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Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 23 novembre 2008
Oratore: Pastore Lirio Porrello
PIENAMENTE
CONVINTI 1Timoteo 1:15
Questa parola è sicura e degna di
essere pienamente accettata, che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare
i peccatori, dei quali io sono il primo.
Redazione a cura di Caterina Di Miceli Il desiderio di Dio e quello di ogni vero credente è che la generazione futura serva il Signore più di quella attuale, ma perché ciò avvenga è necessario che ciascuno di noi abbia convinzioni profonde e ben radicate da trasmettere, poiché è impossibile inculcare in altri cose di cui non si è fermamente convinti. In tema di redenzione e nell’affermare che la salvezza
si riceve per grazia mediante le fede, nell’epistola
ai Romani l’apostolo Paolo parla di Abrahamo, che quanto a fede costituisce
per noi un modello da imitare. Romani 4:16
Perciò l'eredità è per
fede, in tal modo essa è
per grazia, affinché la promessa sia assicurata a tutta la progenie, non
solamente a quella che è
dalla legge, ma anche a quella che
deriva dalla fede di Abrahamo, il quale 17
(come sta scritto: «Io ti ho
costituito padre di molte nazioni»), è padre di tutti noi davanti a Dio a
cui egli credette, il quale fa vivere i morti e chiama le cose che non sono
come se fossero. In questi versetti Paolo afferma che Abrahamo fu costituito padre di molte nazioni, non solo del popolo ebraico. Questo si spiega col fatto che, avendo egli creduto a Dio ancor prima di essere circonciso, fu costituito dal Signore padre degli incirconcisi, cioè dei credenti gentili; avendo successivamente fatto un patto con Dio ed essendo stato circonciso, divenne padre anche dei circoncisi, cioè dei credenti ebrei. Nel verso 17 Paolo fa riferimento alla fede di Dio, il
quale chiama le cose che non sono come se fossero, perché Romani 4:18 Egli, sperando contro ogni speranza, credette per diventare padre di molte nazioni secondo ciò che gli era stato detto: «Così sarà la tua progenie».19 E, non essendo affatto debole nella fede, non riguardò al suo corpo già reso come morto (avendo egli quasi cent'anni), né al grembo già morto di Sara. 20 Neppure dubitò per incredulità riguardo alla promessa di Dio, ma fu fortificato nella fede e diede gloria a Dio, 21 pienamente convinto che ciò che egli aveva promesso era anche potente da farlo. Abramo credeva nella potenza di Dio, era certo che avrebbe mantenuto la promessa di dargli un figlio, non dubitò neppure in considerazione dei suoi cento anni e del grembo già morto di sua moglie Sara. Romani 4:22
Perciò anche
questo gli fu imputato a
giustizia. 23 Ora non per lui solo è scritto che questo gli fu
imputato, 24
ma anche per noi ai quali sarà imputato, a noi che crediamo in colui che ha
risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, 25
il quale è stato dato a causa delle
nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione. Abrahamo non vacillò nella fede durante il lungo tempo intercorso tra la promessa e la sua realizzazione e Dio lo ritenne giusto in virtù della sua fede irremovibile. Il Signore fa così con tutti quelli che credono alla Sua Parola e vede giusti noi perché crediamo che Cristo è morto per i nostri peccati ed è risorto per darci la vita eterna. Occorre avere ferma convinzione, fede salda e stabile sia per vedere realizzate le promesse di Dio, che per poter trasmettere ad altri la propria fede. La parola greca plenoforéo, resa in italiano con l’espressione “pienamente convinto”, significa: “sapere con estrema certezza, eseguire con piena evidenza, essere completamente convinto…” e rende appieno come deve essere la nostra fede. In genere gli Ebrei hanno convinzioni di fede profonde, sono irremovibili su ciò in cui credono, non scendono a compromessi, non esitano a pregare in luoghi pubblici, non si comportano in modo diverso a seconda delle circostanze e sono pronti anche a morire per la loro fede. La loro storia lo attesta!
