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Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 27 aprile 2008
Oratore: Pastore Colin Dye
COME SOPRAVVIVERE E SUPERARE UN ATTACCO SPIRITUALE
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Sono stati giorni pieni di entusiasmo e di carica spirituale, quelli in cui si è svolta la conferenza tenuta dai pastori: Colin Dye, della chiesa Kensington Temple di Londra, una della più grandi d’Europa, e Gary Clarke della Hillsong di Londra. Con le loro predicazioni semplici, chiare, incisive, dirette e prorompenti dal cuore, hanno dipanato alcuni aspetti della vita del credente presentando, nel loro insieme, alcuni elementi necessari per realizzare una guerra spirituale vittoriosa. Un significativo contributo è stato offerto dalle predicazioni tenute in due sessioni dal nostro pastore Lirio Porrello, efficace insegnante della Parola di Dio, e da quella altrettanto importante ed energica del pastore Rosario Mascari. Un vero spettacolo vedere la chiesa stracolma di partecipanti. Erano tanti che, pur essendo stata la chiesa fornita fino all’inverosimile di nuovi posti a sedere, nelle plenarie serali molte persone hanno dovuto assistere alla conferenza dalla sala controcorrente, attrezzata di maxischermo. Tra gli intervenuti, numerosi pastori provenienti da varie parti d’Italia. Il vero spettacolo però, più che dal numero dei partecipanti, è stato offerto dalla gioia che regnava in chiesa, dall’amore per Dio che tutti esprimevano nella lode e nell’adorazione, dalla calda e sentita partecipazione ai canti di guerra e di vittoria innalzati in accordo al tema della conferenza, dall’unzione che non si è fatta attendere, dal fuoco dello Spirito Santo che ha acceso nei cuori di tutti il desiderio di combattere e dare battaglia al nemico per strappargli territori per Gesù. Questo è il tempo dell’Europa, Dio lo ha rivelato a molti Suoi servi, che si stanno adoperando ovunque per far conoscere il messaggio dell’Evangelo, e per l’Italia, Palermo è il punto di partenza del risveglio. In definitiva abbiamo ricevuto una nuova spinta, un ulteriore incoraggiamento a combattere una battaglia già vinta dal nostro Signore, mettendo in pratica con più grinta e convinzione quello che già facevamo.
Il tema dei due primi servizi domenicali, tenuti dal pastore Colin Dye, non si discosta da quello della guerra spirituale e sulla base di un brano della Scrittura in cui si parla degli attacchi subiti dal re Davide, vengono messi in luce i comportamenti che egli tenne e che ci servono da esempio. 1Cronache 14:8 Quando i Filistei vennero a sapere che Davide era stato unto re di tutto Israele, salirono tutti in cerca di Davide. Appena lo seppe, Davide uscì loro incontro. 9 I Filistei giunsero e si sparpagliarono per la valle dei Refaim. 10 Allora Davide consultò Dio, dicendo: «Devo io salire contro i Filistei? Me li darai tu nelle mani?». L'Eterno gli rispose: «Sali, e io li darò nelle tue mani». 11 Essi salirono a Baal-Peratsim, dove Davide li sconfisse e disse: «DIO ha aperto per mano mia una breccia tra i miei nemici, come un varco aperto dalle acque». Per questo misero a quel luogo il nome di Baal-Peratsim. 12 I Filistei abbandonarono là i loro dèi, e Davide ordinò che fossero bruciati nel fuoco. 13 In seguito i Filistei tornarono a sparpagliarsi per la valle. 14 Davide consultò di nuovo DIO, e DIO gli disse: «Non salire dietro di loro, ma aggirali alle spalle e piomba su di loro di fronte ai balsami. 15 Quando udrai un rumore di passi sulle cime dei balsami, lanciati subito all'attacco, perché DIO uscirà davanti a te per sconfiggere l'esercito dei Filistei». 16 Davide fece come DIO gli aveva comandato, ed essi sconfissero l'esercito dei Filistei da Gabaon fino a Ghezer. 17 Così la fama di Davide si sparse per tutti i paesi, e l'Eterno fece venire il terrore di lui su tutte le nazioni.
Il pastore Colin afferma di avere sperimentato numerosi attacchi spirituali nel corso del suo ministero, ma di avere sempre reagito ad essi con entusiasmo, considerandoli un’occasione per vedere lo speciale intervento di Dio. Riferisce che durante una sua crociata evangelistica nel Benin, nazione africana in cui nacque il vudù, culto in cui gli stregoni operano cose particolari attraverso il potere del demone, doveva predicare all’aperto, in una piazza, proprio davanti al tempio del serpente che veniva adorato in quel luogo. Era entusiasmato per l’opportunità di predicare l’Evangelo in un posto spiritualmente tanto oppresso, ma dovette predicare in fretta, dovendosi recare con urgenza all’aeroporto per la partenza. In appena quindici minuti predicò il messaggio, chiamò i presenti per l’appello di salvezza, pregò per gli ammalati e avvennero molti miracoli. Il tutto in quindici minuti! Stentava a credere che in così poco tempo si fosse svolto un culto che in genere richiede molto più di un’ora. Quando terminò, iniziò una pioggia intensa ma strana, visto che in cielo non c’erano nuvole. Seppe che i sacerdoti vudù stavano pregando affinché una pioggia fermasse la predicazione del Vangelo, ma lo Spirito Santo, umoristicamente afferma il pastore, gli aveva dato l’unzione di Speedy Gonzales e in quindici minuti aveva finito la predicazione con successo perché molti avevano accettato Gesù. I sacerdoti vudù erano riusciti a far piovere, ma non avevano fermato il piano di Dio!
