Servizio di adorazione ore 8.00  – Palermo, domenica 23 marzo 2008

 

 Oratore:: Pastore Lirio Porrello

 

COSTRUIRE  UN  BUON  MATRIMONIO

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Tornando al tema della famiglia, trattato qualche settimana fa, oggi ne viene presa in esame l’attuale rovinosa condizione in cui si trova, dovuta al diffondersi di una mentalità infarcita di tendenze immorali, che si è sviluppata rapidamente in questi ultimi anni. Un vero e proprio bombardamento mediatico ha finito con l’influenzare negativamente l’intera società ed influire in modo devastante sul modo di considerare valori, come quello della famiglia, fino a qualche decennio fa tenuto in grande considerazione anche dai non credenti.

 

In una nazione come la nostra che si definisce cristiana, il piano di Dio per la famiglia è del tutto sconosciuto ed è compito della Chiesa farlo conoscere, fare sentire la propria voce e influenzare le persone positivamente con la Parola di Dio.

Ogni giorno possiamo constatare il diffuso disprezzo per l’istituzione matrimoniale e il moltiplicarsi delle fornicazioni e degli adulteri.

In proposito la Scrittura parla chiaro, ci fa conoscere qual è il consiglio di Dio al riguardo.

Ebrei 13:4 Sia il matrimonio tenuto in onore da tutti e il letto coniugale sia incontaminato, poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri.

Dio creò il sesso per essere vissuto solo all’interno del matrimonio e giudicherà i fornicatori e gli adulteri, trasgressori di tale legge, che rompendo il patto matrimoniale commettono un peccato gravissimo.

 

Nella nostra società nessuno si occupa di istruire i giovani sulla volontà di Dio e sulle conseguenze del peccato, e inconsapevolmente, considerata la triste fine di un’alta percentuale di matrimoni, essi decidono di convivere e di evitare l’assunzione delle responsabilità proprie del matrimonio, mettendosi in tal modo fuori dalla grazia di Dio. 

Occorre fare qualcosa per cambiare l’attuale mentalità facendo conoscere i principi di Dio e il modello di famiglia da Lui voluto. 

 

Esaminando sotto varie prospettive la vita di una famiglia tipo del nostro tempo, ne viene fuori un quadro alquanto desolante. Da alcune statistiche effettuate in America (ma la condizione italiana non è molto diversa) risulta che:

-          i figli non hanno un dialogo “di qualità” con i genitori, la media è di trenta minuti settimanali con la madre e di quindici col padre;

-          dal 1970 ad oggi le convivenze si sono quadruplicate;

-          il 73 % degli americani al di sotto dei quarantacinque anni non ritiene necessario trascorrere tutta la vita con la stessa donna;

-          sei bambini su dieci sono figli di genitori separati e vivono con un solo genitore, di conseguenza soltanto quattro bambini su dieci vivono con entrambi i genitori;

-          la condizione economica dei divorziati, nel 73% dei casi, peggiora drasticamente, per non parlare delle spese legali che sono costretti a sostenere;

-          gli uomini divorziati vivono meno di quelli che hanno una vita familiare ordinata.

 

Sempre in America ogni giorno:

-          3.000 figli vedono divorziare i loro genitori;

-          1.629 giovani vanno in carcere;

-          3.228 giovani abbandonano la  propria famiglia;

-          1.512 bambini abbandonano la scuola;

-          7.742 ragazzi tra i 15 e i 19 anni sperimentano i primi rapporti sessuali.

 

Come arginare tanto disastro?  L’unico modo è quello di conoscere i principi di Dio ed applicarli alla propria famiglia.

 

1.      Il matrimonio deve essere fondato sulla fedeltà al patto, non sui sentimenti.

Il patto matrimoniale viene stipulato col coniuge e con Dio, e la Scrittura comanda espressamente di onorare il matrimonio rimanendo fedeli al partner (Ebrei 13:4).

Il fatto che in un recente passato un matrimonio su due sfociasse in un divorzio e che oggi faccia tale fine un matrimonio su tre, non significa che i divorzi siano diminuiti, ma che è aumentato il numero delle convivenze. I dati relativi ai fallimenti matrimoniali sono  allarmanti, ma divengono meno drammatici a seconda del grado di maturità spirituale e dell’obbedienza alla volontà di Dio per la famiglia.

      Delle coppie che si sposano in chiesa, solo una su cinquanta finisce in un divorzio; di  quelle che frequentano assiduamente una chiesa, divorzia una su centocinque, ma se oltre a frequentare la chiesa i coniugi hanno l’abitudine di pregare insieme, il numero dei divorzi scende ad uno su 1155 matrimoni. La preghiera d’accordo dei coniugi costituisce un forte deterrente contro il divorzio. Quanto più essi sono vicini a Dio, tanto più onoreranno il patto matrimoniale.

 

2.    Creare nella famiglia  un circolo virtuoso di amore.

      Efesini 5:25 Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei.

      Se in obbedienza al comando di Gesù il marito ama la moglie, nessuno dei due viene sfiorato dal pensiero del divorzio, anzi chi dà amore a sua volta ne riceve, perché si raccoglie ciò che si semina, e più si ama, più si riceve amore. Non è certo facile amare dell’amore incondizionato di Dio, quello con cui Cristo ama la Chiesa, ma bisogna provarci per proteggere il proprio matrimonio e fare della famiglia il luogo in cui l’amore di Dio si manifesta.