Dalla Scrittura emerge che non tutti coloro i quali
conoscono Presso gli Ebrei, ad esempio, tutti conoscevano Luca 16:29
…Abrahamo rispose: "Hanno Mosè e i
profeti, ascoltino quelli”. 30
Quello disse: "No, padre Abrahamo, ma
se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno". 31
Allora egli gli disse: "Se non
ascoltano Mosè e i profeti, non crederanno neppure se uno risuscitasse dai
morti"». Il ricco appartiene a quella categoria di persone che,
pur conoscendo Il ricco credeva che se Lazzaro fosse andato dai suoi fratelli, avrebbe potuto convincerli a pentirsi e ad evitare l’inferno, ma Abrahamo gli rispose che avevano Mosè e i profeti e che se non credevano a loro, non avrebbero creduto neppure se avessero visto qualcuno risorgere dai morti, appartenendo essi alla categoria di persone non disposte a lasciarsi convincere. Mentre era in vita, il ricco visse egoisticamente nelle
ricchezze, non ebbe compassione di chi non aveva nulla, trasgredì quindi
Alcuni
si pongono apertamente contro Matteo 27:20
Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani
persuasero le folle a chiedere Barabba, e a far morire Gesù. 21
E il governatore, replicando, disse
loro: «Quale dei due volete che vi liberi?». Essi dissero: «Barabba!».
22 Pilato disse loro: «Che
farò dunque di Gesù, detto Cristo?». Tutti gli dissero: «Sia crocifisso!».
23 Ma il governatore disse:
«Eppure, che male ha fatto?». Ma essi gridavano ancora più forte: «Sia
crocifisso!». Quando Gesù fu arrestato e processato, i capi religiosi
che si erano posti dichiaratamente contro il Messia, forti del loro potere
persuasero le folle a chiedere È sempre così: chi ha il potere ha anche la capacità d’influenzare le opinioni degli altri, manipola i fatti con abilità e lascia credere quello che vuole; d’altra parte la folla non ha discernimento e si lascia trascinare. Dopo la risurrezione di Gesù, gli stessi capi religiosi pagarono profumatamente i soldati romani affinché, mentendo, dicessero che il corpo era stato rubato dai suoi discepoli. Altri rifiutano
il Vangelo e finiscono col credere all’inganno. 2Tessalonicesi 2:10
perché hanno rifiutato di amare la
verità per essere salvati. 11 E per questo Dio manderà loro efficacia
di errore, perché credano alla menzogna, 12 affinché siano giudicati
tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma si sono compiaciuti nella
malvagità! Dobbiamo amare la verità, ma purtroppo anche nell’ambito cristiano c’è chi non ama la verità e dà credito alle menzogne e agli inganni! Alcuni negano Altri negano che Gesù, Figlio di Dio, sia Dio Egli
stesso; non ammettono le trasfusioni e preferiscono perfino far morire i
loro figli pur di non praticarle. Altri ancora vietano alle donne di indossare i pantaloni, perché è scritto che l’uomo non deve vestirsi da donna né la donna da uomo, ma Dio non può riferirsi ai pantaloni, dato che sono di origine recente. È stato creato il dogma secondo cui Maria è rimasta vergine anche dopo il parto, ma si tratta di un’invenzione che non può essere spiegata in alcun modo e che offende l’intelligenza umana! Queste e molte altre bugie vengono predicate come dottrina cristiana e trovano seguito perché chi rifiuta la verità è ottenebrato e si apre alla menzogna, all’inganno, all’opera del nemico! C’è chi si dichiara quasi convinto, ma non del tutto, e si rifiuta di aderire alla verità; è vicino alla salvezza, ma rimane perduto perchè non ci sono vie di mezzo tra la salvezza e la perdizione. Atti 26:28 Allora Agrippa disse a Paolo: «Ancora un po’ e mi persuadi a diventare cristiano». Da quel che sappiamo, il governatore Agrippa, a cui Paolo aveva testimoniato la sua fede, non si convertì mai, perché non si persuase mai del tutto! È una manovra del nemico quella di lasciarsi convincere… ma non del tutto! In Atti 24:25 si legge ciò che il governatore Felice rispose a Paolo che lo aveva evangelizzato: "…Per il momento va’, quando avrò opportunità, ti manderò a chiamare”. Rinviò la decisione a tempo indeterminato, perché non
era del tutto convinto. Felice rappresenta quelli che non si oppongono alla
verità, la ascoltano e in parte la conoscono, ma non instaurano un rapporto
personale col Signore. A costoro Gesù nell’ultimo giorno dirà:
"Io non vi ho mai conosciuti;
allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità”
(Matteo 7:21-23). Infine vi sono quelli pienamente convinti, come l’apostolo Paolo, che era talmente sicuro di ciò che predicava, da saper persuadere gli altri. Sfidando gli interessi di quanti avevano negli idoli la propria fonte di guadagno, l’apostolo persuadeva le persone della loro inutilità e faceva comprendere che erano falsi dèi, sordi, ciechi e muti, incapaci di offrire protezione. Atti 19:26
Or voi vedete e udite che questo
Paolo ha persuaso e sviato un gran numero di gente non solo in Efeso, ma in
quasi tutta l'Asia, dicendo che non sono dèi quelli costruiti da mano
d'uomo. Paolo sapeva persuadere i credenti a perseverare nella fede e nella grazia di Dio.
