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Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 8 febbraio 2009
Oratore: Pastore Lirio Porrello
BATTESIMI
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
In questo giorno
numerose decine di persone scenderanno nelle acque, in veste bianca, per
testimoniare pubblicamente la loro fede in Cristo e la volontà di essere
Suoi discepoli.
La predicazione inizia
con la lettura di quella parte dell’epistola agli Ebrei in cui è citato il
fondamento della dottrina di Cristo, che si compone di sei dottrine, tra cui
quella dei battesimi, a cui segue quella più elevata della perfezione.
Ebrei 6:1
Perciò, lasciando l'insegnamento elementare su Cristo, tendiamo alla
perfezione, senza porre di nuovo
il fondamento del ravvedimento dalle
opere morte e della fede in Dio,
Ebrei 6:2
della dottrina dei battesimi,
dell'imposizione delle mani,
della risurrezione dei morti e
del giudizio eterno;
Dopo avere chiarito
l’etimologia e il significato della parola “battesimo, che dal greco baptizo
vuol dire immergere fino a sommergere, il pastore Lirio precisa che in
accordo al significato della parola, in obbedienza all’insegnamento di Gesù
e sulla base di quanto operato dagli apostoli, il battesimo in acqua va
ministrato esclusivamente per immersione
totale. I battesimi di cui si
parla nel Nuovo Testamento e che riguardano 1.
Il battesimo nel Corpo di Cristo,
indispensabile per la salvezza; 2.
Il battesimo in acqua, necessario
per il discepolato; 3.
Il battesimo nello Spirito Santo,
essenziale per ricevere potenza per il servizio. Il battesimo in Cristo
non va confuso con quello in acqua, come fanno molti, che parlano del
battesimo in acqua come se fosse quello che salva. Il battesimo in Cristo
è l’unico che salva, avviene nel momento in cui si riceve Gesù nel cuore, si
nasce di nuovo nello spirito e in modo soprannaturale si viene immersi nel
Suo Corpo, Il battesimo in acqua
non salva, si fa in obbedienza a un comando del Signore… Matteo 28:19
Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome
del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, …e serve per
testimoniare la propria fede in Lui e l’esperienza della salvezza già
ricevuta e per dichiarare la propria decisione di voler compiere il cammino
del discepolo, il cui scopo è quello di lasciarsi trasformare nel carattere
dallo Spirito Santo e di crescere sempre più all’immagine di Cristo.
Il ladrone, sulla
croce, non fu battezzato in
acqua, eppure quando pronunciò la frase: Luca 23:42
«Signore, ricordati di me quando
verrai nel tuo regno», Gesù gli promise:
«In verità
ti dico: oggi tu sarai con me in paradiso».
Aveva avuto rivelazione
che Gesù era il Messia e che poteva salvarlo, si era ravveduto, infatti dal
versetto precedente si coglie la sua presa di coscienza di essere peccatore
e di meritare la condanna: Luca 23:41
Noi in realtà siamo giustamente
condannati, perché riceviamo la dovuta pena dei nostri misfatti… condensò
la sua confessione di fede in poche parole e fu salvato.
La
salvezza si ottiene sempre così: per grazia mediante la fede ed anche in
punto di morte, chi crede con tutto il cuore al messaggio del Vangelo e lo
dichiara al Signore, riceve la salvezza, al cui fine non è necessario essere
battezzati in acqua. Premesso che
l’efficacia del battesimo non dipende da un rito, come ci è stato insegnato
e il cui valore è nullo sia per le modalità con cui viene svolto, che non
trovano alcun riscontro nella
Bibbia, sia perché non tiene conto della volontà della persona che si
battezza,
1.
il ravvedimento,
consistente nella presa di coscienza della propria condizione di peccato e
nella decisione di invertire la propria direzione di marcia, cioè di voler
voltare le spalle al peccato per dirigersi verso Dio;
2.
la
fede in Dio, che si acquista dopo avere ascoltato Dal libro degli Atti
apprendiamo come si comportavano gli apostoli riguardo al battesimo in
acqua.
Atti
8:36
E, mentre proseguivano il loro
cammino, giunsero ad un luogo con dell'acqua. E l'eunuco disse: «Ecco
dell'acqua, cosa mi impedisce di essere battezzato?».
37
E Filippo disse: «Se tu credi con tutto il cuore, lo puoi». Ed egli rispose,
dicendo: «Io credo che Gesù Cristo è
il Figlio di Dio». Qui si parla di un
eunuco etiope, funzionario della regina etiopica Candace, che trovandosi nel
deserto, proveniente da Gerusalemme e diretto verso l’Etiopia, leggeva un
passo del profeta Isaia in cui profeticamente si parla del
Messia (cap. 53), ma non ne comprendeva il significato.
In modo miracoloso Gesù
trasportò in quel luogo Filippo, il quale gli spiegò quella parte della
Scrittura e gli parlò del sacrificio di Cristo e del Suo piano di salvezza
per l’uomo. Giunti in un luogo in
cui c’era dell’acqua, l’Etiope chiese a Filippo: “cosa
mi impedisce di essere battezzato?” e Filippo a lui:
“Se tu credi con tutto il cuore,
lo puoi”.
