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Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 21 dicembre 2008
Oratore: Pastore
Lirio Porrello
Tu apparecchi davanti a
me la mensa in presenza dei miei nemici; tu ungi il mio capo con olio; la
mia coppa trabocca.
Salmi 23:5
Redazione a cura di
Caterina Di Miceli
1Corinzi 11:23
Poiché io ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso: che il
Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane, 24 e,
dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Prendete, mangiate; questo è il
mio corpo che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me». 25
Parimenti, dopo aver cenato, prese
anche il calice, dicendo: «Questo calice
è il nuovo patto nel mio
sangue; fate questo ogni volta che
ne bevete in memoria di me». 26 Poiché ogni volta che mangiate
di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del
Signore, finché egli venga. 27 Perciò chiunque mangia di questo pane
o beve del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del
sangue del Signore. 28 Ora ognuno esamini se stesso, e così mangi del
pane e beva del calice, 29 poiché chi
ne mangia e beve
indegnamente, mangia e beve un
giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. 30
Per questa ragione fra voi vi sono
molti infermi e malati, e molti muoiono. 31 Perché se esaminassimo
noi stessi, non saremmo giudicati. 32 Ma quando siamo giudicati,
siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo.
Dopo
avere dato lettura del testo base della Santa Cena, il pastore Lirio
puntualizza che quando nell’ultima Cena Gesù istituì
L’apostolo spiega ai Corinzi il significato della Santa Cena, che essi
celebravano in occasione di un’agape, cioè quando i fratelli mangiavano
assieme, e li esorta ad aspettarsi l’un l’altro per consumare il pasto,
godere della comunione fraterna e concludere infine con la celebrazione
della Cena del Signore.
Nel
corso del tempo,
Alcuni credono nella
transustanziazione, cioè che il pane e il vino si trasformino realmente
nel Corpo e nel sangue di Gesù, cosa impossibile in quanto Gesù era
fisicamente vivo mentre parlava e non poteva avere due corpi; le Sue parole
avevano un chiaro significato puramente spirituale. Come
Martin Lutero, altri credono nella
consustanziazione, cioè in una speciale presenza di Dio in occasione
della Cena del Signore.
Paolo, però, insegna che nella Cena del Signore c’è la
partecipazione del credente al
Corpo di Cristo (1Corinzi 10:16-17)
e al Suo Sangue, con cui siamo stati redenti e nel quale Gesù ha stipulato
con noi un Patto eterno. Il
pastore Lirio accenna all’usanza esistente nelle antiche culture,
specialmente in quelle di popolazioni poco numerose, di stipulare alleanze
con i popoli più forti allo scopo di poter contare sulla loro protezione, e
di sigillare quei patti col sangue.
L’amore incondizionato del Padre per noi, che non dipende da come ci
comportiamo o da come ci sentiamo, è talmente grande che Egli non ci negherà
mai il Suo perdono, perché siamo Suoi figli e perché ci ama anche se Lo
abbiamo offeso, ferito, trascurato, se siamo stati disobbedenti e
negligenti. A
questo punto il pastore introduce il tema dell’unità della chiesa e dà
lettura di alcuni versetti della Bibbia che ci esortano ad adoperarci per
l’unità.
1Corinzi 1:10
Ora, fratelli, vi esorto nel nome del nostro Signore Gesù Cristo ad avere
tutti un medesimo parlare e a non avere divisioni tra di voi, ma ad essere
perfettamente uniti in un medesimo modo di pensare e di volere.
Efesini 4:11
Ed egli stesso ha dato alcuni
come apostoli, altri
come profeti, altri
come evangelisti e altri
come pastori e dottori,
12 per il perfezionamento dei
santi, per l'opera del
ministero e per l'edificazione del corpo di Cristo, 13
finché giungiamo tutti all'unità
della fede e della conoscenza
del Figlio di Dio a un uomo perfetto, alla misura della statura della
pienezza di Cristo,
L’unità apre le porte, offre nuove opportunità.
Apocalisse 3:8
Io conosco le tue opere; ecco, ti ho
posto davanti una porta aperta, che nessuno può chiudere, perché,
nonostante tu abbia poca
forza, hai custodito la mia parola e non hai rinnegato il mio nome.
