Servizio di adorazione ore 8.30 – Palermo, domenica 29 giugno 2008

 

Oratore: Pastore Rosario Mascari

 

LA  SUA  CHIESA, LA TUA CHIESA

                                                                                                                                                                                                   

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Sul pianeta Terra non esiste nulla di più importante della Chiesa di Cristo.

Impossibile immaginare un mondo senza la Chiesa e senza la presenza dello Spirito Santo, che fa scendere le Sue benedizioni sui buoni e sui malvagi, ma che quando Gesù rapirà la Sua Chiesa, andrà via dal nostro pianeta, con la conseguenza che chi vi rimarrà vedrà solo desolazione e catastrofe.

 

Matteo 16:18 Ed io altresì ti dico, che tu sei Pietro, e sopra questa roccia io edificherò la mia chiesa e le porte dell'inferno non la potranno vincere.

La Chiesa appartiene a Gesù Cristo, è Lui che l’ha fondata ed anche se Satana ha cercato in ogni modo e in ogni tempo di distruggerla, anche se tanti martiri hanno dato la vita e versato il loro sangue per essere testimoni di Cristo, essa è cresciuta e si è diffusa in tutto il mondo, perché è nata da Dio e le porte dell’Ades non  possono vincerla.

Gesù è l’ideatore, il progettista e l’architetto della Chiesa; è Lui che ha stabilito minuziosamente ogni dettaglio per la sua edificazione ed ha delegato noi a farlo, ma se nell’edificarla ci permettessimo di modificare arbitrariamente il Suo progetto, ne seguirebbero effetti disastrosi.

Nel naturale un architetto progetta una costruzione, stabilisce nei minimi particolari di che tipo, qualità e quantità devono essere i materiali da usare e poi passa il progetto ai costruttori, i quali devono attenersi scrupolosamente alle sue istruzioni, poiché nel caso in cui decidano ad esempio di usare materiali scadenti, pensando che nessuno se ne accorga, la costruzione rischierebbe di crollare e la stessa vita di chi vi abita verrebbe messa a repentaglio.   

Noi siamo i costruttori della Chiesa di Cristo e dobbiamo edificarla con sapienza e scrupolo, eseguendo diligentemente le istruzioni del nostro Architetto.

In vario modo tutti, non sono solo il pastore e i leaders, abbiamo una parte importante nell’edificazione della Chiesa, e il nostro personale apporto viene dato nella chiesa locale a cui apparteniamo.

 

Ogni chiesa locale ha una sua struttura, adotta delle strategie, ha una dottrina.

La struttura di una chiesa sta nella sua organizzazione.

Nella nostra chiesa “La Parola della Grazia”, la struttura è costituita dal pastore, dagli anziani e dai leaders, che si adoperano affinché la chiesa funzioni al meglio sotto tutti i punti di vista e in particolare affinché le strategie messe in atto per la salvezza delle persone e per la loro cura spirituale risultino efficaci.

Le strategie adottate sono: l’organizzazione cellulare, le evangelizzazioni, l’azione di consolidamento, di insegnamento e di formazione dei discepoli, i quali vengono seguiti accuratamente e costantemente nella loro crescita spirituale allo scopo di renderli idonei a divenire a loro volta guida per altri.

 

Ogni chiesa locale ha la propria organizzazione e usa particolari strategie.

Le strategie adottate hanno il fine di portare al Signore coloro che non Lo conoscono o hanno di Lui solo una conoscenza mentale e inconsapevolmente si dirigono verso l’eterna perdizione.

La chiesa deve servirsi, pertanto, di un braccio esterno che si preoccupi di evangelizzare le persone e di conquistarle per Cristo. Ogni conquista è preceduta dalla preghiera e da una battaglia contro il nemico che si oppone. Ogni persona viene guidata nella conoscenza della Parola di Dio, alla realizzazione di una vera conversione del cuore che le consenta una personale esperienza col Signore e una reale crescita spirituale. Grande contributo viene offerto a tal fine dai ritiri spirituali dell’Incontro e del Reincontro.