È da notare che Filippo non prese
l’acqua della borraccia che certamente aveva con sé, dato che si trovava nel
deserto, e non gliene versò un po’ sul capo, perché il battesimo in acqua
deve essere praticato per
immersione totale, ma gli disse chiaramente che per poter essere battezzato
in acqua doveva credere e, come detto prima, la fede segue il ravvedimento. L’eunuco si era posto
in ascolto della Parola di Dio, aveva preso coscienza della propria
condizione di peccato, aveva creduto che Gesù si era sacrificato per la sua
salvezza, lo dichiarò:
«Io credo che Gesù Cristo è il Figlio
di Dio» e Filippo comprese che poteva battezzarlo. Il ravvedimento e la
fede in Dio produssero nell’Etiope una repentina conversione del cuore:
ricevette Cristo, con Lui la natura divina e il battesimo nel Suo Corpo,
quindi poteva essere battezzato in acqua. Dalla tradizione si
apprende che giunto in Etiopia, pieno di gioia e di zelo, l’eunuco etiope
iniziò a predicare il messaggio dell’Evangelo che aveva
appreso e di cui aveva fatto esperienza e fondò una chiesa.
Il Libro degli Atti
parla anche dei primi battesimi praticati nella Chiesa di Cristo nel giorno
di Pentecoste, dopo la predicazione di Pietro.
Atti 2:37
Or essi, udite queste cose, furono compunti nel cuore e chiesero a Pietro e
agli apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?».
38
Allora Pietro disse loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel
nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono
dello Spirito Santo.
39
Poiché la promessa è per voi e per i vostri figli e per tutti coloro che
sono lontani, per quanti il Signore Dio nostro ne chiamerà».
40
E con molte altre parole li scongiurava e li esortava, dicendo: «Salvatevi
da questa perversa generazione». Toccati profondamente
dalla predicazione i presenti chiesero a Pietro: “che
dobbiamo fare?” e Pietro chiaramente rispose che per ricevere il perdono
dei peccati, cioè la loro remissione, la loro totale cancellazione, dovevano
ravvedersi, essere battezzati in Cristo e ricevere lo Spirito Santo. Quel giorno si fecero
battezzare tremila persone! Sulla base
dell’insegnamento di Gesù, gli apostoli battezzavano nel fiume per
immersione totale e poiché nella Scrittura non esiste alcuna traccia di un
diverso modo di battezzare, noi pratichiamo il battesimo in acqua secondo le
istruzioni della Parola di Dio, che non muta e che ha valore eterno. Il battesimo in acqua
esprime esteriormente ciò che è avvenuto nello spirito del battezzando, cioè
l’identificazione con Cristo:
-
nella
Sua morte, cosa che ha comportato
la sua separazione dal sistema di questo mondo ispirato dal maligno, la sua
liberazione dal dominio della carne e dalla schiavitù del peccato e di
satana;
-
nel
Suo seppellimento, che avviene
all’atto dell’immersione;
-
nella Sua risurrezione,
che avviene all’atto dell’emersione;
-
nel camminare in novità di vita,
che esprime camminando bagnato e che
raffigura il suo cammino di santità con Cristo;
-
nello stare seduto con Lui nei
luoghi celesti, che esprime quando va a prendere il suo posto nella
chiesa e che simboleggia il suo stare seduto con Cristo nei luoghi celesti,
in posizione di autorità, al di sopra di tutta la potenza del nemico.
Efesini 2:6
e ci ha risuscitati con
lui e con
lui ci ha fatti sedere nei
luoghi celesti in Cristo
Gesù,
In una epistola, l’apostolo Paolo esorta i credenti della chiesa di Colosse
ad avere interesse per le cose
celesti: Colossesi 3:1
Se dunque siete risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù, dove
Cristo è seduto alla destra di Dio. Le cose terrene
lasciano insoddisfatti, portano alla ricerca di sempre nuove cose nella
speranza che possano appagare, ma il cuore dell’uomo è stato fatto per Dio e
solo in Lui trova pace, gioia e appagamento. Chi ha conosciuto
Cristo è stato liberato dall’avidità delle cose terrene, che sono
temporanee, e apprezza le cose di lassù, i tesori spirituali ed eterni.
La speranza del
credente, biblicamente parlando, è quella di trascorrere l’eternità col
Signore, ma non possiamo ignorare che il significato del termine ebraico
corrispondente alla parola “speranza” differisce dal nostro concetto di
speranza, che comprende una percentuale più o meno alta d’incertezza, e
indica invece una certezza assoluta, perché basata su ciò che Dio ha
compiuto, su ciò che Egli promette e su cui possiamo riporre la nostra fede.
Scendere nelle acque è
per i battezzandi un momento altamente emozionante in cui riferiscono le
loro esperienze in Cristo, gli eventi straordinari vissuti con Lui, le
guarigioni miracolose, le situazioni superate in modo soprannaturale ed
esprimono la loro profonda gratitudine al Signore e il desiderio di servirLo
per tutta la vita. |
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