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Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 22 giugno 2008
Oratore: Pastore Rosario Mascari
HAI BISOGNO
DI RIPOSO?
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Le problematiche di ogni genere, che nel tempo in cui viviamo assillano il pianeta Terra, producono timore, ansia e preoccupazione a livello globale, impediscono di condurre una vita serena, determinano uno stato di agitazione generale e di incertezza per la vita propria e per quella dei propri cari, con la conseguenza ciascuno di noi tende a preoccuparsi per ogni cosa, anche quando non è necessario. Nella Scrittura leggiamo un’esortazione del Signore, che conosce la nostra fragilità e la facilità con cui possiamo cadere nell’ansia, nell’inquietudine e nel nervosismo. Matteo 6:25
… Non siate con ansietà solleciti
per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro
corpo, di che vi vestirete. La vita non vale più del cibo e il corpo più del
vestito? 26
Osservate gli uccelli del cielo:
essi non seminano, non mietono e non raccolgono in granai; eppure il Padre
vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro?
Per Dio, il nostro valore supera
quello di ogni altra cosa creata. Egli tiene a noi più di quanto possiamo
immaginare: non ci lascia, non ci abbandona, non ci perde di vista, provvede
a noi ed ha tutto sotto il Suo controllo anche quando ci sentiamo avvolti
dalle tenebre e crediamo che sia assente. Come il sole è sempre al suo posto
e splende anche quando la luna lo nasconde ai nostri occhi, determinando una
sua momentanea eclissi, così il nostro Dio è sempre vicino a noi anche nei
momenti bui, in cui le burrasche della vita ci impediscono di vederLo e
vogliono farci credere che per noi non ci sia più alcuna speranza. Con poche
parole, ma ricche di contenuto, Gesù ci esorta:
“Venite
a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed io vi darò riposo.”
Matteo 11:28 Nella Sua incommensurabile Grazia, Gesù ci invita ad andare a Lui quando ci troviamo oppressi dalle preoccupazioni, perché vuole accoglierci e abbracciarci tutti, non solo i più santi e non per farci il terzo grado riguardo la nostra condotta passata, ma per ristorarci, per offrirci la soluzione che cerchiamo, per darci pace allorché siamo in tumulto. A Lui interessa semplicemente che il nostro cuore sia sincero e che riconosciamo di avere bisogno di Lui. Andare a Gesù è l’indispensabile premessa per ricevere riposo ed essere liberati dall’ansia e dall’oppressione, che sono il risultato delle preoccupazioni. Senza di Lui non esistono soluzioni efficaci, ogni rimedio umano è illusorio e temporaneo. Gesù chiama a Sé chi è travagliato, è dilaniato nella mente, nel corpo e nell’anima quasi fosse sottoposto a tortura o attraversa momenti di sofferenza acuta come quelli di una partoriente prima del parto. Il suo, però, è un dolore cupo, non come quello che prova chi sta per dare alla luce una vita e sa che presto dimenticherà la sofferenza patita, ma è un dolore sterile, simile a quello che prova chi sta per abortire e sa che il suo dolore si prolungherà e si accrescerà. Gesù chiama a Sé chi è aggravato, schiacciato da pesi superiori alle proprie capacità di sopportazione, per dargli riposo, ma non solo, vuole anche togliere il peso che lo opprime e procurargli un senso di leggerezza e di benessere. La condizione di chi è travagliato e appesantito è ben descritto nel libro delle Lamentazioni:
Lamentazioni 5:5
Siamo inseguiti con un giogo sul collo, siamo esausti
e non abbiamo alcun riposo. Nessuno di noi può darsi riposo da solo. Molti sperano
di trovare nei farmaci la soluzione all’ansia, ma la sola vera medicina che
guarisce da questo male è Proverbi 3:5
Confida nell'Eterno con tutto il tuo
cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento; 6
riconoscilo in tutte le tue vie, ed
egli raddrizzerà i tuoi sentieri. 7
Non ritenerti savio ai tuoi occhi,
temi l'Eterno e ritirati dal male; 8
questo sarà guarigione per i tuoi
nervi e un refrigerio per le tue ossa. Cercare il Signore con tutto il cuore e confidare il Lui anziché nelle proprie capacità, fa sperimentare una soprannaturale soluzione dei problemi e uno stato di generale benessere. Quanto detto sembra essere in contraddizione con ciò che si legge nel Vangelo di Matteo: Matteo 11:29
Prendete su di voi il mio giogo e
imparate da me, perché io sono mansueto ed umile di cuore; e voi troverete
riposo per le vostre anime. 30
Perché il mio giogo
è dolce e il mio peso è
