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Servizio di adorazione ore 8.00 -
Palermo, domenica 26 ottobre 2008
Oratore: pastore Lirio Porrello
IL
PESO DI DIO PER LE FUTURE GENERAZIONI
Presta attenzione, o popolo mio,
alla mia legge; porgi orecchio alle parole della mia bocca.
Aprirò
la mia bocca per proferire
parabole, ed esporrò i misteri dei tempi antichi.
Ciò che noi
abbiamo udito e conosciuto, e che i nostri padri ci hanno raccontato,
non lo nasconderemo
ai loro figli, ma
racconteremo alla generazione futura le lodi dell'Eterno, la sua potenza e
le meraviglie che egli ha fatto (Salmo 78:1-4).
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
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Viene portato
all’attenzione della chiesa un argomento della massima importanza, quello
secondo cui il valore di un ministro di Dio non si misura soltanto
nell’immediato, ma in base alle sue ripercussioni nelle generazioni future.
La predicazione di oggi dimostra, alla luce della Scrittura, che se un
ministro di Dio non si preoccupa del futuro e non si assicura una
successione, è responsabile delle conseguenze che tale negligenza farà
registrare dopo la sua morte. Occorre
preparare le nuove generazioni, per attendersi dal futuro qualcosa di buono
ed evitare che non riservi nulla di negativo.
Introduce
l’argomento una riflessione su quanto è avvenuto negli ultimi decenni in
molte nazioni dell’America latina. Il grande risveglio esploso negli anni
ottanta e novanta ha prodotto in quei territori una grande trasformazione
spirituale portando, ad esempio, la popolazione cristiana pentecostale
argentina dall’1 al 35% e quella del Guatemala al 55%. È stato constatato
che quest’ultima nazione, pur avendo un così grande numero di cristiani, è
nota nel mondo per il suo alto grado di corruzione, ma ciò è dovuto al fatto
che i cristiani, a causa del loro modestissimo livello culturale, non
ricoprono cariche pubbliche e il potere è in mano a persone non credenti e
corrotte. Se ne deduce
che occorre predisporre una nuova generazione di giovani capaci in futuro di
governare e che oltre ad essere professionalmente preparati, abbiano anche
un’autentica formazione cristiana. Spetta alla
Chiesa attuare strategie mirate al raggiungimento di tale obiettivo e
preparare una futura classe dirigente che sappia applicare alla vita
politica e sociale i principi e i valori cristiani.
Per questo
motivo il pastore argentino Claudio Freidson si accinge a fondare
un’università che, pur essendo laica, formerà professionisti a cui verranno
inculcati, in una breve parentesi quotidiana, i principi cristiani (questa è
una condizione per avere accesso all’università), con l’obiettivo di
ricoprire incarichi pubblici e gestire la politica secondo la morale
divina.
Dalla
Scrittura si coglie la preoccupazione di Dio per le generazioni future. Salmi 78:5
Egli ha stabilito una testimonianza in Giacobbe e ha posto una legge in
Israele, e ha comandato ai nostri padri di farle
conoscere ai loro figli 6
affinché la generazione futura le
conoscesse, assieme ai
figli che sarebbero nati, ed essi
a loro volta le narrassero ai loro figli, 7
e ponessero in DIO la loro fiducia e non dimenticassero le opere di DIO, ma
osservassero i suoi comandamenti; 8
e non fossero come i loro padri, una
generazione ostinata e ribelle, una generazione il cui cuore non fu
costante, il cui spirito non fu
fedele verso DIO. Dio aveva comandato al Suo popolo di far conoscere di
generazione in generazione Per dare origine a un popolo, il Signore aveva scelto
Abramo, affinché istruisse il figlio Isacco nelle Sue vie; a sua volta
Isacco avrebbe dovuto far conoscere la legge dell’Eterno ai figli Giacobbe
ed Esaù e Giacobbe avrebbe dovuto fare lo stesso con i suoi dodici figli,
che sarebbero divenuti i capi delle dodici tribù d’Israele. Ancor prima che
nascesse, Dio aveva scelto Giacobbe al posto del gemello Esaù a cui spettava
il diritto di primogenitura, perché su di lui aveva un piano ben preciso, ma
al tempo della chiamata, Giacobbe non era in grado di guidare i suoi figli
nella santità, era un uomo grezzo e pieno di difetti, un imbroglione, un
soppiantatore, uno bisognoso di essere
trasformato, e Dio operò nella sua vita una straordinaria e rapida
trasformazione. Mentre cercava di sfuggire al fratello Esaù, che lo
inseguiva determinato ad ucciderlo, Giacobbe si fermò a Peniel. Mentre in
sogno si trovò a lottare con l’Angelo dell’Eterno (Ge. 32) fu ispirato a
confidare in Dio, comprese che Giacobbe ottenne in modo spirituale ciò che non avrebbe
potuto ottenere in modo naturale, infatti quell’incontro col Signore cambiò
il Suo destino: invece di morire per mano di suo fratello, si abbracciò con
lui perché Dio mise in cuore ad Esaù uno spirito di riconciliazione; pur
essendo fragile e debole ebbe vittoria perché imparò a mettere in Dio tutta
la sua fiducia, fu rotto nel carattere, venne completamente trasformato.
