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Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 22 febbraio 2009
Oratore: Pastore Lirio Porrello
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
La predicazione inizia con l’affermazione che avere consapevolezza di essere oggetto dell’amore incondizionato e costante di Dio produce in noi sia un cambiamento spirituale che di condotta e fa maturare una grande libertà, mentre non avere tale consapevolezza e credere che Dio ci ami a seconda dei nostri comportamenti, produce inevitabili sensi di colpa e di condanna, frustrazione e difficoltà ad andare alla Sua presenza, perché tiene nella convinzione di non essere mai all’altezza di piacerGli. In Cristo c’è libertà, ma tale libertà deve essere gestita nel modo giusto avendo chiara la comprensione della grazia, altrimenti si rischia di cadere in due opposti estremi: il legalismo e l’immoralità. Come possiamo essere certi di avere compreso la grazia? L’abbiamo compresa se ad un nostro evidente cambiamento di condotta si accompagna una libertà interiore che ci abilita a manifestare agli altri l’amore di Dio, se in ogni azione e nel servizio non siamo motivati dal dovere o dalla paura di subire una punizione, ma da amore e gratitudine nei riguardi del Signore per la grazia e l’amore che ci elargisce abbondantemente. L’apostolo Paolo esortò i Galati a mantenersi saldi nella libertà che c’è in Cristo e a non ricadere nella schiavitù della legge, essi infatti tendevano a prestare ascolto al pensiero dei giudaizzanti secondo cui, per salvarsi, oltre che vivere nella grazia occorre vivere nella legge. La legge, però, non può in alcun modo salvare, tanto che per la nostra salvezza fu necessario il sacrificio di Cristo. Galati 5:1
State dunque saldi nella libertà
con la quale Cristo ci ha liberati, e non siate di nuovo ridotti sotto il
giogo della schiavitù. Comportamento analogo a quello dei Galati avevano tenuto gli Ebrei dopo la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto. Mosè aveva loro raccomandato di non dimenticare il giorno della liberazione… Esodo 13:3
Quindi Mosè disse a popolo: «Ricordatevi di questo giorno, ne quale siete
usciti dall’Egitto, dalla casa di schiavitù; poiché l’Eterno vi ha fatto
uscire da questo luogo con
mano potente; …ma essi cessarono di ricordare il duro lavoro, la stanchezza, l’oppressione, il grido di aiuto innalzato all’Eterno e finirono col rimpiangere le povere cose che l’Egitto offriva loro! Anche a noi, per l’opera subdola del maligno, può accadere che, dimenticando di essere stati liberati dalla schiavitù del peccato e di essere stati salvati, finiamo col provare nostalgia per le cose ammaliatrici e vane del mondo, mentre dobbiamo serbare memoria del giorno della nostra liberazione dalla schiavitù e dall’oppressione. L’apostolo Paolo afferma che se non camminiamo nella grazia di Dio rischiamo di cadere in uno di due pericolosi estremi: il legalismo e l’immoralità. Chi non crede che Dio ci ami incondizionatamente e pensa di dovere meritare il Suo amore, cerca di piacerGli mediante l’osservanza di regole, leggi, riti e obblighi umani; questo è legalismo. Molte chiese, di fatto, credono che la salvezza dipenda da sforzi umani piuttosto che dalla croce di Cristo e ancor oggi impongono regole fatte da uomini, che nulla hanno a che vedere con la relazione col Signore, ma alle quali si è costretti a conformarsi se non si vuole essere accusati, incolpati, giudicati e persino condannati! Si tratta da regole fatte dagli uomini, che schiavizzano, stancano, soffocano e allontanano da Dio! Chi, invece, non ha Gesù al centro della propria vita e
non ha passione per Lui, finisce con l’amare qualcos’altro, con
l’appassionarsi al gioco, ai vizi, ad abitudini sbagliate, a relazioni
illecite ecc.; con l’acquistare una doppia personalità: una falsa, ipocrita
e mascherata di perbenismo, da mostrare in pubblico; un’altra intrisa di
peccato e di perversione, più riservata ma più vera, frutto dell’immoralità
in cui è caduto!
