Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 20 aprile 2008

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

RISORSE  SPIRITUALI  PER  L’INTERCESSIONE

(Seconda parte)

 

Redazione a Cura di Caterina Di Miceli

 

È stato più volte affermato, nelle predicazioni delle scorse domeniche, che ogni vero credente è un intercessore e che Dio lo ha equipaggiato con risorse spirituali che gli permettono di intercedere efficacemente.    

Oltre a quelle di cui si è già parlato: autorità delegata e potenza, autorità di sciogliere e di legare, il nome di Gesù, l’intercessore può utilizzare altre due potenti risorse: il sangue di Gesù e il digiuno.

 

        Il sangue di Gesù

Il meraviglioso cantico innalzato durante la lode: “Nel sangue di Gesù c’è potenza”,  oltre a creare una grande emozione, ha prodotto in chiesa una forte e tangibile unzione.

Al centro di tutto il piano di salvezza predisposto da Dio per l’uomo, sta proprio il sangue che Gesù versò per pagare il prezzo del nostro riscatto. Grazie a quel sangue, infatti, abbiamo ottenuto la salvezza e con essa il diritto di accedere al luogo santissimo, dove nell’Antico Testamento poteva entrare solo il sommo sacerdote per intercedere per i peccati del popolo, ma non prima di essersi purificato, visto che in caso contrario sarebbe stato fulminato dalla santità di Dio. 

Ebrei 10:19 Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel santuario, in virtù del sangue di Gesù, 20 che è la via recente e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, 21 e avendo un sommo sacerdote sopra la casa di Dio, 22 accostiamoci con cuore sincero, in piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi per purificarli da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.

 In virtù della Grazia che è scaturita dal sacrificio di Gesù, nostro Sommo Sacerdote, e per mezzo del Suo sangue che ci ha redenti e che continua a purificarci ogni volta che andiamo a Lui e confessiamo i nostri peccati, noi abbiamo il diritto legale di stare davanti trono del Padre, nel santuario dove  Egli dimora, e di intercedere per i peccati e i bisogni di altre persone.

 

Senza spargimento di sangue, afferma la Scrittura, non può esserci perdono dei peccati. Questo è un  principio stabilito da Dio in funzione della necessità che ogni colpa sia espiata.

Ebrei 9:22 E, secondo la legge, quasi tutte le cose sono purificate col sangue; e senza spargimento di sangue non c'è perdono dei peccati.

Tutto l’Antico Testamento rende testimonianza di tale principio divino sin da quando, in seguito al peccato di Adamo ed Eva, Dio stesso compì il primo sacrificio e con le pelli degli animali uccisi, che rappresentavano la giustizia che c’è in Cristo Gesù, coprì i due che sperimentarono per la prima volta il senso di colpa ed ebbero vergogna della loro nudità.

Da allora in poi tutto il sistema ebraico fu basato sui sacrifici che i sacerdoti compivano nel tempio senza interruzione per richiesta di quanti desideravano ottenere il perdono dei propri peccati. Gli animali da sacrificare erano perfetti, senza difetto e senza macchia, e da innocenti quali erano, pagavano col loro sangue per le colpe degli uomini peccatori. Secondo il principio della sostituzione, la perfezione dell’animale veniva assunta per fede dal peccatore, mentre i peccati di quest’ultimo si trasferivano sulla vittima, che subiva la pena al posto suo. Quei sacrifici prefiguravano quello dell’Agnello di Dio, l’Innocente che pagò per le colpe del mondo intero e che versando tutto il Suo sangue portò a compimento un sacrificio perfetto dal valore eterno e abolì tutti gli altri sacrifici. 

 

 Nel Suo sangue Gesù stipulò un Patto Nuovo, migliore del precedente,

Marco 14:24 Quindi disse loro: «Questo è il mio sangue, il sangue del nuovo patto, che è sparso per molti.

 fondato su migliori promesse e del quale Egli è il Mediatore. La prima di tali promesse è che la salvezza si riceve per grazia mediante la fede e non per opere o per meriti personali.

Ebrei 8:6 Ma ora Cristo ha ottenuto un ministero tanto più eccellente in quanto egli è mediatore di un patto migliore, fondato su migliori promesse.

 Non abbiamo più bisogno di compiere sacrifici cruenti…

Ebrei 9:12 entrò una volta per sempre nel santuario, non con sangue di capri e di vitelli, ma col proprio sangue, avendo acquistato una redenzione eterna.

…dobbiamo semplicemente credere nella potenza che c’è nel sangue di Gesù, che ci procurò una redenzione eterna e che continua a parlare in nostro favore parole di misericordia. Noi possiamo prendere le promesse di Dio solo per fede in quel sangue e dichiarando con la bocca ciò in cui crediamo. Le parole di fede attirano la potenza di Dio (Ebrei 10:22) e le Sue benedizioni a cui per nessuna cosa al mondo vale la pena di rinunciare.

Chi si lascia ingannare dalle lusinghe del maligno e cerca di raggiungere un’effimera felicità in cose peccaminose, alla fine si ritrova solo, deluso e senza Dio!

Le promesse del Signore parlano di eternità e non esiste ricchezza o condizione terrena, per quanto allettante, che le eguagli, poiché sulla terra tutto è illusorio e fugace. Accostiamoci a Dio in piena fiducia, mettiamoci sotto la protezione del sangue di Gesù e assicuriamoci un’eternità meravigliosa con Lui! 