Altri pastori del team, preoccupati che la pioggia avrebbe potuto fermare le loro successive predicazioni, iniziarono a pregare e dichiararono pubblicamente ai sacerdoti vudù che le loro preghiere non avrebbero impedito la predicazione del Vangelo. Si trattava di una sfida. Dopo la partenza del pastore Colin, gli altri pastori predicarono, vedevano avvicinarsi la pioggia, ma non piovve. Tutti si accorsero che i predicatori del Vangelo avevano più potere dei loro sacerdoti, furono testimoni di molti segni e miracoli, videro che il potere di Satana era spezzato e in tanti si diedero a Cristo. Attacchi del genere costituiscono preziose opportunità da cogliere per mostrare chi è il Signore. Per questo bisogna entusiasmarsi quando giungono attacchi spirituali: per mostrare la potenza di Cristo!
Come si legge nel brano di 1 Cronache 14:8-17, Davide subì gli attacchi dei Filistei quando fu unto re sopra tutto Israele, non lo avevano attaccato quando era un re di poca importanza. Satana attacca di più chi ha più unzione, perché sa che quanto maggiore è l’unzione dello Spirito Santo su di noi, tanto più efficacemente possiamo combatterlo; una maggiore unzione comporta quindi una battaglia più intensa. Se siamo cristiani inefficaci e non creiamo problemi al diavolo, non avremo neppure i suoi attacchi, ma se decidiamo di essere strumenti di Dio, dobbiamo prepararci alla guerra spirituale. Ogni vittoria che conseguiamo ci rende obiettivi per il nemico, e più grandi saranno le nostre vittorie, più grandi saranno i demoni che dovremo affrontare, ma se entriamo nell’unzione di Dio e impariamo a combattere efficacemente, possiamo affrontare e superare qualunque attacco spirituale.
Perché Dio permette a Satana di attaccare il Suo popolo? Perché mediante gli attacchi ci dà l’opportunità di metterci a confronto col nemico, di sconfiggerlo, di fare avanzare il Suo Regno nella nostra vita e di muoverci nella Sua vittoria. È da notare che i Filistei cercavano Davide per attaccarlo, ma fu lui a muoversi contro di loro. Ciò significa che non dobbiamo avere paura del nemico, perché abbiamo tutto ciò che ci serve per vincerlo, soprattutto l’autorità nel nome di Gesù, e se restiamo fermi nella nostra posizione e trasformiamo il suo attacco contro di noi in un contrattacco contro di lui, lo sbaragliamo.
In varie parti della Scrittura si legge che Satana attacca per primo, ma poi fugge sconfitto. Avvenne così quando attaccò Gesù nel deserto, ancor peggio avvenne quando mise in cuore a Giuda di tradire Gesù affinché fosse crocifisso. Credette di averLo eliminato, ma sperimentò la sua più grande sconfitta. In ogni attacco che il nemico ordisce contro di noi dobbiamo scorgere un’opportunità per distruggerlo.
Come si comportò Davide davanti all’attacco? Non si lanciò in battaglia prima di avere consultato Dio. Dipendere da Dio significa ricevere la Sua sapienza, il Suo consiglio e le Sue strategie, non solo per sopravvivere, ma per contrattaccare. Occorre sapere, però, che le strategie di Dio non sono sempre uguali, Egli ne dà una per ogni singola situazione e talvolta dà suggerimenti particolari, di conseguenza non possiamo vivere di rendita utilizzando strategie ricevute in altre situazioni.
Pensiamo a quella che diede a Giosuè per prendere Gerico. Mentre i sacerdoti suonavano le trombe, i soldati dovevano girare per sette giorni attorno alle mura della città senza parlare. Il settimo giorno girarono per sette volte attorno alla città, e infine, quando Giosuè ordinò loro di gridare, le mura crollarono. Se i soldati avessero potuto parlare, chissà quante lamentele, quante critiche, quale disappunto avrebbero espresso, ma nell’obbedienza al comando di Dio, le mura implosero in modo soprannaturale. Non furono le trombe, ma la potenza di Dio a produrre la loro caduta! Anche noi dobbiamo affrontare il nemico eseguendo ciò che Dio ci dice di fare e se perseveriamo in ciò che ci comanda, Egli ci libera e ci dà la vittoria, come fece con Davide. Di certo tanti pastori provenienti da lontano avranno incontrato opposizioni e difficoltà per partecipare alla conferenza, ma Dio ha fornito loro le giuste strategie per superare ogni ostacolo e far conseguire una vittoria spirituale.