 

Alcune chiese raggiungono lo scopo evangelistico mediante spettacoli teatrali o musiche e canti cristiani; altri predicano nelle strade e nelle piazze, ecc.; ogni chiesa segue strategie proprie al fine di portare le persone a Cristo.

 

Oltre all’organizzazione e alle strategie, ogni chiesa deve osservare scrupolosamente e prioritariamente la sana dottrina di Cristo, la sola che garantisce la manifestazione dello Spirito Santo.

Dottrina e potenza dello Spirito Santo non possono mancare in una chiesa che si definisce cristiana.

La dottrina senza la manifestazione dello Spirito Santo è sterile e d’altra parte lo Spirito Santo si manifesta solo se viene predicata la sana dottrina. 

 

Il termine chiesa, dal greco ecclesìa, vuol dire “chiamati fuori”. La Chiesa è l’assemblea dei credenti che Dio chiama fuori dal mondo, non perché vivano in isolamento, ma affinché, pur vivendo in esso, non si adeguino ai modelli, ai modi di vivere e di pensare del mondo, che sono ispirati dal maligno.

 

Esistono due importanti elementi riguardanti il nostro rapporto con la chiesa locale:

sentirsi parte della chiesa e avere una funzione nella chiesa.

 

Ci sentiamo parte della chiesa a cui apparteniamo e in che misura?

Vediamo come avvenne la nascita della Chiesa di Cristo.  

Atti 2:1 Come giunse il giorno della Pentecoste, essi erano tutti riuniti con una sola mente nello stesso luogo. 2 E all'improvviso venne dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dove essi sedevano. 3 E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e andarono a posarsi su ciascuno di loro. 4 Così furono tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro di esprimersi.

Quando nacque la Chiesa, tutti stavano seduti e attendevano lo Spirito Santo con una sola mente e un sol cuore. Lo stare seduti indica una condizione di riposo. Non c’era agitazione, né fermento, né inquietudine, né confusione nell’Alto Solaio, ma tutti stavano seduti.

Oggi si assiste, purtroppo, ad un agire smanioso di molti credenti che non hanno tregua, non si fermano mai, cambiano cellula, cambiano chiesa, sono sempre insoddisfatti, hanno sempre da ridire su tutto, anche se rimangono nella stessa chiesa, non hanno stabilità, non si sentono parte della loro chiesa locale, il loro cuore va altrove. Costoro non avranno mai un vero posto e quindi non riconosceranno a quale funzione Dio li ha chiamati!

 

È indispensabile essere inseriti in una chiesa locale, ma lo è altrettanto avere in essa un ruolo, una funzione, in quanto oltre che fisicamente ci si deve sentire parte della chiesa anche praticamente.

Chi non è nato di nuovo, non può avvertire il bisogno di dare la propria disponibilità e offrire il proprio servizio, poiché lo spirito di servizio viene dato dallo Spirito Santo.

Adoperiamoci per avere una funzione nel Corpo di Cristo, nella consapevolezza che servire in esso è un onore e un privilegio a tutti i livelli e che nulla può appagare di più e dare più prestigio.

 

Chi serve nel Corpo di Cristo riceverà la ricompensa quando si troverà davanti al Bema, il Tribunale di Cristo, in cui ciascun credente riceverà o meno il premio. Gesù terrà conto della fedeltà con cui avremo prestato il nostro servizio in chiesa, a prescindere dal ruolo o dal ministero. Il premio che riceveremo non dipenderà dal tipo di chiamata più o meno prestigiosa, ma dalla fedeltà con cui l’avremo adempiuta.

Chi avrà ignorato la chiamata o l’avrà adempiuta senza zelo, possibilmente sarà salvato, ma… come attraverso il fuoco, come dire che rischierà persino di perdere la salvezza.

 

Cosa non è la Chiesa?