 

Il digiuno

 Il digiuno è necessario per disciplinare il corpo e rendere più sensibile lo spirito. Se associato alla preghiera, esso diventa un potente strumento di conquista e deve essere praticato non solo dai ministri, come faceva l’apostolo Paolo,

2Corinzi 6:4 ma in ogni cosa raccomandiamo noi stessi come ministri di Dio nelle molte sofferenze, nelle afflizioni, nelle necessità, nelle distrette, 5 nelle battiture, nelle prigionie, nelle sedizioni, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni,

ma anche da tutta la chiesa,  come avveniva nella chiesa primitiva. 

Atti 14:23 E dopo aver designato per loro degli anziani in ciascuna chiesa, avendo pregato e digiunato, li raccomandarono al Signore nel quale avevano creduto.

Il digiuno può essere totale,  con astensione da cibi e bevande (Atti 9:9), ovvero parziale, con astensione solo da alcuni cibi a cui si tiene in particolar modo (Daniele 10:3) o da altre cose, come ad esempio la TV o internet, che condizionano il nostro vivere quotidiano, da cui siamo dipendenti e di cui non sappiamo fare a meno.

 

I motivi del digiuno possono essere svariati e in tutta la Bibbia ne troviamo numerosi esempi.

 Eliezer, servitore di Abrahamo, digiunò quando partì per cercare una sposa per Isacco (Ge. 24:33).

     Mosé digiunò per quaranta giorni e quaranta notti prima di ricevere le rivelazioni della Legge e del tabernacolo (Esodo 34).

Anna digiunò per guarire dalla sterilità e avere un figlio (2 Samuele 1:7-8).

Nehemia digiunò affinché Gerusalemme fosse restaurata (Nehemia 1:4).

              Gli Ebrei digiunarono per essere liberati dal decreto emanato da Haman, secondo cui tutti i Giudei dovevano essere messi a morte (Ester 4).

La città di Ninive digiunò quando fu avvertita dal profeta Giona che la sua distruzione, decretata da Dio a causa dei  peccati del popolo, era imminente (Giona 3).

Daniele digiunò per ventun giorni, dopo i quali ricevette la risposta di Dio (Daniele 10:2-3).

Giosafat  proclamò un digiuno prima della battaglia (2 Cronache  20:3).   

    Esdra  stabilì un digiuno di pentimento per implorare un viaggio sicuro preso il fiume Ahava (Esdra 8-21).

Gesù digiunò quaranta giorni e quaranta notti prima di entrare nel ministero (Matteo 4:2).

L'apostolo Paolo fece un digiuno totale di tre giorni dopo la sua conversione (Atti 9:9).

I discepoli  digiunarono e pregarono quando lo Spirito Santo ordinò di mettere Paolo e Barnaba a parte per l’opera missionaria a cui li aveva chiamati (Atti 13:2).

 

Quali sono i risultati del digiuno?

 Dio comincia a rivelarsi, a parlare, a rispondere. Esaminando alcuni versetti del profeta Isaia è possibile cogliere alcuni effetti del digiuno:

Isaia 58:6 Non è piuttosto questo il digiuno che voglio… 8 Allora la tua luce irromperà come l'aurora e la tua guarigione germoglierà prontamente, la tua giustizia ti precederà e la gloria dell'Eterno sarà la tua retroguardia. 9 Allora chiamerai e l'Eterno ti risponderà, griderai ed egli dirà: Eccomi! Se tu togli di mezzo a te il giogo, il puntare il dito e il parlare iniquo. 10 se provvedi ai bisogni dell'affamato e sazi l'anima afflitta, allora la tua luce sorgerà nelle tenebre e la tua oscurità sarà come il mezzogiorno. 11 L'Eterno ti guiderà del continuo sazierà la tua anima nei luoghi aridi e darà vigore alle tue ossa, tu sarai come un giardino annaffiato e come una sorgente d'acqua le cui acque non vengono meno.

 Il digiuno (vedi anche i versetti 6 e 7), unitamente alle condizioni citate nei versetti 9 e 10: “Se tu togli di mezzo a te il giogo, il puntare il dito e il parlare iniquo, se provvedi ai bisogni dell'affamato e sazi l'anima afflitta”, indispensabili per ottenere l’esaudimento, è uno strumento che attira grandi benedizioni.  

Se fatto con le giuste motivazioni e accompagnato dalla preghiera d’intercessione produce effetti straordinari. Il sacrificio che esso comporta, motivato dall’amore e dalla compassione per i bisogni degli altri o perché sta a cuore la loro salvezza, è gradito a Dio, che risponde alle preghiere e interviene con potenza nella vita delle persone.  

Prendiamo coscienza dell’autorità e della potenza che abbiamo in Cristo, del terrore che prende i demoni nel solo sentire pronunciare il nome di Gesù e il Suo sangue e del fatto che Satana ci è sottoposto con tutte le sue schiere malefiche; fortifichiamoci in questa consapevolezza e dedichiamo quotidianamente un tempo all’intercessione, memori che “Ogni cosa è possibile a chi crede!” (Marco 9:23).

Nel corso della conferenza che avrà inizio tra qualche giorno e che tratterà il tema del combattimento spirituale, avremo modo di approfondire le nostre conoscenze in merito e di acquistare, con l’esempio dei pastori che interverranno e con l’esercizio personale, una maggiore grinta e capacità di esprimere una fede determinata, per sbaragliare le opposizioni nemiche utilizzando pienamente le risorse spirituali di cui disponiamo e prendere le benedizioni che Dio vuole darci. 

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Antonio Settecase