Giuda 4
Si sono infatti infiltrati tra di voi certi uomini, che sono stati da tempo
designati per questa condanna, empi che
mutano la grazia
del nostro Dio in immoralità e
negano l'unico Padrone Dio e il Signor nostro Gesù Cristo. Le persone di cui parla Giuda erano cadute nell’immoralità perché credevano che Dio, nella Sua grazia, avrebbe loro perdonato ogni peccato, ma se è vero che Dio ama tutti, anche i peccatori, è vero anche che Dio odia il peccato e che da giusto Giudice qual è lascia che chi sceglie di vivere nel peccato vada in perdizione. La grazia non
autorizza a peccare e a cadere nell’immoralità, nella dissolutezza, in
comportamenti senza regole, perché chi agisce in tal modo rinnega Dio.
Nel mettere a fuoco le caratteristiche del legalismo dei farisei, che costruivano la loro santità sulle opere, il Vangelo di Marco afferma che il legalismo impone una maschera d’ipocrisia che toglie la libertà, impedisce di essere se stessi e rende schiavi, fa concentrare sull’apparenza, crea orgoglio e disprezzo per gli altri. Marco 7:6
Ma egli, rispondendo, disse loro: «Ben profetizzò Isaia di voi, ipocriti,
come sta scritto: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è
lontano da me. 7 Ma invano mi rendono un culto, insegnando dottrine
che sono precetti di
uomini". 8 Trascurando infatti il comandamento di Dio, vi attenete
alla tradizione degli uomini: lavatura di brocche e di coppe; e fate molte
altre cose simili». Gesù rimproverò i farisei perché, preoccupati com’erano di osservare regole, leggi e tradizioni umane, Lo onoravano con la bocca, ma il loro cuore era lontano da Lui, insegnavano dottrine fatte dagli uomini e trascuravano ciò che per Dio è importante, come ad esempio la misericordia e la fede. I farisei legalisti si mettevano in mostra con le loro opere, si compiacevano in ciò che facevano e che li rendeva gonfi e pieni di orgoglio, ma Dio è amore, ci ha salvati per grazia e con noi vuole instaurare una relazione d’amore, non una religione. Tito 2:11
Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini,12 e
ci insegna a rinunziare all'empietà e alle mondane concupiscenze, perché
viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente, 13
aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del grande Dio e
Salvatore nostro, Gesù Cristo,14 il quale ha dato se stesso per noi,
per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale,
zelante nelle buone opere. Chi rifiuta un rapporto personale col Signore, non
cammina nella grazia che infiamma d’amore per Lui e insegna a rinunciare a
una vita peccaminosa, cerca compensi in altre cose cadendo facilmente
nell’immoralità.
La frase
dell’apostolo Paolo: “dove il peccato
abbonda, la grazia sovrabbonda”, non significa che Dio tollera il
peccato. Romani 6:1
Che diremo dunque? Rimarremo nel peccato, affinché abbondi la grazia? 2
Niente affatto! Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso?
3 Ignorate voi, che noi tutti che siamo stati battezzati in Gesù
Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte? Chi è nato di
nuovo è morto al peccato e vive per far maturare in sé il frutto dello
spirito, non le concupiscenze della carne, poiché chi vive nel peccato non
ha conosciuto Dio (1Gv. 3:6).
Nell’epistola ai Galati
l’apostolo Paolo cita le opere della carne che impediscono, a chi in
esse persevera, di entrare nel Regno di Dio… Galati 5:19
Ora le opere della carne sono manifeste e sono: adulterio, fornicazione
impurità, dissolutezza, 20
idolatria, magia, inimicizie,
contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, 21
invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili a queste, circa le
quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che
coloro che fanno tali cose non
erediteranno il regno di Dio,
…e conclude affermando che “
quelli che sono di Cristo
hanno crocifisso la carne con le
sue passioni e le sue concupiscenze” Galati 5:24. Chi ama veramente Dio si guarda bene dal cadere nel legalismo e nell’immoralità, vive nella Sua grazia che permette di camminare nello spirito e rende idonei a dominare il peccato.
