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Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 21 settembre 2008
Oratore Pastore Rosario Mascari
CONSOLIDARE
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
La predicazione inizia con una riflessione sulla
drammatica condizione nella quale vivono i cristiani in molte parti del
mondo, sui pericoli che a causa delle intolleranze religiose essi corrono
nel predicare il messaggio di Cristo, sulla coraggiosa impresa di
distribuzione di Bibbie messa in atto da alcuni missionari e prosegue con
l’esortazione a ringraziare il Signore per la libertà con cui noi possiamo
professare la nostra fede e predicare con franchezza
È doloroso constatare che in molti casi l’evangelizzazione non è seguita da un’adeguata cura delle persone, con la conseguenza che dopo aver dato la propria vita a Gesù, molti se ne allontanano. Mettiamoci in discussione ed esaminiamo il nostro agire nei loro riguardi, riconosciamo che guidare le persone alla nuova nascita, anche se è un importante traguardo, non basta, infatti esso rischia di essere vanificato dalla mancanza di cura del neofita nei giorni immediatamente successivi alla sua confessione di fede. Giovanni 6:39
È questa la volontà del Padre che mi
ha mandato: che io non perda niente di tutto quello che egli mi ha dato, ma
che lo risusciti nell'ultimo giorno. Quando pronunciò queste parole, Gesù sapeva bene che
quelli che Lo scelgono come loro Signore sono oggetto di attacchi
da parte di satana, che non si rassegna a perderli e insinua nella
loro mente pensieri tesi ad abbandonare quella scelta di vita.
Evangelizzare non basta, bisogna mantenere il frutto dell’evangelizzazione. Per essere buoni pescatori di anime è necessario andare a pescare con reti integre, senza buchi; per trattenere i pesci le reti vanno ricucite, azione che noi chiamiamo “consolidamento”. Chi è cresciuto spiritualmente, lo deve a qualcuno che si è preso cura di lui sin dai primi tempi della conversione, che lo ha accudito come si fa con un neonato e che lo ha accompagnato passo dopo passo con una cura spirituale adeguata. Portare le persone in chiesa affinché accettino Cristo come Signore della loro vita è solo la fine di una prima fase di evangelizzazione, ma costituisce l’inizio della fase più delicata e impegnativa, quella del consolidamento, cioè di quella cura meticolosa e attenta, fatta con pazienza e amore, con disponibilità e spirito di sacrificio, necessaria per non far tornare indietro le persone appena nate di nuovo.
Tutti coloro che nascono di nuovo nello spirito e
ricevono la salvezza hanno bisogno di essere nutriti con Atti 9:1
Saulo intanto, spirando ancora minacce e strage contro i discepoli del
Signore, si recò dal sommo sacerdote, 2
e gli chiese lettere per le sinagoghe
di Damasco affinché, se avesse trovato alcun seguace della Via, uomini o
donne, li potesse condurre legati a Gerusalemme. 3
Or avvenne che, mentre era in cammino
e si avvicinava a Damasco, all'improvviso una luce dal cielo gli folgorò
d'intorno. 4 E, caduto a
terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?».
5 Ed egli disse: «Chi sei,
Signore?». E il Signore disse. «Io sono Gesù, che tu perseguiti; ti è duro
recalcitrare contro i pungoli». 6
Allora egli, tutto tremante e
spaventato, disse: «Signore, che vuoi ch'io faccia?». E il Signore: «Alzati
ed entra nella città, e ti sarà detto ciò che devi fare». 7
Or gli uomini che viaggiavano con lui
si fermarono attoniti, perché udivano il suono della voce, ma non vedevano
alcuno. 8 Poi Saulo si
alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva alcuno; allora prendendolo
per mano, lo condussero in Damasco. 9
E rimase tre giorni senza vedere,
nei quali né mangiò né
bevve. Dio può
intervenire in modo straordinario nella vita delle persone, proprio come
fece con Saulo, che da zelante persecutore dei cristiani qual era e dopo
aver assistito alla lapidazione di Stefano, si ritrovò atterrato dalla Sua
presenza e accecato dalla Sua luce. La sua prima esperienza col Signore fu forte e
straordinaria, ma ciò nonostante anche lui, per poter essere avviato al
ministero, ebbe bisogno di essere consolidato; a farlo fu un tale Anania,
semplice discepolo espressamente inviatogli dal Signore, di cui Atti 9:10
Or a Damasco vi era un discepolo di nome Anania, al quale il Signore disse
in visione: «Anania!». Ed egli rispose: «Eccomi, Signore!». 11
E il Signore a lui: «Alzati e recati
nella strada detta Diritta, e cerca in casa di Giuda un uomo di Tarso di
nome Saulo, che sta pregando; 12
egli ha visto in visione un uomo, di
nome Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista». 13
Allora Anania rispose: «Signore, io
ho sentito molti parlare di
quest'uomo di quanto male ha fatto ai tuoi santi in Gerusalemme. 14
E qui ha l'autorizzazione dai capi
dei sacerdoti, di imprigionare tutti coloro che invocano il tuo nome».