La sfida non fu tra Davide e i Filistei, tra le loro rispettive capacità militari, ma tra i loro dèi e l’Eterno d’Israele. I Filistei fuggirono abbandonando i loro dèi che non avevano risposto alle loro preghiere, mentre Davide dimostrò chi è il vero Dio. Questa battaglia è ancora attuale. Oggi ci sono tanti dèi, tante false religioni, tante false verità; per non dire che ci sono anche gli dèi del potere politico, quelli della filosofia, e in atto c’è una grande battaglia per la salvezza delle anime. Chi è il Signore? Chi è il vero Dio? Spetta a noi dimostrare con la nostra battaglia spirituale che solo Gesù è il Signore, che Egli ha tutta l’autorità, che Sua è la Signoria e che l’attacco che noi subiamo, più che noi riguarda Lui. La nostra vita serve a dimostrare che Gesù Cristo ha tutta l’autorità, affinché ogni ginocchio si pieghi davanti a Lui e confessi che Egli è il Signore. Se ci arrendiamo alla Sua Signoria, nel Suo nome disponiamo della Sua stessa autorità su tutta la potenza del nemico.
Dopo una vittoria forse viene da pensare di essere al sicuro, ma non è così, il nemico tornerà ad attaccarci, come avvenne a Davide. Dopo la sconfitta i Filistei, che non confidavano più nella protezione degli dei in cui avevano creduto, vista la loro impotenza, tornarono a sparpagliarsi nella valle per colpire Davide, che però non li attaccò mettendo in atto la strategia precedentemente ricevuta, ma ancora una volta consultò Dio e ricevette da Lui una strategia nuova.
Il pastore Colin ricorda che quando Elìa chiamò il fuoco dal cielo per bruciare il sacrificio, lo fece per dimostrare ai profeti di Baal che Colui che risponde dal cielo col fuoco è il vero Dio. Tutti quei profeti furono distrutti, ma Elìa non era ancora al sicuro, perché una donna odiava molto i profeti di Dio e continuò ad attaccarlo. Egli fuggiva i pericoli prodotti da quella donna e incontrò difficoltà, ma infine Dio lo riprese e gli diede la strategia per superare quella circostanza.
Avviene spesso che dopo avere ricevuto una guarigione, dopo la gioia iniziale, le persone avvertano il riaffiorare di qualche sintomo del male. È il maligno che cerca di incutere la paura di una ricaduta e lo scoraggiamento, ma se lui è perseverante nei suoi tentativi distruttivi, i cristiani devono esserlo nella fede, che non deve mai vacillare. Molti non perseverano nel mettere in pratica i consigli dei loro leaders, dati su basi bibliche, per ricostruire, ad esempio, la famiglia o il rapporto coniugale e affermano che quei consigli non funzionano. La verità è che essi vogliono vedere istantaneamente i risultati, ma il Regno di Dio non funziona così, occorre perseveranza, e poiché la Parola di Dio è veritiera, provando e riprovando con insistenza e fede, le promesse di Dio si realizzano.
La seconda vittoria di Davide fu maggiore della precedente perché fu totale; il nemico non solo fu vinto, ma venne scacciato. Prima di affrontarlo, Davide tornò a consultare Dio, il quale gli disse di attendere un rumore di passi sugli alberi. Quei passi avrebbero segnalato la presenza degli angeli guerrieri che avrebbero combattuto per lui. Davide fece come Dio gli aveva detto: attese il momento indicato dal Signore e secondo i Suoi ordini aggirò il nemico e lo attaccò frontalmente là dove le schiere angeliche combattevano per lui. I Filistei furono cacciati, la vittoria fu piena. Perché avvenga così anche a noi, dobbiamo dipendere dallo Spirito Santo, imparare ad ascoltarLo e a lasciarci guidare da Lui in ogni situazione, mentre noi Lo lodiamo, Lo onoriamo, celebriamo il Suo nome. Ancor oggi gli angeli guerrieri di Dio combattono per noi e in molte circostanze non dobbiamo neppure combattere, ma per fede riposarci nella vittoria di Gesù. Talvolta l’attacco ci distrae e ci fa perdere di vista quello che dobbiamo fare: ascoltare Dio! Spesso non dobbiamo fare proprio nulla, solo riporre in Lui tutta la nostra fiducia.
I Filistei furono scacciati definitivamente e la fama di Davide si diffuse ovunque non per i suoi meriti militari, ma perché aveva dimostrato la grandezza e l’onnipotenza dell’Iddio d’Israele, che guidava sempre il Suo popolo alla vittoria. Non accontentiamoci di mezza vittoria, liberiamoci definitivamente del nemico, usciamo dal suo controllo! Ogni battaglia spirituale rende famoso il nome di Dio perché è Lui che vince la droga, È Lui che risana i matrimoni, che guarisce, che ha la soluzione per ogni problema e in ogni vittoria dobbiamo dare a Lui tutta la gloria! Sia nel caso che Egli combatta con noi che nel caso in cui combatta per noi, la nostra vittoria è comunque assicurata, perché l’esito della battaglia spirituale che siamo chiamati a combattere non dipende da noi, ma da Lui, il Re dei re e il Signore dei signori e a Lui appartiene tutta la gloria!
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