Servizio di adorazione ore 10.30 – Palermo, domenica 31 agosto 2008

 

Oratore: Pastore Tommaso Di Lorenzo

 

I CINQUE SEGNI CHE ACCOMPAGNANO IL CREDENTE

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Marco 16:15 Poi disse loro: «Andate per tutto il mondo e predicate l'evangelo a ogni creatura; 16 chi ha creduto ed è stato battezzato, sarà salvato; ma chi non ha creduto, sarà condannato. 17 E questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno nuove lingue; 18 prenderanno in mano dei serpenti, anche se berranno qualcosa di mortifero, non farà loro alcun male; imporranno le mani agli infermi, e questi guariranno». 19 Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu portato in cielo e si assise alla destra di Dio. 20 Essi poi se ne andarono a predicare dappertutto, mentre il Signore operava con loro e confermava la parola con i segni che l'accompagnavano. Amen.

 

Il pastore Tommaso di Lorenzo introduce l’odierna predicazione con la lettura del brano del Vangelo di Marco in cui sono indicati i segni che contraddistinguono i credenti e con i quali Dio conferma la predicazione della Sua Parola.

Il comando di Gesù: “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”, si fa oggi più pressante che mai, perché il nostro tempo non soffre tantoTommaso Di Lorenzo  di una crisi economica, quanto di una crisi di amore, di grazia, di verità, e la chiesa ha il dovere di predicare la Parola di Dio. La corruzione dilaga, si moltiplicano drammaticamente le persone dedite all’alcool e alla droga, molti cercano inconsapevolmente di colmare così il loro vuoto interiore, ma la sola risposta ad ogni bisogno umano è Gesù ed urge farlo conoscere. È Gesù che salva, è Lui che guarisce, che libera e dà la soluzione ad ogni problema e noi dobbiamo e possiamo farLo conoscere testimoniando di Lui con semplicità, senza attendere di aver prima frequentato impegnativi corsi teologici.

 

Gesù sta tornando! I segni rivelatori del Suo imminente ritorno non lasciano dubbi, probabilmente mancano solo alcuni anni, un tempo assai breve a nostra disposizione per portare alla salvezza chi ancora si trova nelle tenebre spirituali.

Urge far conoscere Gesù!  In qualunque situazione si trovino, le persone hanno bisogno di Lui. Parliamo di Gesù dove c’è stanchezza, depressione o malattia, facciamo conoscere le Sue promesse ed Egli confermerà la Sua Parola con i segni che l’accompagnano. 

La Chiesa deve uscire dal suo guscio per portare la scere le Sue promesse, ed Egli no di gesù;  della Sua Parola  nnon funziona così, a sua chiesa testimoniò il fatto di avere buona novella nel mondo, perché siamo noi i piedi, le mani e la bocca di Gesù, senza la nostra predicazione Egli non può salvare. Al tempo degli apostoli, ogni giorno venivano aggiunte alla Chiesa nuove persone, perché i credenti di allora annunciavano tutti i giorni che Gesù è il Cristo.

Quanto più noi evangelizziamo, tanto più numerose sono le persone che Dio può salvare; più  seminiamo e più raccoglieremo.

 

I segni indicati da Marco accompagnano tutti quelli che hanno creduto e quindi tutti coloro che sono salvati possono vederli manifestare nella loro vita, a condizione che credano veramente, infatti i segni non accompagnano quelli che pur dicendosi credenti, in realtà dubitano.

C’è da stupirsi del fatto che molte chiese si definiscono cristiane, ma ignorano le promesse del Signore contenute in questi versetti anche se è scritto chiaramente che da questi segni si riconosce il popolo di Dio.

 

Primo segno: “nel mio nome cacceranno i demoni”.

Prima di ricevere la salvezza eravamo schiavi del maligno, ma nel momento in cui ci ha salvati, Gesù ha capovolto la situazione: in Lui abbiamo vittoria e l’autorità di calcare serpenti, scorpioni e tutta la potenza del nemico (Luca 10:19). Non temiamo, quindi, di sgridare il maligno quando qualcuno desidera essere liberato, perché Gesù stesso ci comanda di farlo e ci promette che nulla potrà farci del male. Non dobbiamo essere noi ad andare a caccia di persone da liberare, ma senza esitare possiamo liberare tutti quelli che ce lo chiedono, come del resto faceva Gesù.

 

Cacciare i demoni è un ministero da mettere in pratica esclusivamente per chi ha riconosciuto Gesù come personale Signore e Salvatore, non è possibile farlo per chi è perduto, perché in tal caso dopo essere andati via i demoni ritornerebbero più numerosi di prima, cosa che non può avvenire in chi è salvato, dato che la presenza di Gesù impedirebbe loro di rientrare. Dobbiamo semplicemente acquistare consapevolezza dell’autorità che abbiamo nel nome di Gesù e del fatto che i demoni fuggono quando si sentono cacciati nel Suo nome.