15 Ma il Signore gli disse:
«Va perché costui è uno strumento da me scelto per portare il mio nome
davanti alle genti, ai re e ai figli d'Israele. 16
Poiché io gli mostrerò quante cose
egli deve soffrire per il mio nome». 17
Anania dunque andò ed entrò in quella
casa; e, imponendogli le mani, disse: «Fratello Saulo, il Signore Gesù, che
ti è apparso sulla via per la quale venivi,
mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno di Spirito Santo».
Se ne deduce che anche semplici persone come noi possono trovarsi ad evangelizzare e a curare qualcuno che in seguito diventi un grande servo di Dio, ma se il neonato spirituale viene abbandonato a se stesso, non gli viene data la giusta cura, non gli si offre una buona testimonianza, non si è presenti nella sua vita in modo intelligente e santo, diviene facile preda di satana, il quale non si rassegna a perderlo e fa di tutto per riportarlo nel suo territorio e rubargli la salvezza. È indispensabile mantenere i contatti con le persone che hanno accettato Gesù. Lo si può fare in varie maniere: con una telefonata, un sms, un invito a prendere un caffè, ecc., al fine di coinvolgerle negli incontri, cercando di agire in modo quanto più naturale e informale possibile, usando un linguaggio per loro facilmente comprensibile, badando a non esibire atteggiamenti di eccessiva spiritualità che si prestino ad essere scambiati per fanatismo. Chi si prende cura dei nuovi nati in Cristo deve essere
ineccepibile nei comportamenti, offrire
la propria testimonianza e portare con franchezza Nell’opera di consolidamento occorre seguire i seguenti principi: Verificare la conversione, cioè accertarsi che le persone abbiano fatto una reale esperienza col Signore. Istruire i nuovi credenti sul fondamento della dottrina di Cristo, il puro latte della Parola, ossia su quella parte della Scrittura che i nuovi nati possono comprendere e assimilare facilmente. Circondarli di altri credenti che diano esempio di santità, con cui avere comunione e fare amicizia. Mostrare compassione, andando incontro ai loro bisogni, pregando per loro e facendo proprie le loro sofferenze e i loro problemi. Essere disponibili, anche a costo di qualche sacrificio. Dare esempio di
santità, perché i nuovi nati in Cristo vedranno Dio attraverso di noi,
quindi la nostra vita deve riflettere Insegnare a pregare con l’esempio e con l’esortazione a realizzare una vita di preghiera adeguata alla loro crescita spirituale. Il consolidamento si effettua anche mediante la strategia del preincontro, cioè svolgendo gli studi basilari che precedono il ritiro spirituale dell’Incontro. Chi non lo ha ancora fatto si chiede cos’è quest’Incontro. È un tempo (di circa tre giorni) in cui si sta alla presenza di Dio, si prega e si permette al Signore di trasformare la propria vita. Uno degli obiettivi di tale ritiro spirituale è quello di verificare la salvezza. Durante l’Incontro vengono fatti studi di approfondimento su alcuni punti della Parola di Dio, si ministra lo Spirito Santo, si prega per ricevere guarigione dalle ferite dell’anima e per liberazione. È un tempo di ristoro spirituale in cui si possono fare
straordinarie esperienze col Signore e da cui si ritorna con una nuova
carica e un più grande desiderio di piacere a Lui e di fare All’Incontro seguono gli studi del post Incontro con i quali inizia la scuola dei leaders. Ciò detto, occorre sottolineare che tutto ciò che si fa per i neofiti deve essere fatto con amore, con tutto il cuore, con zelo e interesse, non per imposizione o per dovere. 1Corinzi 13:1
Quand'anche parlassi le lingue degli
uomini e degli angeli, ma non ho amore, divento un bronzo risonante o uno
squillante cembalo. 2 E se
anche avessi il dono di
profezia, intendessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la
fede da trasportare i monti, ma non ho amore, non sono nulla. 3
E se spendessi tutte le mie facoltà
per nutrire i poveri e
dessi il mio corpo per essere arso, ma non ho amore,
tutto questo niente mi
giova. Nel libro del profeta Geremia (48:10) si legge un versetto molto duro nei riguardi di chi compie fiaccamente l’opera del Signore.. Geremia 48:10
Maledetto chi compie fiaccamente l'opera del Signore… ... e considerato che siamo nel tempo della grazia, noi possiamo intenderlo nel senso che operare fiaccamente per il Signore impedisce di ricevere le Sue benedizioni. Se noi siamo cresciuti spiritualmente, lo dobbiamo certamente alle preghiere e all’impegno di qualcuno, ma poiché anche noi siamo stati chiamati a fare altrettanto con altri e con analogo zelo, dobbiamo agire con senso di responsabilità e adoperarci affinché il frutto che portiamo al Signore sia duraturo. Chiediamo perdono a Dio se abbiamo agito con
superficialità e scarsa attenzione, preghiamoLo non solo di accendere in noi
un nuovo peso evangelistico, ma anche di trasmetterci le Sue compassioni,
affinché non si perda nessuna delle persone che scelgono di passare alla Sua
signoria e Lo ricevono nel cuore, ma tutte rimangano salde e stabili nella
scelta fatta per il resto della loro vita.
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