Efesini 4:1
Io dunque, il prigioniero
per il Signore, vi esorto a camminare nel modo degno della vocazione a cui
siete stati chiamati, 2 con
ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli
altri nell'amore, 3
studiandovi di conservare l'unità dello Spirito nel vincolo della pace.
4
Vi è un unico corpo e un
unico Spirito, come pure siete stati chiamati nell'unica speranza della
vostra vocazione. 5 Vi è
un unico Signore, un'unica fede, un unico battesimo, 6 un Dio unico e
Padre di tutti, che è al di
sopra di tutti, fra tutti e in voi tutti. 7 Ma a ciascuno di noi è
stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.
L’ispirazione a parlare di unità è stata offerta al nostro pastore da un
evento di grande importanza accaduto nei giorni scorsi, allorché i tredici
pastori che hanno aderito all’evento “Risveglia Italia”, tenutosi nello
scorso mese di ottobre al Velodromo di Palermo, prima di intraprendere nuove
iniziative finalizzate all’unità che coinvolgano le chiese, hanno trascorso
insieme e con le loro mogli, un’intera giornata per condividere ciò che
avevano in cuore. Si
sono ritrovati a confessare il loro bisogno gli uni degli altri, in
preghiera hanno ricevuto parole profetiche, parole di conoscenza e di
esortazione, visioni e rivelazioni; spogliandosi dei loro rispettivi ruoli e
delle loro capacità, in piena umiltà hanno scoperto il valore del benedirsi
a vicenda. Il
massimo esempio di umiltà ce lo offre Gesù, che non fece mai sfoggio della
Sua posizione e che alla Samaritana si presentò umile e bisognoso, pur
rivelandosi come Messia, mentre noi, nella
nostra miseria umana, talvolta non riconosciamo di avere bisogno
del conforto e del sostegno degli altri! Tale incontro di pastori deve
considerarsi solo l’inizio di molte future iniziative tese a coinvolgere un
numero sempre maggiore di chiese nel progetto di unità che viene dal cuore
di Dio.
Biblicamente parlando,
esistono tre tipi di unità:
L’unità dello Spirito,
che ci è stata data da Dio al
momento della nuova nascita, allorché siamo entrati a far parte del Corpo di
Cristo, e che deve essere custodita.
Tutti coloro che sono nati di nuovo, che si trovano nel Corpo di Cristo ed
hanno il Suo stesso Spirito, agli occhi di Dio sono uguali, hanno lo stesso
valore a prescindere dalle capacità individuali o dalla condizione sociale,
culturale ed economica di appartenenza, in quanto tutti sono stati
acquistati al prezzo del Suo sangue.
L’unità della fede,
che si realizza mediante la sottomissione ai ministeri
(Efesini 4:11-12);
L’unità dei pensieri,
che si realizza rinnovando la mente e allineandola alla Parola di Dio.
Per
costruire l’unità sono necessari cinque importanti elementi.
L’umiltà.
È l’opposto dell’orgoglio e della superbia, tipici di chi si ritiene il più
bravo e il più capace, non riconosce mai i propri errori, però è
intransigente quando sbagliano gli altri,.
La mansuetudine,
caratteristica che
denota docilità e mitezza. “Egli
guiderà i mansueti nella giustizia e insegnerà la sua via agli umili.”
Salmi 25:9
La pazienza,
che è la capacità di
saper attendere nuove opportunità.
La sopportazione.
La parola
“sopportazione” indica la capacità di soffrire, di resistere a situazioni
spiacevoli ed anche di avere tolleranza di fronte ai difetti degli altri; è
necessaria per promuovere e mantenere l’unità.
Essere operatori di pace.
Mentre nel mondo con la massima facilità si litiga, si rovinano i rapporti e
si frantumano le famiglie, il Signore ci chiama ad adoperarci per la pace,
perché porta unità. La
Santa Cena è un momento altamente unificante del Corpo di Cristo;
durante la celebrazione si viene a creare un clima di grande commozione e
intensità spirituale in cui, in piena libertà, si
esprimono ai fratelli i propri sentimenti di amore e di apprezzamento, ci
si chiede vicendevolmente perdono là dove è necessario, ci
si esamina scrupolosamente, perché si desidera realizzare una vera comunione
col Signore, si medita su quel sacrificio perfetto e definitivo, su quell’unica e perfetta redenzione che è in Cristo Gesù. |
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