La Chiesa non è un club riservato a pochi iscritti, ma è aperta a tutti;

non è un luogo in cui ciascuno può portare i  propri progetti;

non è un luogo in cui si fa carriera o in cui ci si possa considerare indispensabili.

Dio ci ama di un amore sconfinato, ma non ha bisogno di noi, siamo noi ad aver bisogno di Lui.

Sbaglia chi cerca di arrampicarsi nella scala del prestigio in chiesa o cerca di farsi raccomandare per ottenere qualcosa. La chiesa non è un luogo in cui si può cercare un posto di lavoro o in cui si possa aspirare ad essere innalzati. È Dio che innalza quando vede un cuore sincero.

Infine è da sottolineare che la chiesa, pur avendo un Capo perfetto, non è perfetta, essendo composta da esseri umani imperfetti che inevitabilmente sbagliano. 

Una caratteristica che accomuna le chiese di tutto il mondo è proprio quella di essere imperfette.

 

L’apostolo Pietro dice che la Chiesa è costituita da pietre viventi che edificano un edificio santo. Quelle pietre viventi siamo noi e come tutte le pietre esistenti sul pianeta terra sono diverse l’una dall’altra, così avviene nel Corpo di Cristo:  siamo tutti diversi l’uno dall’altro.

1Pietro 2:5 anche voi, come pietre viventi, siete edificati per essere una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.

Questa diversità può indurci a cogliere negli altri tutte le caratteristiche che li differenziano da noi e a farci prendere le distanze da quei fratelli che vediamo “diversi”, con la conseguenza che nell’edificio chiesa si vengono a creare crepe e fratture che ne mettono a rischio la stabilità.

Nel Corpo di Cristo, la diversità è un bene prezioso, perché in essa ci si compensa vicendevolmente. Per tale motivo quanto più siamo diversi l’uno dall’altro, tanto più dobbiamo unirci ed essere compatti.

 

Cose molto importanti ci uniscono ai fratelli.

Abbiamo un unico Signore, un unico battesimo, un’unica fede; apparteniamo a un unico Corpo, abbiamo la stessa salvezza e lo stesso futuro! Grazie a queste cose, nonostante le nostre imperfezioni e diversità, siamo accomunati dallo stesso glorioso destino eterno. Ci ritroveremo fianco a fianco con quei fratelli che consideriamo tanto diversi da noi! Pensiamoci e cambiamo il nostro atteggiamento nei loro riguardi. Se alcuni fratelli ci deludono, pensiamo che di certo anche noi abbiamo deluso o ferito altri, forse per superficialità e magari senza accorgercene.

 

Probabilmente ciascuno di noi si crea un ideale di chiesa perfetta e nel perseguire tale ideale, ogni qualvolta qualcosa ci delude, procediamo a  critiche, valutazioni, giudizi.

Quell’ideale di perfezione è solo un’utopia, non si realizzerà mai!

 È necessario che ci sia equilibrio tra il perseguire il proprio ideale e l’accettare la condizione reale. Tendiamo al meglio, ma non aspettiamoci la perfezione e non disprezziamo la realtà.

Il Padre ha per noi un ideale di perfezione, ci vede come Gesù, eppure non ci disprezza, non ci critica, non prende le distanze da noi perchè siamo imperfetti o perché Lo deludiamo.     

Siamo sobri, misurati, diamo il giusto valore ai nostri fratelli, apprezziamoli in quanto membra dello stesso Corpo. 

 

Efesini 4:1 Io dunque, il prigioniero per il Signore, vi esorto a camminare nel modo degno della vocazione a cui siete stati chiamati 2 con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri nell'amore, 3 studiandovi di conservare l'unità dello Spirito nel vincolo della pace.

La Parola di Dio ci esorta a sopportarci, ad avere pazienza gli uni verso gli altri, a conservare l’unità dello spirito nel vincolo della pace.