Chi ha ricevuto la salvezza dispone di tale autorità sin dal primo giorno, infatti l’autorità non cresce col passare del tempo, ma si riceve nel momento della nuova nascita, semmai può crescere la consapevolezza di averla.

Ricordiamo la meraviglia che i settanta discepoli manifestarono a Gesù, al ritorno dalla missione a cui li aveva inviati, nel constatare che i demoni erano loro sottoposti.  

 

Cacciare i demoni è semplice per i credenti e deve essere il loro passatempo preferito, ma per potere esercitare tale ministero occorre liberarsi dai freni inibitori, dai ragionamenti e dalle convinzioni sbagliate, dai dubbi che impediscono di mettere in pratica con determinazione questa parte della Parola di Dio.

Siamo chiamati a distruggere tutta la potenza del nemico e dobbiamo sgridarlo quando insinua nella nostra mente pensieri negativi o di dubbio, quando attenta all’armonia, alla pace, al dialogo nella nostra famiglia, quando vuole danneggiarci nella mente, nel lavoro, nell’economia e in ogni altra area della nostra vita. Sgridiamolo con fede nel nome di Gesù se ci colpisce con qualche infermità. La nostra fede mette in azione la potenza di Dio, perché quando noi onoriamo Dio con la nostra fede, Egli ci onora operando nella nostra vita.

Dio mantiene le Sue promesse nel momento in cui Gli crediamo!

 

Secondo segno: “parleranno nuove lingue”.

Il parlare in lingue rivela l’avvenuto battesimo nello Spirito Santo, ma oltre a questo, che è il principale significato della Scrittura, queste parole si possono intendere anche nel senso che con la nuova nascita il credente acquista un nuovo modo di parlare: abbandona il linguaggio volgare, le bugie,  i discorsi infarciti di parole scorrette, aggressive, offensive, e acquista un linguaggio fatto di amore, di purezza, di gentilezza. Il nostro parlare dipende da ciò che abbiamo nel cuore e se in esso coltiviamo pensieri puri, anche il parlare sarà puro, ma se ci lasciamo prendere dall’ira e diamo luogo a un parlare iniquo, abbiamo bisogno di purificarci. L’opinione che di noi si fa chi ci sta vicino, dipende da come parliamo e se il nostro modo di parlare non è puro, non possiamo parlare agli altri delle cose pure di Dio. Come non berremmo mai acqua pura in un bicchiere sporco, così non possiamo portare ad altri l’acqua pura della Parola di Dio se non siamo vasi puri; non possiamo parlare di Gesù dopo avere parlato in modo volgare, perché non saremmo credibili.

 

Terzo segno: “prenderanno in mano dei serpenti”.

I serpenti vanno intesi sia in senso naturale che spirituale. La Scrittura afferma che l’apostolo Paolo fu morso da una vipera e che, contro l’aspettativa di tutti i presenti, convinti che sarebbe morto, non solo non morì, ma per liberare la mano dal morso, fece cadere la vipera nel fuoco e fu lei a morire. Esperienze del genere sono state fatte anche da altri credenti e il pastore Di Lorenzo riferisce che una sorella, essendo stata morsa da una vipera, mise in azione la sua fede, non morì, ma uccise la vipera e ne mostrò il corpo in chiesa quando testimoniò l’accaduto.

 

Quarto segno: “…anche se berranno qualcosa di mortifero, non farà loro alcun male”.

Questa promessa, come le altre, si realizza per fede nella Parola di Dio, ma non può avere adempimento nel caso in cui si pensi di sfidare il Signore e ci si avveleni pensando di non morire. Il pastore narra di alcuni casi di credenti che, avendo ingerito il veleno per caso o per le malvagie intenzioni di altri, non sono morti, il veleno è rimasto inefficace pur essendo mortifero e si è avuta la prova della veridicità della Parola di Dio.

 

Quinto segno: “imporranno le mani agli infermi, e questi guariranno”.

Crediamoci e vedremo gli ammalati guarire. Crediamoci e riceveremo la guarigione. Il pastore testimonia di avere lasciato la professione medica per dedicarsi al ministero allorché nel nome di Gesù vide totalmente guarire  ammalati di cancro in fase terminale ormai dispensati dalla medicina.

La nostra razionalità ci porta a credere solo a ciò che vediamo, ma con Dio non funziona così, occorre credere alla Sua promessa di guarigione con tutto il cuore prima di vedere i risultati, solo allora la guarigione si manifesterà concretamente!

 

La Parola di Dio è Verità e se nella Sua infinita sapienza Dio ha voluto che il mondo riconosca i Suoi figli dai segni che li accompagnano e nella Sua fedeltà dà adempimento alle promesse fatte, per vedere i risultati nella nostra vita dobbiamo fare la nostra parte, semplice ma indispensabile:  credere con tutto il cuore alla Sua Parola.

 

 

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Antonio Settecase