Atti
13:43 E, dopo che fu
sciolta la riunione, molti fra i Giudei e pii proseliti seguirono Paolo e
Barnaba, i quali, parlando loro, li persuasero a perseverare nella grazia di
Dio Nelle epistole, Paolo esprime le sue certezze, come quella dell’affidabilità dei fratelli (Romani 15:14) e quella riguardo alla fede di Timoteo (2Timoteo 1:5). Chi è pienamente convinto della verità, la predica anche a costo della vita, come avvenne ai primi pentecostali, che subirono feroci persecuzioni per affermare verità oggi accettate e predicate nel mondo evangelico ed agli anabattisti che, per aver affermato sulla base della Scrittura che prima di essere battezzati bisogna credere, per aver predicato il battesimo degli adulti e l’inutilità del battesimo dei neonati, furono atrocemente massacrati. Paolo dice a
Tito che bisogna conoscere bene la verità, per sapere convincere chi la
contraddice. Tito 1:9
che ritenga fermamente l'insegnamento secondo la fedele parola, per essere
in grado di esortare nella sana dottrina e di
convincere quelli che contraddicono. Paolo era così profondamente convinto dell’amore di Dio da dichiarare che non se ne sarebbe mai separato per nessuna ragione al mondo.
Romani
8:38 Infatti io sono
persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose
presenti né cose future, 39
né altezze né profondità, né
alcun'altra creatura potrà
separarci dall'amore di Dio che è
in Cristo Gesù, nostro Signore. Imitiamolo, perseveriamo anche noi nella fede e rimaniamo fermi sulla Roccia che è Cristo Gesù, avvinti a Lui e alla Sua grazia. 2Timoteo 2:12
se perseveriamo, regneremo pure con
lui; se
lo rinneghiamo, egli pure
ci rinnegherà. I problemi e le difficoltà che incontreremo nel cammino della vita non dovranno farci venir meno nella fedeltà al Signore. Nell’epistola agli Ebrei vengono citati alcuni personaggi che pur non avendo visto realizzate le cose che speravano, morirono nella fede, perché credevano pienamente alla Parola di Dio. Ebrei 11:13
Tutti costoro sono morti nella fede,
senza aver ricevuto le cose promesse ma, vedutele da lontano, essi
ne furono persuasi e
le accolsero con gioia,
confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra. Esaminiamoci: siamo profondamente convinti che Crediamo fermamente che ogni promessa di Dio ha il Suo sì ed amen e siamo pronti a testimoniarlo e a trasmetterlo agli altri, ovvero la nostra fede oscilla a seconda delle circostanze? Siamo pienamente consapevoli dell’amore di Dio e certi, come Paolo, che mai nulla potrà separarcene? Abbiamo vera fede in Dio o l’abbiamo solo se esaudisce
le nostre preghiere?
Ricordiamoci che solo se la nostra fede è stabile e le nostre convinzioni sono profonde possiamo trasmetterle alle generazioni future e far sì che anche la loro casa sia fondata sulla Roccia eterna che è Cristo Gesù, il Signore. |
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