 Il maligno sa che non può vincere chi è nato di nuovo e non può togliergli la salvezza, ma sa che può dividerci e isolarci mostrandoci in misura amplificata i difetti degli altri e inducendoci a chiuderci, a nutrirci delle delusioni provate, a farci credere di poter essere buoni cristiani standocene per conto nostro, lontani dagli altri.

 

 1Corinzi 1:10 Ora, fratelli, vi esorto nel nome del nostro Signore Gesù Cristo ad avere tutti un medesimo parlare e a non avere divisioni tra di voi, ma ad essere perfettamente uniti in un medesimo modo di pensare e di volere. 11 Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli miei, da quelli della casa di Cloe, che vi sono contese fra voi.

Duemila anni fa esistevano problemi analoghi a quelli di oggi e l’apostolo Paolo esortò con energia i credenti della chiesa di Corinto, dove c’erano contese tra i fratelli, ad essere uniti nel modo di pensare e di volere. La sua viva raccomandazione, diretta anche a noi, intende preservarci dalle macchinazioni del maligno e dalle loro conseguenze.

Non schieriamoci mai dalla parte di chi critica, giudica e disprezza gli altri; chi fa questo in genere è improduttivo e trova da ridire su chi, invece, spende tempo ed energie per la chiesa. Schieriamoci piuttosto con chi incoraggia,  esorta, sostiene e mette a disposizione degli altri i propri talenti.

 

Ricordiamoci che non discernere il Corpo di Cristo e disprezzarlo  può far perdere la salvezza, come è scritto nell’epistola ai Corinzi a proposito della Cena del Signore.

 1Corinzi 11:29poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. 30 Per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono.

Non disprezziamo mai il Corpo di Cristo, non offendiamo i fratelli, perché un  comportamento del genere accende l’ira di Dio! Chi lo ha fatto, si penta, si umili, chieda perdono, perché potrebbe pagare a caro prezzo tale comportamento.

 

Sosteniamo sempre i nostri pastori e i nostri leaders, anche se talvolta possono sbagliare.

Nell’Antico Testamento si legge la storia di Noè e come, dopo essere uscito dall’arca con i suoi figli e avere ripopolato la terra, un giorno si sia ubriacato e denudato. Suo figlio Cam lo vide in quello stato e, anziché coprirlo, andò a riferirlo ai fratelli, i quali, per rispetto verso il loro padre, entrarono nella tenda camminando all’indietro e lo coprirono. Venuto a conoscenza dell’accaduto, Noè maledisse Cam (Genesi 9:18-25).

È vero che Noè aveva sbagliato ad ubriacarsi e a denudarsi, ma è anche vero che Cam non poteva permettersi un  simile agire verso suo padre, l’autorità costituita da Dio su di lui, un profeta del Signore su cui c’era l’unzione di Dio e grazie al quale tutta la famiglia era scampata alla distruzione.

 

Guardiamoci dal denigrare, deridere ed oltraggiare i fratelli; non critichiamo mai l’operato dei pastori e dei leaders, badiamo a non divenire preda dello spirito di Cam, spirito d’ingratitudine e di cattiveria. Anche quando negli altri notiamo dei difetti, copriamoli, correggiamoli con amore, preghiamo per loro, proteggiamoli, soltanto così è possibile realizzare all’interno della chiesa la vera unità.

 

Chiediamoci: sentiamo di appartenere alla chiesa che frequentiamo? Abbiamo in essa una funzione? Ci adoperiamo per l’unità della Chiesa?

La Chiesa di Cristo è la cosa più importante che esiste sulla terra, è eterna e invincibile perché nasce da un progetto divino ed ha per fondamento Gesù Cristo, il Signore.

Dobbiamo considerare un grande privilegio e un onore farne parte, come privilegio ed onore è servire nel Corpo di Cristo e offrire il proprio contributo affinché la propria chiesa locale funzioni al meglio in ogni sua attività.        

 

Web Master

Antonio Settecase