chiese nascono per decisione umana che non prosperano e finiscono col chiudere.

Ci sono persone che non offrono alla chiesa per non perdere qualcosa, ma poiché non seminano, rinunciando a qualcosa, non possono neppure raccogliere, perché la semina è un atto di fede!
Luca 6:38 Date e vi sarà dato: una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata in seno, perché con la misura con cui misurate, sarà altresì misurato a voi».
A chi dà, Dio promette una ricompensa; ne è l’esempio Barnaba, che offrì alla chiesa qualcosa di materiale e divenne un grande apostolo, uno dei personaggi più importanti della chiesa primitiva. Quale grande ricompensa! Quella della semina e della raccolta è una legge spirituale: se si semina si raccoglie, se si cessa di seminare, si cessa anche di raccogliere.

La Bibbia dice che dobbiamo incoraggiare l’opera di Dio attraverso il dare e che il dare ci aiuta a non legarci alle cose materiali, soffocando la Parola di Dio e impedendoci di portare frutto; ci fa diventare sempre più simili a Gesù, che per tutta la Sua vita ha sempre dato; ci fa ricevere ricompense eterne; ci insegna il valore del servire; ci rende più allegri e premurosi; ci fa riconoscere il nostro grado di sensibilità agli altrui bisogni; ci fa essere di esempio agli altri; ci fa portare sollievo e incoraggiamento a chi è demoralizzato e abbattuto.
Dio ama un donatore allegro, si legge in 2 Corinzi 9:7b, ma accetta le offerte anche da chi brontola!
2. Incoraggiando Saulo
Nessuno degli apostoli ricevette una rivelazione della grazia così grande come quella ricevuta da Paolo.
Atti 9:26 Giunto a Gerusalemme, Saulo cercava di unirsi ai discepoli, ma avevano tutti paura di lui, non potendo credere che egli fosse un discepolo. 27 Allora Barnaba lo prese e lo condusse dagli apostoli, e raccontò loro come egli, lungo la strada, aveva visto il Signore che gli aveva parlato, e come a Damasco aveva parlato con franchezza nel nome di Gesù.
28 Così egli rimase con loro a Gerusalemme, andando e venendo, e parlava con franchezza nel nome del Signore Gesù.
Inizialmente i discepoli pensavano che la conversione di Saulo fosse una strategia per arrestare più cristiani, non si fidavano di lui, avevano paura, tutti tranne Barnaba, che da subito credette alla sua chiamata, lo prese e lo portò dagli apostoli. Bisogna saper riconoscere i talenti che ci sono in quelli ancora neonati nella fede e che saranno i grandi ministri di domani o coloro che faranno conoscere Cristo nei vari ambiti della società. Basta dare loro fiducia e non temere che i loro doni possano nuocere alla nostra immagine, perché la nostra immagine non conta nulla, ciò che conta è che avanzi il Regno di Dio!

3. Incoraggiando la Chiesa con la sua premurosa compassione.
Nel Corpo di Cristo siamo tutti diversi e Dio usa le diversità di ciascuno per i Suoi scopi. Paolo aveva un carattere forte, mentre Barnaba era più compassionevole e venne usato da Dio per questo suo talento.
Atti 15:36 Alcuni giorni dopo, Paolo disse a Barnaba: «Torniamo ora a visitare i nostri fratelli in ogni città dove abbiamo annunziato la parola del Signore, per vedere come stanno». 37 Or Barnaba intendeva prendere con loro Giovanni, detto Marco. 38 Ma Paolo riteneva che non si dovesse prendere con loro colui che si era separato da loro in Panfilia, e non era andato con loro all'opera. 39 Ne nacque allora una tale disputa che si separarono l'uno dall'altro, poi Barnaba, preso Marco, s’imbarcò per Cipro. 40 Paolo invece, sceltosi per compagno Sila, partì, raccomandato dai fratelli alla grazia di Dio. 41 E attraversò la Siria e la Cilicia, confermando le chiese.
Paolo era uomo di principi rigorosi e, poiché era rimasto male quando Giovanni Marco se ne tornò a Gerusalemme lasciandolo solo mentre era ammalato di malaria, non lo volle più con sé nel suo nuovo viaggio missionario. Barnaba non era d’accordo e voleva portarlo, per cui partì per Cipro con Marco, mentre Paolo andò in Siria e in Cilicia con Sila. Ciò non vuol dire che Paolo e Barnaba avessero litigato, tra loro non ci fu separazione in quanto non avevano chiese da condividere, erano solo dei missionari che scelsero strategie diverse.

Oltre che essere un grande apostolo ed evangelista, Barnaba sapeva dare fiducia ed esortare a rimanere fermi nella fede.
Atti 11:22 La notizia di questo pervenne agli orecchi della chiesa che era in Gerusalemme; ed essi inviarono Barnaba, perché andasse fino ad Antiochia. 23 Quando egli giunse, vista la grazia di Dio, si rallegrò e esortava tutti a rimanere fedeli al Signore con fermo proponimento di cuore, 24 perché egli era un uomo dabbene, pieno di Spirito Santo e di fede. E un gran numero di persone fu aggiunto al Signore.
Incoraggiò anche Giovanni Marco a continuare l’opera del Signore, tanto che successivamente questi tornò ad essere collaboratore di Paolo nel ministero.
2Timoteo 4:11 Soltanto Luca è con me, prendi Marco e conducilo con te, perché mi è molto utile nel ministero.

Tutti abbiamo bisogno di qualche Barnaba nella nostra vita, ma a nostra volta vogliamo esserlo per altri, perché l’incoraggiamento dà sempre buoni risultati. Predichiamo a tutti il messaggio incoraggiante della grazia, comunichiamo ad altri la rivelazione che abbiamo ricevuto sulla grazia di Dio, testimoniamo la meravigliosa salvezza ricevuta per grazia, solo ed esclusivamente in virtù del sacrificio del Signore nostro Gesù Cristo sulla croce! La grazia ci rende liberi di amare e di servire Dio e a chi dice che la libertà è pericolosa perché può indurre a peccare di più, rispondiamo che l’amore di Dio che si sperimenta quando si ha Gesù nel cuore non fa venire la voglia di peccare, perché la grazia che si è ricevuta libera dalla schiavitù del peccato e porta a scegliere liberamente di non peccare e perché nessuna cosa al mondo può paragonarsi a quello che si è sperimentato vivendo col Signore.

È per incoraggiarci che la Bibbia riporta le paure di tanti personaggi del passato che consideriamo grandi; anche nel nostro tempo, chi vuole servire Dio attraversa momenti di grande angoscia, dato che nessuno si sente all’altezza del compito che gli viene affidato.
Il pastore Lirio umoristicamente afferma che il Signore ha fatto nascere la chiesa più grande d’Italia, la Parola della Grazia, servendosi di tre persone che si dichiaravano incapaci, che sono state preda di grandi paure e che hanno anche pianto, ma che grazie agli incoraggiamenti ricevuti hanno portato avanti il Suo piano!
Oggi la Chiesa di Dio ha tanto bisogno di incoraggiatori.

Impariamo ad avere pensieri incoraggianti, a pronunciare parole incoraggianti, a dare speranza, a creare un'atmosfera di fiduciosa attesa per chi si trova nello sconforto ed ha bisogno di essere sostenuto, ma soprattutto mostriamo per le persone un interesse sincero, in modo che il nostro atteggiamento sia più eloquente delle parole.

 

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Antonio Settecase