Dio stabilì che l’esperienza di Giacobbe avrebbe dovuto
costituire una testimonianza da trasmettere alle generazioni future,
affinché imparassero a riporre in Lui tutta la loro fiducia, proprio come
aveva comandato al Suo popolo di far conoscere Non è un caso se Israele, piccola nazione che si trova al crocevia di tre continenti, riesce a sopravvivere pur essendo circondata da un mondo arabo che vorrebbero annientarla. Gode della benedizione e della protezione del Signore, che per il Suo popolo ha un piano e che è fedele al patto fatto con esso. Nel corso dei millenni, gli Ebrei sono sempre stati attaccati dai popoli vicini, sono stati deportati, perseguitati, aggrediti, ma mai distrutti; sono sempre tornati nella loro terra! Anche nello scorso secolo, dopo il massacro di sei milioni di Ebrei praticato dai nazisti, a distanza di circa duemila anni dalla diaspora, in un sol giorno, come era stato profetizzato, nel 1948 per decisione dell’ONU è nata la nazione d’Israele. Questo è potuto accadere perché gli Ebrei, nonostante la loro dispersione nel mondo, hanno tramandato la legge dell’Eterno di generazione in generazione, secondo il Suo comando: “ ha comandato ai nostri padri di farle conoscere ai loro figli, affinché la generazione futura le conoscesse, assieme ai figli che sarebbero nati, ed essi a loro volta le narrassero ai loro figli!”. L’esortazione del Signore coinvolge quattro generazioni! Anche l’apostolo Paolo, con la sua seconda epistola scritta dieci giorni prima di essere messo a morte, rivolge al suo figlio spirituale Timoteo l’ultimo accorato appello di trasmettere le cose che aveva ricevute da lui a persone fidate, capaci di insegnarle ad altri con analoga fedeltà. 2Timoteo 2:1
Tu dunque, figlio mio, fortificati
nella grazia che è in
Cristo Gesù; 2 e le cose che hai udite da me in presenza di molti
testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle
anche ad altri. Paolo aveva
nel cuore il peso di Dio per le generazioni future e si preoccupava che il
Vangelo non venisse trasmesso in modo superficiale, impreciso, infarcito di
compromessi, cosa che si è verificata nei secoli successivi nella chiesa di
Roma a scapito della santità. Dio vuole che
ciascuno di noi faccia una personale esperienza con Lui, perché solo così si
diventa infuocati, ubbidienti alla Sua chiamata, capaci di trasmettere ad
altri quello che si è ricevuto. La
preoccupazione di Dio è per ogni
generazione, anche per la prossima, e spetta a noi testimoniare le nostre
esperienze e preparare in modo scrupoloso persone che a loro volta sappiano
trasmettere fedelmente ad altri Salmi 111:6
Egli ha mostrato al suo popolo la
potenza delle sue opere, dandogli l'eredità delle nazioni. 7
Le
opere delle sue mani
sono verità e giustizia;
tutti i suoi comandamenti sono
fermi, 8 stabili in eterno
per sempre, fatti con verità e rettitudine. 9
Egli ha mandato la redenzione al suo
popolo, ha stabilito il suo patto per sempre; santo e tremendo
è il suo nome. La nostra chiesa è conosciuta per il fatto che il
soprannaturale vi si manifesta con frequenti ed eclatanti guarigioni e
liberazioni, ma cosa avverrebbe in futuro, se non ci fossero altri preparati
a continuare l’opera del nostro pastore? Grazie a Dio questo non avverrà,
perché Quali sono le direttive di Dio per noi che viviamo nel tempo della Grazia? Tito 2:11
Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12
e ci insegna a rinunziare all’empietà