Con molta severità, l’apostolo Paolo afferma che chi ritorna alla legge scade dalla grazia. Galati 5:4
Voi, che cercate di essere
giustificati mediante la legge, vi siete separati da Cristo; siete scaduti
dalla grazia. La legge ha lo scopo di mettere in evidenza la nostra natura di peccato, la nostra fragilità e debolezza, il nostro bisogno di Dio per essere salvati e di spingerci ad invocare il Suo intervento. Il legalismo fa credere che per la salvezza siano
necessarie le opere, quindi toglie la speranza a chi non ha la forza di far
nulla, rinnega la grazia di Dio che invece interviene sempre per aiutare chi
è debole, di fatto disconosce il sacrificio di Cristo. Galati 5:1
State dunque saldi nella libertà con la quale Cristo ci ha liberati, e non
siate di nuovo ridotti sotto il giogo della schiavitù.
Ben si esprime l’apostolo Giovanni
quando afferma: Se dunque il
Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi,
Giovanni 8:36. Gesù si è immolato per la nostra redenzione e per la nostra salvezza, ci ha liberati dal peccato, dai sensi di colpa e di condanna, ci ha reso liberi di andare alla presenza di Dio con piena fiducia, ci ha reso idonei ad amare in modo incondizionato e a perdonare chi non lo merita... tutto frutto della Sua grazia, e più camminiamo in essa, più sperimentiamo una piena libertà spirituale. La nostra salvezza non dipende dalle nostre opere, è frutto dell’amore di Dio che ci ha liberati dagli interessi per le cose del mondo, in cui serpeggiano il maligno e la tentazione e che ci nuocciono spiritualmente. Non abbiamo bisogno di andare dietro alle effimere
lusinghe del mondo che ci circonda per gioire, la nostra gioia sta
nell’amore di Dio, nelle Sue benedizioni, nei Suoi doni, nello Spirito Santo
che è in noi, nella Sua presenza, nel radioso futuro che ci aspetta, nella
libertà dello spirito, nell’autorità sul maligno, nella grazia che ci aiuta
sempre! Galati 5:13
Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà; soltanto non
usate questa libertà per
dare un'occasione alla
carne ma servite gli uni gli altri per mezzo dell'amore.
Come usiamo la libertà che abbiamo
ricevuto dal Signore? Continuiamo ad
amare secondo la legge, calcolando i meriti e gli errori degli altri, o
amiamo anche chi ci è ostile, chi ci perseguita, chi è antipatico, chi non
ci ama, e perdoniamo chi non lo merita? Vivendo nella
grazia abbiamo superato la legge e possiamo usare la nostra libertà per
amare incondizionatamente, per perdonare chi ci ha ferito, per avere con gli
altri un rapporto aperto e genuino senza maschere e senza ipocrisia, per non
essere belli di fuori e marci dentro come i farisei.
Giacomo 1:25
Ma chi esamina attentamente
la legge perfetta, che è la legge
della libertà, e persevera in essa,
non essendo un uditore dimentichevole ma un facitore dell'opera, costui sarà
beato nel suo operare. L’unica legge che dobbiamo mettere in pratica nella
nostra vita è quella dell’amore di Dio che ci fa camminare nella libertà e
solo se perseveriamo in essa possiamo sperimentare sempre più Rimaniamo saldi nella consapevolezza di essere stati purificati dal sangue di Gesù che ci ha dato pace, gioia e serenità, ci reso liberi dai sensi di colpa, di rigetto e di condanna, ci ha dato la certezza di essere amati dal Padre incondizionatamente e ci ha reso capaci di trasmettere agli altri quanto abbiamo da Lui ricevuto! |
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