leggero!». Chissà quanti di noi sono rimasti perplessi nel leggere questo versetto e si sono chiesti come mai il Signore prima ci chiede di dare a Lui i nostri pesi e poi vuole che prendiamo il Suo giogo! È necessario comprendere bene il significato delle Sue parole. Dio sa che dopo essere stati svuotati di qualcosa di negativo, abbiamo bisogno di essere riempiti con qualcosa di positivo, poiché non possiamo rimanere vuoti. Se ci toglie di dosso il nostro giogo opprimente, deve darci il Suo, che è leggero. Gesù si riferisce a un tipo di giogo che veniva usato al Suo tempo. Aveva due postazioni e veniva portato da una pariglia di buoi: uno anziano, che sopportava il carico maggiore e faceva da maestro e da guida all’altro, più giovane, che portava un carico molto più leggero e si lasciava condurre con mansuetudine. Gesù vuole prendere il nostro pesante carico e darci il Suo che è leggero, sempre che decidiamo di lasciarci guidare da Lui con mansuetudine. Da giovane, Mosé era tutt’altro che mansueto; convinto di agire con zelo per Dio, giunse ad uccidere ed ebbe bisogno di quarant’anni di correzione per essere trasformato nell’uomo mansueto e totalmente dipendente da Dio che divenne in seguito. Aveva agito di testa propria, aveva pensato di poter liberare da solo il suo popolo dalla schiavitù dell’Egitto, ma aveva solo fallito e dovette fuggire! Se decidiamo di dipendere con mansuetudine da Dio, dobbiamo chiederci in ogni circostanza come agirebbe Gesù, cosa farebbe o come parlerebbe se fosse al nostro posto. Quando siamo in preda all’agitazione, alla preoccupazione e all’ansia, andiamo a Lui, diamoGli i nostri pesi e prendiamo con tutto il cuore il Suo giogo, che è leggero e ci fa camminare speditamente. In cosa consiste il Suo giogo? Consiste nell’osservare Talvolta cerchiamo di individuare i motivi della nostra agitazione e in effetti è bene fare chiarezza in merito. C’è forse il peccato nella nostra vita? Ebrei 12:1
Anche noi dunque… deposto ogni peso e
il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza
la gara che ci è posta
davanti, Il peccato alletta e attira, ma rende ciechi e fa cadere. Il peccato è la prima causa di agitazione, di ansia, di preoccupazione e di mancanza di pace. Chi pecca si sente appesantito, bloccato, incapace di correre, si nasconde. Se prendiamo coscienza che la nostra ansietà è prodotta dal peccato, abbandoniamolo, piccolo o grande che sia. I peccati rubano il riposo, anche quelli che consideriamo minori, come l’amarezza, il risentimento, la mancanza di perdono, il non fare il bene quando lo si può fare. Lo Spirito Santo ci avverte, sensibilizza la nostra coscienza, ci fa capire ciò che è bene e ciò che non lo è, ma sta a noi decidere di allontanare la tentazione e rinunciare a compiere peccato, se aspiriamo a vivere in pace. Anche l’ansia toglie il riposo. Nell’epistola ai Filippesi, l’apostolo Paolo ci esorta a non vivere nell’ansia, ma a rendere noti a Dio, in preghiera, i motivi che la determinano… Filippesi 4:6
Non siate in ansietà per cosa alcuna,
ma in ogni cosa le vostre richieste
siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento. ..in tal modo riceveremo da Lui una pace che supera i
limiti della comprensione umana. 7 E la
pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le
vostre menti in Cristo Gesù. Siamo attanagliati dalla paura che ritornino situazioni vissute nel passato? Sono gli errori, i fallimenti, le decisioni sbagliate, le malattie del passato, a non darci pace e a tenerci in costante agitazione? Abbiamo paura del presente a causa delle notizie catastrofiche che quotidianamente ci vengono propinate, o temiamo per ciò che in futuro può accadere alla nostra famiglia? Nell’epistola ai Romani, l’apostolo Paolo, scrive che non abbiamo ricevuto uno spirito di schiavitù che ci fa ripiombare nella paura, ma lo spirito dei figli di Dio che rende liberi! Romani 8:15
Voi infatti non avete ricevuto uno
spirito di schiavitù per cadere
nuovamente nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione per il
quale gridiamo: «Abba, Padre» Noi abbiamo già ricevuto quello spirito, per cui possiamo gridare: “Abba, Papino mio, aiutami TU!”, e poiché il nostro Padre Celeste non fa le cose a metà, non mancherà di prendersi cura di noi in modo totale, dandoci non solo pace e riposo, ma anche forza e un accresciuto vigore. Isaia 40:29
Egli dà forza allo stanco e accresce
il vigore allo spossato.
In Dio nostro Padre troviamo in abbondanza tutto quello
che ci occorre, sia per la nostra vita spirituale che per quella emotiva e
fisica, ma in particolare Egli può darci un tipo di pace che il mondo non
conosce, una pace soprannaturale davanti alla quale la paura, l’ansia,
l’agitazione, le preoccupazioni, le sofferenze e i travagli interiori
svaniscono perché… è una pace che viene dal cielo e che solo Lui può dare!
Giovanni 14:27
Io vi lascio
la pace, vi do la mia pace;
io ve la do, non come
la dà il mondo; il vostro
cuore non sia turbato e non si spaventi.
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