 

3.   Essere umili col coniuge, mostrargli stima e rispetto e mettere al bando l’orgoglio, che distrugge la famiglia.

      Filippesi 2:3 non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso.

      Quando ciascuno dei coniugi si pone umilmente in seconda linea rispetto all’altro, dimostrando di stimarlo più di se stesso, ad entrambi viene spontaneo manifestare disponibilità, sottomissione, spirito di servizio e contribuire all’edificazione della famiglia.

       Efesini 5:21 sottomettetevi gli uni agli altri nel timore di Cristo.

 

4.  Rivolgere sempre al coniuge parole positive, di sostegno, d’incoraggiamento e di conforto; le parole negative trafiggono come spade e distruggono il matrimonio.

       Efesini 4:29 Nessuna parola malvagia esca dalla vostra bocca, ma se ne avete una buona per l'edificazione, secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a quelli che ascoltano.

      Efesini 5:25 Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha  dato se stesso per lei, 26 per santificarla, avendola purificata col lavacro dell'acqua per mezzo della parola.

      In quest’ultimo versetto, il termine greco corrispondente a “parola” è rhema; ciò significa che il marito deve non solo pronunciare per la moglie parole sante, ma che deve incoraggiarla ed edificarla con un rhema, cioè con una parola specifica ricevuta per lei in un tempo e una situazione specifici.

 

5.        Non andare mai a letto crucciati.

       Efesini 4:26 Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sul vostro cruccio;

        Il cruccio, che è dolore misto a risentimento, rode interiormente, suscita rabbia, pensieri e comportamenti astiosi. La Parola di Dio comanda di non andare a letto in quello stato d’animo, ma di appianare ogni ostilità e fare pace prima di coricarsi.

 

6.      Perdonare il coniuge.

      Il nostro Patto col Signore è fondato sulla grazia, non sulla legge, e la grazia è un dono gratuito e immeritato. Il perdono che riceviamo da Dio è frutto della Sua grazia, non dei nostri meriti, e come per grazia lo riceviamo, per grazia dobbiamo darlo agli altri.    
Matteo 6:14 Perché, se voi perdonate agli uomini le loro offese, il vostro Padre celeste perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonate agli uomini le loro offese, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre.

 

7.      Considerare in ogni situazione cosa vuole Dio, non cosa vogliamo noi.

      1Pietro 3:9 non rendendo male per male od oltraggio per oltraggio ma, al contrario, benedite, sapendo che a questo siete stati chiamati, affinché ereditiate la benedizione.
Non ricambiamo male con male, ma pronunciamo parole di benedizione per chi ci ha offeso.

  

8.      Avere una buona visione della propria vita matrimoniale.

È necessario coltivare pensieri e immagini positive per il proprio matrimonio. Chi decide di separarsi, infatti, non riesce più a vedersi insieme al proprio coniuge, ma per avere una buona visione del proprio matrimonio occorre coltivare pensieri positivi, di pace, unione e speranza. Le azioni che si compiono sono la diretta conseguenza dei  pensieri che si coltivano nel cuore, e pensieri di divisione, dettati da insofferenza e malanimo, portano automaticamente alla fine del matrimonio. 

      Geremia 29:11 Poiché io conosco i pensieri che ho per voi», dice l'Eterno, «pensieri di    pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza

 

 9.    Pregare insieme regolarmente.
Efesini 6:18 pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di supplica nello Spirito, vegliando a questo scopo con ogni perseveranza e preghiera per tutti i santi,

        La preghiera fatta col coniuge cementa i rapporti, favorisce l’unità, accresce l’amore, attira la paterna benedizione di Dio. Dove c’è amore, regnano la pace e l’armonia; dove l’amore manca si determina un’atmosfera invivibile che ispira la fuga.

 

10.  Non stancarsi di seminare il bene.

        Galati 6:9 Or non veniamo meno nell'animo facendo il bene; se infatti non ci stanchiamo, raccoglieremo a suo tempo.

        Non stanchiamoci di seminare il bene, perché a suo tempo ne raccoglieremo i frutti; se nei nostri figli seminiamo la Parola di Dio, ne vedremo gli effetti.

 

Quando i figli vivono in una famiglia disastrata ed hanno impresse negli occhi scene di liti  e nei loro orecchi risuona l’eco di insulti e di invettive, da grandi inorridiranno al solo pensiero del matrimonio e per non correre rischi preferiranno convivere.

I figli che, invece, vivono in una famiglia stabile, che vengono ammaestrati nel rispetto dei principi divini e gustano una vita familiare fatta di pace, amore ed armonia, quando saranno divenuti adulti, con le basi spirituale acquisite, continueranno a camminare nelle vie di Dio. Non avranno paura di crearsi una loro famiglia e con essa continueranno a servire il Signore e a far conoscere a tutti quanto è grande la Sua Grazia.

 

Con un po’di buona volontà, tutti i credenti possono applicare i principi divini alla propria famiglia, rendendola stabile e forte, e una chiesa costituita da famiglie stabili è anch’essa stabile, perché formata da membri umili, animati da timor di Dio, capaci di amare e abituati alla preghiera, alla sottomissione, all’umiltà, al servizio.

 

 

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Antonio Settecase