e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente,
giustamente e piamente, 13
aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del grande Dio e
Salvatore nostro, Gesù Cristo, 14
il quale ha dato se stesso per noi,
per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale,
zelante nelle buone opere. 15
Insegna queste cose, esorta e
riprendi con ogni autorità. Nessuno ti disprezzi… Nella sua
epistola l’apostolo Paolo raccomanda a Tito di insegnare, esortare e
all’occorrenza riprendere le persone con autorità affinché rinuncino ad ogni
azione malvagia e ai desideri ispirati dal mondo, vivano con saggezza,
giustizia e santità, pratichino con zelo le buone opere; questo per
assicurare un futuro migliore del presente!
Il decadimento di cui parla il Salmo 78:8 “e non fossero come i loro padri, una generazione ostinata e ribelle, una generazione il cui cuore non fu costante, il cui spirito non fu fedele verso DIO”, è analogo a quello avvenuto al tempo dei Giudici: Giudici 2:7
Il popolo servì l'Eterno durante
tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che
sopravvissero a Giosuè, e che avevano visto tutte le grandi opere che
l'Eterno aveva compiuto per Israele. 8
Poi Giosuè, figlio di Nun, servo
dell'Eterno morì in età di
centodieci anni, 10 Quando
tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri, dopo di essa sorse
un'altra generazione che non conosceva l'Eterno, né le opere che egli aveva
compiuto per Israele. 11 I
figli d'Israele fecero ciò che è
male agli occhi dell'Eterno e servirono Baal; 12
abbandonarono l'Eterno, il DIO dei
loro padri che li aveva fatti uscire dal paese d'Egitto, e seguirono altri
dèi fra gli dèi dei popoli che li attorniavano, si prostrarono davanti a
loro e provocarono ad ira l'Eterno; 13
essi abbandonarono l'Eterno e
servirono Baal e le Ashtaroth. In questi
versetti si afferma che, mentre erano ancora in vita Giosuè e gli anziani
che erano entrati con lui nella terra promessa, il popolo serviva l’Eterno,
mentre la generazione che venne dopo, dato che Giosuè, pur essendo un
fervente uomo di Dio, non si era preoccupato di preparare qualcuno a
succedergli e quegli anziani non si erano curati di trasmettere ai loro
figli ciò che Dio aveva fatto per loro, si sviò, si allontanò dal Signore e
adorò altri dèi. Invece di influenzare i popoli vicini e far conoscere il
vero Dio, si lasciò influenzare da loro e cadde nell’idolatria.
Dio aveva dato
al Suo popolo comandi chiari che è bene conoscere, su cui meditare e che è
necessario mettere in pratica: Deuteronomio
11:18 Metterete dunque queste mie
parole nel vostro cuore e nella vostra mente, le legherete come un segno
alla mano e saranno come frontali fra gli occhi; 19
le insegnerete ai vostri figli,
parlandone quando sei seduto in casa tua, quando cammini per strada, quando
sei coricato e quando ti alzi; 20
e le scriverai sugli stipiti della
tua casa e sulle tue porte, 21
affinché i vostri giorni e i giorni
dei vostri figli, nel paese che l'Eterno giurò ai vostri padri di dar loro,
siano numerosi come i giorni dei cieli sopra la terra. 22
Poiché,
se osservate diligentemente tutti
questi comandamenti che io vi ordino di mettere in pratica, amando l'Eterno,
il vostro DIO, camminando in tutte le sue vie e tenendovi stretti a lui,
Il modo
pressante con cui il Signore ci esorta a far conoscere ai nostri figli
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